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Pagina di JonSnow

Pestilentia

Stefano Mancini
Pestilentia
Astro edizioni 2016

“Tempo prima qualcuno gli aveva detto che l’uomo è capace di adattarsi a tutto, anche alle condizioni più estreme. Non era vero. Lui non si era ancora abituato al freddo. C’erano notti in cui tremava tanto da non riuscire a chiudere occhio e in cui le dita gli si congelavano fino a perdere ogni sensibilità. Tra la Morte nera e quell’inverno perenne, il mondo sembrava aver imboccato una via senza uscita”. (Pestilentia, di Stefano Mancini, Astro Edizioni, 2016).

inviato il 22/02/2018
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La guerra dei lupi

immagine copertina
Alessio Del Debbio
La guerra dei lupi
Edizioni il Ciliegio 2017

«A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché». (Johanna)

inviato il 21/02/2018
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Favola di una falena

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Favola di una falena
Panesi Edizioni 2016
10 righe da pagina 48:

Cara Vero, ho ricevuto le foto. Sono fantastiche! Complimenti per l’appartamento! Mi fa piacere sapere che stai bene e ti diverti. Questo è l’importante. Le scelte che facciamo, le strade che prendiamo, spesso non sono identiche, perché siamo persone diverse, ognuna con il suo diritto di vivere la vita. Ma sono parallele. Sentieri diversi che ci porteranno alla felicità e ci ricordano che accanto a noi c’è sempre qualcuno che ci vuole bene, qualcuno che, sia pur a chilometri di distanza, ci sostiene, anche solo con un sorriso, e ci spinge a non arrenderci, a continuare a lottare per i nostri sogni. Tu per me sei quella persona. Tu, Leonardo e ovviamente Jonathan.

inviato il 02/02/2016
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Danger

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Ilaria Pasqua
Danger
Sad Dog Project 2015
10 righe da pagina 11:

Quante notti aveva passato sui sedili scricchiolanti, quanti pisolini aveva schiacciato, non visto, tra un incarico e l'altro. Era tra quei sedili che aveva fatto i sogni più belli, passato i momenti più sereni. Se ci fosse stato un bagno, beh, ci avrebbe vissuto, senza ombra di dubbio. Era tutto ciò che gli restava, quella minuscola e all'apparenza inutile macchina. E lui era convinto che se avesse potuto parlare gli avrebbe manifestato tutto il suo affetto incondizionato, ma non lo aveva fatto per tutta la sua vita? In tutti gli anni in cui era rimasta chiusa nel garage, decenni di immobilità in attesa, prima che lui trovasse il coraggio di prenderla e partire. Nel garage dei genitori, poi nel garage di sua moglie, ogni notte con lui nel freddo, a consolarlo quando piangeva, ad ascoltarlo quando raccontava cose che nessuno poteva capire. Non lo faceva ogni giorno? Trasportandolo in giro e superando a ogni chilometro il suo limite fisico?
«Sonia è una tipa tosta»

inviato il 02/02/2016
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Angelize II - Lucifer

immagine copertina
Aislinn
Angelize II - Lucifer
Fabbri 2014
10 righe da pagina 74:

Il biondo era là, abbandonato su un fianco, sui gradini, come se non fosse passato un giorno. La guancia contro il pavimento, i capelli sugli occhi chiusi.
Non era tornato, era di nuovo ferito, morente
Morto
Poi Haniel si accorse che la camicia di Rafael non era lacerata, non aveva sangue sui vestiti o sul viso. Fece un passo stentato, camminò più veloce, il dolore delle percosse come un’eco a ogni movimento. Arrivò ai gradini, finì in ginocchio.
Allungo una mano, la fermò a mezz’aria.
“Biondo?” mormorò.
Deglutì, osò posargli la mano sul braccio. Non era freddo.
“Biondo? Dai per favore, basta scherzi”
Ma no, non si muoveva. Quando lo scosse, ricadde sulla schiena e nient’altro.
“Dai per favore. Mi sono fatto ridurre uno schifo per… Dai, ho anche i soldi, ho la stanza. L’ho pagata stavolta. Ti porto…”
Niente, non si muoveva.
Lo sapeva che era una fregatura, lo sapeva.

inviato il 26/05/2015
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il ritorno del re

immagine copertina
J. R. R. Tolkien
il ritorno del re
Tradotto da Vicky Alliata di Villafranca
Rusconi 1993
10 righe da pagina 416:

