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Pagina di Paola Lorenzini

Elogio della lettura e della finzione

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Mario Vargas Llosa
Elogio della lettura e della finzione
Tradotto da Paolo Collo
Einaudi 2011
10 righe da pagina 5:

Flaubert mi ha insegnato che il talento significa disciplina tenace e grande pazienza. Faulkner che è la forma - la scrittura e la struttura - ciò che esalta o impoverisce le trame. Martorell, Cervantes, Dickens, Balzac, Tolstoj, Conrad, Thomas Mann che il ritmo e l'ambizione sono importanti in un romanzo quanto l'abilità stilistica e la strategia narrativa. Sartre che le parole sono azioni e che un romanzo, un'opera teatrale, un saggio, legati all'attualità e a più alti obiettivi, possono cambiare la storia. Camus e Orwell che una letteratura priva di morale è inumana, e Malraux che l'eroismo e l'epica sono presenti nell'attualità così come al tempo degli argonauti, dell'Odissea o dell'Iliade.

inviato il 28/06/2018
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Grazie!

Ciao Paola, sei nella finale del mese di giugno 10 righe scelte da Voi utenti.

Jorge Mario Pedro Vargas Llosa (Arequipa, 28 marzo 1936) è uno scrittore, drammaturgo e politico peruviano naturalizzato spagnolo. Ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2010 e questo volumetto contiene la trascrizione del discorso fatto in occasione della premiazione.

Pagine bianche. 55 libri che non ho scritto

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Eugenio Baroncelli
Pagine bianche. 55 libri che non ho scritto
Sellerio editore Palermo 2013
10 righe da pagina 107:

Questi fantasmi, i libri, ci confondono. Se ne comprano tanti che poi non si sa più né dove metterli né come leggerli tutti. Certuni, se lo scaffale è profondo, si nascondono come bambini dietro quelli della prima fila. Certuni, se non vi fidate più della scaletta che invecchia scricchiolando come voi, non si raggiungono più. Stanno lassù intatti e muti, a prendere la polvere che intanto diventiamo noi. Non so se sia l’inferno o il paradiso, ma mettere insieme una biblioteca è organizzare una solitudine.

inviato il 12/06/2018
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Grazie!

Ciao Paola, sei nella finale settimanale di giugno.

Eugenio Baroncelli (Rimini, 3 giugno 1944) è uno scrittore italiano.

Odiare la poesia

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Ben Lerner
Odiare la poesia
Tradotto da Martina Testa
Sellerio editore Palermo 2017
10 righe da pagina 13:

(…) la poesia nasce dal desiderio di superare la dimensione finita e storica – il mondo umano fatto di violenza e differenza – e raggiungere il trascendente e il divino. Si viene spinti a scrivere una poesia, ci si sente chiamati a cantare, per via di questo impulso trascendente. Ma appena si passa da quell’impulso alla poesia reale, il canto dell’infinito viene compromesso dalla finitezza dei suoi termini. In sogno i versi possono sconfiggere il tempo, le parole possono scuotersi via di dosso la storia del loro uso, si può rappresentare ciò che è impossibile da rappresentare (per esempio, la creazione della rappresentazione stessa), ma al risveglio, quanto ci si ricongiunge agli amici seduti attorno al fuoco, si è di nuovo nel mondo umano, con l’inflessibilità delle sue leggi e della sua logica.

inviato il 09/06/2018
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Grazie mille agli utenti e alla redazione, invio subito i miei dati.

Ciao Paola per Te un libro incentivo come finalista 10righe scelte da Voi utenti nel mese di giugno. Manda i tuoi dati all'indirizzo:
libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie a tutti!

Ciao Paola, sei nella finale di giugno, 10 righe scelte da Voi utenti.

Ben Lerner (Topeka, 4 febbraio 1979) è uno scrittore, poeta e saggista statunitense.

