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Pagina di Luisicaa

Le mura di Atene

immagine copertina
Philipp Vandenberg
Le mura di Atene
Tradotto da P. Idra
Piemme 2004
10 righe da pagina 30:

“Ma non appena i nostri ragazzi abbandonano l'infanzia, almeno dieci dei nostri uomini fanno la posta a un efebo.” “Ma non è una vergogna che un uomo ami un ragazzo”, replicò Dafne, “anche gli dèi dell'Olimpo lo fanno: Zeus amava Ganimede, Apollo Giacinto e Poseidone il bel Polope. Gli uomini sono comunque il sesso più bello!” Melissa fece un gesto di stizza: “E chi ha parlato di vergogna? Ma dove sta scritto che l'uomo sia il sesso più bello? [...] Sentire il pene di un uomo che la desidera è sempre la sensazione più eccitante per una donna. Ma questo esclude forse che una donna cerchi la grazia, l'affetto e la tenerezza di una compagna dello stesso sesso?”

inviato il 24/03/2016
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Quelli dalle labbra bianche

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Francesco Masala
Quelli dalle labbra bianche
Canguri Feltrinelli 1962
10 righe da pagina 24:

Davanti al candelabro funebre di Michele Girasole, noto Sciarlò, stanno la madre e la fidanzata Rosa Fae.
Dalla Russia Sciarlò non è più tornato, sono passati venti anni, ma Rosa Fae è ancora la fidanzata di Sciarlò. Essa è, ormai, una zitella scialba e magra, con le mani nodose e grandi per il continuo lavoro, con i capelli grigi e giallastri e il viso color carta paglia.
Rosa si era innamorata di Sciarlò perché egli era distratto, buono e distratto.

inviato il 24/03/2016
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La Carta de Logu del regno di Arborea

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Francesco Cesare Casula
La Carta de Logu del regno di Arborea
Carlo Delfino Editore 1995
10 righe da pagina 59:

Vogliamo e ordiniamo che se un uomo violenta una donna maritata, o una qualsiasi sposa promessa, o una vergine, ed è dichiarato legittimamente colpevole, sia condannato a pagare per la donna sposata lire cinquecento; e se non paga entro quindici giorni dal giudizio gli sia amputato un piede. Per la nubile, sia condannato a pagare duecento lire e sia tenuto a sposarla, se è senza marito (promesso sposo) e se piace alla donna. Se non la sposa (perché lei non è consenziente), sia tenuto a farla accasare (munendola di dote) secondo la condizione sociale della donna e il rango dell’uomo. E se non è in grado di assolvere ai suddetti oneri entro quindici giorni dal giudizio, gli sia amputato un piede. Per la vergine, sia condannato a pagare la stessa cifra sennò gli sia amputato un piede come detto sopra.

inviato il 24/03/2016
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Memorie di un cane giallo e altri racconti

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O. Henry
Memorie di un cane giallo e altri racconti
Tradotto da Giorgio Manganelli
Feltrinelli 1962
10 righe da pagina 25:

Un dollaro e ottantasette cents. Era tutto. E sessanta cents erano in pennies risparmiati uno o due per volta, strappati al droghiere e al verduraio e al macellaio, finché, convinti di taccagneria da quelle puntigliose trattative, le guance vi si coprono di rossore. Tre volte Della contò il denaro. Un dollaro e ottantasette cents. E l’indomani era Natale.
Era chiaro: non c’era altro da fare che lasciarsi cadere sul lettino, e mettersi a urlare. E così appunto si comportò Della. E ciò vale a stimolare la riflessione morale che la vita è fatta di singhiozzi, sospiri e sorrisi, con una certa preponderanza di sorrisi.

inviato il 23/03/2016
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Il petrolio sporco

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Mario Tedeschi
Il petrolio sporco
Longanesi 1955
10 righe da pagina 30:

Non soltanto i privati, dunque, sono contro l’ENI-AGIP, ma anche gli amministratori degli Enti Locali delle zone interessate, una buona parte degli utenti, e tutti gli organi tecnici, che non si possono conquistare con lauree honoris causa. Nonostante ciò, l’ENI-AGIP sino ad oggi ha avuto partita vinta, grazie alle sapienti manovre politiche dell’onorevole Mattei. E cosa abbiamo ottenuto in cambio di tante sopraffazioni? La trivellazione a spese dello Stato di poche decine di pozzi, su una estensione di terreno che le società private italiane e straniere, a quest’ora, avrebbero già perforato in tutte le zone utili, con una densità di trivellazioni cento volte superiore.

inviato il 17/03/2016
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Mirella

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Frederic Mistral
Mirella
Tradotto da M. Chini
Mondadori 1966
10 righe da pagina 139:

Ah! Perché il mar non si rovescia sopra
La Crau, così che l’onda la ricopra?
Vedrei più che contenta questi beni sparir,
questi beni cagione del mio pianto mio.
Ah! Perché dunque non sono nata anch’io
Da una povera femmina, buon Dio,
e in un covo di serpi da fare inorridir?

