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Pagina di Riccardo Di Lorenzo

Dio ha la sua ora

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beato Óscar Arnulfo Romero y Galdámez - traduzione di Piero Brugnoli
Dio ha la sua ora
Edizioni Borla – Roma - 1994
10 righe da pagina 98:

Dove non c’è verità nell’amore, c’è ipocrisia. Molte volte si pronunciano parole gentili, ci si stringe la mano, persino ci si bacia, ma nell’intimo non si è veri. … dove non c’è verità, non ha nessun fondamento l’amore.

inviato il 01/01/2017
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Con il cuore verso Dio

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Albino Luciani, a cura di Saverio Mirijello
Con il cuore verso Dio
Neri Pozza – Vicenza – 1995
10 righe da pagina 111:

A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di San Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato.

inviato il 13/11/2015
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Máj – Báseň romantická (le righe postate sono tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

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Karel Hynek Mácha – illustrazione di Bohuslav Kroupa
Máj – Báseň romantická (le righe postate sono tradotte da Riccardo Di Lorenzo)
I. L. Kober – Praga
10 righe da pagina 5:

Byl pozdní večer – první máj –
večerní máj – byl lásky čas.
Hrdliččin zval ku lásce hlas,
kde borový zaváněl háj.

TRADUZIONE:

Era tarda sera. Primo maggio. Maggio serale. Era tempo d’amore. Il canto della tortora invitava all’amore, dove un boschetto di pini profumava.

inviato il 06/06/2015
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Commenti

Grazie Lorenzo : )

Egregio Staff, l’anno di pubblicazione non è stato indicato dall’editore. Si tratta di una omissione che nei secoli addietro ogni tanto si verificava. Potete controllare, perché il libro, da cui ho tratto le righe postate, è liberamente scaricabile in formato .pdf al seguente link:
https://books.google.it/books?id=MwFeAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=ina...
Si tratta di un libro conservato presso il British Museum di Londra (nel settore biblioteca) e scannerizzato e condiviso da Google.
Per quanto riguarda l’anno di pubblicazione non l’ho indicato per lo stesso motivo nemmeno in data 19 settembre 2014, quando postai su questo sito web 10 righe del libro “Commentary on the whole Bible” di Matthew Henry.

Anno di pubblicazione?

Sono i quattro versi di esordio del poema romantico Máj, versi che alcuni ritengono a torto essere una poesia a sé stante. La traduzione in italiano è mia. Ho preferito postare una pagina del libro con un bel disegno molto espressivo piuttosto che la copertina poco accattivante con caratteri neri su fondo bianco, come è usuale nei libri antichi. La produzione letteraria di Karel Hynek Mácha è sterminata, sebbene la morte lo prevenne a soli 26 anni. L’illustratore Bohuslav Kroupa è un artista che non ha nulla da invidiare ai ben piú noti Fred Barnard e Tony Johannot. Quest’ultimo è l’autore dell’illustrazione che postai su questo sito web in data 02 giugno 2014 con un libro di Silvio Pellico (cioè il mio quarto post). Allora dimenticai di citare il nome del disegnatore. Adesso sano la mia mancanza. Anche allora in luogo della copertina del libro postai l’illustrazione corrispondente a quelle bellissime 10 righe di Pellico.

Poeti del Settecento

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Autori vari a cura di Raffaella Solmi (le 10righe sono del poeta Giovanni Meli)
Poeti del Settecento
UTET Unione tipografico-editrice torinese – Torino – 1989
10 righe da pagina 492:

L’ingratitudini o sia la vecchia e lu porcu

Na vecchia chi tiratu
si avia da un puzzu l’acqua,
ni sdivacau lu catu
tra un lemmu, e poi si sciacqua.

Un porcu arsu di siti,
vidennu l’acqua, scappa,
e senza offerti, o inviti,
arriva e si l’appappa.

Nun pensa farci mali
La vicchiaredda pia,
e godi ca dd’armali
si sazia e si arricria.

Vinennu quantu po’,
lu porcu poi nun lassa
fari da paru so:
lu lemmu ci fracassa.

La vecchia a sta vinditta
si pila e si contorci,
dicennu mesta e afflitta:
«Faciti beni a porci!»

inviato il 07/05/2015
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Commenti

Grazie!

