Occhi di sale

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Massimo Granchi
Occhi di sale
Palabanda
10 righe da pagina 1:

L’ultimo anno delle scuole medie, Paolo Murgia fu chiamato ogus de sali. Un nome strano ma adatto. Non era dovuto a una caratteristica del suo sguardo o al colore degli occhi. Lo aveva meritato perché Giovanni Manca, detto Nino, lo aveva sfidato per ottenere il posto migliore sull’autobus della scuola, quello in fondo, all’angolo, accanto al finestrino; l’aveva colpito in volto con una manciata di sale.
Le liti scoppiavano così improvvise da non lasciare il tempo di capire come accadesse, da dove partissero o chi fossero i responsabili. Anche i colpi arrivavano come saette nell’aria che lasciavano addosso formicolii, vergogna e qualche volta soprannomi. Lo scontro permetteva al vincitore di vivere di onore e gloria, mentre al perdente rimaneva addosso l’umiliazione.

inviato il 10/11/2015
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Commenti

Ciao Massimo :)

Massimo, dovresti postare 10 righe tratte anche dai libri che leggi ;)

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