Uno, nessuno e centomila

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Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila
Tradotto da A cura di Ugo M. Olivieri
I CLASSICI UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI 1970

L’idea che gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a rendermi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro (un “mio” dunque che non era per me!); una vita nella quale pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare, quest’idea non mi diede più requie.
Come sopportare in me questo estraneo? Questo estraneo che ero io stesso per me? Come non vederlo? Come non conoscerlo?
Come restare per sempre condannato a portarmelo con me, in me, alla vista degli altri e fuori intanto dalla mia?

inviato il 10/12/2012
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Commenti

Ciao Barbara ti comunico che le tue righe sono state scelte come migliori della settimana!!! Complimenti a breve riceverai un libro incentivo, facci avere un tuo recapito a
libroincentivo@10righedailibri.it

Senza faccine, pubblicate anche voi per favore.

Non avevo dubbi!

Adoro questo libro, questa concezione e Pirandello!

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