Ciao Riccardo le tue 10 righe sono nella finale di maggio... 10 righe scelte dalla redazione. :-)

Il libro da cui ho tratto le 10 righe che ho riportato è stato edito dalla UTET nel 1989 in formato cartaceo ed è in mio possesso. Purtroppo però la copertina è a tinta unica, tutta verde, senza assolutamente alcuna parola scritta. Il titolo del libro ed altre informazioni sono scritte sulla costola. Ulteriori informazioni più dettagliate e complete (curatore, ISBN, editore, collana, eccetera) sono scritte all’interno del libro nella terza e quarta pagina, subito dopo aver passato la copertina e sfogliato una pagina con la prima facciata verde e la seconda facciata bianca e poi una pagina totalmente bianca. Siccome ho ritenuto troppo spartano postare come copertina un rettangolo monocolore, ho deciso di postare in luogo della copertina originale del libro, la copertina del corrispondente e-book, pubblicato nel 2013 da De Agostini Libri S.p.A. di Novara con licenza della UTET di Torino.
L’autore della poesia che ho appena postato è Giovanni Meli, poeta, favolista e drammaturgo. Il dialetto da lui usato è quello siciliano, che io non conosco. Per poter tradurre la poesia che ho trascritto, mi sono avvalso di risorse reperite in internet. Solo a titolo di esempio per poter tradurre il termine «lemmu» ho visitato i siti web raggiungibili ai seguenti link:
http://studiogf.altervista.org/uguali/proverbi/lingue.htm
LEMMU — Recipiente a larga bocca, circolare ad uso di cucina o delle lavandaie; è forse l’arabo "lemmah" che però vuoI dire bottiglia;
https://it-it.facebook.com/note.php?note_id=10150152963548428
Lemmi (o lemmu) = bacinella profonda in terracotta smaltata

Analogamente ho trovato la traduzione delle altre parole non comprensibili su altri siti web.

Qui di seguito riporto la mia traduzione:

L'ingratitudine ossia la vecchia e il porco

Una vecchia, dopo aver
tirato l'acqua da un pozzo,
ne versa il secchio
in una bacinella di terracotta e poi si sciacqua.

Un porco, arso di sete
vedendo l'acqua, corre
e senza cerimonie o inviti
arriva e se la pappa.

Non pensa di fargli del male
la pia vecchietta
e le fa piacere che l'animale
si sazia e si soddisfa.

Dopo aver bevuto quanto può,
il porco poi non tralascia
di agire da par suo:
fracassa il bacile di terracotta.

La vecchia di fronte a questa cattiveria
si dispera e si contorce,
dicendo mesta e afflitta:
«Fate del bene ai porci!»

Disputationum adversus gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

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Arnobio o Arnobio di Sicca o Arnobio il Vecchio o Arnobio Afro
Disputationum adversus gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)
Lipsiae 1816
10 righe da pagina 231:

Se un bue o un altro qualunque degli animali, che viene sacrificato per mitigare la collera degli dei, assumesse voce umana, direbbe queste parole: «… … … Chi ha dato al ferro la forma di spada? Non è stato forse l’uomo? Chi ha compiuto stragi di genti e ha imposto la schiavitù ai popoli? Non è stato forse l’uomo? Chi ha preparato bevande letali e le ha offerte ai genitori, ai fratelli, alle mogli, agli amici? Non è stato forse l’uomo? Chi ha premeditato e messo in atto così tanti misfatti, che a malapena potrebbero essere raccontati in 10.000 annali o in 10.000 giorni? Non è stato forse l’uomo? Ciò non è grandemente crudele, bestiale e orribile? E non ti sembra, o Giove, ingiusto e barbaro che sia ucciso e massacrato io, affinché tu sia placato e gli scellerati ottengano il perdono?»

inviato il 30/04/2015
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Commenti

Il discorso tra virgolette è la prosecuzione del discorso tra virgolette da me postato subito prima. E il discorso da me postato subito prima di questo è da leggersi al posto dei puntini di sospensione. I libri così antichi non hanno i diritti d'autore. Le traduzioni sono interamente mie.

