Solaris

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Stanislaw Lem
Solaris
Tradotto da Eva Bolzoni
Urania Mondadori 1961
10 righe da pagina 118:

Con un lungo cigolio cominciavano a chiudersi le saracinesche delle finestre. In un secondo, all'interno della stazione, che in quel momento era simile a una tartaruga che si ritira nel suo guscio, dominò la notte. A tentoni le tolsi gli occhiali e assieme ai miei li misi sotto il letto.
- Cosa faremo? - domandò.
- Ciò che si fa di notte. Dormiremo.
- Chris.
- Cosa?
- Ti faccio un nuovo impacco?
- No, non occorre... non ce n'è bisogno, cara.
Nel dirle questa parola, non mi era chiaro se fosse simulazione; ma di colpo, nel buio, abbracciai ciecamente le sue piccole spalle e, sentendole tremare, credetti in lei. Insomma, non so, tutt'a un tratto mi sembrò che lei non m'ingannasse, e che invece fossi io a ingannarla, poiché lei in fondo era solo se stessa.

inviato il 13/03/2014
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Commenti

eccezionale. lo lessi a 12 anni. avevo gia' visto tarkowski, purtroppo doppiato e tagliato...

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