1484 In primavera giunse nella Terra di Buck un messaggio da Rohan: Re 12omer desiderava vedere Messere Holdwine per l'ultima volta. Meriadoc era già anziano (102 anni) ma an­cora sano e vigoroso. Si consultò con il suo amico il Conte, e poco dopo ambedue affidarono beni e incarichi ai figli e passarono Sarnoguado. Non furono mai più visti nella Con­tea. Si seppe poi che Messere Meriadoc si era recato a Edoras per trascorrere qualche tempo con Re Éomer prima che morisse in autunno. Poi Meriadoc e il Conte Peregrino andarono a Gondor, ove dimorarono durante gli ultimi brevi anni di vita che rimanevano loro; quando morirono, furono composti a Rath Dínen insieme con i grandi di Gondor.
1541 Il primo di marzo avvenne la morte di Re Elessar. Dicono che i letti di Meriadoc e Peregrino fossero stati posti accanto a quello del grande Re. Allora Legolas costruì nell'Ithilien una barca grigia, discese il corso dell'Anduin e traversò il Mare; con lui pare vi fosse Gimli il Nano. Quando quella barca si allontanò, finì di esistere la Compagnia dell'Anello nella Terra di Mezzo.

inviato il 08/03/2015
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L'abisso alla fine del mondo

immagine copertina
Alessio Del Debbio
L'abisso alla fine del mondo
Editrice GDS
10 righe da pagina 1:

Vent’anni fa il mondo di superficie finì. Noi, qua sotto, udimmo soltanto le esplosioni e sentimmo tremare la terra per giorni, come se Tawhaki stesse scagliando fulmini su tutto il creato. Poi, d’un tratto, il mondo sprofondò nel silenzio, persino le correnti oceaniche smisero di parlare, portando ai nostri orecchi soltanto strida di dolore e fame.
L’uomo era riuscito nell’impresa più ardua e insensata. Distruggere se stesso.
Sopravvissero in pochi e quei pochi vennero sterminati dalle malattie, dalla fame e dalle radiazioni che avevano contaminato il pianeta, rendendo quelle ricche terre una landa inospitale.
Non posso dire di esserne stupito! Tra tutte le creature viventi, l’uomo è sempre stato il più stupido, incapace di apprendere dai propri errori, per quanto la storia avrebbe dovuto insegnargli. Cos’altro aveva fatto, in quei pochi millenni in cui aveva abitato e rovinato il pianeta, se non guerreggiare contro i propri simili, incapaci di convivere nello stesso spazio vitale?

inviato il 03/03/2015
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Alessio Del Debbio - Viareggio nel 1981.

Ciao JonSnow, lascia qui nei commenti l'anno di pubblicazione... Grazie ;)

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 164:

Le luci della camera di Francesca erano spente. Soltanto una candela baluginava fioca, diffondendo nell’aria il suo acre odore di limone. Una rosa rossa, colta da poco, sistemata con cura in un vaso di cristallo, si ergeva sul davanzale della finestra, portando un po’ di colore nella foschia della stanza. Il suo stelo rivolto verso l’esterno tentava di afferrare un abbraccio di infinito che il cielo sembrava offrirle, un richiamo a cui la rosa non poteva rispondere. Perché non voleva. Perché sapeva che nonostante la sua proiezione verso il futuro, le sue radici l’avrebbero riportata lì, dove è sempre stata. Dove il passato le ha dato la vita e il presente le ha aggiunto dolore. Così si sentiva Francesca. In bilico tra due mondi, in equilibrio su un filo di speranza che si faceva sempre più sottile. Fino a scomparire nella nebbia.

inviato il 02/03/2015
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Commenti

Grazie

Anno di edizione 2010

JonSnow lascia qui nei commenti l'anno di edizione. Grazie... :)

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 124:

Non dobbiamo mai perdere la speranza! Ci sarà un giorno in cui le nuvole si diraderanno e lasceranno spazio a un mondo pieno di luce, in cui gli uomini vivranno in pace e il dolore sarà abolito, estirpato dal giardino rigoglioso della vita. Quel giorno, uomini di popoli diversi, di pelle diversa, di religione diversa, balleranno insieme sotto lo stesso sole, dandosi la mano in un eufonico girotondo di fratellanza, e la concordia siederà sull’altare dei popoli! Quel giorno non dovremo più aver paura di montare su un aereo, o di camminare per strada, perché saremo al sicuro, perché nessuno vorrà farci del male. Quel giorno non saremo più costretti a chiedere scusa ai nostri figli per non aver saputo lasciare loro un mondo all’altezza dei loro sogni, per non aver saputo essere gli eroi che hanno sognato per un’intera fanciullezza! Quel giorno non avremo paura della morte, perché essa più non sarà. Sarà vita, sarà niente, sarà tutto!

