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La storia infinita

Ci sono due modi per varcare i confini fra Fantàsia e il mondo degli uomini, un modo giusto e uno sbagliato. Quando le creature di Fantàsia vengono trascinate nell'altro mondo in quella terribile maniera, quello è il modo sbagliato. Ma quando è un figlio dell'uomo a venire da noi, questo è il modo giusto. Tutti i figli dell'uomo che sono venuti fra noi hanno appreso qualcosa che solo qui potevano apprendere e che li ha fatti tornare nel loro mondo profondamente mutati. Erano diventati dei veggenti, perché ci avevano visto nella nostra vera natura. Per questo potevano ora guardare anche il loro stesso mondo e il loro prossimo con occhi del tutto diversi. Là dove prima non vedevano che banali cose quotidiane, scoprivano d'improvviso miracoli e misteri.


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Gip nel televisore e altre storie in orbita

Su quel giornale c'era anche la cura della malattia. Basta mettere un secondo televisore di fronte a quello in cui giace il malato. Egli viene subito attratto dal nuovo teleschermo, e schizza fuori da quello vecchio per precipitarvisi. Si coglie il momento preciso in cui galleggia nell'aria, si spengono contemporaneamente i due televisori e il gioco è fatto, l'attrazione cessa e l'ammalato torna a terra. Naturalmente bisogna distendere un tappeto perché non si faccia male.


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L'uomo che amava le donne

GIOCO RIGA 10
[...] Bertrand è ben appostato per guardare un'ultima volta ciò che apprezzava di più in noi: le nostre gambe! Tutte queste gambe femminili che lo facevano sognare... Ricordo una sua frase: "Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia".


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sessanta racconti

Tu sei paziente, tu mi aspetti ai bivi solitari per insegnarmi la strada, tu sei veramente discreto, tu fai persino mostra di fuggirmi, con diplomazia tutta orientale, e non osi neppure rivelare il tuo volto. Tu vuoi soltanto farmi capire -mi sembra- che il tuo monarca mi aspetta in mezzo al deserto, nel palazzo bianco e meraviglioso, vigilato dai leoni, dove cantano fontane incantate. Sarebbe bello, lo so, lo vorrei proprio. Ma la mia anima è deprecabilmente timida, invano la redarguisco, le sue ali tremano, i suoi dentini diafani battono appena la si conduce verso la soglia delle grandi avventure. Così sono fatto, purtroppo, ho davvero paura che il tuo re sprechi il suo tempo ad aspettarmi nel palazzo bianco in mezzo al deserto, dove probabilmente sarei felice.


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La solitudine del satiro

La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione. Oppure con un'attenzione che fa parte dell'intesa autore-lettore. Si legge come si fuma, per tenere occupate le mani e gli occhi. Libri già cominciano a trovarsi abbandonati sui sedili dei treni. Sono stati letti per abitudine, per noia, per orrore del vuoto e di se stessi. Tra i vizi, la lettura, come diceva Valéry Larbaud, è il vizio impunito, ma in certi casi smettere di leggere come di fumare può evitare gravi conseguenze.


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Patti, temo che il "Signor" Alessandro Paesano non abbia ben chiaro il meccanismo per postare su 10righe: come si dovrebbe riportare la pag. della prima ed. dei brani postati, se si possiede "solo" una risampa???Se fossi su facebook ti avrei sostenuto anche lì:))
Mer, 04/05/2011 - 17:19- accedi o registrati per inviare commenti
Tiziana, su Facebook http://www.facebook.com/10righedaiLIBRI ho condiviso le tue 10 righe e qualcuno a commentato... spero ironicamente :))
Mer, 04/05/2011 - 16:05- accedi o registrati per inviare commenti
L'uomo che piantava gli alberi

Dopo il pranzo di mezzogiorno, ricominciò a scegliere le ghiande. Misi, credo, sufficiente insistenza nelle mie domande, perché mi rispose. Da tre anni piantava alberi in quella solitudine. Ne aveva piantati centomila. Di centomila, ne erano spuntati ventimila. Di quei ventimila, contava di perderne ancora la metà, a causa dei roditori o di tutto quello che c'è di imprevedibile nei disegni della Provvidenza. Restavano diecimila querce che sarebbero cresciute in quel posto dove prima non c'era nulla. [...]
Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall'anima di quell'uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.