Se un poverl mi avesse innamorata,
se Vincenzo mi avesse domandato,
sarei già sua. Vincenzo caro, devi saper,
che se vicino a te potessi stare,
te potessi come l’edera abbracciare,
m’andrei nelle pozze a dissetare,
e per cibo i tuoi baci mi basterebbe aver!

inviato il 17/03/2016
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Ercolano e Pompei morte e rinascita di due città

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Egon Caesar Corti
Ercolano e Pompei morte e rinascita di due città
Tradotto da S. Lupo
Einaudi 1957
10 righe da pagina 95:

Non molto lontano, sorgeva un edificio costruito sopra un grande scantinato, che costeggiava per tre lati un giardino e prendeva luce da una serie di aperture. Anche qui, le volte a botte dovettero sembrare un rifugio sicuro agli abitanti, che perdettero tempo prezioso. Quando poi, semiasfissiati dalla cenere, vollero raggiungere faticosamente il giardino, coprendosi il capo con dei fagotti di tela, sprofondarono fra le scorie vulcaniche, e perirono. Una bambina si aggrappò disperatamente alla madre, nelle convulsioni dell’agonia, e i loro scheletri sono stati ritrovati letteralmente incastrati uno nell’altro.
(, trad. S. Lupo, Einaudi 1957)

inviato il 11/03/2016
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Il codice del quattro

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Ian Caldwell & Dustin Thomason
Il codice del quattro
Tradotto da I. Vaj
Edizione Piemme 2004
10 righe da pagina 131:

In ogni angolo della sala scoppia un applauso, che, dapprima timido, ben presto sale in un crescendo irrefrenabile. Nonostante l’interruzione, il pubblico è stato sedotto da quello strano uomo, ipnotizzato dalla sua capacità di fondere intelletto e personalità.
Taft ringrazia con il capo e si trascina verso il tavolo accanto al podio. Vorrebbe sedersi , ma l’applauso continua. Alcuni tra gli ascoltatori si alzano in piedi, continuando a battere le mani.
“Grazie” dice, appoggiandosi con le mani allo schienale della sedia. Mentre parla il vecchio sorriso riaffiora illuminandogli i tratti del volto. È come se fosse stato lui a osservare il pubblico per tutta la conferenza e non viceversa.

inviato il 11/03/2016
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Mistero a Villa del Lieto Tramonto

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Minna Lindgren
Mistero a Villa del Lieto Tramonto
Tradotto da Irene Sorrentino
Sonzogno 2015
10 righe da pagina 12:

Siiri era triste. Le mancava Tero, tanto che provò una stretta allo stomaco. Com’era possibile che un uomo così giovane e sano fosse morto, mentre degli ultranovantenni se ne stavano ancora lì senza fare una piega? Aveva letto sul giornale che le persone che superano i novant’anni smettono d’invecchiare. Una cosa terribile. Voleva dire, insomma, che quelli come loro, sopravvissuti fino ai supplementari, rischiavano di perdere l’appuntamento con la morte. Amici, mariti, tutti se n’erano già andati, e ora non moriva più nessuno. Anche due dei suoi figli non c’erano più già da tempo, erano entrambi ancora piuttosto giovani. Il primo per colpa dell’alcol, l’altro perché era obeso. Da giovane il piccolino di casa era bello e bravo nello sport, ma poi ci aveva dato dentro con il cibo ed era diventato enorme. Non faceva che lavorare, si spostava solo in macchina, mangiava pizza e patatine e fumava. Era la “malattia del benessere”: si raggiungeva un tenore di vita tanto elevato che si finiva per lasciarci le penne a sessantacinque anni.

inviato il 09/03/2016
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Tanto per cambiare

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Arturo Brachetti
Tanto per cambiare
Baldini & Castoldi 2015
10 righe da pagina 11:

Renzo si diede alla fuga e corse dentro la scuola. Si affacciò sul corridoio. Via libera. Fece un respiro profondo e si lanciò verso i bagni superando le classi vuote, tutte uguali, austere e sprofondate nel silenzio; poi il gabbiotto di Renata, la bidella siciliana che nessuno riusciva a capire quando parlava; e infine afferrò la maniglia della grossa porta di legno. Si aggrappò come se, invece dell’ingresso del bagno degli studenti, fosse una roccia nel mare in tempesta e lui il superstite di un naufragio. Difatti la maniglia si staccò e gli rimase in mano, e Renzo perse qualche istante per rinfilarla alla bell’e meglio nel foro, guardandosi intorno con la paura che i bambini più grandi comparissero in corridoio.

