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Pagina di piconzero

Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 134:

Che cosa è mai a farmi desiderare di non avere a che fare con il prossimo?
Il rifiuto di accordare loro un certo genere di controllo su di me. Ma ce l’hanno comunque! Esattoria, ufficio anagrafe, certo; ma ancor più le passioni che si trovano racchiuse nel mio stesso corpo, perché gli altri incominciano già là.
Prendiamo l’inquietudine erotica (che adesso sta per farsi viva di nuovo quanto più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno della nostra esistenza.
Che cos'è? È la possibilità dell’amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un’altra persona.
L’avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola «io» è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.

inviato il 23/04/2017
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Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 75:

Tutti abbiamo senz'altro sperimentato quella spiacevole sensazione che ci assale alle stazioni ferroviarie. Dobbiamo accomiatarci da qualcuno. La persona cui dobbiamo dare l'addio è già salita sul treno, ma il treno non si decide a partire. Si sta lì, uno sulla piattaforma e l'altro al finestrino, e si cerca di conversare, e improvvisamente non c'è più una sola parola da dirsi.
Naturalmente dipende dal fatto che tutto d'un tratto non possiamo più sentire quel che vogliamo. La situazione ci prescrive un sentimento. E chi non ha provato quell'enorme sollievo quando il treno finalmente si muove?
Oppure i funerali. Quando qualcuno muore, o si ammala, quando sopravvengono delle delusioni, allora ci si aspetta da noi che proviamo determinati sentimenti.
In tutte le situazioni, eccetto quelle più quotidiane e neutrali, siamo sottoposti a una pressione su come dobbiamo comportarci, su come ci dobbiamo sentire. E a voler guardare da più vicino, si scopre non di rado che sono romanzi, film o drammi visti o letti qualche volta a prescriverci quei ruoli.

inviato il 23/04/2017
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Geoanarchia

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Matteo Meschiari
Geoanarchia
Armillaria 2017
10 righe da pagina 33:

Pochi tra noi sono capaci di vivere la solitudine come una visione pura delle cose. Si tratterebbe di andare là dove il vento gelido non parla d’altro che di necessità e bellezza. E invece abbiamo bisogno di fare gruppo, di umana condivisione, a volte più semplicemente cerchiamo comprensione o affetto. Quello che davvero conta, però, nonostante le nostre sofferenze, è che se anche la nostra vita non va come vogliamo, dobbiamo fare di tutto perché sia libera e autentica.
Aumentare la sensazione di vita, contro il sonno e l’abitudine, ecco quello che conta. A cominciare da noi stessi e dalle nostre stesse convinzioni. Perché l’inizio della libertà anarchica è smetterla una buona volta con l’anarchia storica. Vogliamo essere liberi? Uccidiamo l’anarchia.

inviato il 03/04/2017
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Le volpi pallide

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Yannick Haenel
Le volpi pallide
Tradotto da Barbara Puggelli
Edizioni Clichy 2015
10 righe da pagina 18:

Ogni volta che salgo in macchina, si sprigiona qualcosa; non accendo il motore, una leggerezza invade i miei gesti, li cancella delicatamente, resto sospeso. È il vuoto? Ci sei, ma allo stesso tempo non esisti più: i passanti ti sfiorano, non ti vedono, sei diventato invisibile.
A ogni modo ogni volta, quando sono al volante dell’auto, la mia mente si apre. È in quel momento che mi capita. Che cosa? Non lo so esattamente, ma quando ti capita hai la netta sensazione che ti stia veramente capitando qualcosa; e pensi perfino che quella sia l’unica cosa che possa capitarti.
Ha un nome tutto questo? Nessuno sa cosa succeda nel vuoto. Personalmente, io lo chiamo l’«intervallo». Non è facile da descrivere: un’ondata di gioia e allo stesso tempo una lacerazione. Non è facile da sopportare: una specie di immenso soffio. Soffoca, libera? Entrambe le cose: è come cadere in un buco, un buco che trascina via.

inviato il 28/03/2017
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Commenti

Grazie.

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/il-senso-della-lotta-0

Ciao Piconzero, sei nella finale settimanale diAprile. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 3 Aprile a domenica 9 aprile, riportando qui nei commenti il link.

