Se il fiume fosse whisky

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T. Coraghessan Boyle
Se il fiume fosse whisky
Tradotto da Marisa Caramella
Einaudi 2001

Willa Frank. Quel nome era amaro, sulla lingua di Albert.
Willa, Willa, Willa. Era un nome ossuto, magro e scarso, privo di sensualità: l’antitesi del rotondo, corposo Leonora. Sapeva di nodosa durezza puritana, di carne mortificata, di intransigenza di fronte alla tentazione. Willa. Come poteva sperare di sedurre Willa? E Frank, inoltre. Frank era addirittura peggio. Un nome di uomo. Freddo, scostante, tedesco, francese. Era il nome di una donna che non avrebbe mai complicato il proprio lavoro con nozioni di carità o di riguardo per l’altrui sensibilità. No, era il nome di una donna decisa a brandire gli aggettivi come una mazza.
A bagnomaria in queste amare considerazioni, Albert mangiava senza sentire alcun sapore.

inviato il 01/08/2019
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