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Pagina di dorian49

La passeggiata

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Federico Moccia
La passeggiata
BUR
10 righe da pagina 59:

Anche allora lui aveva sorriso, accettando la mia ribellione giovanile come il naturale scotto, il passaggio obbligato per quello stretto di vita, quel mare in tempesta tra padre e figlio. Quei giorni di scontro malgrado il loro inevitabile amore e che saranno sempre motivo di rimpianto. Ma lui lo sapeva allora. E anche oggi mi sorride. Oggi che ci é stata regalata questa passeggiata. E mi accarezza di nuovo la testa. E mi si avvicina e mi stringe a sé e mi dice cose all'orecchio. Una dopo l'altra, con quella sua sicurezza...

inviato il 27/03/2011
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Dedicato a tutti i padri

Poesie d'amore

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Rafael Alberti
Poesie d'amore
Tradotto da Marcella Eusebi Ciceri
Arnoldo Mondadori 1966
10 righe da pagina 109:

Sono i boschi che tornano! Sono quelli
dove l'amore, rotolando, si graffiava fra i rovi
ed era come un ruscello felice, reso incandescente
da piccole stelle di dolcissimo sangue.

I boschi della notte, con l'amore taciuto,
che sente solo il fremito delle foglie
ed il profondo ritmo dei petti affondati
col tremito della terra e del cielo alle spalle.

Che conforto senza nome non perdere la memoria,
tenere gli occhi pieni di quei tempi passati,
di quelle notti in cui l'amore ardeva
come l'unico dio che abitasse i boschi!

inviato il 20/06/2011
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Grazie a Rafael!

Rileggendo queste parole sono per un attimo tornata ai tempi, felici, dell'università. Allora leggevo Alberti per studio, adesso lo rileggo per passione... Grazie...

Una moglie a Gerusalemme

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Naomi Ragen
Una moglie a Gerusalemme
Tradotto da Silvia pederzolli
Newton Compton Editori 2011
10 righe da pagina 26:

L’atmosfera nell’aula cambiò improvvisamente, riempiendosi di una rara aria di sfida. Alle ragazze non si insegnava a contestare. Si insegnava loro che la maggior parte delle cose erano per loro impossibili da comprendere e che avrebbero dovuto seguire supinamente la tradizione. Si insegnava loro che gli autori dei testi scolastici, non erano semplici uomini come quelli che conosciamo abitualmente, ma uomini la cui conoscenza e devozione aveva conferito una condizione di indiscutibile infallibilità, trasmessa e comunicata al rabbino/insegnante maschio del momento. Le ragazze guardarono Batsheva con un misto di orrore e rispetto, con lo stesso sguardo con cui avrebbero guardato un acrobata circense esibirsi in piroette aeree senza rete di protezione…Batsheva scivolò a fondo sulla sedia, tamburellando ritmicamente una matita appuntita sul banco. Negli ultimi tempi domande sul senso dell’esistenza occupavano spesso i suoi pensieri insieme alla necessità di un nuovo guardaroba estivo...Stava attraversando quell’età in cui la mente pondera…

inviato il 20/06/2011
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Un personaggio femminile indimenticabile, che può rappresentare tutte le donne che lottano, giorno dopo giorno...

Che bello! Ho appena ricevuto un libro regalo della Newton Compton: Il profumo dei fiori in Iraq!

Il mondo alla fine del mondo.

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Luis Sepúlveda
Il mondo alla fine del mondo.
Tradotto da Ilide Carmignani
TEA 2005
10 righe da pagina 60:

Quando gli anni e il mare hanno finito per trasformare le barche in vere immondizie galleggianti, gli armatori le ritirano dalle linee di navigazione e le vendono, generalmente a vecchi capitani che si rifiutano di vivere a terra. Allora smettono di essere il cargo tale o tal'altro, e si trasformano in tramp steamers, vagabondi dei porti che navigano sotto le bandiere più povere, a equipaggio ridotto, e accettano contratti a basso prezzo per trasportare carichi senza far domande sulla loro natura e senza curarsi della loro destinazione.

inviato il 21/06/2011
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I giapponesi e la caccia alle balene.

