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Pagina di Luisicaa

Vortici

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Frode Granhus
Vortici
Tradotto da Sara Culeddu
Atmosphere Libri 2016
10 righe da pagina 34:

«Credo che all’inizio in molti pensassero che fosse scivolata per una scarpata o caduta in qualche crepaccio ma, dal momento che non veniva trovata, col tempo qualcuno cominciò a suggerire che forse fosse semplicemente scappata da quella famiglia squilibrata. Se è andata davvero così, capisco che abbia scelto di mantenere il suo stato di persona scomparsa. A cosa mai potrebbe tornare, d’altronde? I genitori sono morti, il fratello è un fantasma che scava e l’altra sorella, la maggiore, va classificata come disabile cognitiva. Non vive lontano da qui e riceve un’assistenza domiciliare quotidiana». «Accidenti che storia». Niklas cominciava già a vedere sbiadire il mito della criminalità di provincia. «È principalmente una storia triste, una storia che non finirà finché il Viandante non ci lascerà».

inviato il 28/03/2017
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Il sorriso eterno

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Pär Lagerkvist
Il sorriso eterno
Tradotto da G. Prampolini
Mondadori 1968
10 righe da pagina 26:

Aveva conosciuto gli uomini solo in quanto scendevano da lui, e nello stesso tempo aveva imparato ad amarli e capirli. Scendevano e cercavano di lui, non per eseguire grandi imprese, per vivere intensamente, per essere uomini nel significato più alto; venivano soltanto per compiere un atto umile, che era comune a tutti gli esseri viventi. In esso però non vi era nulla di basso né di degradante; perciò li amava. E in particolare amava una specie di uomini: quella dei forti, dei risoluti, che – si sentiva – la vita aveva presi e teneva ben saldi per adoperarli, costringerli ai suoi scopi. Anche laggiù serbavano una calma, una serenità talmente diginitosa, che egli si empiva di fiducia e di pace.

inviato il 16/04/2016
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I contadini

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Władysław Reymont
I contadini
Tradotto da A. Beniamino
Mondadori 1968
10 righe da pagina 54:

Le strade del villaggio formicolavano di gente, che trascinava gli alberi, abbattuti dalla bufera.
L’aria era così tranquilla che i rami appena coperti di verde quasi non si muovevano. Nuvole di passeri volavano presso la chiesa e gli alberi ne eran coperti fino a esserne neri. Il loro cinguettio si spandeva per tutto il villaggio.
Sullo stagno liscio e brillante, le oche gracchiavano sorvegliando i loro nati. Più lontano si sentivano battere i panni delle lavandaie.
Dappertutto era brusio, lavoro, grida da capanna a capanna, frotte di bambini.

inviato il 16/04/2016
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Strano interludio

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Eugene Gladstone O'Neill
Strano interludio
Tradotto da Fonzi
Mondadori 1964
10 righe da pagina 43:

La mamma chiese di te, Nina… tre giorni prima della fine. Disse: “Dove sta adesso Nina Leeds, Charlie? Quando sposerà Gordon Shaw?”. Non ci stava più con la testa, povera donna! Ricordi quanto voleva bene a Gordon? Le piaceva tanto assistere alle partite di rugby quando giocava lui. Lo trovava così bello e aggraziato. Le sono sempre piaciute, le persone forti e sane. Aveva sempre tanta cura della sua persona, ogni giorno faceva delle passeggiate di diverse miglia, e le piaceva tanto nuotare e remare, in estate, anche dopo i sessant’anni, non era mai stata malata neanche un giorno, prima di…

inviato il 04/04/2016
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Situazione disperata ma non grave

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Robert Shaw
Situazione disperata ma non grave
Tradotto da M. E. Morin Zuppelli
Garzanti 1959
10 righe da pagina 165:

Connoly si sporse dalla riva per vedere la propria immagine riflessa nell’acqua, sforzandosi di guardarsi con gli occhi della moglie. Quando si tuffò, provò un piacevole senso di frescura. Nuotò di lena, quindi si arrampicò ansante sulla sponda. Mentre stava disteso ad asciugarsi al sole, un reattore sorvolò sibilando la collina, saettò attraverso la valle prendendo quota e si diresse a nord-ovest. Connoly afferrò i vestiti e corse nudo verso la macchia di abeti.

inviato il 26/03/2016
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Le mura di Atene

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Philipp Vandenberg
Le mura di Atene
Tradotto da P. Idra
Piemme 2004
10 righe da pagina 30:

“Ma non appena i nostri ragazzi abbandonano l'infanzia, almeno dieci dei nostri uomini fanno la posta a un efebo.” “Ma non è una vergogna che un uomo ami un ragazzo”, replicò Dafne, “anche gli dèi dell'Olimpo lo fanno: Zeus amava Ganimede, Apollo Giacinto e Poseidone il bel Polope. Gli uomini sono comunque il sesso più bello!” Melissa fece un gesto di stizza: “E chi ha parlato di vergogna? Ma dove sta scritto che l'uomo sia il sesso più bello? [...] Sentire il pene di un uomo che la desidera è sempre la sensazione più eccitante per una donna. Ma questo esclude forse che una donna cerchi la grazia, l'affetto e la tenerezza di una compagna dello stesso sesso?”

inviato il 24/03/2016
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Quelli dalle labbra bianche

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Francesco Masala
Quelli dalle labbra bianche
Canguri Feltrinelli 1962
10 righe da pagina 24:

Davanti al candelabro funebre di Michele Girasole, noto Sciarlò, stanno la madre e la fidanzata Rosa Fae.
Dalla Russia Sciarlò non è più tornato, sono passati venti anni, ma Rosa Fae è ancora la fidanzata di Sciarlò. Essa è, ormai, una zitella scialba e magra, con le mani nodose e grandi per il continuo lavoro, con i capelli grigi e giallastri e il viso color carta paglia.
Rosa si era innamorata di Sciarlò perché egli era distratto, buono e distratto.

inviato il 24/03/2016
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La Carta de Logu del regno di Arborea

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Francesco Cesare Casula
La Carta de Logu del regno di Arborea
Carlo Delfino Editore 1995
10 righe da pagina 59:

Vogliamo e ordiniamo che se un uomo violenta una donna maritata, o una qualsiasi sposa promessa, o una vergine, ed è dichiarato legittimamente colpevole, sia condannato a pagare per la donna sposata lire cinquecento; e se non paga entro quindici giorni dal giudizio gli sia amputato un piede. Per la nubile, sia condannato a pagare duecento lire e sia tenuto a sposarla, se è senza marito (promesso sposo) e se piace alla donna. Se non la sposa (perché lei non è consenziente), sia tenuto a farla accasare (munendola di dote) secondo la condizione sociale della donna e il rango dell’uomo. E se non è in grado di assolvere ai suddetti oneri entro quindici giorni dal giudizio, gli sia amputato un piede. Per la vergine, sia condannato a pagare la stessa cifra sennò gli sia amputato un piede come detto sopra.

inviato il 24/03/2016
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Memorie di un cane giallo e altri racconti

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O. Henry
Memorie di un cane giallo e altri racconti
Tradotto da Giorgio Manganelli
Feltrinelli 1962
10 righe da pagina 25:

Un dollaro e ottantasette cents. Era tutto. E sessanta cents erano in pennies risparmiati uno o due per volta, strappati al droghiere e al verduraio e al macellaio, finché, convinti di taccagneria da quelle puntigliose trattative, le guance vi si coprono di rossore. Tre volte Della contò il denaro. Un dollaro e ottantasette cents. E l’indomani era Natale.
Era chiaro: non c’era altro da fare che lasciarsi cadere sul lettino, e mettersi a urlare. E così appunto si comportò Della. E ciò vale a stimolare la riflessione morale che la vita è fatta di singhiozzi, sospiri e sorrisi, con una certa preponderanza di sorrisi.

inviato il 23/03/2016
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Il petrolio sporco

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Mario Tedeschi
Il petrolio sporco
Longanesi 1955
10 righe da pagina 30:

Non soltanto i privati, dunque, sono contro l’ENI-AGIP, ma anche gli amministratori degli Enti Locali delle zone interessate, una buona parte degli utenti, e tutti gli organi tecnici, che non si possono conquistare con lauree honoris causa. Nonostante ciò, l’ENI-AGIP sino ad oggi ha avuto partita vinta, grazie alle sapienti manovre politiche dell’onorevole Mattei. E cosa abbiamo ottenuto in cambio di tante sopraffazioni? La trivellazione a spese dello Stato di poche decine di pozzi, su una estensione di terreno che le società private italiane e straniere, a quest’ora, avrebbero già perforato in tutte le zone utili, con una densità di trivellazioni cento volte superiore.

inviato il 17/03/2016
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Servabo. Memoria di fine secolo

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Luigi Pintor
Servabo. Memoria di fine secolo
Bollati Boringhieri 2005
10 righe da pagina 13:

Senza la guerra, il mio carattere mi avrebbe tenuto certamente lontano dalla vita pubblica. Non volevo diventare re o papa, non avevo quel bisogno infantile di primeggiare e di dominare gli altri che nutre negli adulti l'ambizione politica, spesso senza ritegno. Per spirito di contraddizione preferivo i perdenti, parteggiavo animosamente per i pellerossa e per gli etiopi contro le razze di conquistatori e di predatori, e quando i poveri del quartiere sfilavano alla porta di casa per l'elemosina mi rattristavo. Ma dubito che si possa dedurre da questi buoni sentimenti un'indole rivoluzionaria.

inviato il 14/06/2013
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Commenti

Grazie!

Righe splendide. Rispondiamo con un estratto da Il sentiero dei nidi di ragno e ti invitiamo a giocare ancora con noi su https://www.facebook.com/lantana.editore. “Effetti collaterali” è partito! "Questo non è un esercito, vedi, da dir loro: questo è il dovere. Non puoi parlare di dovere qui, non puoi parlare di ideali: patria, libertà, comunismo. Non ne vogliono sentir parlare di ideali, gli ideali sono buoni tutti ad averli, anche dall'altra parte ne hanno di ideali. Domani ci saranno dei morti, dei feriti. Loro lo sanno. Cosa li spinge a questa vita, cosa li spinge a combattere, dimmi? C'è qualcos'altro comune a tutti, un furore. Quel peso che grava su tutti noi, su me, su te, quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto".

Partecipo a Libri in piazza http://scrivi.10righedailibri.it/libri-piazza

Silja

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Frans Eemil Sillanpää
Silja
Tradotto da Amalia Camboni Casnati
Mondadori 1969
10 righe da pagina 388:

La forza calda del sole aumentò sempre più: i suoi raggi vennero a cadere direttamente sulla grande tavola da pranzo; presto toccarono la testiera del letto di Silja.
Quando mai ella aveva provato tale sensazione? In tempi lontani, quando da bambina si era felicemente concluso per lei qualcosa di lieto. Anche la vita del suo povero babbo si era, per così dire,composta di simili eventi e da essi l’animo di lui usciva sempre migliore. Silja sentì che era affidato alla sua custodia un tesoro, sentì di essere diventata più ricca, la sua esistenza le parve più sicura, come se il babbo morto (del quale ricordava confusamente la fisionomia) avesse continuato a vivere con lei, in un inespresso accordo circa i rapporti della singola creatura col mondo; rapporti che in quel momento le apparivano pieni di sole.

inviato il 24/03/2016
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L'oro di Fraus

Giulio Angioni
L'oro di Fraus
Il Maestrale 2001
10 righe da pagina 19:

Non so come darò misura alle mie idee, e tono e sentimenti che non domino: alla paura specialmente, che in me adesso io scopro intemperante, e ciarliera quanto l'ira, se le dò la stura, come in auto poco fa, tornandomene a casa tutto solo. Finora la paura m'ha sospinto e la paura m'ha ritratto. Anche la lepre però sa risolversi alla lotta, e sceglie l'ira. Se fuggire o nascondersi non serve più. Chissà se tutti sentono così, davanti al foglio bianco del loro testamento. Io sono incredulo al cospetto d'una fine da tenere per scelta in preventivo.

inviato il 16/01/2013
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Prima edizione del 1988 con Editori Riuniti. Poi Il Maestrale 1998 e 2001.

Ospite indesiderato

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Vittorio Schiraldi
Ospite indesiderato
Bookme 2015
10 righe da pagina 7:

Lasciando accesa la luce nel corridoio ne poteva scorgere il volto sereno, i pugni stretti sopra la testa in un fiducioso gesto di resa. Anche se di giorno sembrava preferire la madre e la nonna, e persino Rosina, la domestica che lavorava a ore in casa, la notte era a lui che si offriva, come il solo alleato. «Vuole te» diceva Miresa, dopo avergli vuotato in gola il biberon, e il tono era quello di chi assecondava un capriccio che non sarebbe durato sul crescere. Così Luca appoggiava il figlio a una spalla, come aveva fatto la prima volta che l’aveva visto piangere, e Giorgio schiacciava una guancia contro la sua, non piangeva più e si lasciava addormentare. A volte, però, il sospetto che quel rapporto un giorno si sarebbe potuto concludere lo lasciava sgomento. Molti infatti si meravigliavano che Giorgio mostrasse un tale trasporto nei suoi confronti. «Vedrai, con il tempo i maschi si attaccano alla madre» si era sentito spesso ripetere, e la notizia non gli aveva provocato alcuna gelosia ma una tristezza sottile, come l’arrivo dell’autunno alla fine di un’estate di sole.