Dispvtationvm adversvs gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

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Arnobio o Arnobio di Sicca o Arnobio il Vecchio o Arnobio Afro
Dispvtationvm adversvs gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)
Hambvrgi 1610
10 righe da pagina 128:

Se un bue o un altro qualunque degli animali, che viene sacrificato per placare la collera degli dei, assumesse voce umana, direbbe queste parole: «Dunque, o Giove, o qualsiasi altro dio tu sia, ti sembra ammissibile, retto o che si possa ritenere in qualche modo giusto che, dopo che un altro ha commesso un delitto, debba essere ammazzato io, e che tu accetti di essere soddisfatto del mio sangue, mentre io non ti ho mai fatto alcun torto, non ho mai offeso la tua divina maestà, né consapevolmente, né inconsapevolmente, essendo io un animale muto, che agisco secondo la semplicità dei miei istinti, come tu già sai? ... Ho mai giurato il falso in tuo nome? Ho mai rubato con sacrilego furto i tesori nei tuoi templi? Ho mai profanato i luoghi sacri? Allora per quale motivo i misfatti altrui devono essere lavati col mio sangue e per un’infamia, a cui sono estraneo, deve essere coinvolta la mia vita innocente? Forse perché sono un animale vile, senza ragione, senza intelligenza, né sentimento, come dicono costoro, che si chiamano uomini, ma in quanto a ferocia superano tutte le belve...»

inviato il 30/04/2015
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Storia naturale di Buffon – Tomo XXIV

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Renato Riccardo Castel
Storia naturale di Buffon – Tomo XXIV
Editore Dai Torchj del Majno – Piacenza 1815
10 righe da pagina 163:

LA VEDOVA DI FUOCO.
Tutto è nero in quest’uccello, e d’un bel nero vellutato, tranne la sola piastra rossa che ha sul petto, ed ha la sembianza d’un carbone rovente. Esso ha quattro lunghe penne tutte fra loro eguali, che spuntano al di sotto della vera coda, e l’avanzano più del doppio della sua lunghezza. Vengonsi esse sempre gradatamente ristringendo, cosicché finiscono quasi in punta. Questa vedova trovasi al Capo di Buona-Speranza, ed all’isola Panay, una delle Filippine: essa è della grossezza della vedova dal collar d’oro. La totale sua lunghezza è di 12 pollici.

inviato il 25/04/2015
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Commenti

Riccardo ieri ti abbiamo inviato un'e-mail. Puoi verificare? : )

