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Elisabeth Strout
Tutto è possibile
Tradotto da Susanna Basso
Einaudi 2017
10 righe da pagina 182:

Annie trovava quasi insopportabile la vulnerabilità delle loro facce. Si guardò attorno in quella cucina minuscola, con la carta da parati grigia rigata di chiazze di umidità, la sedia a dondolo su cui sedeva sempre il padre, il cuscino con uno strappo largo abbastanza da mostrare l'imbottitura, (...) la tenda sulla parte alta della finestra con la sua nuvola di ragnatele fra il tessuto e il vetro. Annie tornò a rivolgere lo sguardo sui fratelli. Forse a loro non era toccato il terrore quotidiano con cui era vissuta la povera Charlene. Ma la verità era sempre stata sotto i loro occhi. Erano cresciuti nutrendosi di vergogna; la vergogna era stato il concime del loro terreno. Eppure, stranamente, quello che capiva meglio era suo padre. E per un istante Annie rifletté su questo: che suo fratello e sua sorella, brave persone, serie, perbene, equilibrate, non avevano mai conosciuto la passione che porta un uomo a rischiare tutto quello che ha, a mettere a repentaglio ciò che gli è più caro, semplicemente per essere vicino al bagliore accecante del sole che per quell'istante sembra capace di lasciarsi la terra alle spalle.

inviato il 11/12/2017
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