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Pagina di Riccardo Di Lorenzo

Storie di cantastorie

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Sto (Sergio Tofano)
Storie di cantastorie
Adelphi edizioni – Milano © 1991 – seconda edizione 2008
10 righe da pagina 63:

Barbablù cercando moglie
va per terre, va per mare,
ma dovunque non raccoglie
che ripulse ostili amare;
poiché s’ode raccontare
che le mogli a spicchi spacchi
e le scanni come abbacchi,
fuggon tutte dalle soglie
le fanciulle al suo passare,
tremebonde come foglie.
Barbablù cercando moglie
va per terre, va per mare.

inviato il 19/04/2015
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Sto, alias Sergio Tofano, è stato tra l'altro uno scrittore di talento, ma meno conosciuto di quello che meriterebbe.

Scritti polemici e varii

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Luigi Dragonetti
Scritti polemici e varii
Editore Bertrams – Swindon (UK) 2010 – stampa anastatica di Tipografia Aternina – L’Aquila 1867
10 righe da pagina 31:

E ch’è mai un Giudeo? Al tempo di Gesù di Nazaret, i Giudei erano il rifiuto del mondo. Bassezza, ignoranza, ignobile malizia, superstizione eran sinonimi del loro proprio nome. Noi ne leggiamo parole di altissimo disprezzo negli autori pagani, Cicerone, Orazio, Tacito, Svetonio e Marziale. Il tempo non valse a mutare quel vecchio concetto, ma sì ad avvalorarlo, e per dieciotto secoli nelle città cristiane l’Ebreo fu sempre riputato un essere impuro e vitando, e poco meno di un secolo addietro in Francia si leggeva in alcuni pubblici giardini: «Qui non entrino l’ebreo ed il porco.» Nell’Africa l’Arabo ed il Maomettano possono impunemente insultare l’ebreo e sputargli sul volto! Gesù Nazareno non è solo un Ebreo, ma un ebreo crocifisso, cioè un condannato al supplizio più ignominioso, riserbato agli schiavi, ai ladri di pubblica strada, ai sediziosi perturbatori della convivenza sociale. I condannati appesi su quelle travi si lasciavano morir di fame e di sete, e morti che fossero, i loro cadaveri si abbandonavano ad esser pasto de’ corvi e de’ cani.

inviato il 19/04/2015
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Aggiungo che la pena della crocifissione nell’Impero romano non poteva essere inflitta ai cittadini romani.

Comandante ad Auschwitz

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Rudolf Höß (traduzione di Giuseppina Panzieri Saija)
Comandante ad Auschwitz
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014
10 righe da pagina 28:

Il vero delinquente professionale, divenuto tale per disposizione o scelta, si è sganciato dalla società borghese, anzi la combatte con la sua attività. Non intende più ritornare in seno alla comunità, perché ormai si sente legato a quella sua vita criminale, a quella sua “professione”. … La condanna, la pena da scontare sono soltanto un affare andato male, un incidente sul lavoro, una panne - non altro. … Non credo che ci sia in lui qualche residuo di sentimento; rifiuta ogni tentativo di rieducazione, ogni sforzo altrui per ricondurlo sulla retta strada mediante la bontà, anche se talvolta, per puri motivi tattici, per ottenere una riduzione della pena, assume il tono del peccatore pentito. Ma sostanzialmente resta un uomo rozzo e volgare, e prova una grande soddisfazione nel calpestare ciò che può apparire sacro ad altri.

inviato il 19/04/2015
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Si tratta di una precisa analisi psicologica di alcuni detenuti effettuata dall’autore, risalente al periodo della sua prigionia in un carcere di Brandeburgo dal 1924 al 1928, ma scritta tra il 1946 e il 1947 prima della sua impiccagione.