Premetto che la menzionata descrizione di questo bellissimo uccello riguarda solo gli esemplari di sesso maschile, essendo le femmine prive della piastra rossa sul petto e di colore tra il beige e il marrone chiaro con venature di giallo sul dorso e sulle ali, ma con petto e addome molto più chiari e a tinta unica. In casi eccezionali il maschio può presentare pure alcune rare piume bianche sparse.
Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon scrisse un’enciclopedia di storia naturale di 36 volumi, di cui 9 dedicati agli uccelli, scritti tra il 1770 e 1783. L’opera fu tradotta in italiano alcuni decenni dopo da Renato Riccardo Castel. La vedova di fuoco da lui descritta ha una sua storia particolare. Due secoli fa questo uccello era identificato con i seguenti nomi: la Vedova di Fuoco in italiano, the Fire-coloured Widow o the Panayan Bunting (John Latham) in inglese, la Veuve en Feu (Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon) o la Veuve de l’Isle de Panay (Pierre Sonnerat) in francese. Il termine vedova contenuto nel nome dell’uccello può indurre a pensare che esso appartenga alla famiglia dei Viduidi o Viduidae (Cabanis, 1841). Nella stessa epoca tale uccello in latino scientifico era denominato Emberiza panayensis (Johann Friedrich Gmelin, 1789) o Fringilla ardens (Pieter Boddaert, 1783). Questo potrebbe indurre a pensare che questo uccello appartenga alla famiglia degli Emberizidi o Emberizidae (Vigors, 1831) oppure alla famiglia dei Fringillidi o Fringillidae (Leach, 1820). Invece è attualmente classificato nella famiglia degli Uccelli tessitori o Ploceidae (Sundevall, 1836). Infatti nel 1829 William John Swainson creò il genere Euplectes e riclassificò la vedova di fuoco. Da allora il suo nome scientifico è Euplectes ardens (con tre sottospecie: Euplectes ardens ardens, Euplectes ardens suahelicus, Euplectes ardens laticauda). Attualmente si chiama così come segue. In italiano: Vedova dal collare rosso. In inglese: Red-collared Widowbird (Pieter Boddaert). In francese: Euplecte Veuve-noire. In tedesco: Schildweber. In spagnolo: Obispo Acollarado.
Non vive nelle Filippine. L’errore di Buffon discende dalla lettura del diario di viaggio di Sonnerat, pubblicato nel 1776. Quest’ultimo effettuò dei viaggi nelle Filippine tra il 1769 e il 1770, credendo a torto di aver individuato nell’isola di Panay la vedova di fuoco, che aveva invece correttamente osservato a Capo di Buona Speranza in un suo precedente viaggio.
Anche la vedova dal collar d’oro, menzionata da Buffon per indicare la grandezza della vedova di fuoco, è attualmente definita con un altro nome, sia in italiano sia in latino scientifico. Ora si chiama vedova del paradiso. Prima Emberiza paradisaea o Vidua paradisea. Ora soltanto Vidua paradisaea. E appartiene alla famiglia dei Viduidi o Viduidae.
Concludo, osservando che le citate quattro famiglie di uccelli (Viduidae, Emberizidae, Fringillidae e Ploceidae) sono molto simili, ovvero parenti stretti dal punto di vista tassonomico, poiché appartengono tutte e quattro (e assieme con altre famiglie) alla superfamiglia dei Passeroidea, che appartiene all’infraordine dei Passerida, che appartiene al sottordine degli Oscines, che appartiene all’ordine dei Passeriformes, che appartiene al superordine dei Neognathae, che appartiene alla sottoclasse dei Neornithes, che appartiene alla classe degli Aves o Uccelli.

I versi aurei, i simboli, le lettere

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Pitagora (versione dal greco di G. Pesenti)
I versi aurei, i simboli, le lettere
Editore Rocco Carabba – Lanciano 2009 – stampa anastatica dal medesimo editore del 1913
10 righe da pagina 32:

Poi osserva la giustizia in fatti ed in parole. Né abituarti ad agire in alcuna cosa senza ragione. Ma considera come è destino per tutti di morire. Le ricchezze amano ora di affluire ed ora di andare in fumo. Quei dolori che per volontà dei celesti soffrono i mortali, quale sia la tua fortuna, soffri in pace, né sdegnarti. Conviene anche arrecar loro medicina, per quanto ti è dato. E di ciò pure ricordati, che ai buoni non molti di tai dolori comparta il destino. Agli uomini molte parole buone e cattive escon di bocca, dalle quali non lasciarti commuovere, né traviare; ma se qualcosa di falso si dica, modestamente cedi. E ciò che ora dirò, si osservi in ogni cosa: nessuno ti seduca né con parole né con fatti a fare o dire cosa che non sia pel tuo meglio. Consigliati avanti di agire, affinché non seguano funeste conseguenze. Fare o dire sciocchezze è cosa d’uomo misero. Ma compi cose onde in seguito non ti abbia a pentire. Non fare alcuna di quelle cose che non sai; ma apprendi quanto a te si addice e così fornirai una dilettevolissima vita.

inviato il 19/04/2015
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Grazie per le precisazioni : )

L’espressione: “che ai buoni non molti di tai dolori comparta il destino” non scaturisce da un mio errore di battitura, ma dalla lingua italiana in uso nel 1913, anno della versione del testo di Pitagora dal greco antico e significa ciò che segue: “che alcuni dolori sono buoni (pochi) e a questi il destino partecipa”

Avvertimenti morali

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Isocrate (versione di Giacomo Leopardi)
Avvertimenti morali
Editore Le Cariti – Firenze 2001
10 righe da pagina 37:

Non si vuol favellare se non solamente in due casi: o quando la necessità lo richiede, o quando altri ha piena contezza di ciò che egli è per dire; poiché solo in questi due casi meglio è parlare che tacersi; dove al contrario in tutti gli altri, meglio è il silenzio che la favella.

