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Pagina di marco.solfanelli

IL DIO DEL DOLORE

immagine copertina
Francesco Brandoli
IL DIO DEL DOLORE
Edizioni Tabula fati 2014

Esiste un dio creatore di tutte le storie, di tutti gli altri dei e anche del giovane Ashioka, Dio del Dolore e della Morte, da sempre tormentato sulla natura del proprio ruolo nell’Universo. Nel cosmo che Ashioka ha il compito di sorvegliare affinché l’equilibrio resti inalterato, esiste un pianeta rosso, Amhambara, desertico e inospitale, dove il sole sembra essersi addormentato, lasciando i suoi abitanti perennemente avvolti nell’oscurità. Questo fatto è all’origine di una guerra decennale tra le due etnie che ci vivono: i pacifici Zaffiri, coltivatori e artigiani, amanti della natura, e i rozzi Sassosi, popolo di negromanti e minatori. Le loro continue battaglie giovano al Dio della Guerra, che ha dato il proprio nome al pianeta e che dai Sassosi viene adorato e rispettato insieme ai propri figli: Violenza, Distruzione, Crudeltà e Disperazione.

inviato il 06/10/2014
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L'ALBA DI ARCADIA

immagine copertina
Emanuele Delmiglio
L'ALBA DI ARCADIA
Edizioni Solfanelli

Un piccolo genio di quindici anni è malato di tumore al cervello in fase terminale.
Uno scienziato asiatico cambia continuamente domicilio e cerca di trovare risposta ai propri dèmoni interiori, consultando le pagine del Libro dei mutamenti.
Una donna ridotta in stato catatonico stringe a sé la foto di una bambina.
Che relazione c’è tra un college internazionale d’élite per giovanissimi talenti e una potente multinazionale farmaceutica?
E chi sta dietro al “Progetto Arcadia”, che si propone di far continuare a vivere in un mondo virtuale la coscienza di persone morte?
Giuseppe D’Ambra, un mite bibliotecario di mezza età, rimane suo malgrado invischiato negli ingranaggi di un oscuro disegno, che si rivelerà sempre più sconcertante e imprevedibile.
Un susseguirsi di colpi di scena lo porterà verso un inevitabile scontro con la struttura che manovra il “Progetto Arcadia”. Tradito anche dagli affetti più cari e sempre più solo, D’Ambra sarà costretto ad affrontare un’organizzazione dalla potenza inimmaginabile, in grado di condizionare forse le stesse menti delle persone.

inviato il 22/09/2014
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Benvenuto Marco :)

IL DIO DEL DOLORE

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Francesco Brandoli
IL DIO DEL DOLORE
Edizioni Tabula fati 2014

Esiste un dio creatore di tutte le storie, di tutti gli altri dei e anche del giovane Ashioka, Dio del Dolore e della Morte, da sempre tormentato sulla natura del proprio ruolo nell’Universo. Nel cosmo che Ashioka ha il compito di sorvegliare affinché l’equilibrio resti inalterato, esiste un pianeta rosso, Amhambara, desertico e inospitale, dove il sole sembra essersi addormentato, lasciando i suoi abitanti perennemente avvolti nell’oscurità. Questo fatto è all’origine di una guerra decennale tra le due etnie che ci vivono: i pacifici Zaffiri, coltivatori e artigiani, amanti della natura, e i rozzi Sassosi, popolo di negromanti e minatori. Le loro continue battaglie giovano al Dio della Guerra, che ha dato il proprio nome al pianeta e che dai Sassosi viene adorato e rispettato insieme ai propri figli: Violenza, Distruzione, Crudeltà e Disperazione.

inviato il 06/10/2014
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Il colore del caffè

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Arturo Bernava
Il colore del caffè
Solfanelli 2009
10 righe da pagina 37:

L'appuntato Inzirillo rimase qualche secondo soprappensiero, poi sospirò prima di rispondere: "Vedete Maresciallo, per come la vedo io esistono caffè e caffè. Ci sono caffè che fanno bene all'anima e quelli che fanno bene al corpo. Ed altri che non fanno bene né all'uno né all'altro. Il caffè dello zio Alfredo fa senz'altro bene all'anima e forse anche al corpo; quello della Bolognese fa certamente bene al corpo e forse anche un po' anche all'anima; gli altri maresciallo..." e non finì la frase, ma espresse il suo giudizio alzando le sopracciglia e aggrottando le labbra.

inviato il 26/09/2014
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Nuvole rosse sotto il mare

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Antonio Tenisci
Nuvole rosse sotto il mare
Solfanelli 2012
10 righe da pagina 7:

Dalla finestra al primo piano di largo Ripetta di giorno si vedeva il mare.
Seduto sul pavimento sporco e con lo sguardo che si perdeva nel buio, Masetto attendeva impaziente il consueto rifornimento di sale e farina di contrabbando e cominciava ad essere preoccupato. Aspettava da più di tre ore e sapeva di rischiare grosso quella sera.
Il giorno prima, l'8 settembre 1943, la voce alla radio aveva annunciato l'uscita dell'Italia da quel conflitto mondiale che la dilaniava da tempo e che ne avrebbe deturpato per sempre la storia.
La gente di Ortona aveva subito risposto con entusiasmo, affollando le strade e festeggiando, attratta dal miraggio di una nuova vita sotto il segno della pace.
Nonostante l'euforia, il lugubre ed intenso lamento delle sirene aveva di nuovo obbligato la popolazione a rintanarsi nei rifugi o nelle caverne ai margini delle campagne, riportando tutti alla realtà di una guerra che doveva essere combattuta e sofferta fino alla fine.

inviato il 26/09/2014
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L'ALBA DI ARCADIA

immagine copertina
Emanuele Delmiglio
L'ALBA DI ARCADIA
Edizioni Solfanelli

Un piccolo genio di quindici anni è malato di tumore al cervello in fase terminale.
Uno scienziato asiatico cambia continuamente domicilio e cerca di trovare risposta ai propri dèmoni interiori, consultando le pagine del Libro dei mutamenti.
Una donna ridotta in stato catatonico stringe a sé la foto di una bambina.
Che relazione c’è tra un college internazionale d’élite per giovanissimi talenti e una potente multinazionale farmaceutica?
E chi sta dietro al “Progetto Arcadia”, che si propone di far continuare a vivere in un mondo virtuale la coscienza di persone morte?
Giuseppe D’Ambra, un mite bibliotecario di mezza età, rimane suo malgrado invischiato negli ingranaggi di un oscuro disegno, che si rivelerà sempre più sconcertante e imprevedibile.
Un susseguirsi di colpi di scena lo porterà verso un inevitabile scontro con la struttura che manovra il “Progetto Arcadia”. Tradito anche dagli affetti più cari e sempre più solo, D’Ambra sarà costretto ad affrontare un’organizzazione dalla potenza inimmaginabile, in grado di condizionare forse le stesse menti delle persone.

inviato il 22/09/2014
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Benvenuto Marco :)

Naturalmente...l'aurora

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Flora Amelia Suarez Cardenas
Naturalmente...l'aurora
Edizioni Tabula fati
10 righe da pagina 87:

Si sa dove si nasce, ma non si sa dove si muore, questo diceva mio nonno Giuseppe a tutti i suoi nipoti quando, seduto nella sua poltrona con gli occhi semichiusi, volava con i suoi cinque sensi verso la sua terra natale e raccontava com'era stata la sua adolescenza...
Nella mia isola quando ero giovane, giocavo tra le onde del mare e il vento del sud mi accarezzava i capelli dolcemente, ma io pensavo che ci fosse qualcosa di più dietro l'orizzonte e desideravo vederlo.
Vedevo arrivare le barche con i turisti e sentivo che raccontavano cose meravigliose di quei luoghi così lontani. La mia isola, piccola e accogliente,mi stava stretta, e desideravo fuggire da lei...
Passarono gli anni e io vedevo che le mie mani forti e grandi erano vuote, nonostante avessi costruito case, mi sentivo galleggiare nel vuoto. Desideravo costruire la mia vita lontano dalla mia isola, dietro a quei mari da dove veniva l'odore dell'ignoto, il sapore della vittoria.

inviato il 17/09/2014
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Benvenuto Claudio :)

Pascoli e gli animali da cortile

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Maria Cristina Solfanelli
Pascoli e gli animali da cortile
Edizioni Tabula fati 2014
10 righe da pagina 23:

Giovanni Pascoli si avvede assai presto che il suo amore per la natura gli permette di vivere le esperienze più appaganti, se non fondamentali, della sua vita. Lui vede negli animali delle creature perfette da rispettare, da amare e da accudire al pari degli esseri umani; infatti, si relaziona con essi, ci parla di loro e, spesso, prega affinché possano avere un'anima per poterli rivedere un giorno.
In un'epoca in cui gli animali ricoprono un ruolo marginale nella vita e nei sentimenti degli uomini, perché relegati fondamentalmente alle sole funzioni utilitaristiche o di supporto al lavoro e all'economia soprattutto agricola, Pascoli attribuisce ad essi un rilievo grande e dignitoso, facendoli compartecipi della loro realtà umana e aprendo così un largo spiraglio sui loro modi di essere.