Versiglia Caravario – I pastori danno la vita

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Enzo Bianco
Versiglia Caravario – I pastori danno la vita
Editrice Elledici – Leumann (TO) – 2000
10 righe da pagina 22:

… e poi in avanti nei lazzaretti. Il primo incontro di don Versiglia è con una fanciulla dodicenne stesa sul tavolato, col pallore della morte, e un filo di sangue dalla bocca. E una catena al piede, perché non si vuole che gli appestati vadano in giro o scappino. Chino su di lei, suo padre la guarda impietrito dal dolore. Don Versiglia le parla di Gesù Cristo e la ragazza ascolta avida di sapere. Chiede il battesimo e don Versiglia lo amministra. “Dunque ora sono figlia di Dio?” domanda la fanciulla e in un impeto di gioia afferra la mano del missionario e la bacia, lasciando l’impronta di sangue che imporporava le sue labbra. Poi addita timorosa la catena che le stringe i piedi: “Questa non mi impedirà di andare a Dio?”. “No, sta’ tranquilla”, la rassicura don Versiglia e fa scivolare una moneta in mano all’infermiere, perché la sciolga. Poco dopo la piccola spira, libera nell’anima e nel corpo.

inviato il 25/12/2014
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L'episodio descritto è avvenuto in Cina nel 1912 durante un'epidemia di peste bubbonica.

Parole di saggezza dei grandi capi indiani – Discorsi e pensieri dei nativi americani

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Kent Nerburn e Louise Mengelkoch – traduttrice: Anna Maria Cerquetti
Parole di saggezza dei grandi capi indiani – Discorsi e pensieri dei nativi americani
Gruppo editoriale Futura – prima edizione 1997
10 righe da pagina 13:

Dici che sei stato inviato per insegnarci ad adorare il Grande Spirito nel modo che più Gli si confà, e che, se noi non aderiamo alla religione che voi uomini bianchi insegnate, d’ora in poi saremo infelici. Dici che voi avete ragione e che noi siamo perduti. Come facciamo a sapere se è vero? Noi capiamo che la tua religione è scritta in un libro. Se fosse stata fatta anche per noi, perché il Grande Spirito non ce l’ha data? E non solo a noi, perché non ha dato la conoscenza di quel libro ai nostri antenati, con i mezzi per capirlo correttamente? Ne sappiamo, invece, solo quello che ci avete detto voi. Come facciamo a sapere quando credere, essendo stati così spesso imbrogliati dagli uomini bianchi? Fratello, tu dici che esiste un solo modo per adorare e servire il Grande Spirito. Ma se esiste una sola religione, come mai voi uomini bianchi siete così diversi a tale riguardo? Perché non siete tutti d’accordo, visto che potete tutti leggere il libro? Fratello, noi non capiamo queste cose.

inviato il 24/12/2014
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Guarda e scopri gli animali dell’Africa

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Rinaldo D. D’Ami – Mario Faustinelli
Guarda e scopri gli animali dell’Africa
AMZ – Milano – sesta edizione – 1969
10 righe da pagina 15:

In seguito alla costruzione d’una diga sul fiume Zambesi, le acque coprirono vaste zone, isolando migliaia di animali. Si son visti allora leoni e gazzelle, accomunati dal pericolo, nuotare insieme verso la terraferma.

inviato il 24/12/2014
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Tra bistori e forbici

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Andrea Majocchi
Tra bistori e forbici
Fratelli Treves Editori – Milano – sesta edizione 1937
10 righe da pagina 73:

Le bestie sono infinitamente più tranquille di noi; esse non conoscono la loro sorte, e non la temono; le pecore vanno spensierate al macello, non immaginando quale destino le attenda. Ma l’uomo, anche il più rozzo, sa di esser condannato alla morte, e lo sa fino dalla prima infanzia; dall’età della ragione.

inviato il 24/12/2014
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Il diritto per il dirigente scolastico - volume I

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Lorenzo Capaldo e Laura Paolucci
Il diritto per il dirigente scolastico - volume I
Spaggiari casa editrice - Parma - 2012