Redenzione

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Paco Ignacio Taibo II
Redenzione
Tradotto da Bruno Arpaia
La Nuova frontiera 2018
10 righe da pagina 22:

I nostri tempi hanno perso la vocazione all'eroismo, il senso tragico e comico della vita, che non è altro che una farsa romantica dalle conseguenze obbligate. Si sono perduti gli uomini e le donne che hanno vissuto con la necessità che non ci fosse nessuna distanza, nessuna, neanche minima, fra le parole e le azioni; esseri umani che hanno fatto sì che ogni parola venisse firmata con il suo gesto corrispondente. O forse sì, esistono ancora sotto la cenere dei roghi che dovranno illuminare tutti noi.

inviato il 01/06/2018
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Paco Ignacio Taibo II, pseudonimo di Francisco Ignacio Taibo Mahojo (Gijón, 11 gennaio 1949).

Inghiottita

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Réjean Ducharme
Inghiottita
Tradotto da Alice da Coseggio
La nuova Frontiera 2018
10 righe da pagina 5:

Tutto m’inghiotte. Quando ho gli occhi chiusi, è il mio ventre che m’inghiotte, è nel mio ventre che soffoco. Quando ho gli occhi aperti, è ciò che vedo che m’inghiotte, è nel ventre di ciò che vedo che soffoco. M’inghiotte il fiume troppo grande, il cielo troppo alto, i fiori troppo fragili, le farfalle troppo timorose, il volto troppo bello di mia madre. Il volto di mia madre è bello per niente. Se fosse brutto, sarebbe brutto per niente. I volti, belli o brutti, non servono a niente. Guardiamo un volto, una farfalla, un fiore, e questo ci tormenta, poi ci irrita. A lasciar fare, si finisce per disperare. Non dovrebbero esserci né volti, né farfalle, né fiori. Che abbia gli occhi aperti o chiusi, sono inglobata: d’un tratto non c’è più abbastanza aria, il cuore si stringe, la paura mi afferra.

inviato il 31/05/2018
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Ciao Paola, è un piacere :-)

Wow, grazie a Barbara e a tutta la redazione!

Ciao Paola, Barbara ti Dona il suo libro incentivo vinto nel mese di maggio ( http://scrivi.10righedailibri.it/tre-camere-manhattan-0 )
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Réjean Ducharme (Saint-Félix-de-Valois, 12 agosto 1941 – Montréal, 21 agosto 2017) è stato uno scrittore canadese.

La morte di un artista

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Álvaro Enrigue
La morte di un artista
Tradotto da Gina Maneri
La Nuova frontiera 2018
10 righe da pagina 9:

Si chiamava Simón, ma si presentava come l’Utopista. Almeno così aveva fatto sedendosi sulla balaustra l’ultimo giorno della sua vita. Aveva detto: Il mio nome è Simón, ma mi chiamano l’Utopista. Nessuno l’aveva invitato a sedersi e nessuno gli aveva chiesto il nome, tantomeno quell'insopportabile e con ogni evidenza mendace appellativo. Si era accomodato in fondo a una fila di persone che chiacchieravano sedute con le gambe penzoloni sei piani sopra calle de Niza. Aristóteles Brumell non si voltò neppure a guardarlo quando Simón si presentò e si sedette sull'orlo dell’abisso.

inviato il 24/05/2018
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Álvaro Enrigue (Guadalajara, 6 agosto 1969) è uno scrittore messicano.

Anime perse

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Umberto Piersanti
Anime perse
Marcos y Marcos 2018
10 righe da pagina 92:

Intervenne il direttore del centro, alto e ben piantato, dallo sguardo fermo e dalla voce sicura: “Capisco, capisco che tu stavi soffrendo. Comunque non ti pare troppo uccidere una persona per una frase?”
Debbo dirgli di sì, debbo dirgli che ha ragione sennò da qui dentro non esco più. Hanno ragione sempre quelli che non ci stanno dentro, che gli insulti non li provano sulla propria pelle. Ha ragione chi sta bene, ha ragione chi non gli è successo mai niente. Ma io adesso lo faccio contento.
“Sì, adesso capisco che era troppo, allora non riuscivo a intendere le cose, allora ero arrabbiato e pieno di sconforto”.
Lo psichiatra e il direttore del centro si allontanano, debbono esaminare la situazione, debbono prendere una decisione.

inviato il 21/05/2018
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Umberto Piersanti (Urbino, 26 febbraio 1941).

