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Pagina di elisa

La strada di Swann

Marcel Proust
La strada di Swann
Tradotto da Mariolina Bongiovanni Bertini
Einaudi 2008
10 righe da pagina 330:

"Lei", Swann cercava di chiedersi che fosse; poiché l'amore e la morte hanno come punto comune, più che non quelli così vaghi, di cui si suol parlare, quello d'indurci a interrogare più profondamente, nel timore che la sua realtà ci sfugga, il mistero della personalità.
E questa malattia ch'era l'amore di Swann si era così moltiplicata, era avvinta così strettamente ad ogni consuetudine di lui, ad ogni suo atto, alla sua mente, alla sua salute, al suo sonno, alla sua esistenza, perfino a ciò ch'egli desiderava dopo la morte, aveva finito ormai col formare una cosa sola con lui a tal punto che non sarebbe stato possibile strappargliela senza distruggere lui stesso quasi per intero: come si dice in chirurgia, il suo amore non era "operabile".

inviato il 20/10/2010
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Ho qualcosa da dirti

immagine copertina
Hanif Kureishi
Ho qualcosa da dirti
Bompiani
10 righe da pagina 93:

Amavo la consuetudine di due persone intelligenti che sedevano insieme per ore, giorni, settimane, magari anni, setacciando le piccole cose dell'esperienza in cerca di detriti significativi, sbirciando nell'angolo più nascosto di un sogno in cerca di una verità criptata. La concentrazione, l'intensità: l'analisi non arrivava per me neanche un momento troppo presto. Ciò che mi commuoveva era la profondità di ogni giorno, quanto ci fosse anche nel gesto e nella parola più insignificanti.
Era lì che la storia di una persona incontrava il mondo esterno. Come un romanziere, in questo modo riuscivo a trovare senso e interesse in ciò che apparteneva alla vita quotidiana, in ciò che mi piaceva sentire.

inviato il 17/10/2010
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Commenti

ok, grazieee..

ciao Sweet Dream, ho già inviato la mia email a "Staff"

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ciao Elisabetta, puoi mandarmi la tua mail in un messaggio perché ho una comunicazione da farti?...grazie

La possibilità di un'isola

immagine copertina
Michel Houellebecq
La possibilità di un'isola
Bompiani
10 righe da pagina 144:

Qualcosa in me sapeva dunque, aveva sempre saputo, che avrei finito coll'incontrare l'amore, parlo dell'amore condiviso, il solo che abbia valore, il solo che possa effettivamente condurci a un ordine di percezioni diverso, in cui l'individualità si spacca, in cui le condizioni del mondo appaiono modificate, e la sua continuazione legittima.
Eppure non avevo niente dell'ingenuo; sapevo che la maggior parte delle persone nasce, invecchia e muore senza aver conosiuto l'amore.

inviato il 15/10/2010
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sono contenta, grazie mille!!!
alle prossime 10 righe...

ciao Elisabetta, con queste 10 righe hai vinto il libro incentivo! complimenti...

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spero proprio di farcela oggi...
Vincere grazie ad Houellebecqu sarebbe per me un onore...
Scrittore sicuramente provocatore, cinico, ma la sua visione sulla condizione umana, per quanto disarmante, potrebbe illuminare molte menti...

Elisabetta, ieri non hai vinto per pochissimo
:)
ti rifarai oggi???

Lolita

immagine copertina
Vladimir Nabokov
Lolita
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 21:

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.
Lo-li-ta: la punta della lingua compie un breve viaggio di tre passi sul palato per andare a bussare, tre volte, contro i denti. Lo. Li. ta.
Era Lo, null'altro che Lo, al mattino, diritta nella sua statura di un metro e cinquantotto, con un calzino soltanto.
Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea punteggiata dei documenti.
Ma nelle mie braccia fu sempre Lolita.
Un'altra l'aveva forse preceduta? Si, certo.

inviato il 14/10/2010
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è stupendo....come non leggerlo:))ci sono libri che dissetano l'anima,questo è uno di quelli,un sorriso

Uno degli incipit più belli in assoluto, secondo il mio modesto parere.

