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Pagina di giulia.iemma

Ferito a morte

immagine copertina
Raffaele La Capria
Ferito a morte
Mondadori - Oscar classici
10 righe da pagina 95:

Nella strada incontro uno che credevo morto, scomparso cinque o sei anni fa: guarda chi si vede. Seduto allo stesso caffè, stessa espressione, atteggiamento, tavolo, di cinque o sei anni fa. Nome?Diamogli il tu. Che hai fatto di bello, da dove vieni. Stato sempre qua, e tu? Anch'io, sempre qua, domani parto. Ah, sì?-Roma: pensiero confortante. E' avviata la conversazione. Tra cinque o sei anni ritornerò, lo troverò allo stesso tavolo. Avviata purtroppo, la vischiosa intimità ristabilita di colpo. Allora facciamo due passi?Facciamo due passi. Davanti alla vetrina della gioielleria, ci ritroviamo per caso. Roma:pensiero confortante. Tornerò, la rivedrò, come tutto il resto, senza soffrire. Viviamo in una città che ti ferisce a morte o t'addormenta, o tutte e due le cose insieme.

inviato il 06/03/2012
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Ferito a morte

immagine copertina
Raffaele La Capria
Ferito a morte
Mondadori - Oscar classici
10 righe da pagina 101:

E invece no: - Il nostro rifiuto deve cominciare da queste sciocchezze- insisteva,- solo così si resiste alla Foresta Vergine. Uuuuuh! Insomma volevo dire: Benedetto Croce non è rimasto?
Sì, era rimasto, ma lo vedeva come una di quelle solitarie città zteche che un esploratore scopre per caso nel folto della giungla, stravolte dalla vegetazione, e ancora impiedi dopo secoli di resistenza. - La nostra Foresta è punteggiata di città come questa. La sola tradizione che abbiamo nel Sud. Sentinelle che si passano la voce nel buio dei secoli. Ma predomina e rimane sola la foresta, purtroppo.

inviato il 13/10/2011
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Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Mondadori
10 righe da pagina 164:

Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World. Dice: - Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo: - L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui. l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.Il secondo è rischioso e esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere che e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

inviato il 04/10/2011
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Accabadora

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Michela Murga
Accabadora
Einaudi
10 righe da pagina 25:

-Cosa volete dirmi, Tzia...che io diventerò veramente vostra figlia solo quando sarò morta?
Bonaria scoppiò a ridere, spezzando la tensione rivelata senza pudore dalla domanda di Maria. Con un gesto istintivo prese la testa della ragazzina e se la strinse al grembo, come per scaldarla.
-Sciocca che sei Mariedda Listru!Tu sei diventata mia figlia nel momento stesso in cui ti ho visto, e non sapevi ancora nemmeno chi ero. Però devi studiare l'italiano bene, questo te lo chiedo come una grazia.
-Perché, Tzia...
-Perchè Arrafiei era andato sulla neve del Piave con scarpe leggere che non servivano, e tu invece devi essere pronta. Italia o non Italia, tu dalle guerre devi tornare, figlia mia.
Non l'aveva mai chiamata così, e non lo fece mai più in quel modo. Ma a Maria quel piacere denso, così simile a un dolore in bocca, rimase impresso per molto tempo.

inviato il 08/06/2011
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bellissimo!

Le beatrici

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Stefano Benni
Le beatrici
Feltrinelli
10 righe da pagina 15:

Signore, lei disse, se io mai dovessi
Un giorno uccidermi per pena d'amore
Lo farei qui tra ninfee bianche e rosa
Lo farei qui in quest'acqua vischiosa

Perchè signore freddo è il mio cuore
e più non so se è capace di amare

Madame, lui disse, su non scherzate
Vorrei essere il vostro girasole
A voi rivolgermi con fuoco d'amore
E farvi ardere ed arrossire

Perchè da tempo non provo più amore
e di essere capace vorrei ritornare

Cosi dicendo sul ponte arrivarono
Lui la sfiorò lei si scostò
Lei resistette lui la baciò
Lei si negò poi si avvinghiò

O dolce lotta o erotica prova
Su un piccolo ponte, scomoda alcova

Amor li avvinse amore li spinse
Il parapetto sottile crollò
E si scoprì che sapevano amare
Ma nessuno dei due sapeva nuotare.

inviato il 06/05/2011
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PowerBook

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Jeanette Winterson
PowerBook
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 61:

Notte. Entrai in rete. Non c'erano messaggi per me. Tu avevi abbandonato la storia. Avevi abbandonato me. Eri svanita. Digitai il tuo indirizzo. Niente. Usai il motore di ricerca per trovarti. Niente. Sono qui come un penitente nel confessionale. Voglio dirti cosa provo ma dall'altro lato dello schermo non c'è nessuno.
Che cosa mi aspettavo? Questo è un mondo virtuale. E' un mondo che inventa se stesso. Ogni giorno si formano nuove terre che poi vengono sommerse. Nuovi continenti della mente si staccano dalla terraferma. Alcuni godono di venti favoreli, altri affondano senza lasciare traccia, altri sono come Atlantide: favolosi, vagheggiati, mai scoperti.
Sto cercando qualcosa, è vero.
Sto cercando il significato nascosto dei dati. E' per questo che frugo lo schermo come un cercatore di relitti setaccia la spiaggia. Cerco te, cerco me stessa, tentando di vedere al di là del travestimento. Credo di aver passato la vita cercando noi due.

inviato il 28/03/2011
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La casa dell'incesto

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Anais Nin
La casa dell'incesto
Feltrinelli
10 righe da pagina 11:

Il mattino mi alzai per iniziare questo libro, tossii. Qualcosa veniva fuori dalla mia gola, mi strangolava. Spezzai il filo che la teneva e la buttai via. Tornai a letto e dissi: il mio cuore.
La quena è uno strumento fatto di ossa umane. Deve la sua origine al culto di un indio per la sua amante. Quando la donna morì, con le sue ossa lui costruì un flauto. La quena ha un suono più penetrante, più ossessionante del flauto comune.
Coloro che scrivono conoscono il procedimento. Pensavo a questo mentre sputavo il mio cuore.
Solo che io non aspetto che il mio amore muoia.

inviato il 15/03/2011
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Fahrenheith 451

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Ray Bradbury
Fahrenheith 451
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 185:

Ognuno deve lasciarsi qualcosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un libro o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualcosa insomma che la nostra mano abbia toccato in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quel che si fa, diceva mio nonno, purchè si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, su quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta la vita.

inviato il 07/03/2011
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quanto è vero!

Lei e Irene

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Elena Ana Boata
Lei e Irene
Edizioni Croce 2009
10 righe da pagina 102:

"E' lei che ha operato Sara Graziani?"
"Si, lei è della famiglia?"
"No, sono una sua amica".
"Ma era con lei nel momento dell'incidente."
"No, mi hanno chiamato dall'ambulanza."
"Mi dispiace signoria ma non posso darle informazioni se non è un famigliare."
"La prego, lei è la persona più importante della mia vita."
"Ho capito ma davvero non posso."
"Ma noi siamo come una famiglia, lei è la mia metà, viviamo insieme, la supplico, non è giusto."

inviato il 14/03/2012
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"Dottore noi siamo i genitori, ci dica cosa è successo? Come sta mia figlia?" sentì dire alle sue spalle.
"Venga signora, si tranquillizzi niente di troppo grave. Ma venite accomodiamoci dentro."
Scomparvero tutti, nessuno pensò a lei, la lasciarono in quel limbo, sola e preoccupata, ad aspettare che qualcuno le desse notizie.

Scritto sul corpo

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Jeanette Winterson
Scritto sul corpo
Tradotto da Giovanna Marrone
Oscar Mondadori 2000
10 righe da pagina 143:

Gli odori del corpo della mia amata sono ancora impressi nelle mie narici. L'odore di lievito del suo sesso. Il rigoglioso sotterraneo fermento del pane in lievitazione. La mia amata è un pezzo di selvaggina pronta per la cottura. Andrò a scovarla nella sua tana angusta che odora di selvaggina e mi ciberò di lei. Tre giorni senza lavarsi ed eccola spumeggiante ed eccitata. Le gonne le danzano intorno al corpo, il suo profumo è un cappio che le avvolge le cosce.
Al di là della porta d' ingresso il mio naso freme, sento l'odore di lei che attraversa l'atrio per venire verso di me. E' un'ampolla che contiene essenza di sandalo e luppolo. Voglio togliere il tappo.

inviato il 14/03/2012
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L'amante

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Marguerite Duras
L'amante
Tradotto da Leonella Prato Caruso
Feltrinelli 2002
10 righe da pagina 93:

E un'altra volta, ancora in quel viaggio, durante la traversata di quello stesso oceano, anche quella volta era già notte, nel salone del ponte principale, l'esplosione di un valzer di Chopin che lei conosceva in modo segreto e intimo [...] Quella notte, perduta tra tante e tante notti, la ragazza, di questo era certa, l'aveva trascorsa su quella nave e c'era quando ciò era successo, quando era esplosa la musica di Chopin sotto il cielo luminescente. Non c'era un alito di vento e la musica si era propagata per tutto il piroscafo buio, come un'ingiunzione del cielo, chi sa per che cosa, come un ordine divino dall'ignoto significato. E la ragazza si era alzata come per andare a uccidersi a sua volta, a buttarsi a sua volta in mare e poi aveva pianto, perché aveva pensato all'uomo di Cholen e tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato, solo che quell'amore non l'aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell'istante della musica sul mare.

inviato il 06/03/2012
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...esatto, dunque le migliori, non le più segnalibrate...:)...complimenti ragazze!!!

