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Pagina di sara.orioli

Genius

immagine copertina
Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo
10 righe da pagina 276:

Entrarono su invito dell’uomo che aveva gli occhi rotondi e un po’ gialli, come rimestati di fresco in un pentolone di minestra e verdure, e i cento capillari infuocati
da sotto le borse degli occhi si dilatavano a ogni risposta. La luce arrivava da centinaia di fessure intagliate dal tempo nelle travi macilente che formavano il tetto, e pezzi di lamiera incastrati da più generazioni e legati da filo di ferro orrendamente arrugginito sembravano pennellate malconce di grigio.
La polvere sembrava lanciata da mani invisibili a disegnare i dubbi di una vita, illuminata impietosamente dal sole che rimbalzava da granulo a granulo, quasi passeggero del disordine, come arreso all’evidenza di un’esistenza senza igiene e curanza.
Non furono davvero invitati a entrare, tuttavia dopo un po’ erano seduti su delle vecchie sedie di paglia a parlare di età.
«Non so cosa fare da grande» gli disse Cisul.
«Non l’ho mai saputo» rispose il vecchio.
«E come hai fatto col tempo?».
«Il passato muore in fretta e il presente è come il fuoco di sterpi, brucia alto ma per un niente».

inviato il 05/04/2011
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Commenti

Una storia magistrale dove, assemblando tanti piccoli pezzi si ottiene un motore perfetto.

In questo romanzo ci sono decine e decine di personaggi, incontri, istanti importanti, tutti scritti in maniera magistrale. In certi passaggi, come questo, mi ha ricordato Faulkner.

Gelo

Thomas Bernhard
Gelo
Einaudi
10 righe da pagina 123:

La vista è un senso assai volubile, sa condurre d'improvviso all'acume o alla cecità, ché il vedere mica è questione d'occhi soltanto. La vista discende infatti dal cervello e sale dal cuore, dunque nel tragitto su per il collo e giù per la fronte e dietro al naso potrà certo incappare in un intralcio, caricarsi di difetti, impercettibili magari, ma che nell'accumulo origineranno prospettive sghembe e falsi piani, contrasti tra proscenio e fondale, rinvigorendo così l'irrisolta tenzone tra oggettività ed umana percezione: un caleidoscopio di colori, schegge di realtà, lampi d'individuo nei particolari.

inviato il 05/04/2011
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Un libro che a suo tempo fu scandaloso, pericoloso, abisso della narrativa. Si esce dalla sua lettura in uno stato catatonico.

Troppo umana speranza

Alessandro Mari
Troppo umana speranza
Feltrinelli
10 righe da pagina 660:

La vista è un senso assai volubile, sa condurre d'improvviso all'acume o alla cecità, ché il vedere mica è questione d'occhi soltanto. La vista discende infatti dal cervello e sale dal cuore, dunque nel tragitto su per il collo e giù per la fronte e dietro al naso potrà certo incappare in un intralcio, caricarsi di difetti, impercettibili magari, ma che nell'accumulo origineranno prospettive sghembe e falsi piani, contrasti tra proscenio e fondale, rinvigorendo così l'irrisolta tenzone tra oggettività ed umana percezione: un caleidoscopio di colori, schegge di realtà, lampi d'individuo nei particolari.

inviato il 05/04/2011
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Un bravissimo scrittore italiano, un romanzo colmo di pagine emozionanti

Trilobiti

Pancake
Trilobiti
ISBN

le zanzare le ronzavano nelle orecchie, le succhiavano il sangue sotto il tenero cuoio capelluto, ma lei non si muoveva. dietro di lei, lo zoccolo di un cervo s'infossò nel fango morbido, ma Reva continuò a osservare la luna tra le onde, la stessa luna che, lei sapeva, stava guardando Clinton insieme alla sua puttana di Cincinnati. si toccò la pancia per sentire il bambino che non sarebbe mai arrivato e fu quasi contenta di disfare, persino di dimenticare, quello che aveva fatto

inviato il 31/03/2011
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Il male naturale