La lucina

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Antonio Moresco
La lucina
Mondadori 2016
10 righe da pagina 142:

Ci sarà qualcuno che ci sta vedendo, da uno di quei pianeti che orbitano attorno a quelle masse di gas incendiato che da lontano ci appaiono stelle bianche, come pensa l'uomo che sono andato a trovare in quella stalla, in mezzo a quelle bestie che hanno viaggiato trasognate nell'iperspazio? Cosa sarà la vita per loro? Perché se ne andranno in giro per l'universo dentro quelle uova di luce senza guscio? La loro vita sarà infelice come la nostra? Anche per loro solo il dolore e il male porteranno distrazione, almeno per qualche istante, all'infelicità? Avranno anche loro quel sogno breve e crudele che è stato chiamato amore?

inviato il 27/03/2017
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I falsari

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André Gide
I falsari
Tradotto da Oreste del Buono
Bompiani 2016
10 righe da pagina 87:

Abbandono la mia emozione per conoscere solo la sua. Mi sembra persino che se non fosse là per chiarirmi, la mia personalità si disperderebbe in contorni troppo incerti; trovo una saldatura e una definizione soltanto intorno a lei. Per quale illusione ho potuto credere sino a oggi di foggiarla a mia rassomiglianza? E invece, all'opposto, proprio io cercavo di assomigliarle e non me ne accorgevo! Oppure: per uno strano incrocio di influenze amorose i nostri esseri si deformavano reciprocamente. Senza volerlo, inconsciamente, ognuno dei due esseri che si amano si foggia secondo l'esigenza dell'altro, lavora a rassomigliare all'idolo contemplato nel cuore dell'altro. Chiunque ama veramente rinuncia alla sincerità.

inviato il 15/02/2017
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Ciao, sei nella finale di febbraio, 10 righe scelte da Voi utenti.

In culo al mondo

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António Lobo Antunes
In culo al mondo
Tradotto da Maria José de Lancastre
Feltrinelli 2009
10 righe da pagina 22:

Non le è mai capitata questa cosa: sentire che è vicina, che afferrerà fra un secondo l'aspirazione aggiornata e eternamente inseguita per anni e anni, il progetto che è insieme la sua disperazione e la sua speranza, stendere la mano per afferrarlo con insostenibile gioia e cadere all'improvviso all'indietro, con le dita chiuse sul nulla, mentre l'aspirazione o il progetto si allontanano tranquillamente da lei al trotto minuto dell'indifferenza, senza guardarla nemmeno?

inviato il 09/02/2017
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Bellissimo. Immergersi in un libro di Lobo Antunes è sempre un'avventura.

Del racconto e dintorni

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Julio Cortázar
Del racconto e dintorni
Tradotto da Bruno Arpaia
Guanda 2009
10 righe da pagina 166:

Ho sempre pensato che la letteratura non sia nata per dare risposte, compito che costituisce la finalità specifica della scienza e della filosofia, ma piuttosto per fare domande, per inquietare, per aprire l'intelligenza e la sensibilità a nuove prospettive della realtà. Ma ogni domanda di questo tipo è sempre più di una domanda, sta mostrando una carenza, un'ansia di colmare un vuoto intellettuale o psicologico. Molte volte, trovare una risposta è meno importante dell'essere stati capaci di vivere fino in fondo la domanda, di avanzare ansiosamente lungo i sentieri che essa tende ad aprire dentro di noi.

inviato il 06/02/2017
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Nebbia

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Miguel de Unamuno
Nebbia
Tradotto da Flaviarosa Rossini
Bur Rizzoli 2010
10 righe da pagina 79:

Amo, ergo sum! Quest'amore, Orfeo, è come una pioggia ristoratrice in cui si dissolve e si condensa la nebbia dell'esistenza. Grazie all'amore sento concretamente la mia anima. L'anima comincia a dolermi nell'intimo suo, grazie all'amore, Orfeo. E l'anima cos'è se non amore, se non dolore incarnato?
Vanno e vengono i giorni, ma l'amore rimane. Là dentro, nel profondo delle viscere delle cose, la corrente di questo mondo lambisce e s'incontra con quella dell'altro, e da ciò scaturisce il più dolce e il più triste dei dolori: quello di vivere.

inviato il 12/12/2016
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Ciao Piconzero, sei nella finale settimanale di dicembre.

ne metterei anche un altro di segnalibro !

