Metafisica dei tubi

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Amélie Nothomb
Metafisica dei tubi
Ugo Guanda Editore - Le Fenici tascabili
10 righe da pagina 7:

In principio era il nulla. E questo nulla non era né vuoto né vacuo: esso nominava solo se stesso. E Dio vide che questo era un bene. Per niente al mondo avrebbe creato alcunché. Il nulla non solo gli piaceva, ma addirittura lo appagava totalmente.
Dio aveva gli occhi perennemente aperti e fissi. Se anche fossero stati chiusi, nulla sarebbe comunque cambiato. Non c’era niente da vedere e Dio non guardava niente. Era pieno e denso come un uovo sodo, di cui possedeva anche la rotondità e l’immobilità.
Dio era soddisfazione assoluta. Non desiderava niente, non aspettava niente, non percepiva niente, non rifiutava niente e niente lo interessava. La vita era di una pienezza talmente intensa che non era vita. Dio non viveva: esisteva.
L’esistenza non aveva avuto per lui un inizio percettibile. Dio non possedeva linguaggio e, di conseguenza, non possedeva pensiero. il che dimostrava , incontestabilmente, che Dio era Dio. E questa evidenza non aveva la minima importanza, perché Dio se ne infischiava altamente di essere Dio.

inviato il 31/03/2012
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