Era una città

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Thomas B. Reverdy
Era una città
Tradotto da Tania Spagnoli
Edizioni Clichy 2017
10 righe da pagina 65:

GEORGIA
Sei tutto quello che mi resta, Charlie.
Sai, quando tua madre se n’è andata, l’ho vista in sogno. Era in riva al fiume. Niente topaie di Black Bottom, no, niente vialetti di fango e polvere e quelle casette sporche una accanto all'altra, quell'odore insopportabile e quelle dannate falene, sai, Charlie, le mosche di maggio che vengono a morire in sciami appiccicosi sulle strade e sui marciapiedi e che schiacciamo a milioni appena mettiamo piede fuori, no, era più lontano, in un posto fuori città. Ho visto tua madre in sogno la notte che se n’è andata via di casa, in riva al fiume, ma non in città. Era da qualche parte a nord, nel punto dove il fiume nasce dal grande lago. Non so cosa voglia dire, Charlie. Non sono mai stata portata per queste cose. Ma so quello che ho visto. Ero laggiù, ignoro cosa ci facessi. Passeggiavo.

inviato il 19/04/2018
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L'arte ormai perduta del dolce far niente

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Dany Laferrière
L'arte ormai perduta del dolce far niente
Tradotto da Federica Di Lella e Francesca Scala
66thand2nd 2016
10 righe da pagina 51:

Non so perché ma da un po' di tempo, soprattutto di notte, sono tormentato da un'idea. Ho l'impressione che, a forza di moltiplicare gli oggetti inutili e di dare un peso smisurato all'apparenza, la nostra società si stia allontanando dalla vita in sé. Borges racconta che l'astuto Ulisse, di ritorno dal suo lungo errare nel Mediterraneo, dove ha visto splendidi regni e provato piaceri sublimi, scoppia a piangere quando scorge la sua "Itaca umile e verde". Il fatto è che è impossibile sradicare dal cuore di un uomo la sua infanzia, i suoi sogni, il suo cielo stellato e la sua luna piena. Ogni uomo, chiunque sia, nasconde dentro di sé questi tesori. Ricchezze inesauribili che non appartengono a nessuno e che vengono alla luce solo in situazioni estreme.

inviato il 04/04/2018
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Grazie!

Ciao Paola, sei nella finale settimanale del mese di aprile.

Dany Laferrière (Port-au-Prince, 13 aprile 1953).

Attesa sul mare

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Francesco Biamonti
Attesa sul mare
Einaudi 2001
10 righe da pagina 65:

Sul mare ci si sente orfani, il navigante si strugge per tutto ciò che ha lasciato e ricompone i conflitti che a terra dividevano il male dal bene. Si scende in una specie di grande valle, si entra in contatto con l'universo e i messaggi che arrivano da terra sembrano quelli di una cattedrale evanescente. Si getta sul mare uno sguardo che ha sempre qualcosa di perduto. L'uomo di terraferma crede che il marinaio sia felice di andare, non sa che è intessuto di angoscia e sogni e che gli sembra di percorrere una via che non conduce a nessun luogo. Per questo si affeziona agli strumenti che gli fanno tenere le rotte e lo porteranno da qualche parte. Il marinaio non arriva mai nel suo, non ha possessi, il suo sguardo anche più attento è sempre muto.

inviato il 01/04/2018
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Grazie!

Ciao sei nella classifica finale del mese di marzo 10 righe scelte da Voi utenti.

Francesco Biamonti (San Biagio della Cima, 3 marzo 1928 – San Biagio della Cima, 17 ottobre 2001) .