Diana, anche dalle nostre parti su lavoro si è molto seri!!! tieni presente che siamo tutti volontari e lavoriamo gratis, tutti giorni, per tante ore. E... siamo noi a decidere quanti libri incentivo regalare. ;)
Marinella il tuo libro incentivo resta a te: segnalibri o non segnalibri avevamo già deciso di premiare te e Sweets per merito! come previsto da regolamento.

Ciao Diana, il commento "ci piace giocare" non è mio, mi dispiace deluderti. I tuoi reclami dovresti farli allo staff e non a me! Io ho ringraziato perché mi sembrava corretto ringraziare e sinceramente non mi ero nemmeno accorta di questo piccolo inconveniente!! Per me va benissimo che il libro incentivo lo prenda tu, nessun problema! ciao

Certo Marinella,anche io adoro giocare, lealmente!!!Infatti, avendo notato l'errore, sarei stata solidale facendolo subito presente allo staff, del resto ciò che conta realmente è promuovere i nostri libri preferiti, e sicuramente non avrei ringraziato per una vittoria "di Pirro"...ad ogni modo sono molto felice che abbiate comunque vinto il libro incentivo...non era giusto toglierlo in quanto l'errore non è stato degli utenti,...dalle mie parti sul lavoro si è molto attenti e seri!!!

Diana, leggi il commento sotto le tue 10 righe... hai vinto anche tu. Ci piace giocare... 10 righe dai libri è anche questo! :)

"Natale in Giardino"

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Celenia Ciampa
"Natale in Giardino"
Siska Editore

La piccola Grace aprì gli occhi nel bel mezzo della notte. Era stata svegliata da rumori attutiti di passi, trambusto, un gran tramestio. Si alzò a sedere sul letto ancora nel sonno, ed era un po’ spaventata. Ma ci pensò subito: era la vigilia di Natale! Quei rumori così sinistri non potevano esser altro che Babbo Natale che con i suoi folletti preparava una montagna di pacchi e pacchetti sotto il suo grande albero luminoso. In realtà Grace poco credeva a queste cose… ma che altro poteva essere? Forse si era solo sbagliata, era pronta a ricredersi. Scese di corsa dal letto senza nemmeno infilare le ciabatte ed in un batter d’occhio fu in salotto… dove papà stava stringendo il nodo alla cravatta e la mamma finiva di allacciarsi le scarpe. Appena la videro, il rimorso si dipinse sulle loro facce tese e pallide. “Grace, ti sei svegliata…” iniziò la mamma, ma la piccola la interruppe: “Dove andate a quest’ora? E’ notte fonda! E…è la vigilia! Non…penserete di lasciarmi sola!”.

inviato il 06/03/2012
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Ferito a morte

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Raffaele La Capria
Ferito a morte
Mondadori - Oscar classici
10 righe da pagina 95:

Nella strada incontro uno che credevo morto, scomparso cinque o sei anni fa: guarda chi si vede. Seduto allo stesso caffè, stessa espressione, atteggiamento, tavolo, di cinque o sei anni fa. Nome?Diamogli il tu. Che hai fatto di bello, da dove vieni. Stato sempre qua, e tu? Anch'io, sempre qua, domani parto. Ah, sì?-Roma: pensiero confortante. E' avviata la conversazione. Tra cinque o sei anni ritornerò, lo troverò allo stesso tavolo. Avviata purtroppo, la vischiosa intimità ristabilita di colpo. Allora facciamo due passi?Facciamo due passi. Davanti alla vetrina della gioielleria, ci ritroviamo per caso. Roma:pensiero confortante. Tornerò, la rivedrò, come tutto il resto, senza soffrire. Viviamo in una città che ti ferisce a morte o t'addormenta, o tutte e due le cose insieme.

inviato il 06/03/2012
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COLAZIONE AL FIORUCCI STORE (MILANO)

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Gemma Gaetani
COLAZIONE AL FIORUCCI STORE (MILANO)
Lain 2005
10 righe da pagina 75:

È accaduto che vi siete rivisti e passeggiando in piazza Duomo vi siete fermati a bere una birra e quando lui ne aveva bevute tre
ti ha detto meglio andare altrimenti ti do un bacio
e ve ne siete andati proprio a casa
ognuno a casa sua
e dopo non riuscivi a dormire
e mentre dal letto guardavi Enrico Ghezzi che parlava fuori sincrono hai capito, sulla scia di quella asincronia, in che senso Bruce Springsteen intendeva che la notte appartiene agli amanti, in Because the Night,
perché gli amanti sono quelli che amano
quelli che si amano
e quando non siete insieme nella stessa notte
notte vuol dire 'no' 'te'
sì, notte
voleva dire
'no'
'te'
e poi ti sei addormentata.

