Red Square

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Martin Cruz Smith
Red Square
Tradotto da M. Amante
Mondadori 1993
10 righe da pagina 109:

A volte Arkady aveva la sensazione che, mentre lui era via, Dio avesse sollevato Mosca e l’avesse rovesciata. Era ritornato in una Mosca del sottosuolo, una città non più sotto la mano grigia del Partito. La mappa mostrava una città diversa, con molti più colori tracciati con le matite.
Il rosso, per esempio, era il colore della mafia di Lyubertsy, un sobborgo operaio a oriente della città… Qui abitavano gli emarginati, gli studenti che non frequentavano le scuole di élite, senza diplomi universitari e senza contatti nel Partito.
Il blu era quello della mafia del Laghetto Lungo, un sobborgo di baracche nella zona settentrionale. I circoli blu indicavano i loro interessi – furto di merci all’aeroporto di Sheremetyevo e prostitute all’hotel Minsk – ma la loro attività principale erano i ricambi d’auto.
Il verde islamico era quello dei ceceni, musulmani originari delle montagne del Caspio. A Mosca ne vivevano un migliaio, a cui si aggiungevano i rinforzi che arrivavano in carovane di automobili.

inviato il 01/07/2017
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