Tormento di un'anima fuori dal tempo

immagine copertina
Annalisa Schettino
Tormento di un'anima fuori dal tempo
Acquaviva 2010

Sento la natura dentro di me.
L’albero che si dibatte al vento
è il prolungamento del mio ventre,
è un feto ribelle uscito fuori prima del tempo,
ha la mia anima, il mio amore
si nutre della mia essenza
è parte di me.
Le sue radici attecchite nel mio ventre
sono intrise del mio calore e del mio amore per lui
ed elargiscono al mondo il frutto del mio seno.
La natura è in me.
Io sono in lei.
Noi siamo l’amore.

inviato il 13/10/2010
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stupenda:)

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Elogio della Vecchiaia

immagine copertina
Petrarca
Elogio della Vecchiaia
Tradotto da Pasquale Stoppelli
La Vita Felice 2009
10 righe da pagina 61:

- Sono vecchio, segnato dalle rughe e da una generale decadenza: a stento mi riconosco.
- Questo fin dall'inizio ti preannunciai che sarebbe accaduto. Certo con minor desiderio ti avvicinerai allo specchio, forse piacerai meno ai tuoi occhi e meno di sicuro a quelli delle donne leggere: nella voglia di piacere a loro è difficile dire se prevalga la vanità o la libidine. Ma coloro che cercano la fede, la costanza, la gravità, la prudenza saranno più sicuri di trovare ciò che desiderano in un volto rugoso che non in guance morbide e distese.

inviato il 22/11/2010
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Come fare ..."Di necessità virtù"

Bello, già! Ma sarà vero?

A sud del confine, a ovest del sole

immagine copertina
Haruki Murakami
A sud del confine, a ovest del sole
Tradotto da Mimma De Petra
Feltrinelli 2000
10 righe da pagina 143:

Una volta mi mostrò una foto di quando aveva iniziato il liceo: era seduta su una sedia in un giardino pieno di girasoli fioriti. Era estate e indossava dei pantaloncini corti in denim e una T-shirt bianca. Era davvero stupenda. Sorrideva rivolta all’obiettivo. […]
“A giudicare da questa foto, dovevi essere felice,” le dissi.
Shimamoto scosse lentamente la testa. Attorno agli occhi le si formarono delle piccole e graziose rughe e sembrava che stesse riandando col pensiero a una scena di un lontano passato. “Sai, Hajime,” disse, “dalle foto non si capisce nulla. Non sono che ombra. La vera me stessa era da un’altra parte, in un posto che l’obiettivo non può riprendere.”
Quella fotografia mi rese profondamente triste. Guardandola mi accorsi di quanto tempo avessi perso fino ad allora. Anni preziosi, esistiti solo in quel momento e in quel luogo e che, nonostante i miei sforzi, non sarebbero mai più tornati. Rimasi a lungo a fissare quella fotografia.

inviato il 05/11/2010
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Daniele prova a caricare un'immagine al tuo profilo
:)

Erec e Enide. La gioia della corte.

immagine copertina
Manuel Vázquez Montalbán
Erec e Enide. La gioia della corte.
Frassinelli 2002
10 righe da pagina 111:

Le passo accanto e le accarezzo i capelli. Lei mi trattiene la mano e me la bacia con la sufficiente, calcolata leggerezza perché io prosegua il cammino che mi riporta a letto. Ho la schiena indolenzita e si abbandona alla pietà di un materasso splendido, come solo può definirlo una schiena veterana e aggredita, come solo una nuca stanca di sostenere una testa così piena di ricordi e presagi può gradire il cuscino, sentirlo una patria.

inviato il 06/11/2010
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Narciso e Boccadoro

immagine copertina
Hermann Hesse
Narciso e Boccadoro
Tradotto da Cristina Baseggio
Mondadori - I Miti 1995
10 righe da pagina 50:

Narciso:"Parlo sul serio. Non è il nostro compito quello d'avvicinarci, così come non s'avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra mèta non è di trasformarci l'uno nell'altro, ma di conoscerci l'un l'altro e d'imparar a vedere ed a rispettare nell'altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro complemento". Boccadoro, colpito, teneva il capo chino: il suo volto s'era fatto triste.

inviato il 06/11/2010
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Il libro della mia adolescenza, indimenticabile.

Bello anche il titolo!

Grande Hesse!

