Romeo e Giulietta

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William Shakespeare
Romeo e Giulietta
Fabbri Editore
10 righe da pagina 165:

A compiere riti d'amore, basta agli amanti la luce che s'irragia dalla loro bellezza. Che se poi l'amore è cieco, tanto più s'accorda con la notte. Vieni dunque, o notte solenne, matrona sobriamente vestita di nero, e apprendimi a perdere una partita vinta, nella quale vengon giuocate deu intatte verginità. Copri del tuo nero mantello il sangue ancor non dòmo che s'agita nelle mie gote, fino a quando il timido amore, fatto ardito, non veda nell'atto d'amore schiettamente compiuto nell'altro che semplice modestia. Vieni, o notte, vieni o Romeo! Vieni tu, giorno nella notte, perché tu riposerai sulle ali della notte più bianco che neve fresca sulla groppa d'un corvo. Vieni, notte gentile, vieni, notte amorosa e aggrondata, e offrimi il mio Romeo; e com'egli muoia, prendilo con te e taglialo tutto in piccole stelle, ed egli di tanto farà più bello il volto del cielo, che tutto il mondo di prenderà d'amore per la notte, e non vorrà più saperne di tributare oltre alcun culto al sole troppo abbagliante.

inviato il 08/08/2013
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Commenti

Serena, anno di edizione del libro da cui hai tratto le 10 righe? :)

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