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Pagina di Cecilia

Brama di vivere

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Irving Stone
Brama di vivere
Tea
10 righe da pagina 578:

Il giorno dopo ricevette una lettera dell'amico Paul Gauguin, malato e spiantatissimo, prigioniero in una osteriaccia di Pont-Aven in Bretagna. "Non posso tirarmi fuori da questo buco- scriveva Gauguin- perchè non ho soldi per pagare il conto, e il proprietario ha messo sotto chiave tutte le mie tele. Tra le varie e molteplici disgraz...ie che affliggono l'umanità, nessuna mi fa così arrabbiare e impazzire come la mancanza di quattrini. eppura mi sento condanato ad un'eterna miseria d'accattone". Vincent pensò a tutti i pittori della terra, angustiati, malati, indigenti, scansati e derisi dal prossimo, affamati e tormentati fino al loro ultimo respiro. Perchè? Quale delitto avevano commesso ? Per quale enorme colpa erano ridotti alla condizione di reietti e di paria? Come potevano produrre dei bei lavori questi esseri perseguitati ? Il pittore dell'avvenire.

inviato il 29/05/2011
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Bello e crudele. Ma vi rendete conto di quanti scrittori e pittori hanno saputo tradurre in arte la loro pazzia?

La passione di Artemisia

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Susan Vreeland
La passione di Artemisia
Neri Pozza
10 righe da pagina 318:

Mio Illustre Amico Galileo, Questa notte il cielo è di una limpidezza che non ricordavo da anni. La luna è una perla barocca, un gingillo che Dio ha gettato nella nostra direzione, per stuzzicare i mortali come Voi avete descritto. Ormai non posso più guardarla senza pensare a Voi, non guardo più le stelle senza chiedermi quale sia la... Vostra Venere. Questa notte temo per il mondo. Vorticando come dite, sul limitare dell'universo invece di rimanere fisso e stabile sotto l'occhio protettivo di Dio, non siamo certo al centro delle cure divine. Le cose accadono. Compiamo degli errori senza nemmeno rendercene conto e non possiamo tornare indietro. Quanto è difficile contare su noi stessi per le nostre piccole vite, al fine di lasciare il Nostro Padre a occuparsi di più grandi faccende. Siate prudente, Amico mio. Anche se dite che papa Urbano nutre per Voi un grande affetto, Roma non ha pietà, come ho dovuto scoprire io stessa in gioventù [...] La vostra, sempre Artemisia.

inviato il 29/05/2011
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Sarum

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Edward Rutherfurd
Sarum
Arnoldo Mondadori
10 righe da pagina 1074:

Erano tutte cose che uno acalpellino doveva sapere perfettamente, se voleva diventare padrone della sua arte. Osmund era letteralmente affascinato. La pietra usata per la cattedrale di Salisbury proveniva da due località. Il grigio calcare usato per la maggior parte della costruzione veniva dalle cave di Chilmark, una ventina di chilo...metri a ovest della città, lungo la vallata, oltre Wilton. Era di un splendido colore grigio verdastro; era dolce al tatto e facile da lavorare.[...]"Ogni pietra" gli aveva spiegato Bartholomew, "ha una sua grana, proprio come il legno. Se la vuoi tagliare, lo devi sapere che resisterà meglio alle interperie a seconda di come vento e pioggia colpiranno la sua grana, la sua vena"

inviato il 29/05/2011
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adoro questo libro!!

La variante di Luneburg

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Paolo Maurensig
La variante di Luneburg
Adelphi
10 righe da pagina 158:

Da quel momento ebbe inizio il nostro match, per il quale venne applicato il regolamento di Londra del 1922, lo stesso che per il campionato Aléchin- Capablanca: il vincitore sarebbe stato quello dei due che, escluse le patte, avesse totalizzato per primo sei vittorie. La scelta dei condannati (la posta in gioco) si sarebbe fatta util...izzando una lista di prigionieri sufficientemente in salute perchè la morte non fosse loro premio. Di questa lista non ci saremmo valsi per le partite che si fossero concluse in parità [...] Ogni sua sconfitta, invece, mi avrebbe concesso di cancellare da quell'elenco, in uguale numero, i nomi di coloro che, venendo esclusi dal gioco, si sarebbero (ma per quanto ancora ?) salvati.