Giulio Mozzi
Il male naturale
Laurana

Sto combattendo contro quella sensazione di morire che mi invade sempre quando mi avvicino a un’altra persona. Io finisco in un certo punto, lei comincia oltre quel punto, in mezzo c’è un vuoto sottilissimo che non si buca. Potrei fare un passo o un salto, dovrebbe essere un movimento incontrollato che sicuramente mi verrebbe goffo e brutto, per buttarmi di là, dove vedo che si cade infinitamente. So che le mie immagini, la stanza da bagno celeste, i fumi dell’anima e della carne, le radici dell’albero, sono tutte inefficaci. Io non voglio credere che la conoscenza dell’altra persona ci sia stata negata. Io credo che siamo stati creati da un dio così desideroso di amare che non ci ha creati come una semplice parte di sé stesso ma come enti separati, somiglianti ma distinti, perché l’amore può andare solo dall’altro all’altro.

inviato il 31/03/2011
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Genius

immagine copertina
Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo
10 righe da pagina 258:

...nella casella 58: “scheletro”, si paga la posta e si torna alla 1. A me lo scheletro piaceva, da bambina, per cui non ero preoccupata. Non ci vedevo la morte, nel tornare indietro.
La casella d’arrivo, la 63, deve essere raggiunta con un lancio di dadi esatto; altrimenti, giunti in fondo, si retrocede dei punti in eccesso. Solo dopo molti anni scoprii la persianina che ne celava il premio, come se da bambina avessi paura della fine. O forse perché da bambini la fine è un concetto che manca, della vita, ci sono solo gli inizi e le cose che vanno, spensieratamente.
Ci giocano bambini e adulti, a questo gioco, quindi deve averlo inventato un bambino che guardava al futuro, o un adulto che rimpiangeva l’infanzia.
A ben pensarci, sarà accaduto il secondo caso. Quando si è bambini la vita non ha bisogno di futuro, il presente è tutto. È da grandi, che il presente non basta mai.

inviato il 27/03/2011
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In questo straordinario romanzo, per me il più bello mai pubblicato in Italia negli ultimi anni, vi è anche una bambina che riceve un gioco dell'oca dal papà, poi scomparso. Gioco che guida la sua vita, dall'infanzia, vissuta appunto secondo un grottesco lancio di dadi, con un fine inquietante e strabioiante da conseguire.

Il soccombente

Thomas Bernhard
Il soccombente
Adelphi

Ma il fatto è che le persone semplici non capiscono le persone complicate e con più spietatezza di chiunque altro le inducono a ritrarsi in se stesse, pensai. L'errore più grande che possiamo fare è credere che le cosiddette persone semplici siano in grado di salvarci. Ci rivolgiamo a loro in uno stato di angoscia estrema, li imploriamo letteralmente di salvarci, e quelli invece ci spingono ancora più a fondo nella disperazione

inviato il 27/03/2011
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Bellissimo libro e grande autore!

Grazie Sara :)

Pagina 63. E' stato scritto nel 1983. Bernhard è uno scrittore speciale della fine del secolo scorso.

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sara, allora scatenati :)
anno e numero della pagina?

Non conoscevo questo autore: bello!

E' il mio autore preferito...potrei inondarvi di citazioni!!

Genius

immagine copertina
Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo 2010

"Sai, mamma, sono un genio, ho il potere del mondo in mano, non so esattamente cosa farmene ed è come se vagassi intorno a un disegno, a dei numeri che si devono ancora aggiustare e formare un'equazione; ogni vita è il risultato di un'equazione e la mia deve essere particolarmente complicata, ho il sospetto che c'entri con la verità, che io stessa possa diventare la verità di questo mondo. (...) Se fosse possibile conoscere fino in fondo una persona, fino al suo fondo oscuro, allora sarebbe possibile conoscere la verità di tutti ed essere padroni del mondo: nessuno può mai conoscere l'altro, c'è sempre un guscio intorno a tutti quelli che si è capaci di scoperchiare, neppure la psicologia e l'ipnosi possono arrivare al cuore di un uomo. Su questo sto lavorando, mamma, voglio entrare nel cuore di ogni uomo ed esserne anima e cervello".

inviato il 21/03/2011
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Sara, sai che che ti puoi "autosegnalibrare"?;-)

Straordinario e intenso!