L' arte della guerra

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Niccolò Machiavelli
L' arte della guerra
Foschi (Santarcangelo) 2017
10 righe da pagina 74:

Scrivono lettere in cifera e nascondonle in vari modi: le cifere sono secondo la volontà di chi l'ordina, il modo del nasconderle è vario. Chi ha scritto il fodero, dentro, d'una spada; altri hanno messe le lettere in uno pane crudo, e di poi cotto quello e datolo come per suo cibo a colui che le porta. Alcuni se le sono messe ne' luoghi più secreti del corpo. Altri le hanno messe in un collare d'uno cane che sia familiare di quello che le porta. Alcuni hanno scritto in una lettera cose ordinarie,e di poi, tra l'uno verso e l'altro, scritto con acque che, bagnandole e scaldandole, poi le lettere appariscano. Questo modo è stato astutissimamente osservato ne' nostri tempi; dove che, volendo alcuno significare cose da tenere secrete a' suoi amici che dentro a una terra abitavano.

inviato il 21/01/2019
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Inferno

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Dante Alighieri
Inferno
Tradotto da Franco Nembrini
Mondadori 2018
10 righe da pagina 228:

Allor chiusero un poco il gran disdegno
e disser: "Vien tu solo, e quei sen vada
che si ardito intrò per questo regno.
Sol si ritorni per la folle strada:
pruovi, se sa; ché tu qui rimarrai,
che li ha' iscorta sì buia contrada".
Pensa, lettor, se io mi sconfortai
nel suon de le parole maladette,
ché non credetti ritornarci mai.
"O caro duca mio, che più di sette
volte m'hai sicurtà renduta e tratto
d'alto periglio che 'ncontra mi stette,
non mi lasciar", diss'io, "così disfatto;
e se 'l passar più oltre ci è negato,
ritroviamo l'orme nostre insieme ratto".
E quel segnor che lì m'avea menato,
mi disse: "Non temer; ché 'l nostro passo
non ci può tòrre alcun: da tal n'è dato.
Ma qui m'attendi, e lo spirito lasso
conforta e ciba di speranza buona,
ch'i' non ti lascerò nel mondo basso".

inviato il 21/01/2019
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VIII canto

Franco Nembrini nato a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, il 15 agosto del 1955.

Dante Alighieri nato a Firenze tra i 21 maggio e il 21 giugno.

Ora dimmi di te. Lettera a Matilda

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Andrea Camilleri
Ora dimmi di te. Lettera a Matilda
Bompiani 2018
10 righe da pagina 10:

Matilda, mia cara,
ti scrivo questa lunga lettera a pochi giorni dal mio novantaduesimo compleanno, mentre tu hai quasi quattro anni e ancora non sai cosa sia l’alfabeto.
Spero che tu possa leggerla nel pieno della tua giovinezza.
Ti scrivo alla cieca, sia in senso letterale sia in senso figurato. In senso letterale perché negli ultimi anni la vista mi ha lentamente abbandonato. Ora non posso più né leggere né scrivere, posso solo dettare. In senso figurato perché non riesco a immaginarmi quale sarà il mondo fra vent'anni, quello nel quale tu dovrai vivere.

inviato il 22/01/2019
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Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, 6 settembre 1925)

Una carrozza per Winchester

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Giovanna Zucca
Una carrozza per Winchester
Fazi Editore 2013
10 righe da pagina 47:

«Non adulatemi, dottore. Il motivo lo avete espresso bene voi poc’anzi, quando avete detto che non appartengo più a me stessa… ma ai lettori. Ecco! Appunto di questo si tratta. Io voglio appartenere sempre e solamente a me stessa. Non desidero sentire il peso e la responsabilità di coloro che hanno trovato risposte o divertimento o soltanto compagnia nel mio lavoro. Non desidero affatto che coloro che amano i miei libri pensino di avere dei diritti su chi quei libri li ha scritti. Vivo un dualismo perfetto. Da un lato c’è Miss Austen, con il proprio incontrovertibile istinto alla libertà, dall’altro c’è l’autrice di Ragione e sentimento, ovvero “A Lady”, qualcuno che assume su di sé l’onere dell’adulazione collettiva per proteggermi da invasioni sgradite».

inviato il 22/01/2019
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Giovanna Zucca, 15 agosto 1964, Chivasso

Canne al vento

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Grazia Deledda
Canne al vento
Il Maestrale
10 righe da pagina 23:

