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Pagina di an.ba@tiscali.it

Sette giorni

immagine copertina
Andrea Barillà
Sette giorni
Ciesse Edizioni
10 righe da pagina 7:

La canna della pistola – solida e magniloquente – premette sulla fronte corrugata.
In circostanze normali, quel poco augurabile incontro tra carne e acciaio avrebbe decretato il trionfo del tepore umano sulla lega inanimata, ma nonostante Sebastiano stesse ardendo di una febbre che nessun farmaco avrebbe placato, il metallo padroneggiò la pelle infuocata causandogli brividi simili a spasmi.
Nell‟esistenza precedente aveva sentito dire che il modo ideale per togliersi la vita utilizzando una rivoltella fosse puntarla sotto il mento o, nel caso si desiderasse eludere ogni incognita, infilarla in bocca come si sarebbe fatto con una pistola ad acqua apparsa dal nulla in pieno deserto; ciò avrebbe scongiurato il rischio che il tremore della mano, non ancora sedotta dalla decisione presa, abbattesse la determinazione maturata nel tempo di un‟unica, inverosimile settimana.

inviato il 10/01/2011
Nei segnalibri di:

Antipodi

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indexOf
Antipodi
Ciesse Edizioni
10 righe da pagina 117:

Il mercante lo condusse nei pressi di una donna sfiorandogli con uno dei due badili la schiena. Quando le si pararono davanti, Leo capì di avere sbagliato a valutare: la contessa Eva González de la Cuesta, la mecenate della situazione, non era una signora, bensì una mummia agghindata a festa. Indossava un cappello a falda larga, sopra il quale erano state collocate alcune bacche e diversi spicchi di arancia; lui si domandò se il protocollo prevedesse il doversi servire direttamente dal cesto della frutta, ma la stessa non sembrava affatto fresca e preferì esimersi. Il viso della cariatide era un reticolato di rughe livellate a colpi di bisturi, però ancora ben visibili nonostante il tentativo di restauro messo in atto dal chirurgo estetico; tra l‟altro il disgraziato avrebbe meritato una denuncia per il solo fatto di avere osato intervenire su un reperto così antico.

inviato il 10/01/2011
Nei segnalibri di:

I racconti delle fate

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Charles Perrault e altri
I racconti delle fate
Tradotto da Elena Giolitti
Newton Compton 2003
10 righe da pagina 202:

«[...] ti faremo dipingere più bello dello stesso Amore [...]». «Non son capace», disse lui, «di commettere una simile soperchieria; sarei disperato di rendere mia moglie infelice». «E puoi credere», esclamò la Regina, «che la donna che desideri non lo sarà con te? L’uomo che l’ama è bello; e se fra sovrano e suddito il rango è diverso, la differenza non è minore fra un cinghiale e il più affascinante uomo del mondo». «Peggio per me signora, rispose Marcassino, infastidito dalle ragioni ch’ella gli allegava, «oso dire che dovreste meno d’un’altra rinfacciarmi la mia disgrazie: perché m’avete fatto nascere maiale?». Non è ingiusto rimproverarmi di una cosa di cui non ho colpa?». «Io non ti rimprovero», disse la Regina intenerita, «voglio solo farti presente che, se sposi una donna che non ti ama, sarai infelice e farai la sua tortura: se tu potessi capire quel che si soffre in queste unioni forzate, non vorresti certo correrne in rischio: non val meglio restarsene da soli in pace?» [...]
(Madame d’Aulnoy, IL PRINCIPE CINGHIALE)

12 illustrazioni di Gustave Doré

inviato il 14/12/2010
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Commenti

Questi racconti sono immortali.

Proprio così, solo il vero amore dà la felicità, non servono le unioni forzate!

patty ti voglio bene per me sei tu una fattina che quando viene in sardegna mi fà tanta compagnia

patty
per me sei una fattina che quando viene in sardegna mette tanta allegria ti voglio bene amica

Patti, ti sei accorta che tra questi segnalibri compare ancora quello del mio account di prova???E' brutto, nero e per giunta senza nome!!!:))

eheh Enricooooo sei stato tu a fare la campagna letturale?
:))

Complimenti Patti, ti auguro di vincere il libro ;)

Protesto protesto innanzitutto perchè questo assiepamento di SEGNALIBRI SENZA FOTO non è concepibile! BRUUUUTTTTIIII uomini neri senza volto!!! EVVIVA LA FOTO! Evviva l'arcobaleno!
E fu così che la pat si portò in testa a parimerito!!!

:))) che succede? le fate hanno fatto la magia per farmi vincere il libro incentivo o il principe marashino è intervenuto?

Enrico, è un libro che tengo sempre a portata di mano e ogni tanto leggo una fiaba. Specialmente di notte! Così i sogni diventano più magici.

Wow Patti, mi ispira moltissimo questo libro!