Notturno indiano

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Antonio Tabucchi
Notturno indiano
Sellerio editore Palermo 1984
10 righe da pagina 38:

«Che cosa ci facciamo dentro questi corpi», disse il signore che si stava preparando a stendersi nel letto vicino al mio.
La sua voce non aveva un tono interrogativo, forse non era una domanda, era solo una constatazione, a suo modo, comunque sarebbe stata una domanda alla quale non avrei saputo rispondere. La luce che veniva dalle banchine della stazione era gialla e disegnava sulle pareti scrostate la sua ombra magra che si muoveva nella stanza con leggerezza, con prudenza e discrezione, mi parve, come si muovono gli indiani. Da lontano veniva una voce lenta e monotona, forse una preghiera oppure un lamento solitario e senza speranza, come quei lamenti che esprimono solo se stessi, senza chiedere niente. Per me era impossibile decifrarlo. L’India era anche questo: un universo di suoni piatti, indifferenziati, indistinguibili.
«Forse ci viaggiamo dentro», dissi io.
Doveva essere passato un po’ di tempo dalla sua prima frase, mi ero perduto in considerazioni lontane: qualche minuto di sonno, forse. Ero molto stanco.

inviato il 01/12/2016
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Il senso della lotta

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Nicola Ravera Rafele
Il senso della lotta
Fandago Libri 2017
10 righe da pagina 318:

"Pensavo di combattere per la rivoluzione, ma ho sempre combattuto solo per me. Ero figlio di due piccolo-borghesi, e volevo essere più di loro. Più intelligente, più colto, più istruito, più matto, e anche più ricco. La lotta di classe è una cazzata, Diana. Vogliamo venire fuori. La politica era un autobus, e ci siamo saliti tutti. A me non bastava mai. Quando sono diventato uno dei capi del movimento, ho sentito che mi stava stretto anche quel ruolo. Si poteva andare oltre. Queste cose le dico adesso, perché da tanti anni ormai non passa notte che non ci pensi, che non cerchi di capire. Va bene combattevo per me, ma chi non lo fa? I monaci, i santi. O quelli destinati a non diventare un cazzo"

inviato il 03/04/2017
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Grazie :))

Ciao Francesca le tue 10 righe sono nella finale di Aprile, 10 righe scelte da Voi utenti.

Padri e figli

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I.S. Turgenev
Padri e figli
Feltrinelli
10 righe da pagina 121:

L'Odincova gettò uno sguardo di traverso a Bazarov.
"Abbiamo parlato , mi sembra della felicità. Dica perché, anche quando proviamo piacere, per esempio per la musica, per una bella serata, per una conversazione con della gente simpatica, perché questo sembra più un allusione a una felicità che esiste da qualche parte, che felicità vera, vale a dire la felicità che possediamo. Perché è così o forse lei non prova niente del genere?"

inviato il 01/04/2017
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Benvenuto Simone :)

Il Grande Gatsby

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Francis Scott Fitsgerald
Il Grande Gatsby
Tradotto da Fernanda Pivano
Feltrinelli (collana Universale economica) 1936
10 righe da pagina 40:

Avevo voglia di uscire a passeggio verso il parco nel crepuscolo tenero, ma ogni volta che cercavo di andarmene mi trovavo immischiato in qualche strana discussione stonata che mi inchiodava sulla seggiola come vi fossi legato con una corda. Eppure, alta sulla città, la fila delle nostre finestre gialle deve aver comunicato la sua parte di segreto umano allo spettatore casuale nella strada buia e mi parve di vederlo guardare in su incuriosito. Ero dentro e fuori, contemporaneamente affascinato e respinto dalla inesauribile varietà della vita.

inviato il 03/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

RICORDI DEL 1870-71

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EDMONDO DE AMICIS
RICORDI DEL 1870-71
EDIZIONI G. BARBERA FIRENZE 1872
10 righe da pagina 181:

L'anima, smaniosa d’affollarsi alla vita, se la vede chiusa da ogni parte, e si dibatte in una prigionia affannosa. Come il germe, a primavera, tenta la scorza che lo ravvolge, e s'agita impaziente, così in quegli anni, l'uomo si sente chiuso nel ragazzo, e ne freme. Ha bisogno d'aria e di luce, e vorrebbe levarsi a volo, urta le ali nelle pareti domestiche, e le ripiega rintuzzate e dolorose. Vede sotto di sè un piccolo mondo di bambini, dove si gioca, si ride, si canta, si folleggia, e non vi può più discendere; vede di sopra un altro mondo più vasto, dove si pensa, si lavora, si combatte, si ama, e non vi può ancora salire.

inviato il 05/04/2017
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Tommy Wieringa

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Una moglie giovane e bella
Tommy Wieringa
Tradotto da Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo
Iperborea 2015

L'unica bella donna nel raggio di chilometri, gli uomini avrebberi dato la vita per lei. Era preparato all'eventualità di essere accoppato in qualsiasi momento. Sapeva che una bellezza fuori dal comune attira anche altri ammiratori, mobilita la passione, uomini con una necessità a volte aggressiva di farsi notare. Di farle sapere: ti sbagli, non è lui, sono io, io.

inviato il 08/04/2017
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Ortiche