inviato il 02/03/2015
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Anno di edizione 2010

JonSnow lascia qui nei commenti l'anno di edizione. Grazie :)

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 53:

Per tutti questi anni siamo stati amici, ma mai come adesso. Diversi come caratteri, uguali come ideali. Rifletté Frà, aggiungendo un’altra pagina di vita al suo diario. Le esperienze vissute insieme, le volte in cui siamo corsi uno in aiuto dell’altro sono solo momenti di un tempo che passa in fretta, momenti che scaldano i nostri cuori in un mondo che si raggela sempre di più.
Quando la nostra esistenza sarà giunta al termine, questo è ciò che ci resterà: nient’altro che frammenti di ricordi nella memoria di una vita intera. Una vita vissuta combattendo, una vita vissuta credendo. Abbiamo creduto che fosse possibile vivere un sogno. Abbiamo creduto in quello che abbiamo fatto. Abbiamo creduto uno nell’altro. E continueremo a farlo, per tutta la vita che ancora verrà. Per sempre.

inviato il 02/03/2015
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Commenti

Grazie! :)

Benvenuto:)

Favola di una falena

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Favola di una falena
Panesi Edizioni 2016
10 righe da pagina 48:

Cara Vero, ho ricevuto le foto. Sono fantastiche! Complimenti per l’appartamento! Mi fa piacere sapere che stai bene e ti diverti. Questo è l’importante. Le scelte che facciamo, le strade che prendiamo, spesso non sono identiche, perché siamo persone diverse, ognuna con il suo diritto di vivere la vita. Ma sono parallele. Sentieri diversi che ci porteranno alla felicità e ci ricordano che accanto a noi c’è sempre qualcuno che ci vuole bene, qualcuno che, sia pur a chilometri di distanza, ci sostiene, anche solo con un sorriso, e ci spinge a non arrenderci, a continuare a lottare per i nostri sogni. Tu per me sei quella persona. Tu, Leonardo e ovviamente Jonathan.

inviato il 02/02/2016
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Angelize II - Lucifer

immagine copertina
Aislinn
Angelize II - Lucifer
Fabbri 2014
10 righe da pagina 74:

Il biondo era là, abbandonato su un fianco, sui gradini, come se non fosse passato un giorno. La guancia contro il pavimento, i capelli sugli occhi chiusi.
Non era tornato, era di nuovo ferito, morente
Morto
Poi Haniel si accorse che la camicia di Rafael non era lacerata, non aveva sangue sui vestiti o sul viso. Fece un passo stentato, camminò più veloce, il dolore delle percosse come un’eco a ogni movimento. Arrivò ai gradini, finì in ginocchio.
Allungo una mano, la fermò a mezz’aria.
“Biondo?” mormorò.
Deglutì, osò posargli la mano sul braccio. Non era freddo.
“Biondo? Dai per favore, basta scherzi”
Ma no, non si muoveva. Quando lo scosse, ricadde sulla schiena e nient’altro.
“Dai per favore. Mi sono fatto ridurre uno schifo per… Dai, ho anche i soldi, ho la stanza. L’ho pagata stavolta. Ti porto…”
Niente, non si muoveva.
Lo sapeva che era una fregatura, lo sapeva.

inviato il 26/05/2015
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Angelize II

immagine copertina
Aislinn
Angelize II
Fabbri Editore 2014
10 righe da pagina 31:

Poi
Erba umida, morbida. Fredda. Gli solleticava il collo.
E un respiro
Haniel aprì gli occhi.
E vide quelli di lei, neri, neri e nient'altro. Il sorriso di una fiera e un viso che era luna.
La Dea era inginocchiata al suo fianco, nuda.
"Ricordi?"
E Haniel ricordò.

inviato il 07/04/2015
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il ritorno del re

immagine copertina
J. R. R. Tolkien
il ritorno del re
Tradotto da Vicky Alliata di Villafranca
Rusconi 1993
10 righe da pagina 416:

1484 In primavera giunse nella Terra di Buck un messaggio da Rohan: Re 12omer desiderava vedere Messere Holdwine per l'ultima volta. Meriadoc era già anziano (102 anni) ma an­cora sano e vigoroso. Si consultò con il suo amico il Conte, e poco dopo ambedue affidarono beni e incarichi ai figli e passarono Sarnoguado. Non furono mai più visti nella Con­tea. Si seppe poi che Messere Meriadoc si era recato a Edoras per trascorrere qualche tempo con Re Éomer prima che morisse in autunno. Poi Meriadoc e il Conte Peregrino andarono a Gondor, ove dimorarono durante gli ultimi brevi anni di vita che rimanevano loro; quando morirono, furono composti a Rath Dínen insieme con i grandi di Gondor.
1541 Il primo di marzo avvenne la morte di Re Elessar. Dicono che i letti di Meriadoc e Peregrino fossero stati posti accanto a quello del grande Re. Allora Legolas costruì nell'Ithilien una barca grigia, discese il corso dell'Anduin e traversò il Mare; con lui pare vi fosse Gimli il Nano. Quando quella barca si allontanò, finì di esistere la Compagnia dell'Anello nella Terra di Mezzo.

inviato il 08/03/2015
Nei segnalibri di:

L'abisso alla fine del mondo

immagine copertina
Alessio Del Debbio
L'abisso alla fine del mondo
Editrice GDS
10 righe da pagina 1:

Vent’anni fa il mondo di superficie finì. Noi, qua sotto, udimmo soltanto le esplosioni e sentimmo tremare la terra per giorni, come se Tawhaki stesse scagliando fulmini su tutto il creato. Poi, d’un tratto, il mondo sprofondò nel silenzio, persino le correnti oceaniche smisero di parlare, portando ai nostri orecchi soltanto strida di dolore e fame.
L’uomo era riuscito nell’impresa più ardua e insensata. Distruggere se stesso.
Sopravvissero in pochi e quei pochi vennero sterminati dalle malattie, dalla fame e dalle radiazioni che avevano contaminato il pianeta, rendendo quelle ricche terre una landa inospitale.
Non posso dire di esserne stupito! Tra tutte le creature viventi, l’uomo è sempre stato il più stupido, incapace di apprendere dai propri errori, per quanto la storia avrebbe dovuto insegnargli. Cos’altro aveva fatto, in quei pochi millenni in cui aveva abitato e rovinato il pianeta, se non guerreggiare contro i propri simili, incapaci di convivere nello stesso spazio vitale?

inviato il 03/03/2015
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Alessio Del Debbio - Viareggio nel 1981.

Ciao JonSnow, lascia qui nei commenti l'anno di pubblicazione... Grazie ;)

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 164:

Le luci della camera di Francesca erano spente. Soltanto una candela baluginava fioca, diffondendo nell’aria il suo acre odore di limone. Una rosa rossa, colta da poco, sistemata con cura in un vaso di cristallo, si ergeva sul davanzale della finestra, portando un po’ di colore nella foschia della stanza. Il suo stelo rivolto verso l’esterno tentava di afferrare un abbraccio di infinito che il cielo sembrava offrirle, un richiamo a cui la rosa non poteva rispondere. Perché non voleva. Perché sapeva che nonostante la sua proiezione verso il futuro, le sue radici l’avrebbero riportata lì, dove è sempre stata. Dove il passato le ha dato la vita e il presente le ha aggiunto dolore. Così si sentiva Francesca. In bilico tra due mondi, in equilibrio su un filo di speranza che si faceva sempre più sottile. Fino a scomparire nella nebbia.

inviato il 02/03/2015
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Commenti

Grazie

Anno di edizione 2010

JonSnow lascia qui nei commenti l'anno di edizione. Grazie... :)

Volo su Titano

immagine copertina
Stanley Weinbaum
Volo su Titano
Fratini Editore
10 righe da pagina 19:

Il vento di burrasca ruggiva incessante, quasi fosse il canto lamentoso di tutte le anime dannate fin dall’alba della creazione, e spinse i due, in mezzo a scivolate e capriole, a cercare un rifugio temporaneo dietro un costone di ghiaccio, spezzato da una nube di aghi gelidi e scintillanti. La notte emanava bagliori d’arcobaleno, mentre il freddo dei trenta sotto zero mordeva attraverso lo strato di spugna sintetica delle loro tute.
La ragazza accostò il visore all’elmo dell’uomo e disse con voce ferma: “E’ la fine, vero Tim? Perché in questo caso sono felice di essere venuta con te. Sono felice che siamo noi due insieme!”

