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Pagina di Luisicaa

In tutto c'è stata bellezza

immagine copertina
Manuel Vilas
In tutto c'è stata bellezza
Tradotto da Bruno Arpaia
La Fenice 2018
10 righe da pagina 277:

A Barbastro mia madre fu una pioniera in fatto di prendere sole. Prendeva il sole ovunque. Fece scuola. E convertì alcune delle sue amiche a quella religione la cui liturgia si basava su una cosa molto semplice: prendere il sole. Quando arrivava giugno, andava giù al fiume a prendere il sole con le amiche. Tutta l'estate la passava a prendere il sole. Poi diventava nera, come se cambiasse razza. E le piaceva che la gente le dicesse così: "sei nera". Non dicevano "sei abbronzata"; allora in Spagna, si diceva "com'è nera"; perché il passato è anche un rito di parole e un modo di pronunciarle. L'arrivo della paura fa sì che la gente parlo con un altro accento, con un'altra pronuncia.
La mia nostalgia r nostalgia di un parlare lo spagnolo. La mia nostalgia è nostalgia di un mondo senza paura.

inviato il 26/05/2019
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Monologhi impossibili

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Carlo A. Borghi
Monologhi impossibili
Arkadia Editore 2018
10 righe da pagina 25:

Corpo eretico, corpo blasfemo e corpo di strega, questo sarei stata per gli Inquisitori e pensare che ero al culmine dei miei successi. Carlo VII mi aveva attribuito una vera insegna nobiliare e araldica, con spada, gigli e corona, compresa la possibilità di trasmettere il titolo anche per via ereditaria femminile.
Un bel colpo, per una donzelletta di campagna. Tanti mi hanno invidiata e calunniata per questo.
Così, mio padre e mia madre che erano poveri contadini, si erano ritrovati nobili. Se avessi fatto figli, anche loro sarebbero stati nobili di nomina reale ma io sono rimasta un giglio casto e puro, come avevano diagnosticato le nobildonne di corte che avevano esaminato le mie parti intime, per conto dei giudici mentre ero sotto processo.

inviato il 26/03/2019
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I sogni non bastano

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Jacqueline Briskin
I sogni non bastano
Tradotto da Roberta Rambelli
Sperling & Kupfer 1988
10 righe da pagina 152:

“Nella mia vita non ho mai fatto niente di naturale, Alyssa. A parte innamorarmi di Diller. Sono venuto in Francia per scritturarti per il film, e quando ti ho vista in quella specie di granaio tutto spifferi, con il vestito di velluto azzurro e gli zaffiri falsi, mi sono detto: “Questa è diversa. Forse mi guarirà da Diller”. Ma poi ho cominciato a vedere in te qualcosa di lui. Gli occhi. I tuoi e i suoi avevano profondità misteriose. Ti volevo bene. Non come a Diller… non potrei mai amare una donna in quel modo. Ma c’era un sentimento sincero. E tu mi hai respinto.”

inviato il 26/08/2018
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L'oratorio di Natale

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Göran Tunström
L'oratorio di Natale
Tradotto da Fulvio Ferrari
Iperborea 1996
10 righe da pagina 263:

L'assoluta disperazione di essere in vita stasera!
Sono seduto accanto alla finestra aperta in questa cucina dove niente sorride, davanti a un quaderno rilegato in tela cerata, e scrivo per la prima volta dopo un lungo tempo perché da alcuni giorni so di avere un figlio da qualche parte. Chi sei tu? E chi sono io? Non ci siamo ancora visti. La tua esistenza non mi dà nessuna gioia, io stesso non sono ancora nato alla vita. Solo quando ti vedrò potrò sapere se esistiamo l'uno per l'altro. Ma queste parole, se le scriverò, le avrai un giorno, così saprai chi sono, anche se la mia ti apparirà una vita miserabile.

inviato il 01/05/2018
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Senza scampo

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Kati Hiekkapelto
Senza scampo
Tradotto da Delfina Sessa
Atmosphere Libri 2016
10 righe da pagina 11:

Aveva la fronte imperlata di sudore freddo e un incipiente mal di testa. Contò i soldi: una misera banconota che gli era stata regalata attingendo ai fondi parrocchiali di emergenza e un paio di euro. Sarebbero serviti a qualcosa. Almeno a rimettersi in forze per pensare a come procurarsene altri. Del resto bastava mettersi a cercare, da qualche parte i soldi si rimediavano sempre. Raccoglieva vuoti a rendere. Faceva qualche lavoretto in nero in una pizzeria, pulizie e commissioni per i proprietari. Per fortuna non era stato costretto a vendersi tanto spesso, né a commettere veri e propri reati. Non era mica un criminale. Odiava la gente che rapinava gli anziani. I topi di appartamento, poi, li detestava più di tutti. Non ci si introduce di prepotenza nelle case altrui. La casa è sacra.