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Alice Munro
Ortiche
Tradotto da Susanna Basso
La Biblioteca di Repubblica-L'Espresso 2008
10 righe da pagina 88:

Comunque. Sarebbe la stessa identica cosa, se ci incontrassimo ancora. Oppure no. Un amore non utilizzabile, che sapeva stare al suo posto (qualcuno lo definirebbe non vero, perché non rischierebbe mai di farsi tirare il collo, né trasformarsi in una battuta volgare, né di consumarsi penosamente). Un amore che non rischia niente, ma che si mantiene vivo come una goccia di miele, una risorsa sotterranea. Con il peso di questo nuovo silenzio venuto a sigillarlo.

inviato il 21/03/2017
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Ciao Francesca, sei nella finale di marzo, 10 righe scelte da Voi utenti.

Papavero e Memoria

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Paul Celan
Papavero e Memoria
Tradotto da Stefanie Golisch
Gedichte 1952
10 righe da pagina 57:

Dalla mano l’autunno mi bruca la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:
il tempo ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca parla vero.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo alla finestra abbracciati, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra si degni di fiorire,
che all’affanno cresca un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.

inviato il 22/03/2017
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Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), è stato un poeta rumeno ebreo, di madrelingua tedesca. La poesia che ho scelto si chiana "Corona".

Confesso che ho vissuto

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Pablo Neruda
Confesso che ho vissuto
Tradotto da Luca Lamberti
Einaudi Editore 1998
10 righe da pagina 3:

Queste memorie, o ricordi, sono discontinue e a tratti si smarriscono perché cosí appunto è la vita. L’intermittenza del sonno ci permette di sostenere i giorni di lavoro. Molti dei miei ricordi sono svaniti a evocarli, sono divenuti polvere come un cristallo irrimediabilmente ferito. Le memorie del memorialista non sono come quelle del poeta. Uno è vissuto forse meno, ma ha fotografato molto di piú e ci appassiona con la precisione dei particolari. L’altro ci consegna una galleria di fantasmi scossi dal fuoco e dall’ombra della sua epoca. Forse non ho vissuto in me stesso, forse ho vissuto la vita degli altri. Da quanto ho lasciato scritto in queste pagine sempre si staccheranno – come sugli alberi d’autunno e come al tempo della vendemmia – le foglie gialle che vanno a morire e le uve che rivivranno nel vino che è sacro. La mia vita è una vita fatta di tutte le vite: le vite del poeta.

inviato il 02/03/2017
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Fatto! Grazie mille Staff! :D

Ciao Davide sei il finalista del mese di Marzo 10 righe scelte dalla redazione. Per te un libro incentivo. Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie :)

Ciao Davide, sei nella finale di marzo, 10 righe scelte dalla redazione.

Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), è stato un poeta, diplomatico e politico cileno

Messaggio

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Fernando Pessoa
Messaggio
Tradotto da Giulia Lanciani
Classici Moderni Oscar Mondadori 2014
10 righe da pagina 89:

Signore, la notte viene e l’anima è vile.

Tanto fu lo sconquasso e la bramosia!

Ci rimane oggi nel silenzio ostile

il mare universale e la nostalgia.

Ma la fiamma, che la vita in noi creò,

se ancora ha vita, ancora non è spenta.

Il freddo morto in cenere la occultò:

la mano del vento può darle altra spinta.

Dia il soffio, la brezza – rovina o trepidanza –

affinché la fiamma dell’ardire venga in mostra,

e conquisteremo di nuovo la Distanza –

del mare o un’altra, ma che sia la nostra!

inviato il 06/03/2017
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Fernando António Nogueira Pessoa ( Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935) è stato un poeta, scrittore e aforista portoghese. La poesia che ho scelto si chiama "Preghiera".

Palomar

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Italo Calvino
Palomar
Mondadori 2016
10 righe da pagina 110:

La vita d'una persona consiste in un insieme d'avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché una volta inclusi in una vita, gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico ma risponde a un'architettura interna. Uno per esempio legge in età matura un libro importante per lui, che gli fa dire "Come potevo vivere senza averlo letto!" e anche "Che peccato che non l'ho letto da giovane!". Ebbene, queste affermazioni non hanno molto senso, soprattutto la seconda, perché dal momento che lui ha letto quel libro, la sua vita diventa la vita di uno che ha letto quel libro, e poco importa che l'abbia letto presto o tardi, perché anche la vita precedente alla lettura ora assume una forma segnata da quella lettura.

inviato il 07/03/2017
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Bellissimo Le Braci.

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Grazie a voi! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/il-giocatore-invisibile

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Per la settimana dal 24 al 31/10 scelgo queste righe.

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Grazie!

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