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Proprio così, l'uomo dovrebbe cercare di dare la vita , non di distruggere!
Lun, 02/05/2011 - 20:12- accedi o registrati per inviare commenti
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L'amore a Londra e in altri luoghi

"Voglio solo una candela, io", gli disse, ma il vecchio fece finta di non sentire, sorrise, si lisciò la barba e disse "Adesso ti spiego, ragazzo mio, ascoltami bene, qui dentro ci sono candele di ogni tipo, forma e colore, candele per chi compie gli anni da solo e per chi li festeggia con una bella moglie; per chi ha più di due figli e si è stufato di averli e per chi ne vorrebbe cinque e non ne ha avuto nessuno; ci sono candele ritorte per chi borbotta su tutto e candele liscissime per chi non si cura di niente; candele azzurre di cielo per i marinai e rosse come il fuoco per gli amanti infedeli, e bianche per i preti invecchiati e rosa per le belle bambine, e doppie per chi ama e poi odia, e triple per chi adora due donne, e lunghissime per chi sogna da sempre e minuscole per chi è felice con poco, e poi ci sono ancora gli odori, buoni e cattivi, ragazzo mio, e non so se hai abbastanza tempo per sentirli tutti".


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piccoli crimini coniugali

piccoli crimini coniugali
Tradotto da alberto bracci testasecca
edizioni e/o 2003
Non sopporti che ti metta a posto la scrivania, e chiami il caos in cui ammassi le tue carte "ordine di archiviazione storica". Affermi che una libreria senza polvere è una libreria da sala d'attesa. Pretendi che le briciole non sono sporcizia, dal momento che noi mangiamo pane. Anzi, ultimamente hai persino sostenuto che le briciole sono le lacrime del pane, che piange quando noi ne stacchiamo un pezzetto; conclusione: letti e divani sono pieni di dolore. Non cambi mai le lampadine fulminate con la scusa che per qualche giorno bisogna portare il lutto della luce. In compenso, dopo quindici anni di studi e vicinanza coniugale sono arrivata alla conclusione che le tue molteplici teorie possono essere raccolte sotto un'unica, fondamentale tesi: non fare un accidente in casa!


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La schiuma dei giorni

Ma ti sembra che sia colpa loro se pensano che lavorare è giusto?
No, disse Colin, non è colpa loro. Tutto dipende dal fatto che gli hanno detto: 'Il lavoro è sacro, è bello, è buono, è la cosa più importante, e solo chi lavora ha tutti i diritti'. Però poi si fa il possibile per farli lavorare continuamente, così che loro non hanno il tempo di far valere i propri diritti.
Allora vuoi dire che sono scemi? disse Chloé.
Sì, sono scemi, disse Colin. E' per questo che sono d'accordo con quelli che gli raccontano che lavorare è il massimo. Questo li libera dal problema di pensare di cercare di migliorare e di non lavorare più.
Parliamo d'altro, disse Chloé. Questi argomenti mi distruggono. Dimmi se ti piacciono i miei capelli...
Te l'ho già detto...
La mise a sedere sulle proprie ginocchia. Sentiva di nuovo una felicità senza incrinature.
Ti ho già detto che ti amo tanto, sia all'ingrosso che al dettaglio.
E allora, prova ad andare al dettaglio, disse Chloé, e si lasciò cadere fra le braccia di Colin, con l'indolenza di una serpe.


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Tiziana, ormai è andata!
il prossimo post ricordati di cliccare "upload" dopo che hai caricato l'immagine...
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Tu, mio

Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rilevato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto su un gradino mentre gli altri ballano.


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La ciociara

"Mamma, quella povera capra mi fa compassione... ora è viva, tra poco l'ammazzeranno... se dipendesse da me, non l'ammazzerei." Le dissi: "E che mangeresti allora?" Lei rispose: "Pane e verdura... che bisogno c'è di mangiare carne? Anche io sono fatta di carne e questa carne di cui sono fatta non è poi tanto diversa dalla carne di questa capra... che colpa ne ha lei se è una bestia e non può ragionare e difendersi?" Riferisco per esteso queste parole di Rosetta soprattutto per dare un'idea di come lei ragionasse e pensasse ancora in quel tempo, in piena guerra e con la carestia. Sembreranno forse un poco ingenue e persino sciocche, ma testimoniavano, come ho già accennato, quella specie di perfezione tutta sua per cui non le si poteva attribuire alcun difetto, proprio come ad una santa, e che, forse, sarà venuta dall'inesperienza e dall'ignoranza ma, insomma, era sincera e di cuore.