Anatolij Ljiupanov

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Emanuela Mercuri
Anatolij Ljiupanov
Ciesse Edizioni 2011
10 righe da pagina 449:

La notte prima aveva piovuto. Tutto sommato le gocce di pioggia erano rimaste come cristallizzate sulle foglie degli arbusti, così da ricreare il fenomeno ogni qualvolta, il gigante, vi passava accanto, sfiorando i rami con le spalle magre. Anatolij alzò la mano, in segno di fermata. Conficcò la pala nel terreno e si avvicinò alla tomba. «Così, nelle tenebre ho riscoperto il vostro segreto e nelle tenebre sono costretto a strapparlo via dalle vostre dita». Joseph si avvicinò alla tomba, lasciò andare a terra la pala e scostando il terreno con i piedi, disse: «Il terreno è stato smosso». Anatolij si chinò in avanti, sbarrando gli occhi. Con le mani cominciò a frugare nel terreno. Joseph cadde all‟indietro, respinto dalla furia del giovane, il quale, imbracciata la pala che il vecchio aveva gettato a terra, cominciò a scavare. La bara, di poche semplici tavole, era vuota. Dalla fossa un urlo si elevò al di là delle cupe sterpaglie. Un tuono squarciò le nubi e fu tempesta ancora una volta, ancora una volta.

inviato il 10/01/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Grande Anatolij!

Grazie ancora.
Anatolij vive e vivrà attraverso il vostro affetto. Spero che le prossime dieci righe, saranno a Voi gradite allo stesso medesimo modo. :)

10 righe scelte per il nuovo libro incentivo 10 righe per 10 giorni ; )
Complimenti Emanuela, ti sei aggiudicata un libro incentivo che ti verrà inviato al recapito che puoi comunicarci a info@10righedailibri.it, indicandoci anche il genere che preferisci.
Enrico
Staff 10righedai libri

Grazie a tutti voi.

Amori Anomali - 5 Racconti

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Daniela Frascati
Amori Anomali - 5 Racconti
Ciesse
10 righe da pagina 154:

Daniela Frascati
IL COLLOCATORE
Il collocatore fu il primo uomo di cui Fenisia s’innamorò.
Era il 1950. Fenisia aveva dodici anni, il collocatore cercava
una camera in affitto e ne dimostrava all’incirca ventisei. Le
sembrava alto, era chiaro di pelle e scuro di capelli, con gli
occhi più neri e profondi che Fenisia avesse mai visto.
Per lungo tempo fu vivo in lei il ricordo di come le fosse
apparso all’improvviso al centro della strada sterrata nella luce
limpida di quel settembre.
Era seduta come faceva spesso sulle scale esterne della casa. Il collocatore fu il primo uomo di cui Fenisia s’innamorò. Era il 1950. Fenisia aveva dodici anni, il collocatore cercava una camera in affitto e ne dimostrava all’incirca ventisei. Le sembrava alto, era chiaro di pelle e scuro di capelli, con gli occhi più neri e profondi che Fenisia avesse mai visto. Per lungo tempo fu vivo in lei il ricordo di come le fosse apparso all’improvviso al centro della strada sterrata nella luce limpida di quel settembre. Era seduta come faceva spesso sulle scale esterne della casa. ...

inviato il 10/01/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

È un piacere averti tra noi!
Enrico
staff 10 righedailibri

ringrazio tutti per i segnalibri che avete assegnato alle mie dieci righe e spero che anche tutte le altre siano ugualmente gradite a chi vorrà leggerle.
un grazie anche lo Staff 10 righelibri per avermi dato questa opportunità e per questo piacevole e intelligente "luogo"

Anatolij Ljiupanov

immagine copertina
Emanuela Mercuri
Anatolij Ljiupanov
Ciesse Edizioni
10 righe da pagina 527:

«I giovani muoiono
e i vecchi resistono. La lugubre parabola della modernità».
Sussurrò. Richiusa la porta della camera, tolse la vestaglia e
completamente nudo si guardò allo specchio. I lunghi capelli si
527
riversarono sulle spalle. Sempre più magro, sottolineava con le dita delle mani le ossa del bacino e proseguiva lento verso le costole. Sfiorò lo specchio che da strumento di Narciso era divenuto il suo compagno da quasi 30 anni. Tolse la maschera e guardò i grumi di sangue che nell‟incavo del naso si erano formati. Una lacrima discese dall‟occhio sinistro e rivolgendo lo sguardo ancora a suoi stessi occhi, disse: «Gli ultimi atti di questo spettacolo si dispiegano e la morte permette che io sia il macabro burattinaio, per riparare al delitto che sbadato e illuso ho contribruito a spezzare la mia stessa vita. Siamo ombra e polvere. Che Dio mi perdoni».

inviato il 13/01/2011
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