Olivia ovvero la lista dei sogni possibili
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Le Polaroid sono come le persone, hanno bisogno di affetto e se la temperatura esterna è troppo fredda si rifiutano di nascere. L'avevo messa sotto il cappotto, mi ero seduta sul prato spelacchiato, avevo chiuso gli occhi e, con la schiena salda contro l'albero-guru, avevo infilato le dita nella terra e sentito colarmi addosso i raggi di quel tenero sole invernale. Come nei titoli di coda di un film di Rohmer. Tornata a casa avevo tirato fuori la Polaroid dal suo rifugio caldo e il faggio era lì, col suo tronco massiccio e perfettamente a fuoco. Ero acciaccata, rotta dentro, mi ripetevo: "Passerà Olli, passerà" e sotto sotto sapevo che sarebbe passata. Prima o poi tutto finisce, no?


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