inviato il 19/04/2015
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Le 10 righe da me riportate risultano più comprensibili se si usano altri stili di traduzione come per esempio i due seguenti.
«Parla solo in due circostanze: quando si tratta di cosa che conosci bene oppure quando la necessità lo esige. Solo in questi due casi la parola è preferibile al silenzio. In tutti gli altri casi è meglio tacere che parlare».
Oppure secondo un altro stile di traduzione:
«Fa che due siano le occasioni per parlare: parla o di quelle cose che conosci bene o di quelle cose di cui sei costretto a parlare. In questi soli casi infatti la parola è migliore del silenzio, negli altri è meglio tacere che parlare».

Avvertimenti morali

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Isocrate (versione di Giacomo Leopardi)
Avvertimenti morali
Editore Le Cariti – Firenze 2001
10 righe da pagina 32:

Sforzati di signoreggiare tutte quelle passioni dalle quali si disdice all’uomo di essere signoreggiato; ciò sono la cupidigia della roba, l’ira, la sensualità, la tristezza. Ed egli ti avverrà di signoreggiarle se tu reputerai per guadagno quelle cose per le quali tu sarai, non più ricco, ma più pregiato; se per li mancamenti degli altri tu non ti adirerai più di quello che tu vorresti che gli altri si adirassero teco ove tu fallassi; … Non comunicare i segreti a chicchessia, salvo se il tacerli non fosse utile a quelli a cui tu gli rivelassi, non meno che a te proprio. Non pigliare a far giuramento se non per l’una delle due cause, o di liberarti da una imputazione ignominiosa, o di salvare un amico da qualche pericolo. Ma per causa di danari o di roba non voler mai giurare a nessuno iddio, se bene tu fossi per farlo con verità;

inviato il 19/04/2015
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Commenti

Il testo fu scritto da Isocrate in forma epistolare e indirizzato all’amico Demonico. Il libro è stato pubblicato da altri editori anche col titolo “Precetti di vita”.

Con il cuore verso Dio

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Albino Luciani, a cura di Saverio Mirijello
Con il cuore verso Dio
Neri Pozza – Vicenza – 1995
10 righe da pagina 111:

A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di San Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato.

inviato il 13/11/2015
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La scotennatrice

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Emilio Salgari
La scotennatrice
Fabbri Editori 2002
10 righe da pagina 57:

Si era sviluppata meravigliosamente e nulla aveva da invidiare a sua madre, la bellissima e terribile Yalla, l'anima dell'insurrezione indiana del 1863.
Era una bella donna di venticinque o ventisei anni, alta, slanciata, coi capelli e gli occhi nerissimi, i lineamenti energici e la pelle solo leggermente bruna, con delle indefinibili sfumature rossastre.
Portava sul capo un largo cerchio d'oro sorreggente tre penne di falco nero delle Montagne Rocciose e l'avvolgeva tutta uno di quei magnifici mantelloni di lana di montone selvatico, adorno di lunghe frange e con numerosi ricami che raffiguravano tanti uccelli neri.

inviato il 05/06/2015
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IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri

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10 Righe dai libri
IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri
10 RIGHE 2015

Cari lettori,
conoscete questo meccanismo di frasi e citazioni? Noi sì e crediamo sia molto familiare anche a voi lettori che frequentate http://scrivi.10righedailibri.it/, anche se il logo a sinistra non è il nostro ma di "IOleggoperché": iniziativa dell’AIE (Associazione Italiana Editori)

Siamo contenti che un’iniziatiiva come la nostra sia stata cosi apprezzata dall’AIE tanto da indurli ad avviarne un simile...
;)

inviato il 21/04/2015
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Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba

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Luisa Mattia
Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba
Il battello a vapore
10 righe da pagina 192:

Correva in mezzo alla battaglia, sicuro che, almeno oggi, la guerra non lo prendeva, perché lui doveva prendere Hem e portarlo in salvo.
Raggiunse la fossa. Hem s' era trascinato sul bordo, facendo leva sulle braccia. Benni lo tirò su.
Si caricò Hem sulla schiena e cominciò una corsa strana, evitando i colpi che gli fischiavano da tutti i lati. E mentre correva, pensava che Sisto, da qualche parte, là intorno, anima lieve, gli facesse strada, deviando i colpi che, altrimenti, lo avrebbero ammazzato.
Raggiunsero la trincea. E vivi.