... e la capanna lassù nera fra il glauco delle canne e il bianco della roccia gli pareva un nido, un vero nido. Ogni volta che se ne allontanava lo guardava così, tenero e malinconico, appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lassù la parte migliore di se stesso, la forza che dà la solitudine, il distacco dal mondo; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera, i giuncheti, i bassi ontani lungo il fiume, gli sembrava di essere un pellegrino, con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano, diretto verso un luogo di penitenza: il mondo.

inviato il 21/01/2019
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Lettere

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Etty Hilllesum
Lettere
Tradotto da Chiara Passani Tina Montone Ada Vigliani
Adelphi 2013
10 righe da pagina 16:

Arrabbiarsi ed essere scontenti non è produttivo; soffrire davvero per qualcosa è produttivo, e precisamente perché nella scontentezza, nell'arrabbiarsi c'è una passività attiva, mentre nella vera sofferenza c'è un'attività passiva. La passività attiva della scontentezza consiste nella resistenza, nella rivolta con cui ci opponiamo a qualcosa di irrevocabile, per cui le restanti energie della persona si paralizzano. L'attività passiva nel caso della vera sofferenza consiste nel nostro accettare e sopportare qualcosa di irrevocabile, e proprio così si liberano nuove forze

inviato il 15/01/2019
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Etty Hillesum nasce a Mittelburg Paesi Bassi il 15 gennaio 1914

Anima

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Wajdi Mouawad
Anima
Tradotto da Antonella Conti
Fazi 2015
10 righe da pagina 104:

Gli umani sono soli. Malgrado la pioggia, malgrado gli animali, malgrado i fiumi e gli alberi e il cielo e malgrado il fuoco. Gli umani sono sempre sulla soglia. Hanno avuto il dono della verticalità, e tuttavia conducono la loro esistenza curvi sotto un peso invisibile. C'è qualcosa che li schiaccia. Piove: ecco che corrono. Sperano nella venuta delle divinità, ma non vedono gli occhi degli animali che li guardano. Non sentono il nostro silenzio che li ascolta. Prigionieri della loro ragione, la maggior parte di loro non faranno mai il grande passo dell'irragionevolezza, se non al prezzo di un'illuminazione che li lascerà esangui, e folli. Sono assorbiti da ciò che hanno sotto mano, e quando le loro mani sono vuote, se le portano al viso e piangono. Sono fatti così.

inviato il 25/12/2018
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Grazie.

Ma grazieeeeeeee! :* scelgo le righe di Violet http://scrivi.10righedailibri.it/40-novelle-2

Ciao Vera, sei nella finale di dicembre, 10righe scelte da Voi utenti.

Ciao Vera, sei nella finale settimanale di dicembre. Scegli da lunedì 31 dicembre a domenica 6 gennaio, 10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Wajdi Mouawad, Deyr el-Qamar, Libano, 16 ottobre 1968

Prigionieri di un incubo Gli anni di piombo della giustizia

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Fabrizio Barbaranelli
Prigionieri di un incubo Gli anni di piombo della giustizia
Gangemi Editore 2001
10 righe da pagina 11:

"Ma allora è vero quello che si dice in giro che stai facendo di tutto per mettere in difficoltà me e gli altri amministratori del passato, quelli con cui tra l’altro hai lavorato gomito a gomito.” “Ma come puoi pensare una cosa simile? Non darai retta alle voci che vogliono solo metterci l'uno contro l'altro.” Brandi lo osservava e riaffiorano in lui ricordi di impressioni a cui nel corso degli anni non aveva dato importanza: impercettibili segni di gelosia, infantili menzogne, manifestazioni equivoche, ambivalenze. “Forse aveva ragione chi mi diceva di diffidare di lui, chi me lo rappresentava come personaggio ambizioso e cinico, chi mi diceva del suo opportunismo.” Malgrado ciò gli era difficile crederlo. Le ragioni dell’affetto e dell’amicizia erano troppo forti. “Possibile che il mondo si sia così profondamente trasformato."

inviato il 19/11/2018
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Il guardiano del frutteto

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Cormac McCarthy
Il guardiano del frutteto
Tradotto da Silvia Pareschi
Einaudi 2014
10 righe da pagina 79:

