Memorie di Adriano

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Marguerite Yourcenar
Memorie di Adriano
Einaudi 1974
10 righe da pagina 127:

TRAHIT SUA QUEMQUE VOLUPTAS:

ciascuno la sua china, ciascuno il suo fine, la sua ambizione se si vuole, il gusto più segreto,l'ideale più aperto.
Il mio era racchiuso in questa parola : il bello,di così ardua definizione a onta di tutte le evidenze dei sensi e della vista.
Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo.
Volevo che le città fossero splendide,piene di luce, irrigate d'acque limpide,popolate da esseri umani il cui corpo non fosse deturpato né dal marchio della miseria o della schiavitù, né dal turgore di una ricchezza volgare ; che gli alunni recitassero con voce ben intonata lezioni non fatue; che le donne al focolare avessero nei loro gesti una sorta di dignità materna, una calma possente ; che i ginnasi fossero frequentati da giovinetti non ignari dei giochi né delle arti; che i frutteti producessero le più belle frutta, i campi le messi più opime.

inviato il 25/10/2012
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