Un giorno sul diretto Capranica-Viterbo
vidi salire un uomo con un orecchio acerbo.
Non era tanto giovane, anzi era maturato
tutto, tranne l’orecchio, che acerbo era restato.
Cambiai subito posto per essergli vicino
e potermi studiare il fenomeno per benino.
Signore, gli dissi dunque, lei ha una certa età
di quell’orecchio verde che cosa se ne fa?
Rispose gentilmente: - Dica pure che sono vecchio
di giovane mi è rimasto soltanto quest’orecchio.
È un orecchio bambino, mi serve per capire
le voci che i grandi non stanno mai a sentire.
Ascolto quel che dicono gli alberi, gli uccelli,
le nuvole che passano, i sassi, i ruscelli.
Capisco anche i bambini quando dicono cose
che a un orecchio maturo sembrano misteriose.
Così disse il signore con un orecchio acerbo
quel giorno, sul diretto Capranica-Viterbo.
Gianni Rodari
Un signore maturo con un orecchio acerbo
in Parole per giocare, Manzuoli, Firenze, 1979

inviato il 09/10/2014
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Riccardo grazie per le specifiche : )

Non ho indicato il numero della pagina, perché il testo è riportato in una pagina non numerata, che si trova completamente isolata dopo la precedente pagina XII (numero romano) dell’«INDICE» e la successiva pagina 1 della «PRESENTAZIONE». Il foglio del libro contenente la poesia di Rodari non è numerato in nessuna delle 2 facciate, che, per esprimere meglio il concetto, potrei definire come fronte e retro. Ebbene sul fronte, cioè sul lato destro del libro, tenendolo aperto, c’è scritto il testo summenzionato, mentre, dopo aver girato il foglio da destra a sinistra, ovvero dopo aver passato la pagina, a sinistra c’è ciò che ho prima definito il retro, che è completamente bianco e non numerato, mentre a destra, sempre tenendo il libro aperto, c’è la pagina 1 della «PRESENTAZIONE». Quindi non posso scrivere a che pagina si trovano le 10righe che ho postato.

EXPLORING ECCLESIASTES & SONG OF SOLOMON - A DEVOTIONAL COMMENTARY (10RIGHE TRADOTTE IN MODO LIBERO DA RICCARDO DI LORENZO)

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10 righe da pagina 155:

Reflecting upon Genesis 2:21-25, the … commentator Matthew Henry notes that “the woman was made of a rib out of the side of Adam; not made out of his head to rule over him, nor out of his feet to be trampled upon by him, but out of his side to be equal with him, under his arm to be protected, and near his heart to be beloved”
Formulando delle riflessioni sulla Genesi 2:21-25, lo scrittore … Matthew Henry scrive che “la donna è stata creata da una costola del fianco dell’uomo. Non è stata creata da un osso della sua testa, per dominarlo, né dei suoi piedi, per essere da lui calpestata. Ma è stata creata da un osso del suo fianco, per essergli uguale, preso sotto il suo braccio, per essere protetta e accanto al cuore, per essere amata”

inviato il 20/09/2014
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Women and radicalism nineteenth century (10righe tradotte in maniera molto libera da Riccardo Di Lorenzo)

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10 righe da pagina 199:

An ingenious commentator has observed that woman was made of a rib out of the side of Adam; not made out of his head to rule over him, nor out of his feet to be trampled upon by him, but out of his side to be equal with him, under his arm to be protected, and near his heart to be beloved.

Un perspicace scrittore ha fatto notare che la donna è stata creata da una costola del fianco dell’uomo; non da un osso della sua testa, per poterlo poi dominare, né dei suoi piedi, per essere da lui calpestata. Ma è stata creata da un osso del suo fianco, per essergli uguale, preso sotto il suo braccio, per essere protetta e accanto al cuore, per essere amata.

inviato il 19/09/2014
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Con il cuore verso Dio

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Albino Luciani, a cura di Saverio Mirijello
Con il cuore verso Dio
Neri Pozza – Vicenza – 1995
10 righe da pagina 111:

A scuola di filosofia il professore mi diceva: Tu conosci il campanile di San Marco? Sì? Ciò significa ch’esso è entrato in qualche modo nella tua mente: fisicamente è rimasto dov’era, ma nel tuo intimo esso ha impresso quasi un suo ritratto intellettuale. Tu, invece, ami il campanile di San Marco? Ciò significa che quel ritratto, da dentro, ti spinge e ti inclina, quasi ti porta, ti fa andare con l’animo verso il campanile ch’è fuori. Insomma: amare significa viaggiare, correre con il cuore verso l’oggetto amato.