Raggomitolato sul ramo basso di un pesco, il vecchio guardava il riverbero accecante del sole di metà mattina sulla tozza cisterna di metallo in cima alla montagna. Aveva trovato qualche pesca, anche se il frutteto era in rovina da vent’anni, da quando non c’era piú nessuno a raccogliere la frutta, cosí abbondante che di notte i rami sovraccarichi si spezzavano, risuonando nella valle come il rombo di temporali lontani. Il vecchio se lo ricordava cosí, perché amava i temporali.
La cisterna poggiava sopra alti piloni, e sullo steccato erano affissi dei cartelli di divieto che da qualche tempo attiravano la sua attenzione. Di tanto in tanto tagliava via un pezzo di pesca. Erano piccole e dure, ma lui aveva buoni denti.

inviato il 19/11/2018
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Grazie.

Grazie

Ciao Giovanni, sei nella finale settimanale di novembre. Scegli da lunedì 26 novembre a domenica 2 dicembre,10righe che più ti piacciono, riportando qui nei commenti il link.

Cormac McCarthy (Providence, 20 luglio 1933)

L'uomo senza qualità

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Robert Musil
L'uomo senza qualità
Tradotto da Anita Rho,Gabriella Benedetti e Laura Castoldi
Einaudi 1996
10 righe da pagina 113:

Nel suo soffrire, leggeva molto, e scoprì d'aver smarrito una cosa del cui possesso non era mai stata consapevole : un'anima.
Che cos'è ?...E ' facile definirla negativamente : è quella cosa che scappa a rintanarsi quando sente parlare di serie algebriche.
Ma positivamente ? Pare che si sottragga con successo a tutti gli sforzi intesi ad afferrarla. Può darsi che una volta ci fosse in Diotima qualcosa di originario, una presaga sensitività drappeggiata in quel tempo nella ben spazzolata veste della sua correttezza, che adesso ella chiamava guaina e che ritornava nella metafisica batikata di Maeterlink, in Novalis, soprattutto però nell'ondata anonima di romanticismo annacquato e di nostalgia religiosa che l'età delle macchine ha per un certo tempo emanato come manifestazione di protesta spirituale e artistica contro se stessa.

inviato il 07/11/2018
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grazie ! questo è un libro impegnativo e in due tomi ma vale la pena leggerlo

Ciao Emma sei nella finale di novembre, 10righe scelte da Voi utenti.

Robert Musil nasce a Klagenfurt an Worthersee Austria il 6 novembre 1880

Il giorno del giudizio

Il giorno del giudizio 2 ore 59 min fa

Grazie!
Ho scelto le 10 righe di Emma tratte dalle Lettere di Etty Hilesum: http://scrivi.10righedailibri.it/lettere-1 :)

Le sere

Le sere 2 settimane 5 giorni fa

Grazie, che bella notizia per il nuovo anno... Invio subito i miei dati!

Le sere 3 settimane 7 ore fa

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/anima

Le sere 5 settimane 1 giorno fa

Gerard Kornelis van het Reve (Amsterdam, 14 dicembre 1923 – Zulte, 8 aprile 2006) è stato uno scrittore olandese.

Timidezza e dignità

Timidezza e dignità 10 settimane 1 giorno fa

Buongiorno e grazie! Ho scelto le righe di Emma tratte da L'uomo senza qualità: http://scrivi.10righedailibri.it/luomo-senza-qualit%C3%A0-3

Timidezza e dignità 11 settimane 2 giorni fa

Dag Solstad (Sandefjord, 16 luglio 1941) è uno scrittore norvegese.

Paradiso e inferno

Paradiso e inferno 16 settimane 13 ore fa

Grazie!

Pellegrino sul mare

Pellegrino sul mare 16 settimane 13 ore fa

Grazie, invio subito la mail :)

Pellegrino sul mare 18 settimane 10 ore fa

Grazie alla redazione :)

Euridice aveva un cane

Euridice aveva un cane 16 settimane 4 giorni fa

Michele Mari è nato a Milano il 26 dicembre 1955.

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