Certo, prova a cliccare sopra il nome...
:)

le trovi perché hai aggiunto un segnalibro. A breve le separeremo

Se una notte d'inverno un viaggiatore

immagine copertina
Italo Calvino
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Mondadori

Le stazioni si somigliano tutte; poco importa se le luci non riescono a rischiarare più in là del loro alone sbavato, tanto questo è un ambiente che tu conosci a memoria, con l'odore di treno che resta anche dopo che tutti i treni sono partiti, l'odore speciale delle stazioni dopo che è partito l'ultimo treno. Le luci della stazione e le frasi che stai leggendo sembra abbiano il compito di dissolvere più che di indicare le cose affioranti da un velo di buio e di nebbia. Io sono sbarcato in questa stazione stasera per la prima volta in vita mia e già mi sembra d'averci passato una vita, entrando e uscendo da questo bar, passando dall'odore della pensilina all'odore di segatura bagnata dei gabinetti, tutto mescolato in un unico odore che è quello dell'attesa, l'odore delle cabine telefoniche quando non resta che recuperare i gettoni perché il numero chiamato non dà segno di vita.
Io sono l'uomo che va e viene tra il bar e la cabina telefonica. Ossia; quell'uomo si chiama «io» e non sai altro di lui, così come questa stazione si chiama soltanto «stazione» e al di fuori di essa non esiste altro che il segnale senza risposta d'un telefono che suona in una stanza buia d'una città lontana. Riattacco il ricevitore, attendo lo scroscio di ferraglia giù per la gola metallica, ritorno a spingere la porta a vetri, a dirigermi verso le tazze ammucchiate ad asciugare in una nuvola di vapore.

inviato il 24/10/2010
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grazie!

ciao Piero, complimenti, hai vinto il libro incentivo con queste 10righe....

Grazie mille Piero per aver apprezzato la mia poesia|

Venuto al mondo

immagine copertina
Margaret Mazzantini
Venuto al mondo
Oscar Mondadori 2010
10 righe da pagina 303:

Diego tornò dopo tre giorni. Entrò nella stanza, tagliando il buio in silenzio come un animale. Restammo fermi in un lungo abbraccio, senza forze, immobili come sacchi. Mi sembrò pesantissimo. Aveva corso, era sudato, la mia guancia si bagnò del suo collo.
"Amore".
Si teneva le mani sulle orecchie, dondolando un pò la testa. Una granata lo aveva assordato, e adesso aveva un soffio lacerante chiuso dentro, come un risucchio. Non guardò nulla intorno, si sedette sul letto. Si tolse gli stivali, li scacciò con l'ultima forza. S'afflosciò accanto a me. Lo lasciai dormire. Mi incollai alla sua schiena per respirare l'odore che aveva addosso....era quello suo, solito, solo un pò più forte, come quando aveva l'influenza e restava a letto a sfebbrare, e io trovavo quell'odore di uomo-cane sulle lenzuola, sul colletto del pigiama. Rimasi a occhi chiusi in quella penombra. Era tornato. Respirava con cruccio, come se il respiro fosse troppo, gli ingorgasse il naso...

inviato il 26/10/2010
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Terre desolate

immagine copertina
Stephen King
Terre desolate
Tradotto da Tullio Dobner
Sperling & Kupfer 2003

Il brontolio dei macchinari era incessante, ma non c'era forse un sottofondo stonato? Un pulsare disperato sotto il ronzio, come l'aritmia di un cuore malato? La sensazione che la macchina che produceva quel rumore, per quanto molto più tecnologicamente avanzata persino del robot con le sembianze di orso, stesse uscendo di sintonia con se stessa?
"Tutto è silenzioso dove hanno sede i defunti", bisbigliò Eddie senza volere con un filo di voce incerta. "Tutto è dimenticato nelle sale di pietra dei defunti. Guarda le scale erette nelle tenebre; guarda le stanze della rovina. Queste sono le sale dei defunti dove i ragni tessono e i grandi circuiti si ammutoliscono a uno a uno".

inviato il 21/10/2010
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Bello tutto, ma il quarto - "La sfera del buio" - per me resta insuperabile...

bello, a giorni inizio il quinto volume

Appena Jake vide il posto, capì due cose: la prima è che l'aveva già visto in sogni così terrificanti che la sua mente cosciente non gli aveva concesso di ricordarli; la seconda è che quello era un luogo di morte, assassinio e follia. Era fermo dietro l'angolo di Rhinehold Street e Brooklyn Avenue, a una settantina di metri da Henry ed Eddie Dean, ma già da laggiù sentiva la Villa che ignorava i due fratelli e protendeva verso di lui invisibili mani bramose. Gli sembrava di vedere artigli in cima a quelle dita. Artigli affilati.