inviato il 29/05/2011
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IPAZIA

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SILVIA RONCHEY
IPAZIA
RIZZOLI
10 righe da pagina 290:

"La storia non è magistra di niente che ci riguardi" scriveva Eugenio Montale. La poesia invece è estetica, etica, didascalica. La poesia in nome della bellezza ignora la verità. Ma neanche la storia ricostruisce la verità, insinuano i poeti. La poesia unisce. la storia separa, distingue. La poesia emette un giudizio. La storia istru...isce un processo, convoca i suoi testimoni a uno a uno, e anche il teste più reticente alla fine viene scovato- anche se il suo indirizzo è remoto, mutato, irreperibile - dal solerte tribunale degli storici. Che però a volte non giudicano: sospendono il giudizio, fino a quando non hanno sondato l'attendibilità dei propri testi. Chiarire i fatti, queste le linee essenziali della vicenda storica e politica che porto al linciaggio di Ipazia.

inviato il 21/05/2011
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Biglietto d'amore

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Laura Mancinelli
Biglietto d'amore
Einaudi
10 righe da pagina 174:

... ma c'erano motivi molto belli anche in quella antica poesia, come il falco messaggero d'amore, simbolo e metafora della persona amata, o l'invettiva contro il sole che sorgendo ficca i suoi artigli nelle nuvole per conquistare il cielo e separare gli amanti... Solo un grande poeta poteva trarre un'immagine così bella e nuova da una formula cento volte ripetuta, sia pure con varianti. E poi queste cose hanno fatto il loro tempo. E' giusto che non vengano dimenticate, ma che non siano più ripetute. Mio giovane poeta, fate tesoro dell'esperienza. Se guardate bene al vostro passato, benchè breve, troverete vicende degne piccole cose che sfuggirebbero all'uomo comune, ma sono preziose agli occhi di un poeta. Hadlaub riflettè a lungo su queste parole del vescovo, e fu allora che compose la canzone sulla disavventura, causa dell'allontanamento da Zurigo e dalla casa dei Manesse, quella che comincia: Un bigliettin d'amore avevo nelle mani.

inviato il 15/05/2011
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Il libro segreto di Grazia de'Rossi

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10 righe da pagina 700:

... entrò l'illustrissima in persona: madonna Isabella. "Oh Grazia, che sorpresa trovarti qui. Ci era giunta voce che tu stessi mandando avanti il banco dei pegni." "E così è, illusrissima." "Allora qual buon vento ti porta nello studio del maestro Mantegna?" Con la coda dell'occhi vidi che il pittore stava intanto appoggiando, con somma disinvoltura, un telo bianco sopra il suo cavalletto. "Sei venuta a verificare a che punto sia il dipinto della Madonna della Vittoria?" Poi, tutto d'un fiato: "Come procede l'opera, maestro?" "Lentamente." Il suo tono era burbero come sempre."ci dispiace sentire una simile notizia.Possiamo vederlo?" "L'avete di fronte." E Mantegna indico con la mano le tre tele vuote appese sulla parte opposta." é uno scherzo. maestro?" "Nient'affatto, madonna .Voi avete ordinato un trittico, non è così?"[...] "Basta con simili sciocchezze! La verità è che non avete neanche cominciato a dipingere il trittico. Non è così?" "No, madonna. Ho cominciato. Ho fatto qualche schizzo, ho pensato. L'intero dipinto è già tutto nella mia mente."

inviato il 30/04/2011
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Io e te

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Niccolò Ammaniti
Io e te
Einaudi
10 righe da pagina 116:

Quando sono tornato a casa, mia madre stava insegnado a Nihal la ricetta dell'ossobuco. Mi sono seduto, ho aperto e chiuso il cassetto delle posate e ho detto:- Alessia Roncato mi ha inivitato a sciare a Cortina. Mia madre mi ha guardato come se le avessi detto che mi era cresciuta la coda. Ha cercato una sedia, ha preso un respiro e ha balbettato: - Tesoro, come sono felice - . E mi ha abbracciato forte.- Sarà bellissimo. Scusami un attimo-. Si è alzata, mi ha sorriso e si è chiusa in bagno. Che le era preso ? Ho apoggiato un orecchio sulla porta. Piangeva e ogni tanto tirava su con il naso. Poi ho sentito che apriva el rubinetto e si lavava la faccia. Non capivo.Si è messa a parlare al cellulare. _Francesco. ti devo dire una cosa. Nostro figlio è stato invitato in settimana bianca.. Sì, a Cortina. [...] Per qualche giorno ho tentato di dire a mamma che era una bugia, che avevo detto quella balla per scherzare, ma ogni volta che la vedevo così felice ed entusiasta, mi ritiravo sconfitto e con la sensazione di aver commesso un omicidio.

inviato il 30/04/2011
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Polli per sempre

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Bruno Gambarotta
Polli per sempre
Garzanti
10 righe da pagina 191:

Il camion cominciò a oscillare scricchiolando. I polli cominciarono a levare alte grida nella loro lingua: "Basta! Non ne possiamo più! Riportateci a casa! Se sapevo che finiva così io non venivo!".[...]Chi era Ottavio,? Era un pollo che, fin da quando era pulcino, aveva deciso che da grande avrebbe fatto il leader. Senza però dirlo a nessuno, avendo ben presto compreso che quelli non erano tempi propizi per svelare le proprie ambizioni. Dovevi stare appartato, attendere che fossero gli altri a venirti a cercare, a implorare di metterti alla testa del loro movimento. A ogni inciampo minacciare le dimissioni ma darle mai.[..] nelle file lo scontento cresceva:"Dove ci porta Ottavio? Chi l'ha autorizzato a fare il capo? Vogliamo contare! Vogliamo elezioni libere e democratiche! O almeno le primarie!".

inviato il 30/04/2011
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Cecilia, anno di edizione del libro? :)

Un amore Veneziano

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Andrea Di Robilant
Un amore Veneziano
Arnoldo Mondadori Editore
10 righe da pagina 289:

Ridete di gusto, amabile e ingenua gioventù! Il tempo del sorriso arriverà molto presto. Verranno anni in cui dovrete gestire quel vostro sorriso con grande destrezza: un'espressione calma e serena spesso nasconderà lo stato veritiero della agitata. Finita anche quella seconda età, il romanzo delle passioni definitivamente chiuso, nemmeno il sorriso riuscirà più ad emanciparvi: i vostri tratti avrano perso la loro dolce elasticità che li metteva in movimento con tanta facilità. Le forbici del tempo avranno scavato i solchi che le vostre passioni vi avevano disegnato sul viso: ne faranno delle rughe incancellabili. A che vi servirebbe un goffo sorriso, foriero di ridicole pretese? Un'aria di riflessione e di bontà è l'unica possibilità che vi resta. Così marciano. da sempre, le rivoluzioni sul volto di una donna.

inviato il 02/04/2011
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Il romanzo di Alessandro

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Valerio Massimo Manfredi
Il romanzo di Alessandro
Mondolibri su licenza Mondadori 2005
10 righe da pagina 475:

La regina sedeva immobile sul suo trono con le guance bagnate di lacrime. Lo fissò con uno sguardo pieno di compassione e gli disse: -Alzati, mio fedele amico. Alzati e non biasimare la tua generosità e il tuo coraggio. Ciò che è avvenuto era fatale che avvenisse. Quando Ciro prese la città di Sardi e la diede alle fiamme, che cosa pensarono i lidi della loro miseria? E che cosa pensarono i babilonesi quando deviò l'Eufrate e si impadronì della capitale gettando in catene il loro re? Anche noi abbiamo incendiato e massacrato, abbiamo represso nel sangue molte ribellioni, abbiamo bruciato templi e santuari. Ora lo stesso destino tocca a noi, alle nostre meravigliose città, ai nostri santuari, non perché Alessandro sia cattivo. Io lo conosco: conosco i suoi sentimenti, so di quale tenerezza e riguardo sia capace e se fossi stata presente sono certa che sarei riuscita ad ottenere la sua clemenza, a far trionfare in lui la luce di Ahura Mazda contro le tenebre di Ariman. Lo hai mai guardato negli occhi?
-Sì, mia signora, e ne ho avuto paura.

