Piccoli equivoci senza importanza

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immagine copertina
Antonio Tabucchi
Piccoli equivoci senza importanza
Feltrinelli

Omaggio al grande Tabucchi con queste poche righe del suo libro.

"Mi faccia venire un infarto, la prego," disse con aria implorante.
"Come dice?" esclamò il regista.
"Un infarto," disse Eddie, "qui, su quella panchina.
Faccio un'aria affranta, così, guardi, mi seggo sulla panchi-
na e mi porto una mano al petto, come il dottor Zivago.
Mi faccia morire."
Il ciak guardava il regista aspettando istruzioni per
fermare la scena. Ma il regista fece un gesto a forbice con
le dita, per significare che avrebbe tagliato, e indicò che
continuassero.
"Macché infarto," disse, "Le pare di avere una faccia
da infarto? Si cali di più il cappello sulla fronte, così, alla
Eddie, sia ragionevole, non mi obblighi a rifare la scena."
Fece un cenno agli operai affinché mettessero in funzione
le pompe. 'Forza," lo incitò, "sta cominciando a piovere,
lei è Eddie, per favore, non un patetico innamorato... metta
le mani in tasca, si stringa di più nelle spalle, così, bravo,
venga verso di noi... sigaretta ben pendente fra le labbra...
perfetto... gli occhi per terra."

inviato il 26/03/2012
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