inviato il 06/05/2017
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Vortici

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Frode Granhus
Vortici
Tradotto da Sara Culeddu
Atmosphere Libri 2016
10 righe da pagina 34:

«Credo che all’inizio in molti pensassero che fosse scivolata per una scarpata o caduta in qualche crepaccio ma, dal momento che non veniva trovata, col tempo qualcuno cominciò a suggerire che forse fosse semplicemente scappata da quella famiglia squilibrata. Se è andata davvero così, capisco che abbia scelto di mantenere il suo stato di persona scomparsa. A cosa mai potrebbe tornare, d’altronde? I genitori sono morti, il fratello è un fantasma che scava e l’altra sorella, la maggiore, va classificata come disabile cognitiva. Non vive lontano da qui e riceve un’assistenza domiciliare quotidiana». «Accidenti che storia». Niklas cominciava già a vedere sbiadire il mito della criminalità di provincia. «È principalmente una storia triste, una storia che non finirà finché il Viandante non ci lascerà».

inviato il 28/03/2017
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Il sorriso eterno

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Pär Lagerkvist
Il sorriso eterno
Tradotto da G. Prampolini
Mondadori 1968
10 righe da pagina 26:

Aveva conosciuto gli uomini solo in quanto scendevano da lui, e nello stesso tempo aveva imparato ad amarli e capirli. Scendevano e cercavano di lui, non per eseguire grandi imprese, per vivere intensamente, per essere uomini nel significato più alto; venivano soltanto per compiere un atto umile, che era comune a tutti gli esseri viventi. In esso però non vi era nulla di basso né di degradante; perciò li amava. E in particolare amava una specie di uomini: quella dei forti, dei risoluti, che – si sentiva – la vita aveva presi e teneva ben saldi per adoperarli, costringerli ai suoi scopi. Anche laggiù serbavano una calma, una serenità talmente diginitosa, che egli si empiva di fiducia e di pace.

inviato il 16/04/2016
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I contadini

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Władysław Reymont
I contadini
Tradotto da A. Beniamino
Mondadori 1968
10 righe da pagina 54:

Le strade del villaggio formicolavano di gente, che trascinava gli alberi, abbattuti dalla bufera.
L’aria era così tranquilla che i rami appena coperti di verde quasi non si muovevano. Nuvole di passeri volavano presso la chiesa e gli alberi ne eran coperti fino a esserne neri. Il loro cinguettio si spandeva per tutto il villaggio.
Sullo stagno liscio e brillante, le oche gracchiavano sorvegliando i loro nati. Più lontano si sentivano battere i panni delle lavandaie.
Dappertutto era brusio, lavoro, grida da capanna a capanna, frotte di bambini.

inviato il 16/04/2016
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Strano interludio

immagine copertina
Eugene Gladstone O'Neill
Strano interludio
Tradotto da Fonzi
Mondadori 1964
10 righe da pagina 43:

La mamma chiese di te, Nina… tre giorni prima della fine. Disse: “Dove sta adesso Nina Leeds, Charlie? Quando sposerà Gordon Shaw?”. Non ci stava più con la testa, povera donna! Ricordi quanto voleva bene a Gordon? Le piaceva tanto assistere alle partite di rugby quando giocava lui. Lo trovava così bello e aggraziato. Le sono sempre piaciute, le persone forti e sane. Aveva sempre tanta cura della sua persona, ogni giorno faceva delle passeggiate di diverse miglia, e le piaceva tanto nuotare e remare, in estate, anche dopo i sessant’anni, non era mai stata malata neanche un giorno, prima di…

inviato il 04/04/2016
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Situazione disperata ma non grave

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Robert Shaw
Situazione disperata ma non grave
Tradotto da M. E. Morin Zuppelli
Garzanti 1959
10 righe da pagina 165:

Connoly si sporse dalla riva per vedere la propria immagine riflessa nell’acqua, sforzandosi di guardarsi con gli occhi della moglie. Quando si tuffò, provò un piacevole senso di frescura. Nuotò di lena, quindi si arrampicò ansante sulla sponda. Mentre stava disteso ad asciugarsi al sole, un reattore sorvolò sibilando la collina, saettò attraverso la valle prendendo quota e si diresse a nord-ovest. Connoly afferrò i vestiti e corse nudo verso la macchia di abeti.

