Moby Dick

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H. Melville
Moby Dick
Tradotto da Ottavio Fatica
Einaudi (collana Supercoralli) e-book
10 righe da pagina 2759:

Maschere di cartapesta, altro non sono tutti gli oggetti visibili. Ma in ogni accadimento, nel vivo dell'azione, nel fatto inoppugnabile, un che di ignoto ancorché raziocinante preme la maschera irrazionale imprimendovi nuova effigie. Se s'intende portare un colpo, dovrà trapassare la maschera! Come fa un prigioniero a venir fuori se non abbatte il muro? Per me quel muro è la balena bianca: me l'hanno addossata contro. A volte penso che aldilà non ci sia nulla. Ma basta e avanza. M'aggrava, mi soverchia: in lei scorgo una forza oltraggiosa, retta da imperscrutabile malizia. E quell'imperscrutabilità che più di tutto ho in odio: e la balena bianca sia il mandate o la balena bianca il mandatario, su di lei io sfogherò quell'odio. E non venitemi a dire blasfemia: se m'insultasse colpirei il sole. Ne avesse facoltà, anch'io l'avrei: con la rivalità a presiedere il creato, una certa qual correttezza rientra nello scambio.

inviato il 01/12/2017
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Commenti

Mi affascinano molto queste righe. Le leggo e le rileggo, mi pare di afferrarne l'essenza, e poi in realtà non riesco a coglierla davvero. Come quando si prova un sentimento e non si riesce ad esprimerlo a parole.

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