Povera gente

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Fedor Dostoevskij
Povera gente
Tradotto da E. Perego
Biblioteca universale Rizzoli BUR 2007
10 righe da pagina 144:

Ma il bel mattino di oggi, fresco, limpido, radioso, come di rado ce ne dà il nostro autunno, mi ha rianimata. Ecco l’autunno, ho esclamato con gioia. Come amavo l’autunno in campagna! Ero una bambina, ma già sentivo molto. La sera autunnale mi piaceva più della mattina. A due passi da casa, alle falde della collina, c’era un laghetto. Mi pare ancora di rivederlo: largo, levigato, lucido come un cristallo. Se la serata era calma, era calmo anche il lago. Sugli alberi delle rive non si muoveva una foglia, l’acqua era immobile come uno specchio. Che bell'aria fresca, frizzante! La brina cadeva sull'erba, qua e là per le capanne brillava un fuoco, le greggi tornavano. Allora io cheta cheta sgusciavo fuori di casa, correvo al mio lago e me nestavo incantata a contemplarlo.

inviato il 16/11/2016
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Commenti

Anche nel mio libro descrivo l'autunno... sono belle queste tue righe.

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Fëdor Michajlovič Dostoevskij Mosca, 11 novembre 1821.

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