Una vita apparentemente perfetta

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Michelle Hunziker
Una vita apparentemente perfetta
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 12:

Non esiste forma di violenza più alta di quella delle sette. Cercavo amore, e Clelia me lo dava. Potevo dirle tutto, e lei mi avrebbe comunque accettato. Mi telefonava sei volte al giorno per sapere come stavo, ascoltava con attenzione, sembrava coinvolta dalle mie sofferenze. Mi coccolava: se ero triste mi permetteva di appoggiarle la testa in grembo e la accarezzava finché non ero io a sollevarla. Per settimane mi aiutava a migliorare la mia scarsa autostima, facendomi sentire speciale, unica, importante. Poi di colpo mi denigrava. Mi metteva in castigo, allontanandomi, negandosi. E io volevo una sola cosa: tornare da lei. Avrei fatto di tutto pur di non perdere quell’unione simbiotica che, ai miei occhi, era l’unico amore vero nella mia vita. E in effetti ho fatto molto: ho sospeso il giudizio, sacrificato il mio libero arbitrio, tagliato i ponti con mia madre, con amici e colleghi carissimi, ho messo in pericolo la mia carriera.
Sono dovuti passare cinque anni prima che arrivassi a provare una sofferenza così acuta da essere insopportabile.

inviato il 04/12/2017
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Michelle Yvonne Hunziker (Sorengo, 24 gennaio 1977)

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