inviato il 25/02/2015
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Undicimila Settembre

immagine copertina
Pierfranceso Prosperi
Undicimila Settembre
Fratini Editore 2014
10 righe da pagina 25:

“Roma è una città troppo bella per viverci. Cioè, per viverci lavorando. A volte invidio quelle torme di turisti che invadono i monumenti con le loro macchine fotografiche. Anche se in maniera primitiva e superficiale, loro vedono qualcosa. Mentre noi, abituati a girare dannandoci l’anima per dodici mesi l’anno in mezzo alla più grande concentrazione di opere d’arte del mondo, ormai non vediamo più niente”.
[…]
“C’è voluto un viaggio a Parigi per rendermene conto. Guardavo le segretarie immerse nei loro romanzi rosa sul metrò, i tassisti che bestemmiavano negli ingorghi, le vecchiette che sfrecciavano in motorino con un metro di baguette che sporgeva dalle sporte. E avevano tutti l’aria perennemente incazzata. Mi sono chiesto perché e la risposta è stata: correndo tutto il giorno tra l’Etoile, il Louvre e la Tour Eiffel non avevano il tempo né la voglia di gustare le meraviglie che li circondavano. Poi sono tornato a Roma e mi sono reso conto che a me capita esattamente la stessa cosa”

inviato il 25/02/2015
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Benvenuto...

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 124:

Non dobbiamo mai perdere la speranza! Ci sarà un giorno in cui le nuvole si diraderanno e lasceranno spazio a un mondo pieno di luce, in cui gli uomini vivranno in pace e il dolore sarà abolito, estirpato dal giardino rigoglioso della vita. Quel giorno, uomini di popoli diversi, di pelle diversa, di religione diversa, balleranno insieme sotto lo stesso sole, dandosi la mano in un eufonico girotondo di fratellanza, e la concordia siederà sull’altare dei popoli! Quel giorno non dovremo più aver paura di montare su un aereo, o di camminare per strada, perché saremo al sicuro, perché nessuno vorrà farci del male. Quel giorno non saremo più costretti a chiedere scusa ai nostri figli per non aver saputo lasciare loro un mondo all’altezza dei loro sogni, per non aver saputo essere gli eroi che hanno sognato per un’intera fanciullezza! Quel giorno non avremo paura della morte, perché essa più non sarà. Sarà vita, sarà niente, sarà tutto!

inviato il 02/03/2015
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Anno di edizione 2010

JonSnow lascia qui nei commenti l'anno di edizione. Grazie :)

Oltre le nuvole - storie di amici

immagine copertina
Alessio Del Debbio
Oltre le nuvole - storie di amici
Sovera Edizioni 2010
10 righe da pagina 53:

Per tutti questi anni siamo stati amici, ma mai come adesso. Diversi come caratteri, uguali come ideali. Rifletté Frà, aggiungendo un’altra pagina di vita al suo diario. Le esperienze vissute insieme, le volte in cui siamo corsi uno in aiuto dell’altro sono solo momenti di un tempo che passa in fretta, momenti che scaldano i nostri cuori in un mondo che si raggela sempre di più.
Quando la nostra esistenza sarà giunta al termine, questo è ciò che ci resterà: nient’altro che frammenti di ricordi nella memoria di una vita intera. Una vita vissuta combattendo, una vita vissuta credendo. Abbiamo creduto che fosse possibile vivere un sogno. Abbiamo creduto in quello che abbiamo fatto. Abbiamo creduto uno nell’altro. E continueremo a farlo, per tutta la vita che ancora verrà. Per sempre.

inviato il 02/03/2015
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Grazie! :)

Benvenuto:)

Oltre le nuvole - storie di amici

Oltre le nuvole - storie di amici 3 years 15 settimane fa

Grazie! :)

Oltre le nuvole - storie di amici

Oltre le nuvole - storie di amici 3 years 15 settimane fa

Anno di edizione 2010

Oltre le nuvole - storie di amici

Oltre le nuvole - storie di amici 3 years 15 settimane fa

Anno di edizione 2010

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