inviato il 13/11/2015
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La scotennatrice

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Emilio Salgari
La scotennatrice
Fabbri Editori 2002
10 righe da pagina 57:

Si era sviluppata meravigliosamente e nulla aveva da invidiare a sua madre, la bellissima e terribile Yalla, l'anima dell'insurrezione indiana del 1863.
Era una bella donna di venticinque o ventisei anni, alta, slanciata, coi capelli e gli occhi nerissimi, i lineamenti energici e la pelle solo leggermente bruna, con delle indefinibili sfumature rossastre.
Portava sul capo un largo cerchio d'oro sorreggente tre penne di falco nero delle Montagne Rocciose e l'avvolgeva tutta uno di quei magnifici mantelloni di lana di montone selvatico, adorno di lunghe frange e con numerosi ricami che raffiguravano tanti uccelli neri.

inviato il 05/06/2015
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IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri

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10 Righe dai libri
IO leggo perché mi ispiro a 10 Righe dai libri
10 RIGHE 2015

Cari lettori,
conoscete questo meccanismo di frasi e citazioni? Noi sì e crediamo sia molto familiare anche a voi lettori che frequentate http://scrivi.10righedailibri.it/, anche se il logo a sinistra non è il nostro ma di "IOleggoperché": iniziativa dell’AIE (Associazione Italiana Editori)

Siamo contenti che un’iniziatiiva come la nostra sia stata cosi apprezzata dall’AIE tanto da indurli ad avviarne un simile...
;)

inviato il 21/04/2015
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Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba

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Luisa Mattia
Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba
Il battello a vapore
10 righe da pagina 192:

Correva in mezzo alla battaglia, sicuro che, almeno oggi, la guerra non lo prendeva, perché lui doveva prendere Hem e portarlo in salvo.
Raggiunse la fossa. Hem s' era trascinato sul bordo, facendo leva sulle braccia. Benni lo tirò su.
Si caricò Hem sulla schiena e cominciò una corsa strana, evitando i colpi che gli fischiavano da tutti i lati. E mentre correva, pensava che Sisto, da qualche parte, là intorno, anima lieve, gli facesse strada, deviando i colpi che, altrimenti, lo avrebbero ammazzato.
Raggiunsero la trincea. E vivi.

inviato il 16/04/2015
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Benvenuta Marta : )

IL MALE NON DIMENTICA

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Roberto Costantini
IL MALE NON DIMENTICA
Farfalle Marsilio
10 righe da pagina 308:

Era stanco di tutta quella gente. Delle critiche ovvie mosse per non apparire conservatori e degli inviti alla cautela, delle mille eccezioni e delle troppe sottigliezze per non cambiare mai nulla. Era stanco di un paese in cui i vertici dello Stato erano dei vecchi che parlavano con accorata preoccupazione del futuro dei giovani a cui loro stessi avevano tolto ogni futuro. Un paese in cui i soldi destinati all'istruzione pubblica erano stati ingoiati da affari illeciti, in cui moltissimi posti di lavoro erano giustificati solo dal voto politico. Un paese in cui una burocrazia spaventosa armata di innumerevoli leggi volutamente cavillose e complicate favoriva una casta di lavoratori improduttivi che aveva lentamente stritolato la parte sana del mondo produttivo.

inviato il 06/10/2014
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è uscito il 3 settembre del 2014... lo attendevo con ansia da un pezzo ;)

Ciao Francesca, in che anno è stato pubblicato? Scrivilo qui nei commenti... Grazie e buone letture :)

Valerio massimo Manfredi

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L'ultima legione
Valerio massimo Manfredi
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 217:

"...In ogni caso, non c'è civiltà che non abbia in sè una certa quantità di barbarie e non c'è barbarie che non abbia qualche germe di civiltà. Mi capisci?"
"Si, credo di si. Ma allora, che mondo è mai quello in cui viviamo Ambrosine?"
"Il migliore possibile, o il peggiore possibile, a seconda di come uno lo consideri. In ogni caso la civiltà, a mio avviso, è di gran lunga preferibile alla barbarie."
"E che cos'è secondo te la civiltà?"
"Civiltà significa leggi, ordinamenti politici, certezza del diritto." ...."Essere parte di una civiltà ti dà un orgoglio particolare, l'orgoglio di partecipare a una grande impresa collettiva, la più grande che sia dato all'uomo di compiere"

inviato il 06/10/2014
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Anno di pubblicazione?