inviato il 18/09/2014
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Presuntuoso come il pranzo di Natale

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Angelo Lupo Timini
Presuntuoso come il pranzo di Natale
Edizioni Tabula fati 2013
10 righe da pagina 35:

Ecco, questo il pensiero di suo papà, quando Francesco gli aveva confidato una scelta importante. "Che bello sarebbe se, d'incanto, venisse improvvisamente meno la voglia di giudicare un segreto, un peccato, un cambio di rotta di una vita. Perché, invece di prendere posizione e mettere le nostre lenti sugli occhi delle vite degli altri, non accogliamo così, semplicemente, la sola cosa al mondo degna di una vita e di un auspicio amorevole: l'esser soddisfatti, pieni e realizzati? Perché chiediamo stancamente:"Come stai?" e mai:"Quanto sei felice?"

inviato il 19/09/2014
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Poesias

immagine copertina
Flora Amelia Suarez Cardenas
Poesias
Edizioni Tabula fati 2011
10 righe da pagina 62:

REGRESAR
Nos gusta pensar al pasado
a los lugares donde hemos estado,
idealizzando aquello que fue
y aquello que hemos vivido.
Algunas veces es bello regresar
allà, donde nacimos,
visitar las personas con las cuales hemos crecido
para continuar a seguir hacia delante.
Caminar por las calles
donde una vez paseamos despreocupados
debajo de los àrboles en flor
y mirando el cielo estrellado.
Todo te parece màs pequeño
porque tu has crecido,
todo es diferente de como lo recordabas
porque mirabas con tus ojos de niño.
Y asì los parques, los rìos, los lagos y el mar
es todo muy bello, pero diferente,
porque ha pasado mucho tiempo
desde que mirabas con un soplo en el corazòn.
Piensas que todo ha cambiado
los amigos, algunos ya se han ido,
como hiciste tu, para ver el mundo...
pero despues todos alrededor nos miramos.

inviato il 19/09/2014
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Il cortile

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Daniela Miscia
Il cortile
Edizioni Tabula fati 2010
10 righe da pagina 60:

Da quel giorno non avevo smesso per un solo istante di amarlo. Era il mio mondo e la spalla sulla quale piangere, il padre di mio figlio. Ma qualcosa, dopo quelle parole di Paolo, era irrimediabilmente cambiato: i nostri volti felici mi guardavano dalla cornice d'argento, pieni d'amore e di speranza, certi che quel sentimento sarebbe passato indenne ad ogni logica terrena. Paolo ed io, la chiesetta nel nulla alle nostre spalle, il mio prezioso abito bianco. Mi chiesi come avrei potuto ritrovare quella felicità. Nella camera da letto le candele appena spente fumavano ancora, l'odore di cera mi riportava con la mente al momento in cui finivano le funzioni in chiesa e ci si augurava di andare in pace. Forse anche a Paolo facevano quell'effetto.
Aveva nostalgia di quell'ambiente, rimpianto per le sue scelte? Quella sera nascondeva proprio quello, fingendo di dormire?
Non riuscivo a capacitarmi di come una serata programmata per godere dell'amore reciproco fosse potuta finire così.

inviato il 19/09/2014
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Scarpette bianche

immagine copertina
Arturo Bernava
Scarpette bianche
Solfanelli 2013
10 righe da pagina 105:

Ci sono occhi che guardano l'anima.
Pozzi profondi come canali oscuri, che portano in superficie una sofferenza troppo grande per essere raccontata.
Abbandono! Abbandono, certo, ma non solo. La privazione di una vita normale - ma cos'é una vita normale quando tutto intorno impera la follia?
Ci sono occhi che guardano al cielo ma non vedono le stelle, perché qualcuno le ha rubate prima del sorgere del sole. Un sole che non ha calore, per certi occhi; non ha il permesso di scaldare i sentimenti.
Un sole che non riesce a entrare in corridoi troppo larghi e troppo freddi, come l'ego di chi governa certi luoghi ameni.
Ci sono occhi che hanno visto la cattiveria travestita da bontà, la ferocia dietro un falso sorriso, la violenza dietro una mano aperta a mo' di carezza.

inviato il 20/09/2014
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Commenti

Ciao Claudio, con le tue 10 righe vai in finale nella classifica di settembre; 10righe scelte da Voi utenti... Buone letture!

Ciao, scelgo come finalista dell'altra settimana le 10 righe Di Claudio, grazie.

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