Capolavoro italiano e vera sorpresa del 2010. Emozione e stupore ad ogni pagina.

Il capitano è fuori a pranzo

Charles Bukowski
Il capitano è fuori a pranzo
Feltrinelli

Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.

inviato il 21/03/2011
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Genius

Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo
10 righe da pagina 7:

Si accorse che mamma e papà appoggiavano il piede diverso, consumando disgiunti i bordi delle ciabatte di casa. Camminava appena quando fu certa del modello di numeri e curve, così che le bastava scorgere appena la suola di una scarpa per entrare di soppiatto nel cuore di una persona, soppesandone paure e ansietà.
C’era il riflessivo, consunto ad un lato e dalla punta vergine e affilata, l’insicuro con i lati logori da giorni in cui a fatica aveva retto il peso del mondo, e poi l’aspirante rampante, con il davanti scorticato da mille inciampi e pressioni agitate. La gente camminava, e così rivelava chi fosse, per meglio essere compresa e scoperta.
Poi intuì le diverse posture, quella piegata in avanti, un inchino perenne ai più forti, e quella più eretta ma dalla tensione continua, con i colli rigidi come fossero pali di cemento in un molo costruito per spegnere la forza del mare, e invece destinato a sbriciolarsi negli anni fino ad un gigantesco e improvviso fragore.

inviato il 17/03/2011
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E' un libro fantastico, che ho scoperto per caso. Mi è stato regalato per Natale, e lo stupore nella prima lettura è stato confermato da una seconda, anche più attenta. Non sono molto predisposta per la narrativa italiana e questo capolavoro me l'ha riavvicinata. Ci sono centinaia e centinaia di righe da imparare a memoria, se fosse possibile.

Genius

immagine copertina
Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo
10 righe da pagina 276:

Entrarono su invito dell’uomo che aveva gli occhi rotondi e un po’ gialli, come rimestati di fresco in un pentolone di minestra e verdure, e i cento capillari infuocati
da sotto le borse degli occhi si dilatavano a ogni risposta. La luce arrivava da centinaia di fessure intagliate dal tempo nelle travi macilente che formavano il tetto, e pezzi di lamiera incastrati da più generazioni e legati da filo di ferro orrendamente arrugginito sembravano pennellate malconce di grigio.
La polvere sembrava lanciata da mani invisibili a disegnare i dubbi di una vita, illuminata impietosamente dal sole che rimbalzava da granulo a granulo, quasi passeggero del disordine, come arreso all’evidenza di un’esistenza senza igiene e curanza.
Non furono davvero invitati a entrare, tuttavia dopo un po’ erano seduti su delle vecchie sedie di paglia a parlare di età.
«Non so cosa fare da grande» gli disse Cisul.
«Non l’ho mai saputo» rispose il vecchio.
«E come hai fatto col tempo?».
«Il passato muore in fretta e il presente è come il fuoco di sterpi, brucia alto ma per un niente».

inviato il 05/04/2011
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Commenti

Una storia magistrale dove, assemblando tanti piccoli pezzi si ottiene un motore perfetto.

In questo romanzo ci sono decine e decine di personaggi, incontri, istanti importanti, tutti scritti in maniera magistrale. In certi passaggi, come questo, mi ha ricordato Faulkner.

