Moscerine

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Anna Marchesini
Moscerine
Rizzoli formato e-book
10 righe da pagina 806:

gli Svizzeri tostavano il caffè (...) Sin dal mattino, da quella misteriosa specie di antro artificioso e fantastico, nell'innocente segreto del retrobottega dove nessuno aveva mai assistito all'alacre armeggio di quella fastosa vasta ingegnosa ubbidiente orologeria meccanica umana che sono gli Svizzeri, cominciava a salire un profumo forte e acre come di foglie bruciate, un aroma amaro e intenso si infilava su per la cappa del camino; tuttavia non si poteva dire che si trattasse solo di quello; subito intorno si diffondeva come l'avvertimento che si trattasse di altro, di qualcosa di più (...) Era come se in quel profumo inebriante e irresistibile si solidificassero una mezza dozzina di fragranze di allusioni di attimi, memorie persistenti, di odori, di aliti sfiorati, di fragili essenze evaporate, eppure eternamente capaci di trattenere nelle loro goccioline appena palpabili, ricordi lontanissimi e fedeli, istanti inarrivabili in cui qualcuno o qualcosa che abbiamo incontrato nel tempo ha lasciato impressa una traccia, ha lasciato per noi il suo il suo istante di posa.

inviato il 13/11/2017
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Commenti

Mi piace come Anna Marchesini sapeva usare le parole, in modo fantasioso, le affiancava incalzanti e pirotecniche. Qui sa definire la proverbiale e trita e ritrita precisione degli Svizzeri con una frase completamente nuova e sa raccontare quanto il caffè sia evocativo, rendendo omaggio ad ogni sua goccia e al suo profumo che sa aprire la mente ad infinite immagini.

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