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Pagina di alessandromalav

AMORE INVERSO

immagine copertina
Francesca Panzacchi
AMORE INVERSO
Comma21 - Damster Edizioni
10 righe da pagina 13:

– Allora come vanno le cose con Matteo? – chiese Sara.
Sveva non rispose subito. Buttò lo sguardo fuori dalla finestra e lo lasciò vagare fra le prime luci della sera.
– Vanno bene direi, lui è sempre molto gentile, accondiscendente. E prevedibile.
Sara sorrise. Conosceva bene la sua amica.
– Siete così belli insieme, lo dicono tutti. Non è un male essere affidabili Sveva e poi… è innamorato perso di te, si vede benissimo.
– Stiamo insieme da poco.
– Insomma tu non lo ami – concluse Sara.
Ancora una volta Sveva non rispose. Si avvicinò allo specchio e fece scivolare il gloss lungo il contorno delle labbra.
Indossava un vestito corto e bianco, con un’ampia apertura sulle spalle. Si raccolse i capelli in alto per valorizzare la scollatura, lasciando libere solo alcune ciocche a incorniciarle il viso.
Si guardò di nuovo allo specchio, con un certo compiacimento.
– Dai che facciamo tardi! – esclamò Sara mentre prendeva la borsa e le chiavi della macchina.
– Sono pronta – rispose Sveva.

inviato il 28/12/2017
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L'ALIENATO

immagine copertina
Vito Introna Francesca Panzacchi
L'ALIENATO
Milena Edizioni
10 righe da pagina 81:

Questa volta il sogno di Mattia mutò. Non erano più cinque donne identiche a insidiarlo, ma una sola, bionda e bellissima. Camminava verso di lui con passi lenti, avvolta da un alone luminoso e fluorescente. I capelli erano sciolti e lisci, il volto totalmente inespressivo. Gli occhi avevano un colore innaturale, ora tendente al grigio ora al verde chiaro. Indossava una tunica di lino lunga e stretta, simile a una veste sacrificale. Le mani, belle e affusolate, sembravano troppo grandi rispetto al corpo e la donna le protendeva in avanti come per afferrarlo, così lui a ogni passo indietreggiava, ma lentamente, in modo da non distanziarsi troppo da lei.

inviato il 24/01/2014
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Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

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10 righe da pagina 27:

Il gatto nero grande e grosso prendeva il sole sul balcone, facendo le fusa e meditando su come si stava bene lì, a pancia all'aria sotto quei raggi tiepidi, con tutte e quattro le zampe ben ritratte e la coda distesa.
Nel preciso istante in cui si girava pigramente per farsi scaldare la schiena dal sole, sentì il sibilo provocato da un oggetto volante che non seppe identificare e che si avvicinava a grande velocità. Vigile, balzò in piedi sulle zampe e fece appena in tempo a scansarsi per schivare la gabbiana che cadde sul balcone.

inviato il 27/05/2012
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partecipo al MINIGIOCO del 27 maggio autori sudamericani http://scrivi.10righedailibri.it/10-righe-sui-libri
http://scrivi.10righedailibri.it/storia-di-una-gabbianella-e-del-gatto-che-le-insegnò-volare-1

DELITTI AL CASTELLO

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Francesca Panzacchi&Carlo Santi
DELITTI AL CASTELLO
CIESSE EDIZIONI
10 righe da pagina 15:

La storia del castello delle Asturie era avvolta dal mistero.
Si diceva, infatti, che non fosse mai stato un borgo abitato da uomini, donne e bambini, come solitamente avveniva per altri siti in zone vicine. Forse per questo era rimasto un edificio isolato, con prevalente destinazione militare. Una struttura antica, ed estremamente importante per la sicurezza della popolazione dell’epoca che, in caso di attacco, trovava rifugio fra quelle mura possenti e impenetrabili.
Il castello visse momenti di grande sfarzo, ma anche di grandi polemiche e timori; girava voce, fra le genti comuni, che all’interno del borgo succedessero cose strane: scomparivano persone senza apparente motivo.

inviato il 19/05/2012
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promette bene

interessante :)

IL NORMANNO

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Francesca Panzacchi
IL NORMANNO
CIESSE Edizioni
10 righe da pagina 12:

"Guardami!" le urlò in francese.
Elizabeth alzò lo sguardo, ancora una volta.
Il normanno era alto e imponente, aveva occhi chiari e penetranti e i capelli di un bel biondo scuro. Sorrideva in modo sfrontato, compiaciuto del potere assoluto che poteva esercitare su di lei.
Se ne stava seduto con il calice colmo di vino rosso ora dando ordini ai propri uomini, ora controllando che lei non distogliesse lo sguardo.
A un tratto le fece segno di alzarsi.
Elizabeth non si mosse.
Di nuovo lui la invitò ad avvicinarsi con un gesto più esplicito. Lei allora dovette alzarsi ma non mosse un passo nella sua direzione.
“Venite qui!” le ordinò.

inviato il 03/05/2011
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DELITTI AL CASTELLO

DELITTI AL CASTELLO 7 years 17 settimane fa

promette bene

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