Gelo

Thomas Bernhard
Gelo
Einaudi
10 righe da pagina 123:

La vista è un senso assai volubile, sa condurre d'improvviso all'acume o alla cecità, ché il vedere mica è questione d'occhi soltanto. La vista discende infatti dal cervello e sale dal cuore, dunque nel tragitto su per il collo e giù per la fronte e dietro al naso potrà certo incappare in un intralcio, caricarsi di difetti, impercettibili magari, ma che nell'accumulo origineranno prospettive sghembe e falsi piani, contrasti tra proscenio e fondale, rinvigorendo così l'irrisolta tenzone tra oggettività ed umana percezione: un caleidoscopio di colori, schegge di realtà, lampi d'individuo nei particolari.

inviato il 05/04/2011
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Un libro che a suo tempo fu scandaloso, pericoloso, abisso della narrativa. Si esce dalla sua lettura in uno stato catatonico.

Troppo umana speranza

Alessandro Mari
Troppo umana speranza
Feltrinelli
10 righe da pagina 660:

La vista è un senso assai volubile, sa condurre d'improvviso all'acume o alla cecità, ché il vedere mica è questione d'occhi soltanto. La vista discende infatti dal cervello e sale dal cuore, dunque nel tragitto su per il collo e giù per la fronte e dietro al naso potrà certo incappare in un intralcio, caricarsi di difetti, impercettibili magari, ma che nell'accumulo origineranno prospettive sghembe e falsi piani, contrasti tra proscenio e fondale, rinvigorendo così l'irrisolta tenzone tra oggettività ed umana percezione: un caleidoscopio di colori, schegge di realtà, lampi d'individuo nei particolari.

inviato il 05/04/2011
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Un bravissimo scrittore italiano, un romanzo colmo di pagine emozionanti

Il male naturale

Giulio Mozzi
Il male naturale
Laurana

Sto combattendo contro quella sensazione di morire che mi invade sempre quando mi avvicino a un’altra persona. Io finisco in un certo punto, lei comincia oltre quel punto, in mezzo c’è un vuoto sottilissimo che non si buca. Potrei fare un passo o un salto, dovrebbe essere un movimento incontrollato che sicuramente mi verrebbe goffo e brutto, per buttarmi di là, dove vedo che si cade infinitamente. So che le mie immagini, la stanza da bagno celeste, i fumi dell’anima e della carne, le radici dell’albero, sono tutte inefficaci. Io non voglio credere che la conoscenza dell’altra persona ci sia stata negata. Io credo che siamo stati creati da un dio così desideroso di amare che non ci ha creati come una semplice parte di sé stesso ma come enti separati, somiglianti ma distinti, perché l’amore può andare solo dall’altro all’altro.

inviato il 31/03/2011
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È colpa di chi muore

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Franco Calandrini
È colpa di chi muore
Il Maestrale 2011
10 righe da pagina 59:

10 righe dai libri ANTEPRIMA[...] Il letto a una piazza e mezzo, perennemente rifatto, emanava un senso di disciplina che la rappresentava appieno. Adesso che lo vedo con le lenzuola stropicciate dovrei provare qualcosa ma non mi esce niente. Non provo pena, non mi viene da piangere, non sento niente se non l’impressione di un pezzo di carne che mi si è staccato di dosso, ma di cui avevo già imparato a fare a meno. Accendo le lampade a muro ben posizionate in ogni angolo e mi piazzo al centro. [...]

inviato il 30/03/2011
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prime 23 pagine del libro
http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/%C3%A8-colpa-chi-muore
Franco Calandrini, È colpa di chi muore, Il Maestrale, 6 aprile 2011

Un amore di Swann

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Marcel Proust
Un amore di Swann
Tradotto da Giacomo De Benedetti
De Agostini 1982
10 righe da pagina 75:

Cominciava ad avvertire quanto di doloroso, fors’anche di segretamente inappagato c’era in fondo alla dolcezza di quella frase, ma non riusciva a soffrirne. Che importava se quella gli andava dicendo che fragile è l’amore: il suo era così forte!
E giocava con la tristezza da lei effusa, la sentiva passare su di sé, ma come una carezza che più profondo rendesse e più dolce il sentimento che provava della propria felicità. Se la faceva ripetere dieci, venti volte da Odette, ed esigeva che al tempo stesso lei continuasse a baciarlo. Ogni bacio tira un bacio. Ah, in questi primi tempi in cui si ama, i baci nascono tanto naturalmente! Fanno ressa, gli uni contro gli altri, così fitti; e quelli che ci si è dati durante un’ora sarebbe difficile contarli, quanto i fiori d’un campo nel mese di maggio.