Gip nel televisore e altre storie in orbita

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10 righe da pagina 13:

Su quel giornale c'era anche la cura della malattia. Basta mettere un secondo televisore di fronte a quello in cui giace il malato. Egli viene subito attratto dal nuovo teleschermo, e schizza fuori da quello vecchio per precipitarvisi. Si coglie il momento preciso in cui galleggia nell'aria, si spengono contemporaneamente i due televisori e il gioco è fatto, l'attrazione cessa e l'ammalato torna a terra. Naturalmente bisogna distendere un tappeto perché non si faccia male.

inviato il 16/12/2011
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Tiziana, prima o poi, posterò anch'io qualcosa di Gianni Rodari. Ciao. Riccardo

L'ho letto a scuola

aggiungo segnalibro

La morte e la Vita dopo la morte

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Elisabeth Kubler-Ross
La morte e la Vita dopo la morte
Edizioni Mediterranee

Le persone più belle che abbiamo conosciuto sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, lo sforzo, la perdita e hanno trovato la loro via per uscire dal buio. Queste persone hanno una stima, una sensibilità, e una comprensione della vita che le riempie di compassione, gentilezza e un interesse di profondo amore. Le persone belle non capitano semplicemente; si sono formate.

inviato il 01/07/2014
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Ti ringrazio per aver condiviso! D'altronde leggevo che la scrittrice ha profuso tutta la sua vita nell'assistenza ai malati terminali, e nelle ricerche così sul morire e sulla morte. Più di chi vive queste esperienze..lancinanti, chi può conoscere il vero senso della vita?
Grazie

Condivido il contenuto del mesaggio! Belle parole, che corrispndono alla realtà.

L'amore degli adulti

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Claudio Piersanti
L'amore degli adulti
Feltrinelli 2006
10 righe da pagina 113:

Al mattino, mentre camminava, aveva la sensazione che tutti scorgessero un'assenza, accanto a lui, oppure, più semplicemente, che indovinassero in lui i segni della solitudine. Pensò: la solitudine non appartiene agli uomini che camminano soli, ma a quelli che hanno accanto qualcuno che non c'è più.

inviato il 02/09/2014
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Sherlock Holmes - Uno studio in rosso

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Arthur Conan Doyle
Sherlock Holmes - Uno studio in rosso
Tradotto da Nicoletta Rosati Bizzotto
Newton Compton 2013
10 righe da pagina 15:

«Vede», spiegò, «secondo me, in origine il cervello umano è come un attico vuoto che uno deve riempire con i mobili che preferisce. Uno sciocco assimila ogni sorta di ciarpame gli viene a tiro, così che le nozioni che potrebbero essergli utili vengono spinte fuori o, nella migliore delle ipotesi, accatastate alla rinfusa insieme con un’infinità di altre cose, di modo che ha difficoltà a ritrovarle. Un operaio abile, invece, sta molto attento a ciò che immagazzina nel suo attico-cervello. Non vi metterà altro che gli strumenti che possono aiutarlo nel suo lavoro, ma di questi strumenti ne ha un vasto assortimento, e tutti in perfetto ordine. È sbagliato pensare che quella piccola stanza abbia pareti elastiche che possono allargarsi a piacimento. Creda a me, viene sempre un giorno in cui ogni nozione in più gliene fa dimenticare un’altra che aveva prima. È estremamente importante, quindi, che le nozioni inutili non estromettano quelle utili».

inviato il 23/07/2014
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Storia naturale di Buffon – Tomo XXIV