Macbeth

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William Shakespeare
Macbeth
Newton Compton
10 righe da pagina 159:

Domani e poi domani e poi domani,
striscia di giorno in giorno a passi corti
verso la zeta del tempo prescritto;
e tutti i nostri ieri hanno rischiarato
a degli sciocchi il sentiero polveroso
che conduce alla morte. Via, consumati,
corta candela! la vita è soltanto
un'ombra errante, un guitto che in scena
s'agita un'ora pavoneggiandosi, e poi
tace per sempre: una storia narrata
da un idiota, colma di suoni e di furia,
senza significato.

inviato il 22/06/2011
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Il femminile nella fiaba

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Marie-Louise von Franz
Il femminile nella fiaba
Bollati Boringhieri
10 righe da pagina 10:

Una donna di mia conoscenza aveva piedi piccoli e sensibili, ma al marito piacevano i tacchi alti: perciò lei si torturava calzando questo tipo di scarpe, anche contro il parere dei medici.
Una donna si comporta così perché ha paura di perdere l'amore dell'uomo. Se la donna sente di piacere all'uomo soltanto perché è un'incarnazione della sua Anima, si sentirà costretta a recitare questa parte. Ma in tal caso, l'uomo l'amerà soltanto come uno dei suoi fantasmi e non come una persona indipendente, e allora il suo non sarà che una parvenza di sentimento. Se gli fosse negata con dolcezza, invece di cedere in silenzio, forse egli le avrebbe riconosciuto l'esistenza.

inviato il 21/06/2011
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Roberto, se è per questo gli uomini barano anche e soprattutto quando iniziano ad amare. E' sul lungo percorso che escono fuori il meglio...

L'amore, letterario e non, é proprio la libertà di essere ciò che si é veramente!

Vedi anche " Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés. Comunque anche gli uomini quando temono di perdere l'amore di una donna barano, si travestono, imbrogliano.Ma cos'è l'amore, se non libertà di essere ciò che si è veramente?

Vedi anche " Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés. Comunque anche gli uomini quando temono di perdere l'amore di una donna barano, si travestono, imbrogliano.Ma cos'è l'amore, se non libertà di essere ciò che si è veramente?

Frasi straordinarie!

clap clap clap! applausi! bellissima citazione, sopratutto l'ultima frase!

Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Arnoldo Mondadori 1993
10 righe da pagina 33:

In ogni città dell'impero ogni edificio è differente e disposto in un diverso ordine: ma appena il forestiero arriva alla città sconosciuta e getta lo sguardo in mezzo a quella pigna di pagode e abbaini e fienili, seguendo il ghirigoro di canali orti immondezzai, subito distingue quali sono i palazzi dei principi, quali i templi dei grandi sacerdoti, la locanda, la prigione, la suburra. Così - dice qualcuno - si conferma l'ipotesi che ogni uomo porta nella mente una città fatta soltanto di differenze, una città senza figure e senza forma, e le città particolari la riempiono.

inviato il 22/06/2011
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Il contrario di uno

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Erri De Luca
Il contrario di uno
Feltrinelli
10 righe da pagina 31:

"Ha bisogno di aiuto?"
"Di uno che mi uccide."
Alla risposta mi fermo del tutto.E' più accovacciata che seduta in terra sul bordo del sentiero.La posizione compressa, da mal di stomaco, mi ha tirato fuori l'offerta di aiuto.E poi i montagna si usa.E poi lei attira, però questo l'ho visto alla risposta quando mi alza in faccia una faccia di sposa persa sull'altare.Mi fermo, non pesa lo zaino legero di una giornata in giro per cime senza corda e ferraglia da scalata.Non mi accosto ancora, mi volto e ripeto:"Di uno che l'uccide.Di uno che l'ama fa lo stesso?".Una che risponde buffa e agra ha bisogno di uno spudorato.
"No, di uno che mi uccide.Un assassino si trova, un uomo no."Questa è rivolta al genere maschile e a me che sono il solo nei paraggi."Sono un assassino.Ho con me un buon coltello, se vuole ci appartiamo e la sgozzo."
Abbassa gli occhi dalla faccia alle mani per cercare conferma.
"Gratis?"
"Si"
"Generoso."
"Siamo in montagna, c'è più solidarietà che a fondo valle"

inviato il 22/06/2011
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..professionista di montagna?.. grazie per il complimento e perdona la risposta tardiva..... :-)