inviato il 13/10/2011
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Ferito a morte

immagine copertina
Raffaele La Capria
Ferito a morte
Mondadori - Oscar classici
10 righe da pagina 101:

E invece no: - Il nostro rifiuto deve cominciare da queste sciocchezze- insisteva,- solo così si resiste alla Foresta Vergine. Uuuuuh! Insomma volevo dire: Benedetto Croce non è rimasto?
Sì, era rimasto, ma lo vedeva come una di quelle solitarie città zteche che un esploratore scopre per caso nel folto della giungla, stravolte dalla vegetazione, e ancora impiedi dopo secoli di resistenza. - La nostra Foresta è punteggiata di città come questa. La sola tradizione che abbiamo nel Sud. Sentinelle che si passano la voce nel buio dei secoli. Ma predomina e rimane sola la foresta, purtroppo.

inviato il 13/10/2011
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La spiaggia dei ricordi

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Marcia Willet
La spiaggia dei ricordi
Tradotto da Maria Luisa Cesa Bianchi
Mondolibri su licenza Sperling & Kupfer 2005
10 righe da pagina 1:

Il sole di inizio autunno entrava dalla porta aperta disegnando polverosi fasci di luce. Illuminava la vecchia cassapanca, faceva brillare il grande piatto di rame posato sul tavolo di quercia e metteva in risalto gli sbiaditi colori del grande arazzo di seta appeso alla parete. Fuori sul selciato c'erano un paio di stivaletti di gomma e, abbandonato su un cuscino consunto, un cestello con il suo carico di corda, cesoia, paletta e cartocci contenenti preziosi semi.
La tranquillità era accentuata dal sommesso frinire dei grilli, la loro canzone appena udibili sopra il mormorio del ruscello. Presto il sole sarebbe scivolato al di là dell'alta scogliera, tuffandosi nel mare, e le lunghe ombre si sarebbero insinuate attraverso il prato. Erano le cinque: l'ora dei bambini.

inviato il 06/10/2011
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Il toro non sbaglia mai

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Matteo Nucci
Il toro non sbaglia mai
Ponte alle Grazie
10 righe da pagina 145:

Il vino di mattina che è sceso giu' come acqua nella grande stanza fresca. Quando siamo usciti nel sole, Rofael sembrava preso da una fretta improvvisa. Abbiamo
percorso una stradina che costeggiava stalle di cavalli e polai ordinati, battiti di ali e odore forte, siamo scesi tra ulivi polverosi verso le mura rossastre dell'arena,
quindi lui con un gesto veloce e sempre in silenzio ha tirato fuori i vestiti da una sacca, ha indossato i calzoni da campo su una camicia bianca,poi srotolato la cappa, si è buttato contro il muro della picccola plaza ,dietro un burladero ,e per un attimo è rimasto fermo immobile, gli occhi chiusi respirando profondamente.
Era serissimo. Come se nulla dovesse infastidirlo, come se davvero stesse iniziando
una corsa di tori. Ha alzato la cappa davanti agli occhi, guardando in un punto indefinibile.

inviato il 07/10/2011
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Per me è stato un regalo..radiofonico,devo dire che mi è piaciuto lo stile linguistico di questo giovane autore..si avvicina tanto ad Hemingway..

l'ho comprato ieri... dopo la tua segnalazione

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Uccidete Rommel

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Steven Pressfield
Uccidete Rommel
Tradotto da Gianni Pannofino
Rizzoli 2008
10 righe da pagina 254:

Io sono un inglese qualunque, appena uscito dall'università, eppure eccomi qui, nella vastità della notte africana, circondato da compagni che sembrano provenire dalle legioni di Cesare o da una falange di Alessandro. La scena è primitiva, antica, al punto che non mi stupirei di vedere Scipione l'Africano sbucare dalla penombra e sedersi su una tanica di benzina. Wannamaker sta tenendo d'occhio i nostri vicini dalla mano lesta, come probabilmente già facevano Tblomeo o Annibale un paio di millenni prima di noi. Alcuni nostri compagni sono deceduti, e tutti noi potremmo morire domani stesso, ma questo non fa che accrescere il gusto di essere e sentirsi ancora vivi.

inviato il 07/10/2011
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GIOCO - Riga 10

GIOCO - Riga 10 5 years 29 settimane fa

Allora con le zinne mezze fuori, incazzata nera, si alzò in piedi la mignotta, e si mise a urlare contro di loro. (Ragazzi di vita - Pasolini)

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