Tito Lucrezio Caro

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La Natura delle Cose
Tito Lucrezio Caro
Tradotto da U. Dotti
Feltrinelli 2015
10 righe da pagina 93:

Dolce è mirar da ben sicuro porto
L'altrui fatiche all'ampio mare in mezzo,
Se turbo il turba o tempestoso nembo;
Non perchè sia nostro piacer giocondo
Il travaglio d'alcun, ma perchè dolce
È se contempli il mal di cui tu manchi:
Nè men dolce è veder schierati in campo
Fanti e cavalli e cavalieri armati
Far tra lor sanguinose aspre battaglie.
Ma nulla mai si può chiamar più dolce
Ch'abitar, che tener ben custoditi
De' saggi i sacri templi onde tu possa,
Quasi da rôcca eccelsa ad umil piano,
Chinar tal volta il guardo.

inviato il 25/06/2018
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Commenti

Le notizie biografiche di Lucrezio sono ancora oggetto di complesse discussioni tra gli esperti: Pompei per vari motivi non è nient'altro che una semplice ipotesi, mentre la nascita nel 94 a. C. è poco convincente e molti critici preferiscono il 98 a. C., più in linea con le scarne e a volte contraddittorie notizie delle scarse fonti. Comunque, luogo e data di nascita sono ancora "sub iudice".

Titus Lucretius Carus nacque a Pompei, 94 a.C

Grazie.

Ciao, scelgo queste righe:
http://scrivi.10righedailibri.it/dialogo-di-pittura

Lo spirito del sito è quello della condivisione. L'autenticità, come la falsità, non è una particolarità dell'opera, ma è esclusivamente dovuta a un giudizio su di essa puramente soggettivo. Marcello non vi è nessuna offesa nelle tue parole anzi ti ringrazio per la tua dotta disquizione.

Ciao Barbara, hai senz'altro ragione: la critica è rivolta all'autore della traduzione, però - absit iniuria verbis - un pochino, e molto bonariamente, anche a chi l'ha ritenuta meritevole di essere citata. Comunque, complimenti.

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di giugno. Scegli da oggi 2 luglio a domenica 8 luglio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Ciao Marcello, mi dispiace perché non era affatto mia intenzione 'offendere' il grande Lucrezio, io ho semplicemente ripreso la traduzione fatta da U. Dotti quindi non è opera mia. Semmai la critica andrebbe fatta a chi ha tradotto il testo.

Cara Barbara, sono stato molto combattuto ma alla fine - con mio grande rincrescimento - non ho aggiunto il mio segnalibro. Intendiamoci: la tua scelta di quell'autore, uno dei massimi della letteratura latina, lo meriterebbe senz'altro: avrai capito che è uno dei miei superpreferiti, tanto è vero che ho dedicato il mio ultimo libro all'analisi del finale del suo libro III, un vero e ispirato inno alla morte. Però la traduzione poetica, che tu hai utilizzato, è il classico esempio - direi: da manuale - di come "non" si deve tradurre Lucrezio: è una versione poetica canterellata, basata su giochhetti di parole ( se turbo il turba!!!) e su aggiunte ridicole e pleonastiche (piacer giocondo, sanguinose aspre battaglie, quasi da rocca eccelsa ad umil piano, etc.) dettate dalla necessità non di restare fedele al testo originale, ma di completare alla meno peggio il ritmo dell'endecasillabo. Mi dispiace per te e Lucrezio, ma non posso votare uno scempio del genere.

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