inviato il 26/03/2016
Nei segnalibri di:

Tu, sanguinosa infanzia

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Michele Mari
Tu, sanguinosa infanzia
Einaudi 2009
10 righe da pagina 44:

Lí, su una panchina, incontri sempre qualche vecchio che ti guarda con rimprovero per il tuo presunto divertimento, tu che non sai nemmeno come si incominci, a divertirsi, da quale stretto pertugio della vita si debba passare, a pensarci bene è una beffa che proprio tu debba irritare quel vecchio ma non per questo non lo capisci, anzi gli sei fin troppo solidale, chi si diverte non dovrebbe mai darlo a vedere a chi non sa, a chi non può, che cosa impudica lo spasso, che cosa ingenerosa, siete giovani e baldi e tanto vi basti, al cospetto di un vecchiettino malinconico rannicchiatevi in voi, rallentate il passo, smungete un poco quel ceffo, atteggiate il sembiante ad un che di pensoso e di austero...

inviato il 26/03/2019
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/le-menzogne-della-notte-1

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di marzo. Scegli da lunedi 1 aprile a domenica 7 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

La solitudine dei numeri primi

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Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori 2008
10 righe da pagina 11:

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire sù, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi troppo, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla. -" Allora lo bevi o no questo latte?" La incalzò di nuovo suo padre. Alice ingurgitò tre dita di latte bollente, che le bruciò prima la lingua, poi l'esofago e lo stomaco. "Bene. e oggi fai vedere chi sei" le disse....E chi sono?, pensò lei.

inviato il 30/04/2018
Nei segnalibri di:

Commenti

2008...pag. 1

grazie mille ..spero di vincere ma come si dice l'importante è partecipare..:-/..

Ciao Marsielo, sei nella finale del mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione.

Grazie :)

2008 Arnoldo mondatori editore s.p.a. milano...........pagina 11..

Scrivi qui nei commenti l'anno di pubblicazione e il numero di pagina delle tue 10righe. :-)

Benvenuto Marsielo.

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra

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Stefan Zweig
Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra
Tradotto da Lorenza Pampaloni
Bompiani 2015
10 righe da pagina 218:

A volte è persino difficile distinguere: è Maria Stuarda che vaga di notte per le stanze, insonne, stravolta, torturata a sangue dalla coscienza, o è lady Macbeth che vuole lavare dalle sue mani il sangue invisibile? È Bothwell o è Macbeth che diventa sempre più deciso e duro ad azione compiuta, che sempre più audace e temerario sfida l'odio dell'intero paese pur sapendo che il coraggio è inutile e i fantasmi sono sempre più forti dei vivi? Qui come là la passione di una donna è la forza trainante e l'uomo è l'esecutore, ed è tremendamente simile soprattutto l'atmosfera, l'oppressione crescente sulle anime confuse, torturate, uomo e donna incatenati l'uno all'altro dallo stesso delitto, che li trascina nello stesso atroce abisso.

inviato il 01/05/2018
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secondo mè il potere fà sì che si deformi ogni tipo di carattere e di propria cognizione..sia uomini che donne al potere sono solo degli esecutori in un contesto a cui è impossibile sottrarsi...

Servabo. Memoria di fine secolo

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Luigi Pintor
Servabo. Memoria di fine secolo
Bollati Boringhieri 2005
10 righe da pagina 13:

Senza la guerra, il mio carattere mi avrebbe tenuto certamente lontano dalla vita pubblica. Non volevo diventare re o papa, non avevo quel bisogno infantile di primeggiare e di dominare gli altri che nutre negli adulti l'ambizione politica, spesso senza ritegno. Per spirito di contraddizione preferivo i perdenti, parteggiavo animosamente per i pellerossa e per gli etiopi contro le razze di conquistatori e di predatori, e quando i poveri del quartiere sfilavano alla porta di casa per l'elemosina mi rattristavo. Ma dubito che si possa dedurre da questi buoni sentimenti un'indole rivoluzionaria.

inviato il 14/06/2013
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Grazie!