inviato il 08/03/2016
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Tu, sanguinosa infanzia

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Michele Mari
Tu, sanguinosa infanzia
Einaudi 2009
10 righe da pagina 44:

Lí, su una panchina, incontri sempre qualche vecchio che ti guarda con rimprovero per il tuo presunto divertimento, tu che non sai nemmeno come si incominci, a divertirsi, da quale stretto pertugio della vita si debba passare, a pensarci bene è una beffa che proprio tu debba irritare quel vecchio ma non per questo non lo capisci, anzi gli sei fin troppo solidale, chi si diverte non dovrebbe mai darlo a vedere a chi non sa, a chi non può, che cosa impudica lo spasso, che cosa ingenerosa, siete giovani e baldi e tanto vi basti, al cospetto di un vecchiettino malinconico rannicchiatevi in voi, rallentate il passo, smungete un poco quel ceffo, atteggiate il sembiante ad un che di pensoso e di austero...

inviato il 26/03/2019
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/le-menzogne-della-notte-1

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di marzo. Scegli da lunedi 1 aprile a domenica 7 aprile, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

La solitudine dei numeri primi

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Paolo Giordano
La solitudine dei numeri primi
Mondadori 2008
10 righe da pagina 11:

Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire sù, sbrigati. Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi troppo, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla. -" Allora lo bevi o no questo latte?" La incalzò di nuovo suo padre. Alice ingurgitò tre dita di latte bollente, che le bruciò prima la lingua, poi l'esofago e lo stomaco. "Bene. e oggi fai vedere chi sei" le disse....E chi sono?, pensò lei.

inviato il 30/04/2018
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Commenti

2008...pag. 1

grazie mille ..spero di vincere ma come si dice l'importante è partecipare..:-/..

Ciao Marsielo, sei nella finale del mese di maggio, 10righe scelte dalla redazione.

Grazie :)

2008 Arnoldo mondatori editore s.p.a. milano...........pagina 11..

Scrivi qui nei commenti l'anno di pubblicazione e il numero di pagina delle tue 10righe. :-)

Benvenuto Marsielo.

Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra

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Stefan Zweig
Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra
Tradotto da Lorenza Pampaloni
Bompiani 2015
10 righe da pagina 218:

A volte è persino difficile distinguere: è Maria Stuarda che vaga di notte per le stanze, insonne, stravolta, torturata a sangue dalla coscienza, o è lady Macbeth che vuole lavare dalle sue mani il sangue invisibile? È Bothwell o è Macbeth che diventa sempre più deciso e duro ad azione compiuta, che sempre più audace e temerario sfida l'odio dell'intero paese pur sapendo che il coraggio è inutile e i fantasmi sono sempre più forti dei vivi? Qui come là la passione di una donna è la forza trainante e l'uomo è l'esecutore, ed è tremendamente simile soprattutto l'atmosfera, l'oppressione crescente sulle anime confuse, torturate, uomo e donna incatenati l'uno all'altro dallo stesso delitto, che li trascina nello stesso atroce abisso.

inviato il 01/05/2018
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secondo mè il potere fà sì che si deformi ogni tipo di carattere e di propria cognizione..sia uomini che donne al potere sono solo degli esecutori in un contesto a cui è impossibile sottrarsi...

Servabo. Memoria di fine secolo

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Luigi Pintor
Servabo. Memoria di fine secolo
Bollati Boringhieri 2005
10 righe da pagina 13:

Senza la guerra, il mio carattere mi avrebbe tenuto certamente lontano dalla vita pubblica. Non volevo diventare re o papa, non avevo quel bisogno infantile di primeggiare e di dominare gli altri che nutre negli adulti l'ambizione politica, spesso senza ritegno. Per spirito di contraddizione preferivo i perdenti, parteggiavo animosamente per i pellerossa e per gli etiopi contro le razze di conquistatori e di predatori, e quando i poveri del quartiere sfilavano alla porta di casa per l'elemosina mi rattristavo. Ma dubito che si possa dedurre da questi buoni sentimenti un'indole rivoluzionaria.

inviato il 14/06/2013
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Grazie!

Righe splendide. Rispondiamo con un estratto da Il sentiero dei nidi di ragno e ti invitiamo a giocare ancora con noi su https://www.facebook.com/lantana.editore. “Effetti collaterali” è partito! "Questo non è un esercito, vedi, da dir loro: questo è il dovere. Non puoi parlare di dovere qui, non puoi parlare di ideali: patria, libertà, comunismo. Non ne vogliono sentir parlare di ideali, gli ideali sono buoni tutti ad averli, anche dall'altra parte ne hanno di ideali. Domani ci saranno dei morti, dei feriti. Loro lo sanno. Cosa li spinge a questa vita, cosa li spinge a combattere, dimmi? C'è qualcos'altro comune a tutti, un furore. Quel peso che grava su tutti noi, su me, su te, quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto".