Storia naturale di Buffon – Tomo XXIV 4 years 17 settimane fa

Premetto che la menzionata descrizione di questo bellissimo uccello riguarda solo gli esemplari di sesso maschile, essendo le femmine prive della piastra rossa sul petto e di colore tra il beige e il marrone chiaro con venature di giallo sul dorso e sulle ali, ma con petto e addome molto più chiari e a tinta unica. In casi eccezionali il maschio può presentare pure alcune rare piume bianche sparse.
Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon scrisse un’enciclopedia di storia naturale di 36 volumi, di cui 9 dedicati agli uccelli, scritti tra il 1770 e 1783. L’opera fu tradotta in italiano alcuni decenni dopo da Renato Riccardo Castel. La vedova di fuoco da lui descritta ha una sua storia particolare. Due secoli fa questo uccello era identificato con i seguenti nomi: la Vedova di Fuoco in italiano, the Fire-coloured Widow o the Panayan Bunting (John Latham) in inglese, la Veuve en Feu (Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon) o la Veuve de l’Isle de Panay (Pierre Sonnerat) in francese. Il termine vedova contenuto nel nome dell’uccello può indurre a pensare che esso appartenga alla famiglia dei Viduidi o Viduidae (Cabanis, 1841). Nella stessa epoca tale uccello in latino scientifico era denominato Emberiza panayensis (Johann Friedrich Gmelin, 1789) o Fringilla ardens (Pieter Boddaert, 1783). Questo potrebbe indurre a pensare che questo uccello appartenga alla famiglia degli Emberizidi o Emberizidae (Vigors, 1831) oppure alla famiglia dei Fringillidi o Fringillidae (Leach, 1820). Invece è attualmente classificato nella famiglia degli Uccelli tessitori o Ploceidae (Sundevall, 1836). Infatti nel 1829 William John Swainson creò il genere Euplectes e riclassificò la vedova di fuoco. Da allora il suo nome scientifico è Euplectes ardens (con tre sottospecie: Euplectes ardens ardens, Euplectes ardens suahelicus, Euplectes ardens laticauda). Attualmente si chiama così come segue. In italiano: Vedova dal collare rosso. In inglese: Red-collared Widowbird (Pieter Boddaert). In francese: Euplecte Veuve-noire. In tedesco: Schildweber. In spagnolo: Obispo Acollarado.
Non vive nelle Filippine. L’errore di Buffon discende dalla lettura del diario di viaggio di Sonnerat, pubblicato nel 1776. Quest’ultimo effettuò dei viaggi nelle Filippine tra il 1769 e il 1770, credendo a torto di aver individuato nell’isola di Panay la vedova di fuoco, che aveva invece correttamente osservato a Capo di Buona Speranza in un suo precedente viaggio.
Anche la vedova dal collar d’oro, menzionata da Buffon per indicare la grandezza della vedova di fuoco, è attualmente definita con un altro nome, sia in italiano sia in latino scientifico. Ora si chiama vedova del paradiso. Prima Emberiza paradisaea o Vidua paradisea. Ora soltanto Vidua paradisaea. E appartiene alla famiglia dei Viduidi o Viduidae.
Concludo, osservando che le citate quattro famiglie di uccelli (Viduidae, Emberizidae, Fringillidae e Ploceidae) sono molto simili, ovvero parenti stretti dal punto di vista tassonomico, poiché appartengono tutte e quattro (e assieme con altre famiglie) alla superfamiglia dei Passeroidea, che appartiene all’infraordine dei Passerida, che appartiene al sottordine degli Oscines, che appartiene all’ordine dei Passeriformes, che appartiene al superordine dei Neognathae, che appartiene alla sottoclasse dei Neornithes, che appartiene alla classe degli Aves o Uccelli.

I versi aurei, i simboli, le lettere

I versi aurei, i simboli, le lettere 4 years 17 settimane fa

L’espressione: “che ai buoni non molti di tai dolori comparta il destino” non scaturisce da un mio errore di battitura, ma dalla lingua italiana in uso nel 1913, anno della versione del testo di Pitagora dal greco antico e significa ciò che segue: “che alcuni dolori sono buoni (pochi) e a questi il destino partecipa”

Avvertimenti morali

Avvertimenti morali 4 years 17 settimane fa

Le 10 righe da me riportate risultano più comprensibili se si usano altri stili di traduzione come per esempio i due seguenti.
«Parla solo in due circostanze: quando si tratta di cosa che conosci bene oppure quando la necessità lo esige. Solo in questi due casi la parola è preferibile al silenzio. In tutti gli altri casi è meglio tacere che parlare».
Oppure secondo un altro stile di traduzione:
«Fa che due siano le occasioni per parlare: parla o di quelle cose che conosci bene o di quelle cose di cui sei costretto a parlare. In questi soli casi infatti la parola è migliore del silenzio, negli altri è meglio tacere che parlare».