inviato il 16/04/2015
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Benvenuta Marta : )

IL MALE NON DIMENTICA

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Roberto Costantini
IL MALE NON DIMENTICA
Farfalle Marsilio
10 righe da pagina 308:

Era stanco di tutta quella gente. Delle critiche ovvie mosse per non apparire conservatori e degli inviti alla cautela, delle mille eccezioni e delle troppe sottigliezze per non cambiare mai nulla. Era stanco di un paese in cui i vertici dello Stato erano dei vecchi che parlavano con accorata preoccupazione del futuro dei giovani a cui loro stessi avevano tolto ogni futuro. Un paese in cui i soldi destinati all'istruzione pubblica erano stati ingoiati da affari illeciti, in cui moltissimi posti di lavoro erano giustificati solo dal voto politico. Un paese in cui una burocrazia spaventosa armata di innumerevoli leggi volutamente cavillose e complicate favoriva una casta di lavoratori improduttivi che aveva lentamente stritolato la parte sana del mondo produttivo.

inviato il 06/10/2014
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è uscito il 3 settembre del 2014... lo attendevo con ansia da un pezzo ;)

Ciao Francesca, in che anno è stato pubblicato? Scrivilo qui nei commenti... Grazie e buone letture :)

Valerio massimo Manfredi

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L'ultima legione
Valerio massimo Manfredi
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 217:

"...In ogni caso, non c'è civiltà che non abbia in sè una certa quantità di barbarie e non c'è barbarie che non abbia qualche germe di civiltà. Mi capisci?"
"Si, credo di si. Ma allora, che mondo è mai quello in cui viviamo Ambrosine?"
"Il migliore possibile, o il peggiore possibile, a seconda di come uno lo consideri. In ogni caso la civiltà, a mio avviso, è di gran lunga preferibile alla barbarie."
"E che cos'è secondo te la civiltà?"
"Civiltà significa leggi, ordinamenti politici, certezza del diritto." ...."Essere parte di una civiltà ti dà un orgoglio particolare, l'orgoglio di partecipare a una grande impresa collettiva, la più grande che sia dato all'uomo di compiere"

inviato il 06/10/2014
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Anno di pubblicazione?

Gip nel televisore e altre storie in orbita

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10 righe da pagina 13:

Su quel giornale c'era anche la cura della malattia. Basta mettere un secondo televisore di fronte a quello in cui giace il malato. Egli viene subito attratto dal nuovo teleschermo, e schizza fuori da quello vecchio per precipitarvisi. Si coglie il momento preciso in cui galleggia nell'aria, si spengono contemporaneamente i due televisori e il gioco è fatto, l'attrazione cessa e l'ammalato torna a terra. Naturalmente bisogna distendere un tappeto perché non si faccia male.

inviato il 16/12/2011
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Tiziana, prima o poi, posterò anch'io qualcosa di Gianni Rodari. Ciao. Riccardo

L'ho letto a scuola

aggiungo segnalibro

La morte e la Vita dopo la morte

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Elisabeth Kubler-Ross
La morte e la Vita dopo la morte
Edizioni Mediterranee

Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate.

inviato il 01/07/2014
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Ti ringrazio per aver condiviso! D'altronde leggevo che la scrittrice ha profuso tutta la sua vita nell'assistenza ai malati terminali, e nelle ricerche così sul morire e sulla morte. Più di chi vive queste esperienze..lancinanti, chi può conoscere il vero senso della vita?
Grazie

Condivido il contenuto del mesaggio! Belle parole, che corrispndono alla realtà.

