Un gitano sedentario

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Alberto Granado
Un gitano sedentario
Sperling & Kupfer Editori
10 righe da pagina 257:

Ogniqualvolta mi sia capitato di parlare della vita e delle azioni del mio amico Ernesto Guevara ho sempre messo in chiaro che uno dei principali doveri di chi ha avuto il privilegio di godere dell'amicizia di persone come lui, che per tanti versi sono state al di sopra della media, ha anche la grande responsabilità di ribadire senza mezzi termini che si sta pur sempre parlando di un essere umano in carne e ossa, di un uomo e soltanto di un uomo.
Dalla sua uccisione in Bolivia, sia i nemici sia tanti incauti ammiratori hanno fatto dell'immagine del Che una sorta di creatura mitologica, irraggiungibile, piena di virtù e priva di difetti e quindi ineguagliabile.
Ho sempre lottato contro questa visione fuorviante presentandolo come l'essere umano che era, di cui è possibile imitare, eguagliare e persino superare l'esempio, evitando di scivolare nella vacua idealizzazione.
Nel maggio del 1995, dunque, Delia e io ricevemmo l'invito per un giro di incontri in Italia.

inviato il 09/02/2013
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Commenti

Certo natalina, un eccitante viaggio nella Cuba di quel tempo, non più proponibile. Ciao

Cuba..

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