Avvertimenti morali

Avvertimenti morali 4 years 17 settimane fa

Il testo fu scritto da Isocrate in forma epistolare e indirizzato all’amico Demonico. Il libro è stato pubblicato da altri editori anche col titolo “Precetti di vita”.

Storie di cantastorie

Storie di cantastorie 4 years 17 settimane fa

Sto, alias Sergio Tofano, è stato tra l'altro uno scrittore di talento, ma meno conosciuto di quello che meriterebbe.

Scritti polemici e varii

Scritti polemici e varii 4 years 17 settimane fa

Aggiungo che la pena della crocifissione nell’Impero romano non poteva essere inflitta ai cittadini romani.

Comandante ad Auschwitz

Comandante ad Auschwitz 4 years 17 settimane fa

Si tratta di una precisa analisi psicologica di alcuni detenuti effettuata dall’autore, risalente al periodo della sua prigionia in un carcere di Brandeburgo dal 1924 al 1928, ma scritta tra il 1946 e il 1947 prima della sua impiccagione.

Il diritto per il dirigente scolastico - volume I

Il diritto per il dirigente scolastico - volume I 4 years 45 settimane fa

Non ho indicato il numero della pagina, perché il testo è riportato in una pagina non numerata, che si trova completamente isolata dopo la precedente pagina XII (numero romano) dell’«INDICE» e la successiva pagina 1 della «PRESENTAZIONE». Il foglio del libro contenente la poesia di Rodari non è numerato in nessuna delle 2 facciate, che, per esprimere meglio il concetto, potrei definire come fronte e retro. Ebbene sul fronte, cioè sul lato destro del libro, tenendolo aperto, c’è scritto il testo summenzionato, mentre, dopo aver girato il foglio da destra a sinistra, ovvero dopo aver passato la pagina, a sinistra c’è ciò che ho prima definito il retro, che è completamente bianco e non numerato, mentre a destra, sempre tenendo il libro aperto, c’è la pagina 1 della «PRESENTAZIONE». Quindi non posso scrivere a che pagina si trovano le 10righe che ho postato.

Favole in tre libri

Favole in tre libri 4 years 45 settimane fa

Pagina 41. Mi scuso per la dimenticanza.

What is this thing called science? - 2nd edition - (10 righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo)

What is this thing called science? - 2nd edition - (10 righe tradotte da Riccardo Di Lorenzo) 4 years 50 settimane fa

Mr. Fra Z, cosa dici? Questo è "What is this thing called science?" e per l'esattezza la seconda edizione del 1982. E poi il fatto che la stessa storia è narrata pure nel testo "Introduzione alla metologia della ricerca" lo hai letto senz'altro nella mia pagina, poichè l'ho postato pure nella stessa data e pochi minuti prima del testo originale, indicando proprio le 10 righe dell'aneddoto. Alla tua domanda ti rispondo che le 10 righe dall'inglese sono state tradotte da me, come già avevo dichiarato. Se scorri bene la mia pagina troverai altri gruppi di 10 righe tradotti da me dalla lingua originale. Il testo "Introduzione alla metologia della ricerca" riporta la traduzione effettuata da Aldo Runfola della prima edizione inglese del 1976 del testo di Alan Francis Chalmers, pubblicato in italiano nel 1979 da Mondadori - Milano col titolo: "Che cos'è questa scienza?: la sua natura e i suoi metodi". Peccato che poi nella terza edizione inglese del 1999 purtroppo la stessa storiella è stata sintetizzata e leggendola non dà le stesse emozioni che dava nelle prime due edizioni. Se leggi con attenzione la mia pagina, potrai trovare anche il racconto in forma sintetica riportato in tale terza edizione inglese del 1999. Ciao. Riccardo

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