L'amore degli adulti

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Claudio Piersanti
L'amore degli adulti
Feltrinelli 2006
10 righe da pagina 113:

Al mattino, mentre camminava, aveva la sensazione che tutti scorgessero un'assenza, accanto a lui, oppure, più semplicemente, che indovinassero in lui i segni della solitudine. Pensò: la solitudine non appartiene agli uomini che camminano soli, ma a quelli che hanno accanto qualcuno che non c'è più.

inviato il 02/09/2014
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Sherlock Holmes - Uno studio in rosso

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Arthur Conan Doyle
Sherlock Holmes - Uno studio in rosso
Tradotto da Nicoletta Rosati Bizzotto
Newton Compton 2013
10 righe da pagina 15:

«Vede», spiegò, «secondo me, in origine il cervello umano è come un attico vuoto che uno deve riempire con i mobili che preferisce. Uno sciocco assimila ogni sorta di ciarpame gli viene a tiro, così che le nozioni che potrebbero essergli utili vengono spinte fuori o, nella migliore delle ipotesi, accatastate alla rinfusa insieme con un’infinità di altre cose, di modo che ha difficoltà a ritrovarle. Un operaio abile, invece, sta molto attento a ciò che immagazzina nel suo attico-cervello. Non vi metterà altro che gli strumenti che possono aiutarlo nel suo lavoro, ma di questi strumenti ne ha un vasto assortimento, e tutti in perfetto ordine. È sbagliato pensare che quella piccola stanza abbia pareti elastiche che possono allargarsi a piacimento. Creda a me, viene sempre un giorno in cui ogni nozione in più gliene fa dimenticare un’altra che aveva prima. È estremamente importante, quindi, che le nozioni inutili non estromettano quelle utili».

inviato il 23/07/2014
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Máj – Báseň romantická (le righe postate sono tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

Máj – Báseň romantická (le righe postate sono tradotte da Riccardo Di Lorenzo) 3 years 45 settimane fa

Egregio Staff, l’anno di pubblicazione non è stato indicato dall’editore. Si tratta di una omissione che nei secoli addietro ogni tanto si verificava. Potete controllare, perché il libro, da cui ho tratto le righe postate, è liberamente scaricabile in formato .pdf al seguente link:
https://books.google.it/books?id=MwFeAAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=ina...
Si tratta di un libro conservato presso il British Museum di Londra (nel settore biblioteca) e scannerizzato e condiviso da Google.
Per quanto riguarda l’anno di pubblicazione non l’ho indicato per lo stesso motivo nemmeno in data 19 settembre 2014, quando postai su questo sito web 10 righe del libro “Commentary on the whole Bible” di Matthew Henry.

Máj – Báseň romantická (le righe postate sono tradotte da Riccardo Di Lorenzo) 3 years 45 settimane fa

Sono i quattro versi di esordio del poema romantico Máj, versi che alcuni ritengono a torto essere una poesia a sé stante. La traduzione in italiano è mia. Ho preferito postare una pagina del libro con un bel disegno molto espressivo piuttosto che la copertina poco accattivante con caratteri neri su fondo bianco, come è usuale nei libri antichi. La produzione letteraria di Karel Hynek Mácha è sterminata, sebbene la morte lo prevenne a soli 26 anni. L’illustratore Bohuslav Kroupa è un artista che non ha nulla da invidiare ai ben piú noti Fred Barnard e Tony Johannot. Quest’ultimo è l’autore dell’illustrazione che postai su questo sito web in data 02 giugno 2014 con un libro di Silvio Pellico (cioè il mio quarto post). Allora dimenticai di citare il nome del disegnatore. Adesso sano la mia mancanza. Anche allora in luogo della copertina del libro postai l’illustrazione corrispondente a quelle bellissime 10 righe di Pellico.

Poeti del Settecento

Poeti del Settecento 3 years 49 settimane fa

Grazie!

