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1984

La cosa terribile che aveva fatto il partito - mentre vi derubava di qualsiasi controllo sulla realtà - era stata quella di convincervi che gli impulsi e i sentimenti non avevano alcun valore. Una volta caduti in balia del Partito, quel che sentivate o non sentivate, quel che facevate o vi astenevate dal fare, non cambiava, letteralmente, niente. In ogni caso scomparivate, e di voi e delle vostre azioni non restava più traccia. Venivate sottratti completamente al flusso della storia.


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Foto 10 righe al Salone del libro di Torino

Abbiamo pubblicato le foto del gioco Libro incentivo al Salone del libro di Torino.
Hanno partecipato 1000 persone e abbiamo regalato 300 libri incentivo.
: )
http://www.10righedailibri.it/gallery/gioco-libro-incentivo-10-righe-al-...
- Sono passati a trovarci gli editori partecipanti e gli amicu autori Barbara Fiorio, Francesco Barbi, Marco Marvaldi...
- Ringraziamo per la collaborazione l'AES, la Regione Sardegna e tutti gli editori.
QUESTO MESE RITARDEREMO CON I LIBRI INCENTIVO perché gli editori erano tutti a Torino...


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Confessioni di un codardo

E se fra voi c'è qualcuno che si sente abbastanza matto da voler diventare scrittore,
gli consiglio va' avanti,
sputa in un occhio al sole,
schiaccia quei tasti,
è la migliore pazzia che possa esserci,
i secoli chiedono aiuto,
la specie aspira spasmodicamente alla luce,
e all'azzardo, e alle risate.
Regalateglieli.
Ci sono abbastanza parole per noi tutti.


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L'ultimo giorno di gloria

Tu mi stai lasciando e non te ne frega niente di quello che succede a me, disse in modo abbastanza lucido. Le cose potrebbero sembrarti diverse tra un pò di tempo, io non ne valgo al pena. Davvero. Non importa se ne vali la pena, disse lui. Noi siamo una cosa sola, solo che tu sei troppo debole per capirlo. credi che sono impazzito. se fortunata che io non lo sia. sai perchè? Perchè, chiese lei, di malavoglia. Perchè se fossi davvero impazzito non ti farei fare questo errore. lo correggerei. Lei annui. C'era del vero.


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Il libro che non ho ancora scritto

riesco ad andare al supermercato tre volte al mese comprando il minimo indispensabile e, affinando la strategia, conto di arrivare a un' "escursione con carrello" ogni quindici giorni. ci vado tardi apposta così ho poco tempo e mi concentro di più; ho imparato a portarmi dietro una lista, béh, certo, di solito guardando dentro al carrello sembra che il foglio che ho in mano non sia proprio il mio, ma tutto sommato riesco a starci abbastanza dietro. di recente mi sono anche munita di una borsa di stoffa con su scritto "non voglio la busta" per ricordarmelo nel caso la commessa mi prendesse in contropiede, perchè se la tirchieria è un peccato la parsimonia è un'arte.


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Tre tazze di tè

In un periodo di intenso conflitto tra India e Pakistan, Greg era infastidito dal modo in cui gli studenti indiani e pachistani giocavano alla guerra nell'intervallo, fingendo di mitragliarsi e decapitarsi a vicenda. "A parte questo era un posto magnifico per andare a scuola" racconta. "Era come una piccola ONU. C'erano 28 differenti nazionalità e celebravano tutte le festività :Hannukah, Natale, Diwili, la festa di Id."


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Trilogia di New York

Nelle storie che scriveva, a importargli non era il rapporto con il mondo, ma il rapporto con le altre storie. Ancor prima di diventare William Wilson, Quinn era stato un affezionato lettore di romanzi gialli. Sapeva che per lo più erano scritti male, e nella grande maggioranza dei casi non avrebbero superato nemmeno l’esame più generico; eppure era la forma che lo attraeva, e rifiutava di leggere solo quei rari gialli di bruttezza incredibile. Mentre per gli altri generi letterari possedeva un gusto rigoroso, esigente fino all’incontentabilità, verso quei libri quasi non faceva differenze. Quando era dell’umore giusto, ne leggeva senza difficoltà anche dieci o dodici di seguito. Una specie di fame s’impossessava di lui, la bramosia di un cibo speciale, e non si interrompeva prima di averne mangiato a sazietà.


