SMAMMA

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VALENTINA DIANA
SMAMMA
EINAUDI 2014

Stavo per dirti.
Ma tu hai fatto di nuovo quel segno con la mano a paletta. e per compendio, nel caso non mi fosse stato ancora chiaro, l'hai detto anche a parole. - Smamma, - hai detto.
Io ho richiuso la bocca, ho richiuso la porta.
Però non mi davo pace. Ho ripreso a parlare col naso a un centimetro dal vetro smerigliato. Da dentro potevi vedere una forma tonda e deforme (la mia faccia) con al centro qualcosa che si muoveva ostinata (la mia bocca) dire: "Il fatto è che io non so come fare con te, e ti vorrei ammazzare. Ti voglio bene. Sei mio figlio. Ma se dei marziani venissero a riprenderti e dicessero Tutto bene, è stato un esperimento, è uno di noi, per questo non vi capivate, ce lo riprendiamo, non dico che sarei sollevata: Stapperei una bottiglia di champagne. Questo perché io ti odio. Io ti amo, a volte, non posso negarlo. Ma la maggior parte del tempo io ti odio".
Avevo detto tutto questo quasi limonando con un vetro smerigliato, ma ne era valsa la pena.

inviato il 02/01/2016
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