Teo

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Lorenza Gentile
Teo
Einaudi 2014
10 righe da pagina 17:

Il mio papà lo diceva sempre che vincere era la cosa più importante, nella vita.
«E si combatte solo per ciò che si desidera veramente», mi aveva spiegato una volta.
Io cosa volevo veramente?
Qualche giocattolo in più? Sì, anche, ma tanto non usavo nemmeno quelli che avevo. Andare meglio a scuola? Certo, ma poi sarei diventato come quella secchiona antipatica di Giulia e mi sarei stancato anche di essere bravo.
C'era una cosa, però, di cui non mi sarei mai stancato.
Vedere la mamma e il papà che si parlavano senza tenere la voce così alta che arrivava al soffitto e non dovermi ogni volta chiudere nella mia stanza. Non sentire battere forte il cuore quando il papà picchiava un pugno sul tavolo e non avere sempre paura di dire qualcosa che non andava o di non riuscire a dormire la notte.
Una famiglia almeno un po' felice, questo era quello che volevo più di ogni altra cosa.

inviato il 03/09/2014
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