inviato il 23/03/2011
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Il commençait à se rendre compte de tout ce qu’il y avait de douloureux, peut-être même de secrètement inapaisé au fond de la douceur de cette phrase, mais il ne pouvait pas en souffrir. Qu’importait qu’elle lui dît que l’amour est fragile, le sien était si fort ! Il jouait avec la tristesse qu’elle répandait, il la sentait passer sur lui, mais comme une caresse qui rendait plus profond et plus doux le sentiment qu’il avait de son bonheur. Il la faisait rejouer dix fois, vingt fois à Odette, exigeant qu’en même temps elle ne cessât pas de l’embrasser. Chaque baiser appelle un autre baiser. Ah ! dans ces premiers temps où l’on aime, les baisers naissent si naturellement ! Ils foisonnent si pressés les uns contre les autres ; et l’on aurait autant de peine à compter les baisers qu’on s’est donnés pendant une heure que les fleurs d’un champ au mois de mai.

L'uomo che ride

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Victor Hugo
L'uomo che ride
Tradotto da Renato Mucci Riccardo Reim
Biblioteca economica Newton 2005
10 righe da pagina 478:

Quell'uomo gli aveva scritto nel cervello qualcosa di oscuro che ora riappariva, ed era stato scritto con un inchiostro così orrendo, che ora appariva a lettere di fuoco; e Gwyndaline vedeva fiammeggiare in fondo al suo pensiero queste parole enigmatiche, adesso ben chiare: il destino non apre mai una porta senza chiuderne un'altra.
Tutto era stato compiuto. Le ultime ombre calavano su di lui. Ogni uomo può avere nel proprio destino una sua particolare fine del mondo. E si chiama la disperazione. L'anima è piena di stelle cadenti.

inviato il 24/03/2011
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Genius

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Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo
10 righe da pagina 258:

...nella casella 58: “scheletro”, si paga la posta e si torna alla 1. A me lo scheletro piaceva, da bambina, per cui non ero preoccupata. Non ci vedevo la morte, nel tornare indietro.
La casella d’arrivo, la 63, deve essere raggiunta con un lancio di dadi esatto; altrimenti, giunti in fondo, si retrocede dei punti in eccesso. Solo dopo molti anni scoprii la persianina che ne celava il premio, come se da bambina avessi paura della fine. O forse perché da bambini la fine è un concetto che manca, della vita, ci sono solo gli inizi e le cose che vanno, spensieratamente.
Ci giocano bambini e adulti, a questo gioco, quindi deve averlo inventato un bambino che guardava al futuro, o un adulto che rimpiangeva l’infanzia.
A ben pensarci, sarà accaduto il secondo caso. Quando si è bambini la vita non ha bisogno di futuro, il presente è tutto. È da grandi, che il presente non basta mai.

inviato il 27/03/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

In questo straordinario romanzo, per me il più bello mai pubblicato in Italia negli ultimi anni, vi è anche una bambina che riceve un gioco dell'oca dal papà, poi scomparso. Gioco che guida la sua vita, dall'infanzia, vissuta appunto secondo un grottesco lancio di dadi, con un fine inquietante e strabioiante da conseguire.

Il soccombente

Thomas Bernhard
Il soccombente
Adelphi

Ma il fatto è che le persone semplici non capiscono le persone complicate e con più spietatezza di chiunque altro le inducono a ritrarsi in se stesse, pensai. L'errore più grande che possiamo fare è credere che le cosiddette persone semplici siano in grado di salvarci. Ci rivolgiamo a loro in uno stato di angoscia estrema, li imploriamo letteralmente di salvarci, e quelli invece ci spingono ancora più a fondo nella disperazione

inviato il 27/03/2011
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Bellissimo libro e grande autore!