inviato il 28/05/2011
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Il poeta è tornato

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Michael Connelly
Il poeta è tornato
Tradotto da Anna Rusconi
Mondolibri su licenza Piemme 2006
10 righe da pagina 1:

C'è una sola cosa che so, ed è una certezza. E cioè che la verità non rende liberi. Non come ho sempre sentito dire, né come io stesso ho ripetuto infinite volte in stanze minuscole e in celle di prigione, mentre facevo pressione perché gli uomini distrutti mi confessassero i loro peccati. Mentivo. Li ingannavo. La verità non salva né rende integri. Non permette di innalzarsi al di sopra delle macerie delle menzogne, dei segreti e delle ferite del cuore. Le verità che ho scoperto mi incatenano alla tenebra, in un oltretomba dove vittime e fantasmi mi strisciano accanto come serpenti. In questo luogo la verità non è qualcosa da contemplare. Qui il male sta in agguato. Qui, un respiro dopo l'altro, ti alita in bocca e nel naso, finché non riesci più a sfuggirgli. E' questa la cosa che so. L'unica.

inviato il 29/05/2011
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Biglietto d'amore

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Laura Mancinelli
Biglietto d'amore
Einaudi 2002
10 righe da pagina 29:

Intanto aveva messo a bollire appeso alla catena del camino un paiolo in cui aveva gettato rape e cipolle tagliate grossolanamente, e ora batteva e ribatteva sul medesimo tagliere, con la lama di un gran coltello, una spessa fetta di lardo riducendola in poltiglia e sminuzzandoci dentro alcuni spicchi d'aglio. E gettava il tutto nel paiolo ribollente.
Mentre mangiavano con appetito le salsicce di fegato con pane di segale, i due uomini aspiravano voluttuosamente il profumo che saliva dal paiolo.
-Buone queste salsicce,- osservò Guilbert,- hanno un profumo che mi é nuovo. Che cosa ci avete messo dentro?. Gonna Azzurra staccò da un chiodo un fascio di erbe appese alla parete e glielo mise sotto il naso.

inviato il 17/01/2011
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Tra i tantissimi libri che ho letto e continuo a leggere, resta uno dei più amati.

La lettura di queste 10 righe mi causa sempre un po' d'acquolina in bocca!

Un amore semplice, ma VERO!

Vorrei provare queste semplici ricette!

Questo libro non é un capolavoro, ma mi fa piacere rileggerlo!

Quanti libri abbiamo letto, dopo questa lettura medievale! Nessun giorno senza libri!

Amore e ricette di cucina. è ancora attuale!

Questo libro ti trasorta in un'epoca passata...

Rileggo sempre con piacere le pagine di questo libro!

Bel libro, forse non un capolavoro, ma un autentico compagno di viaggio!

Idi di marzo

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Valerio Massimo Manfredi
Idi di marzo
Mondadori 2008
10 righe da pagina 232:

Chi sarà stato? Chi aveva spaccato il cuore di Caio Giulio Cesare?
Pensieri che gli passavano per la mente in continuazione. Inafferrabili, indefinibili, inutili:" Se avessi fatto... se avessi detto..."
Almeno si era abituato a vederlo morto, a considerarlo partito per sempre. Ma Silio no. Silio lo vedeva soltanto ora per la prima volta in quello stato. I lineamenti intatti e composto conferivano una totale assurdità al suo silenzio e alla sua immobilità. Non poteva accettare né credere, Silio Salvidieno, che il braccio non si levasse, che l'occhio non si aprisse fiammeggiante nell'espressione d'imperio. Non poteva credere che la forma e la riconoscibilità del volto non bastassero a richiamare la vita nelle membra.
Dovette accettarlo come estrema, ineluttabile violenza, e allora le lacrime gli scesero ardenti sul volto terreo, dagli occhi spenti e smarriti.

inviato il 30/04/2011
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