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San Silvano

Questa serenità solo ora ritorna purificata, ora che tanto tempo è passato, quasi uno spazio di tempo incommensurabile; allora era come la calma superficie di un lago alla quale solo per brevi istanti mi era dato affiorare. L’ampio orizzonte che quei brevi istanti aprivano, subito si richiudeva non restando di quella vastità se non il ricordo vago; non un senso d’armonia operante nei miei pensieri, ma un
desiderio affannoso della pace che me n’era venuta, un desiderio di liberarmi da tutto ciò che mi stringeva, che mi opprimeva, da tutto ciò che a un certo punto, per una fatalità a cui sentivo di non poter sfuggire, si faceva opaco e incomprensibile. Un rancore simile a quello che mi aveva offuscato alla stazione di Acquapiana, quando il mio desiderio di vedere Elisa era stato deluso, mi riprese subito dopo il nostro incontro e per il resto della serata mi divise da lei; come se la trasparenza spirituale che in altri tempi ci aveva unito, ora tornasse stancamente di tanto in tanto, vecchia abitudine della nostra anima.


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Dessì è un autore al quale sono particolarmente legato. Peccato che sia così sottovalutato dalle case editrici attuali.
Dom, 08/01/2012 - 02:12- accedi o registrati per inviare commenti
Mal di pietre

Magari era davvero amore e non voleva che lei commettesse la follia di lasciare per lui tutte le altre cose del suo mondo. E allora perché farsi vivo e rovinare tutto? Comparire davanti e dirle: "Eccomi, sono la vita che avresti potuto vivere e non hai vissuto". E metterla in croce, povera donna. Come se non avesse sofferto abbastanza, lassù nel granaio, a tagliarsi le braccia e i capelli, o nel pozzo, o a fissare il portone in quei famosi mercoledì. E per fare un sacrificio del genere, di toglierti di mezzo per il bene dell'altro, lo devi amare davvero.


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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Tradotto da Margherita Podestà Heir
Romanzo Bompiani 2011
Julius,Allan e il morto procedevano sui binari attraverso i boschi del Sormland.A Vidkarr ebbero la sfortuna di imbattersi in un contadino di cui Julius non ricordava il nome.Stava esaminando il raccolto quando il trio sopraggiunse a bordo del carrello ferroviario."Buongiorno"esclamò, Julius"."Bella giornata,"aggiunse Allan.
Il morto e il contadino non dissero nulla,ma quest'ultimo li osservò a lungo mentre si allontanavano.Piu' si avvicinavano alla fonderia di Akers Styckebruk,piu'Julius era preoccupato.Aveva previsto di incrociare un corso d'acqua dove liberarsi del cadavere,ma non ne aveva ancora avvistato nessuno.Inoltre stavano per finire sul binario della zona industriale della fonderia.Tirato il freno,Julius riuscì a frenare in tempo il carrello.Il morto cadde in avanti andando a sbattere la fronte su una sbarra diferro."Chissà che male in altre circostanze"...


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Scrivere bene (o quasi)

Il dubbio (che in ortografia si traduce in “essere” o “avere”? “valigie” o “valige”?) Non tormenta soltanto Amleto, ma ogni scrittore – piccolo o grande, professionista o dilettante – che si cimenti con la scrittura, per gioco o per dovere. Ma, attenzione, non aspettatevi qui certezze e dogmi da seguire senza dover riflettere: la grammatica e l’ortografia ci insegnano che, con i dubbi, spesso dobbiamo imparare a convivere. E ci spiegano pure che certe regole, solide e perentorie, (magari quelle che ci hanno tormentato durante gli anni passati a scuola), improvvisamente possono diventare più dolci e docili. […] L’errore ortografico è sempre brutto, indice di trascuratezza o di ignoranza. Ci sono errori gravi ed errori meno gravi: ma scrivere “d’accordo” senza l’apostrofo, o “sto” e “do” con l’accento non dovrebbe accadere, neppure in un sms o in uno scritto frettoloso. Per questo è sempre bene dubitare. Quindi riflettere e poi, magari, correggere.