inviato il 06/03/2016
Nei segnalibri di:

Poesie

Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

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Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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la saggezza della vita

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Arthur Schopenhauer
la saggezza della vita
Tradotto da silvia fiorini
gherardo casini editore 2010
10 righe da pagina 122:

L'uomo capace di pensieri nobili ed elevati non deve assolutamente lasciare che il suo spirito sia assorbito dagli affari personali ed angustiato da preoccupazioni banali al punto di precludersi l'accesso alle più alte meditazioni, perché questo sarebbe veramente " propter vitam, vivendi perdere causas" , (" a causa della vita, perdere le cause del vivere").

inviato il 07/03/2016
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Ciao Barbara, le tue 10righe sono nella finale settimanale di marzo. :-)

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860)

I tre moschettieri e Vent'anni dopo

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Alexandre Dumas
I tre moschettieri e Vent'anni dopo
Tradotto da Luca Premi
Newton Compton Editori 2012
10 righe da pagina 237:

«In fede mia», riprese d’Artagnan, «voi siete ben conosciuti, signori, e la mia avventura, se farà qualche rumore, proverà almeno che la vostra unione non è fondata sui contrasti.»
Intanto Porthos si era avvicinato, aveva salutato con la mano Athos; quindi voltandosi verso d’Artagnan, era rimasto meravigliato.
Diciamo per incidenza, che egli aveva cambiato la tracolla e lasciato il mantello.
«Ah! ah!», esclamò, «di che si tratta?»
«È con il signore che io mi batto», disse Athos mostrando con la mano d’Artagnan e salutando con lo stesso gesto.
«È con lui che io pure mi batto», disse Porthos.
«Ma soltanto all’una», rispose d’Artagnan.
«Ed io pure mi batto col signore», disse Aramis, avvicinandosi anch’egli sul terreno.
«Ma soltanto alle due», disse d’Artagnan con la medesima calma.

inviato il 07/03/2016
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Una delle mie trilogie preferite :)

Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, località di Dieppe, 5 dicembre 1870)

Se tornasse Natale

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Giacomo Cacciatore
Se tornasse Natale
Baldini & Castoldi 2015
10 righe da pagina 11:

Ma gli serve respirare, adesso, e di aria affumicata, ammorbata dal traffico, fuori dalla cabina telefonica ce n’è quanta ne vuole. La vita continua, fi no alla prossima crisi, e per i sospetti, i contorcimenti, le sceneggiate mentali, c’è tempo quanto basta per non chiudere occhio a vita. L’uomo sguscia da quella specie di acquario appannato. E sbatte di proposito contro il rompicoglioni che si è preso la briga di voler telefonare dopo essersi goduto un dramma in diretta.

inviato il 07/03/2016
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LA STORIA DELL'AMORE

NICOLE KRAUSS
LA STORIA DELL'AMORE
Tradotto da valeria raimondi
GUANDA 2005
10 righe da pagina 115:

La vecchia scatola dei Cadbury piena delle lettere di mia madre non contiene nemmeno una risposta. Le ho cercate ovunque, senza mai trovarle. Inoltre mio padre non mi ha neanche lasciato una lettera da aprirequando sarò grande.
Lo so perché l'ho chiesto a mia madre e lei mi ha detto di no. Ha detto che non era quel tipo di persona. Quando le ho chiesto che tipo di persona era, ci ha pensato su per un po'. Ha aggrottato la fronte. Ha pensato ancora. Poi ha detto che era uno a cui piaceva sfidare l'autorità. "Inoltre" ha aggiunto "non riusciva a stare seduto e fermo."
Non è così che lo ricordo. Io lo ricordo seduto in poltrona o disteso a letto. Tranne quando ero molto piccola e pensavo che fare l'ingegnere significasse guidare un treno. Allora lo immaginavo seduto ala guida di una locomotiva color carbone, con una fila scintillante di vagoni passeggeri attaccati dietro. Un giorno, ridendo, mio padre spiegò la faccenda.
Tutto mi fu più chiaro. Fu uno di quei momenti indimenticabili che arrivano quando sei bambino, quando scopri che fino ad allora il mondo ti ha sempre ingannato.

inviato il 01/03/2016
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