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A volte ritornano

L'UOMO CHE AMAVA I FIORI
...Il giovane attraversò la Sessantatreesima, camminando con un che di elastico nel passo e sempre con quel mezzo sorriso sulle labbra.
Verso la metà dell'isolato, un vecchio stava accanto a un carrettino verde carico di fiori: il colore predominante era il giallo,quello febbrile delle giunchiglie e dei crocus tardivi.
Il vecchio aveva anche dei garofani e alcune rose tea di serra, anche quelle gialline.
L'aria era dolce e profumata.
Il giovane si girò verso il carrettino del fioraio,sorridendo.
Le avrebbe portato dei fiori, e questo l'avrebbe fatta contenta.
Amava vedere che gli occhi le si illuminavano per la sorpresa e per la gioia quando le faceva un'improvvisata : piccole cose,perchè era tutt'altro che ricco.
"mio giovane amico!, disse il fioraio,vedendo che il giovane vestito di grigio tornava sui suoi passi,facendo scorrere lo sguardo sulla merce esposta.
Il venditore di fiori ricordava anche lui che cosa voleva dire essere giovani in primavera : giovani e così innamorati da camminare quasi senza toccare terra.


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IL LIBRO CHE NON HO ANCORA SCRITTO

è Marlene, timida mi chiede se può prendere un pezzetto della torta che ho preparato nel pomeriggio e dalla sua carezza sulla mia spalla le deve sembrare proprio buffa la mia reazione, soprattutto il mio turpiloquio mezzo italiano e mezzo spagnolo per dirle che io per me sola non cucino mai. per me cucinare è condividere, è prendersi cura, è confortare ed è per questo che non serve nemmeno chiedere; il suo masticare sarà per me la buonanotte migliore, come questa ninna nanna che piano parte sopra le nostre parole, come fosse una coperta cadutaci addosso a pennello per riscaldarci dalla notte che non ha bisogno di certezze quasi come noi che, invece di continuare a rincorrerle, ci stiamo insegnando a farne egregiamente a meno.


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Trilogia di New York

New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso, e nel consegnarsi al movimento delle strade, riducendosi a un occhio che vede, eludeva l’obbligo di pensare; e questo, più di qualsiasi altra cosa, gli donava una scheggia di pace, un salutare vuoto interiore. Il mondo era fuori di lui, gli stava intorno e davanti, e la velocità del suo continuo cambiamento gli rendeva impossibile soffermarsi troppo su qualunque cosa. […] Vagando senza meta, tutti i luoghi diventavano uguali e non contava più dove ci si trovava. Nelle camminate più riuscite giungeva a non sentirsi in nessun luogo. E alla fine era solo questo che chiedeva alle cose: di non essere in nessun luogo. New York era il nessun luogo che si era costruito attorno, ed era sicuro di non volerlo lasciare mai più.


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A volte ritornano
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A volte ritornano
IT non l'ho ancora letto ma mi ispira, vedi che ...delle righe ne attirano altre !ciao |
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A volte ritornano
Un'altra lettrice kingiana, eh.... :) |
Treno di notte per Lisbona
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Treno di notte per Lisbona
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ciao |
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Treno di notte per Lisbona
Ciao Elena,bene!i aspetto a fine lettura"se vorrai un tuo pensiero"...naty |
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Treno di notte per Lisbona
Preso :) |
La tredicesima storia
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La tredicesima storia
Preso :) |
La tredicesima storia
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La tredicesima storia
Arrivato e vai! |
GIOCO - Riga 10
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GIOCO - Riga 10
studiavo da ragazzo insieme a Musharraf stesso e a molti altri futuri leader pachistani (Tre tazze di thè - Greg Mortenson - David Oliver Relin) |
Apnea
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Apnea
Sì ho visto grazie :)) |
La luna è il nostro sole
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La luna è il nostro sole
http://www.lasinodoroedizioni.it/libri/40/la-luna--il-nostro-sole Grazie per il libro incentivo |



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Commenti
IT non l'ho ancora letto ma mi ispira, vedi che ...delle righe ne attirano altre !ciao
Gio, 23/05/2013 - 20:31Un'altra lettrice kingiana, eh.... :)
Gio, 23/05/2013 - 15:37Io sto leggendo It!