Re Mida ha le orecchie d'asino

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Bianca Pitzorno
Re Mida ha le orecchie d'asino
Mondadori 1996
10 righe da pagina 13:

Fino ad allora avevano abitato a Taros, che era anch’esso un paese piccolo e selvaggio, un posto da capre come diceva sempre la zia Rinuccia, ma offriva il grande vantaggio, oltre a quello di avere l’elettricità e l’acquedotto, di essere a pochi chilometri da Lossai, mezz’ora d’automobile, per cui ogni domenica i Pau potevano andare a pranzo in città dai nonni, e fare le loro compere nei negozi cittadini, e andare qualche volta al cinema e restare insomma in contatto con la civiltà. Invece trasferirsi sull’isola de La Serpentaria era come andare in esilio, protestava la madre di Làlage. Non c’era neppure il telefono: solo la radio della caserma dei finanzieri per comunicare col mondo in caso d’emergenza. Era pericoloso.

inviato il 17/05/2013
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