Poeti del Settecento 3 years 50 settimane fa

Il libro da cui ho tratto le 10 righe che ho riportato è stato edito dalla UTET nel 1989 in formato cartaceo ed è in mio possesso. Purtroppo però la copertina è a tinta unica, tutta verde, senza assolutamente alcuna parola scritta. Il titolo del libro ed altre informazioni sono scritte sulla costola. Ulteriori informazioni più dettagliate e complete (curatore, ISBN, editore, collana, eccetera) sono scritte all’interno del libro nella terza e quarta pagina, subito dopo aver passato la copertina e sfogliato una pagina con la prima facciata verde e la seconda facciata bianca e poi una pagina totalmente bianca. Siccome ho ritenuto troppo spartano postare come copertina un rettangolo monocolore, ho deciso di postare in luogo della copertina originale del libro, la copertina del corrispondente e-book, pubblicato nel 2013 da De Agostini Libri S.p.A. di Novara con licenza della UTET di Torino.
L’autore della poesia che ho appena postato è Giovanni Meli, poeta, favolista e drammaturgo. Il dialetto da lui usato è quello siciliano, che io non conosco. Per poter tradurre la poesia che ho trascritto, mi sono avvalso di risorse reperite in internet. Solo a titolo di esempio per poter tradurre il termine «lemmu» ho visitato i siti web raggiungibili ai seguenti link:
http://studiogf.altervista.org/uguali/proverbi/lingue.htm
LEMMU — Recipiente a larga bocca, circolare ad uso di cucina o delle lavandaie; è forse l’arabo "lemmah" che però vuoI dire bottiglia;
https://it-it.facebook.com/note.php?note_id=10150152963548428
Lemmi (o lemmu) = bacinella profonda in terracotta smaltata

Analogamente ho trovato la traduzione delle altre parole non comprensibili su altri siti web.

Qui di seguito riporto la mia traduzione:

L'ingratitudine ossia la vecchia e il porco

Una vecchia, dopo aver
tirato l'acqua da un pozzo,
ne versa il secchio
in una bacinella di terracotta e poi si sciacqua.

Un porco, arso di sete
vedendo l'acqua, corre
e senza cerimonie o inviti
arriva e se la pappa.

Non pensa di fargli del male
la pia vecchietta
e le fa piacere che l'animale
si sazia e si soddisfa.

Dopo aver bevuto quanto può,
il porco poi non tralascia
di agire da par suo:
fracassa il bacile di terracotta.

La vecchia di fronte a questa cattiveria
si dispera e si contorce,
dicendo mesta e afflitta:
«Fate del bene ai porci!»

Historie sagre degli huomini illustri per santità della Congregatione de Celestini dell’Ordine di San Benedetto

Historie sagre degli huomini illustri per santità della Congregatione de Celestini dell’Ordine di San Benedetto 3 years 51 settimane fa

Il papa può nominare dei nuovi cardinali quando gli pare e piace e dove gli pare e piace, anche se per tradizione effettua la creazione di nuovi cardinali in un concistoro e in determinati periodi dell'anno, definiti dalla Chiesa quattro tempora, che sono dei particolari giorni calcolati secondo il calendario liturgico e ricadenti in tutte le stagioni dell'anno. Per la nomina a cardinale di Giovanni da Castroceli, effettuata da papa Celestino V in assenza della maggior parte degli altri cardinali e in una data non rientrante in nessuno dei giorni delle quattro tempora, i cardinali non presenti, cioè quasi tutti, si urtarono la sensibilità e inviarono 2 di loro a dire al papa che non condividevano il fatto di averli ignorati. Papa Celestino V, essendo un galantuomo, si contenne dal rispondere a loro come si sarebbero ben meritati.

Esperienze intorno alla generazione degli insetti

Esperienze intorno alla generazione degli insetti 3 years 51 settimane fa

Il discorso prosegue nel post successivo con dei brani saltati

Esperienze intorno alla generazione degli insetti

Esperienze intorno alla generazione degli insetti 3 years 51 settimane fa

Si tratta della prosecuzione del discorso precedente di pagina 75 con dei brani saltati.

Esperienze intorno alla generazione degli insetti

Esperienze intorno alla generazione degli insetti 3 years 51 settimane fa

Si tratta della prosecuzione del discorso precedente di pagina 76 con dei brani saltati.

Versiglia Caravario – I pastori danno la vita

Versiglia Caravario – I pastori danno la vita 3 years 51 settimane fa

L'episodio descritto è avvenuto in Cina nel 1912 durante un'epidemia di peste bubbonica.

Disputationum adversus gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

Disputationum adversus gentes – Libri VII (10righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo) 3 years 51 settimane fa

Il discorso tra virgolette è la prosecuzione del discorso tra virgolette da me postato subito prima. E il discorso da me postato subito prima di questo è da leggersi al posto dei puntini di sospensione. I libri così antichi non hanno i diritti d'autore. Le traduzioni sono interamente mie.

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