Caspita, Laura, che commento da professionista!

A me piace molto.A dispetto di una scrittura che corre raffinata e leggera, come un disegno sulla seta, il racconto ti fa andare con le gambe alla medesima maniera del come si va in montagna, con uno sforzo misurato e continuo..lasciando, attorno, uno spazio infinito di cielo in mezzo alle cime..

Strabello. Mi ricordo esattamente il luogo dov'ero quando ho letto l'episodio della ragazza che voleva morire.

Molto forte, incredibilmente vicino

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Jonathan S. Foer
Molto forte, incredibilmente vicino
Guanda
10 righe da pagina 30:

E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in più pezzi di quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno taciturno, anzi non avevo proprio mai pensato a tante cose, ed è cambiato tutto, la distanza che si è incuneata fra me e la mia felicità non era il mondo, non erano le bombe e le case in fiamme, ero io, il mio pensiero, il cancro di non lasciare mai la presa, l'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto e ditemi, a cosa mi servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero?
Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte e mai una volta che vi sia entrato.

inviato il 22/06/2011
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Grazie Mel va! Sei veramente gentile :)

Giada, fai scelte sempre azzeccate!!

Il sogno più dolce

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Doris Lessing
Il sogno più dolce
Tradotto da Monica Pareschi
Mondolibri su licenza Feltrinelli 2002
10 righe da pagina 285:

Un ospedale come si deve ha..." Prese un'aria disperata, girandosi dall'altra parte, scuotendo la testa per l'enormità di tutto questo, esattamente come avrebbe fatto Joshua, perché quello era un tipico gesto africano; poi si accovacciò e raccolse un rametto spezzato, e incominciò a disegnare una casa sul terreno soffice e umido. Stava meditando. Che cosa direbbe Julia se mi vedesse adesso? Era accovacciata con le ginocchia divaricate di fronte a Joshua, accovacciato anche lui, anche se si bilanciava senza sforzo sui muscoli delle cosce, mentre lei doveva tenersi in equilibrio con una mano appoggiata a terra. Con l'altra disegnò un edificio a diversi piani, e guardando in faccia Joshua disse: "Ecco com'è fatto un ospedale. E ci sono le macchine per le radiografie... lo sai cos'è una radiografia? C'è...". Stava pensando all'ospedale dove aveva fatto l'internato, e intanto il suo sguardo si posava sulle tettoie d'erba sopra le stuoie di giunchi, la baracca che ospitava il dispensario, la capanna dove le donne partorivano sulle stuoie. Stava ancora piangendo.

inviato il 22/06/2011
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Giorno d'estate

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Irène Némirovsky
Giorno d'estate
Via del vento edizioni
10 righe da pagina 26:

Il giardino era oscuro, saturo di quei profumi deliziosi che, per sgorgare dalla terra, aspettano che l’uomo si sia addormentato. Ogni piccola foglia si agitava al debole vento della notte. Un migliaio di piccole bocche ansimanti si protendevano assetate verso l’alito che saliva dal fiume: ognuna, senza dubbio, sospirava, chiamava, mormorava:”Io, io, io”.
Ma il vento carezzava appena la cima degli alberi e si perdeva nei campi. E la notte calma, dolce e indifferente, ricominciava a cullare mollemente tra le braccia tutti gli esseri viventi che s’addormentavano

inviato il 22/06/2011
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Arriva a proposito.

bello!!

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