Partecipo a Libri in piazza http://scrivi.10righedailibri.it/libri-piazza

Silja

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Frans Eemil Sillanpää
Silja
Tradotto da Amalia Camboni Casnati
Mondadori 1969
10 righe da pagina 388:

La forza calda del sole aumentò sempre più: i suoi raggi vennero a cadere direttamente sulla grande tavola da pranzo; presto toccarono la testiera del letto di Silja.
Quando mai ella aveva provato tale sensazione? In tempi lontani, quando da bambina si era felicemente concluso per lei qualcosa di lieto. Anche la vita del suo povero babbo si era, per così dire,composta di simili eventi e da essi l’animo di lui usciva sempre migliore. Silja sentì che era affidato alla sua custodia un tesoro, sentì di essere diventata più ricca, la sua esistenza le parve più sicura, come se il babbo morto (del quale ricordava confusamente la fisionomia) avesse continuato a vivere con lei, in un inespresso accordo circa i rapporti della singola creatura col mondo; rapporti che in quel momento le apparivano pieni di sole.

inviato il 24/03/2016
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L'oro di Fraus

Giulio Angioni
L'oro di Fraus
Il Maestrale 2001
10 righe da pagina 19:

Non so come darò misura alle mie idee, e tono e sentimenti che non domino: alla paura specialmente, che in me adesso io scopro intemperante, e ciarliera quanto l'ira, se le dò la stura, come in auto poco fa, tornandomene a casa tutto solo. Finora la paura m'ha sospinto e la paura m'ha ritratto. Anche la lepre però sa risolversi alla lotta, e sceglie l'ira. Se fuggire o nascondersi non serve più. Chissà se tutti sentono così, davanti al foglio bianco del loro testamento. Io sono incredulo al cospetto d'una fine da tenere per scelta in preventivo.

inviato il 16/01/2013
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Prima edizione del 1988 con Editori Riuniti. Poi Il Maestrale 1998 e 2001.

Ospite indesiderato

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Vittorio Schiraldi
Ospite indesiderato
Bookme 2015
10 righe da pagina 7:

Lasciando accesa la luce nel corridoio ne poteva scorgere il volto sereno, i pugni stretti sopra la testa in un fiducioso gesto di resa. Anche se di giorno sembrava preferire la madre e la nonna, e persino Rosina, la domestica che lavorava a ore in casa, la notte era a lui che si offriva, come il solo alleato. «Vuole te» diceva Miresa, dopo avergli vuotato in gola il biberon, e il tono era quello di chi assecondava un capriccio che non sarebbe durato sul crescere. Così Luca appoggiava il figlio a una spalla, come aveva fatto la prima volta che l’aveva visto piangere, e Giorgio schiacciava una guancia contro la sua, non piangeva più e si lasciava addormentare. A volte, però, il sospetto che quel rapporto un giorno si sarebbe potuto concludere lo lasciava sgomento. Molti infatti si meravigliavano che Giorgio mostrasse un tale trasporto nei suoi confronti. «Vedrai, con il tempo i maschi si attaccano alla madre» si era sentito spesso ripetere, e la notizia non gli aveva provocato alcuna gelosia ma una tristezza sottile, come l’arrivo dell’autunno alla fine di un’estate di sole.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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Poesie

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Jacques Prévert
Poesie
Tradotto da Gian Domenico Giagni
Guanda 1963
10 righe da pagina 119:

Il discorso sulla pace

Verso la fine di un discorso estremamente importante
il grand'uomo di stato inceppandosi
su una bella frase vuota
ne cade dentro
e abbandonato con la gran bocca aperta
ansante
mostra i denti
e la carie dentaria dei suoi pacifici ragionamenti
mette a nudo i nervi della guerra
la delicata question d'argent.

inviato il 06/03/2016
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la saggezza della vita

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Arthur Schopenhauer
la saggezza della vita
Tradotto da silvia fiorini
gherardo casini editore 2010
10 righe da pagina 122:

L'uomo capace di pensieri nobili ed elevati non deve assolutamente lasciare che il suo spirito sia assorbito dagli affari personali ed angustiato da preoccupazioni banali al punto di precludersi l'accesso alle più alte meditazioni, perché questo sarebbe veramente " propter vitam, vivendi perdere causas" , (" a causa della vita, perdere le cause del vivere").

inviato il 07/03/2016
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Ciao Barbara, le tue 10righe sono nella finale settimanale di marzo. :-)

Arthur Schopenhauer (Danzica, 22 febbraio 1788 – Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860)

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