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L'ho iniziato ieri, l'aavevo lasciato in sospeso; l'ho vinto con voi :)
Dom, 01/04/2012 - 16:46- accedi o registrati per inviare commenti
Viaggio in Italia

Passeggiare per Roma è una piccola arte che perdura, nonostante i tempi; e non è adatta ai pigri, perché le ore migliori sono quelle della mattina. Tra le nostre città, Roma è quella che sembra fatta di più per le belle giornate e per le ore che precedono il mezzogiorno. Nonostante i millenni, esce dal buio nelle belle giornate come una città tutta nuova, senza il minimo segno né sentimento di vecchiaia, e questo è un suo segreto esclusivo. Parigi o Londra, al suo confronto, sembrano città più vecchie. È gaia, fiorita, vibratile, percorsa da riflessi mobili come una città di mare; i fiori nelle ceste anch'essi fanno parte della luce mossa; viene a galla il fondo campestre, scapigliato, tanto diverso da quello che in altre metropoli è portato dai grandi parchi, che sono così cittadini nonostante gli alberi e i prati, e piuttosto ricordano affreschi e quadri di paesaggio nell'interno d'una dimora nobilmente arredata.


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I pesci non chiudono gli occhi

La prima coppia umana, creata in un giardino il giorno sesto, ebbe sopra di sé la prima notte sconfinata. A loro insaputa spuntò nei corpi l'appetito, la sete, l'entusiasmo e il sonno. La prima notte, sconosciuta, sembrò a loro il resto del giorno uno, sbriciolato in puntini luce. Non sapevano che sarebbe tornato il sole, allora si abbracciarono. Le bocche si trovarono accanto e inventarono il bacio, il primo frutto della conoscenza. Era mercurio quella conoscenza, un liquido sensibile alla temperatura dei corpi.


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Mille Splendidi Soli

Appena tornata a Kabul, aveva sofferto di non sapere dove i talebani avessero sepolto Mariam. Avrebbe desiderato far visita alla sua tomba, sedersi con lei per qualche minuto, lasciare qualche fiore. Ma ora capisce che non ha nessuna importanza. Mariam non è mai molto lontana. È qui, tra questi muri che hanno ridipinto, negli alberi che hanno piantato, nelle coperte che tengono i bambini al caldo, nei guanciali, nei libri e nelle matite. È nei loro sorrisi. È nei versetti che Aziza recita e nelle preghiere che mormora prosternandosi verso Occidente. Ma Mariam è soprattutto nel cuore di Laila, dove brilla con l'incontenibile splendore di mille soli.


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Camera con vista

"Lucy, fa' presto... non abbiamo tempo di parlare adesso... vieni a me come l'altra volta in primavera, e dopo sarò dolce e saprò spiegarti. Ti amo fin dal giorno della morte di quell'uomo. Non posso vivere senza di te. 'Inutile' ho pensato, 'sta per sposare un altro.' Ma ti ho incontrata di nuovo, e il mondo era tutto uno scintillio di acqua e di sole. Quando ti ho vista nel bosco, ho capito che nient'altro contava. Ti ho chiamata. Volevo vivere, cogliere la mia opportunità di essere felice."


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Passavamo sulla terra leggeri
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Passavamo sulla terra leggeri
...incantevole Atzeni... |
GIOCO - Riga 10
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GIOCO - Riga 10
Il brutto è che poi arriva il potere, e il fascino del potere, e sovente stravolge e sovverte tutto. (La pazza di casa - Rosa Montero) |
La solitudine del satiro
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La solitudine del satiro
...mi spiace aver creato polemiche inutilii...non sono su facebook, ma mi piacerebbe far sapere a quel signore che la mia edizione adelphi è del '96 (ovviamente ed evidentemente è una ristampa) e che IO SONO ABRUZZESE E ADORO FLAIANO...che tra l'altro è il mio autore preferito ed è morto nel '72, anno della mia nascita!!!!e ogni sua riflessione è per me fonte di ispirazione, divertimento, amarezza, follia, surrealismo.....e chi più ne ha più ne metta!è difficilissimo scegliere 10 righe dai suoi libri, per l'abbondanza di idee che ci ha regalato!grazie a voi per il sostegno e spero anch'io che quel signore fosse ironico;) |
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La solitudine del satiro
...dipende sempre da chi legge e da cosa legge!!!! |
L'uomo che piantava gli alberi
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L'uomo che piantava gli alberi
tratto dal romanzo, imperdibile il film d'animazione di f. back e letto da toni servillo... |
La schiuma dei giorni
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La schiuma dei giorni
grazie mille! sono un po' stordita! |
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La schiuma dei giorni
ops! sorry!! problemi con la copertina del libro!! s.o.s. |






























































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Gio, 22/12/2011 - 15:40