Righe splendide. Rispondiamo con un estratto da Il sentiero dei nidi di ragno e ti invitiamo a giocare ancora con noi su https://www.facebook.com/lantana.editore. “Effetti collaterali” è partito! "Questo non è un esercito, vedi, da dir loro: questo è il dovere. Non puoi parlare di dovere qui, non puoi parlare di ideali: patria, libertà, comunismo. Non ne vogliono sentir parlare di ideali, gli ideali sono buoni tutti ad averli, anche dall'altra parte ne hanno di ideali. Domani ci saranno dei morti, dei feriti. Loro lo sanno. Cosa li spinge a questa vita, cosa li spinge a combattere, dimmi? C'è qualcos'altro comune a tutti, un furore. Quel peso che grava su tutti noi, su me, su te, quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto".

Partecipo a Libri in piazza http://scrivi.10righedailibri.it/libri-piazza

Silja

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Frans Eemil Sillanpää
Silja
Tradotto da Amalia Camboni Casnati
Mondadori 1969
10 righe da pagina 388:

La forza calda del sole aumentò sempre più: i suoi raggi vennero a cadere direttamente sulla grande tavola da pranzo; presto toccarono la testiera del letto di Silja.
Quando mai ella aveva provato tale sensazione? In tempi lontani, quando da bambina si era felicemente concluso per lei qualcosa di lieto. Anche la vita del suo povero babbo si era, per così dire,composta di simili eventi e da essi l’animo di lui usciva sempre migliore. Silja sentì che era affidato alla sua custodia un tesoro, sentì di essere diventata più ricca, la sua esistenza le parve più sicura, come se il babbo morto (del quale ricordava confusamente la fisionomia) avesse continuato a vivere con lei, in un inespresso accordo circa i rapporti della singola creatura col mondo; rapporti che in quel momento le apparivano pieni di sole.

inviato il 24/03/2016
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L'oro di Fraus

Giulio Angioni
L'oro di Fraus
Il Maestrale 2001
10 righe da pagina 19:

Non so come darò misura alle mie idee, e tono e sentimenti che non domino: alla paura specialmente, che in me adesso io scopro intemperante, e ciarliera quanto l'ira, se le dò la stura, come in auto poco fa, tornandomene a casa tutto solo. Finora la paura m'ha sospinto e la paura m'ha ritratto. Anche la lepre però sa risolversi alla lotta, e sceglie l'ira. Se fuggire o nascondersi non serve più. Chissà se tutti sentono così, davanti al foglio bianco del loro testamento. Io sono incredulo al cospetto d'una fine da tenere per scelta in preventivo.

inviato il 16/01/2013
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Prima edizione del 1988 con Editori Riuniti. Poi Il Maestrale 1998 e 2001.

Ospite indesiderato

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Vittorio Schiraldi
Ospite indesiderato
Bookme 2015
10 righe da pagina 7:

Lasciando accesa la luce nel corridoio ne poteva scorgere il volto sereno, i pugni stretti sopra la testa in un fiducioso gesto di resa. Anche se di giorno sembrava preferire la madre e la nonna, e persino Rosina, la domestica che lavorava a ore in casa, la notte era a lui che si offriva, come il solo alleato. «Vuole te» diceva Miresa, dopo avergli vuotato in gola il biberon, e il tono era quello di chi assecondava un capriccio che non sarebbe durato sul crescere. Così Luca appoggiava il figlio a una spalla, come aveva fatto la prima volta che l’aveva visto piangere, e Giorgio schiacciava una guancia contro la sua, non piangeva più e si lasciava addormentare. A volte, però, il sospetto che quel rapporto un giorno si sarebbe potuto concludere lo lasciava sgomento. Molti infatti si meravigliavano che Giorgio mostrasse un tale trasporto nei suoi confronti. «Vedrai, con il tempo i maschi si attaccano alla madre» si era sentito spesso ripetere, e la notizia non gli aveva provocato alcuna gelosia ma una tristezza sottile, come l’arrivo dell’autunno alla fine di un’estate di sole.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

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Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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la saggezza della vita

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Arthur Schopenhauer
la saggezza della vita
Tradotto da silvia fiorini
gherardo casini editore 2010
10 righe da pagina 122:

L'uomo capace di pensieri nobili ed elevati non deve assolutamente lasciare che il suo spirito sia assorbito dagli affari personali ed angustiato da preoccupazioni banali al punto di precludersi l'accesso alle più alte meditazioni, perché questo sarebbe veramente " propter vitam, vivendi perdere causas" , (" a causa della vita, perdere le cause del vivere").

inviato il 07/03/2016
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Ciao Barbara, le tue 10righe sono nella finale settimanale di marzo. :-)

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860)

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