Terzo volume del ciclo "La Torre Nera". La prima edizione italiana è del 1992.

Lasciami entrare

immagine copertina
John Ajvide Lindqvist
Lasciami entrare
Tradotto da Giorgio Puleo
Mondolibri 206
10 righe da pagina 73:

La ragazza si girò verso di lui. Le sue pupille erano così grandi che riempivano quasi completamente i suoi occhi, la luce sopra i portoni si rifletteva sulla superficie nera delle sue pupille e sembrava che avesse una città lontana all'interno della testa. Il colletto della maglia faceva risaltare ancora di più i suoi lineamenti delicati che la rendevano simile a uno di quei...personaggi dei fumetti. La pelle, le linee del suo volto avevano la qualità della seta. Oskar si schiarì la voce."Quanti anni hai" "Quanti credi che ne abbia?" Quattordici, quindici" "Ne dimostro così tanti?" "Sì. O meglio, no, ma..." "Ho dodici anni" "Dodici!" Magnifico, era più giovane di Oskar, che avrebbe compiuto tredici anni fra un mese. "Quando compi gli anni?" "Non lo so" "Non lo sai? Ma....quando sei nata, allora?" "Non festeggio mai il mio compleanno" "Ma tuo padre e tua madre devono sapere quando sei nata!" "No, mia madre è morta" "Oh. Di cosa è morta?" "Non lo so" "Ma tuo padre deve saperlo" "No" "Allora non...ricevi regali e cose simili?" La ragazza su spostò e gli si mise accanto. Il vapore del suo alito si sparse sul volto di Oskar e le luci della città si spensero all'ombra di Oskar. Le pupille erano due buchi rotondi nel suo volto.

inviato il 21/10/2010
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Che bello!!! Grazie!!! Mando il mio indirizzo email al vostro indirizzo info@10righedailibri.it.

Complimenti Gabriela! con queste 10 righe hai vinto il libro incentivo...

puoi comunicarmi la tua mail?...grazie

La terra desolata

immagine copertina
Thomas S. Eliot
La terra desolata
Tradotto da Angelo Tonelli
Feltrinelli 2006
10 righe da pagina 33:

E l'albero morto non dà riparo/ e il canto del grillo non dà ristoro/ e l'arida pietra non dà suono d'acqua. Soltanto/ ombra sotto la roccia rossa/ (venite all'ombra della roccia rossa)/ e vi mostrerò qualcosa di diverso/ dalla vostra ombra che al mattino vi segue/ o dall'ombra che di sera vi si leva incontro:/ vi mostrerò il terrore/ in un pugno di polvere.

inviato il 21/10/2010
Nei segnalibri di:

La strada di Swann

Marcel Proust
La strada di Swann
Tradotto da Mariolina Bongiovanni Bertini
Einaudi 2008
10 righe da pagina 330:

"Lei", Swann cercava di chiedersi che fosse; poiché l'amore e la morte hanno come punto comune, più che non quelli così vaghi, di cui si suol parlare, quello d'indurci a interrogare più profondamente, nel timore che la sua realtà ci sfugga, il mistero della personalità.
E questa malattia ch'era l'amore di Swann si era così moltiplicata, era avvinta così strettamente ad ogni consuetudine di lui, ad ogni suo atto, alla sua mente, alla sua salute, al suo sonno, alla sua esistenza, perfino a ciò ch'egli desiderava dopo la morte, aveva finito ormai col formare una cosa sola con lui a tal punto che non sarebbe stato possibile strappargliela senza distruggere lui stesso quasi per intero: come si dice in chirurgia, il suo amore non era "operabile".

inviato il 20/10/2010
Nei segnalibri di:

Ho qualcosa da dirti

Ho qualcosa da dirti 8 years 40 settimane fa

ciao Sweet Dream, ho già inviato la mia email a "Staff"

La possibilità di un'isola

La possibilità di un'isola 8 years 40 settimane fa

sono contenta, grazie mille!!!
alle prossime 10 righe...

La possibilità di un'isola 8 years 40 settimane fa

spero proprio di farcela oggi...
Vincere grazie ad Houellebecqu sarebbe per me un onore...
Scrittore sicuramente provocatore, cinico, ma la sua visione sulla condizione umana, per quanto disarmante, potrebbe illuminare molte menti...

Tormento di un'anima fuori dal tempo

Tormento di un'anima fuori dal tempo 8 years 40 settimane fa

aggiunto

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