Grazie Sara :)

Pagina 63. E' stato scritto nel 1983. Bernhard è uno scrittore speciale della fine del secolo scorso.

aggiunto segnalibro

sara, allora scatenati :)
anno e numero della pagina?

Non conoscevo questo autore: bello!

E' il mio autore preferito...potrei inondarvi di citazioni!!

Genius

immagine copertina
Fabio Palma
Genius
Albatros Il Filo 2010

"Sai, mamma, sono un genio, ho il potere del mondo in mano, non so esattamente cosa farmene ed è come se vagassi intorno a un disegno, a dei numeri che si devono ancora aggiustare e formare un'equazione; ogni vita è il risultato di un'equazione e la mia deve essere particolarmente complicata, ho il sospetto che c'entri con la verità, che io stessa possa diventare la verità di questo mondo. (...) Se fosse possibile conoscere fino in fondo una persona, fino al suo fondo oscuro, allora sarebbe possibile conoscere la verità di tutti ed essere padroni del mondo: nessuno può mai conoscere l'altro, c'è sempre un guscio intorno a tutti quelli che si è capaci di scoperchiare, neppure la psicologia e l'ipnosi possono arrivare al cuore di un uomo. Su questo sto lavorando, mamma, voglio entrare nel cuore di ogni uomo ed esserne anima e cervello".

inviato il 21/03/2011
Nei segnalibri di:

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Sara, sai che che ti puoi "autosegnalibrare"?;-)

Straordinario e intenso!

Capolavoro italiano e vera sorpresa del 2010. Emozione e stupore ad ogni pagina.

Love factor

Love factor 8 years 15 settimane fa

E' passato tanto tempo dalla mia adolescenza, ma le sento cucite addosso anche a me!

Genius

Genius 8 years 15 settimane fa

In questo romanzo ci sono decine e decine di personaggi, incontri, istanti importanti, tutti scritti in maniera magistrale. In certi passaggi, come questo, mi ha ricordato Faulkner.

Gelo

Gelo 8 years 15 settimane fa

Un libro che a suo tempo fu scandaloso, pericoloso, abisso della narrativa. Si esce dalla sua lettura in uno stato catatonico.

Troppo umana speranza

Troppo umana speranza 8 years 15 settimane fa

Un bravissimo scrittore italiano, un romanzo colmo di pagine emozionanti

Il soccombente

Il soccombente 8 years 17 settimane fa

Pagina 63. E' stato scritto nel 1983. Bernhard è uno scrittore speciale della fine del secolo scorso.

Il soccombente 8 years 17 settimane fa

E' il mio autore preferito...potrei inondarvi di citazioni!!

Accabadora

Accabadora 8 years 17 settimane fa

Accabadora ha molte parti scritte così, davvero bene. Ma anche, purtroppo, o così è parso a me, una storia incompleta, frettolosa nella sua conclusione, come se dovesse rispettare un numero di pagine. Mi è sembrato un libro monco, di buone intenzioni.

Genius

Genius 8 years 17 settimane fa

In questo straordinario romanzo, per me il più bello mai pubblicato in Italia negli ultimi anni, vi è anche una bambina che riceve un gioco dell'oca dal papà, poi scomparso. Gioco che guida la sua vita, dall'infanzia, vissuta appunto secondo un grottesco lancio di dadi, con un fine inquietante e strabioiante da conseguire.

Genius

Genius 8 years 18 settimane fa

Capolavoro italiano e vera sorpresa del 2010. Emozione e stupore ad ogni pagina.

Genius

Genius 8 years 18 settimane fa

E' un libro fantastico, che ho scoperto per caso. Mi è stato regalato per Natale, e lo stupore nella prima lettura è stato confermato da una seconda, anche più attenta. Non sono molto predisposta per la narrativa italiana e questo capolavoro me l'ha riavvicinata. Ci sono centinaia e centinaia di righe da imparare a memoria, se fosse possibile.

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