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Pagina di Alessandro Montagna

La cripta dei cappuccini

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Joseph Roth
La cripta dei cappuccini
Tradotto da Laura Terreni
Gruppo editoriale L'Espresso 2002
10 righe da pagina 186:

Le notti di Vienna erano piene di righe e avvizzite, simili a nere donne in là con gli anni, e la sera non le abbandonava in loro come un tempo, ma le schivava, impallidiva e si dileguava prima ancora che sopraggiunsero. Queste sere, frettolose e quasi intimorite, bisognava cercare di afferrarle prima che si accingessero a scomparire, e io le raggiungevo di preferenza nei parchi, nel Volksgarden o al Prater, e il loro ultimo, più dolce residuo in un certo caffè in cui usavano insinuarsi, morbide e lievi come un profumo.

inviato il 03/09/2018
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Joseph Roth (Brody 1894 – Parigi 1939)

La figlia del capitano

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Aleksandr Sergeevič Puškin
La figlia del capitano
Tradotto da Bruno Osimo
Edizioni San Paolo 1999
10 righe da pagina 42:

Svegliandomi, chiamai Savél’ič e al suo posto vidi davanti a me Màr’ja Ivànovna; la sua voce angelica mi salutava. Non posso esprimere il dolce sentimento che si impadronì di me in quel momento. Le presi la mano e la strinsi a me, versando lacrime di commozione. Màŝa non la ritirava… e d’un tratto le sue labbra sfiorarono la mia guancia e io sentii il loro bacio ardente e fresco. Fui percorso dal fuoco.
“Cara, buona Màri’ja Ivànovna” le dissi. “Sii mia moglie, fammi felice.”

inviato il 31/08/2018
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Aleksandr Sergeevič Puškin (Mosca 1799, San Pietroburgo 1837)

Demetrio Pianelli

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Emilio De Marchi
Demetrio Pianelli
Scrivere Edizioni 2017
10 righe da pagina 38:

Il Bonfanti, discepolo della classica scuola del Pollini, era ancora di quei vecchi maestri che sanno distinguere l'arte dalla ginnastica e dall'acrobatismo, e rideva di chi vanta la forza e la precisione come il non plus ultra d'un bravo pianista.
"Che mi fa la forza e la precisione?" diceva. "Anche una locomotiva ha della forza e della precisione; ma una locomotiva non sarà mai una grande pianista." L'interpretare una pagina di musica, il saperla colorire è questione di sentimento, e il sentimento non si esprime se non colla delicatezza del tocco; e il tocco non si acquista che col metodo e colla pazienza. Tutta l'arte è nei polpastrelli!

inviato il 27/08/2018
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Emilio De Marchi (Milano 1851 – Milano 1901)

Il cappello del prete

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Emilio De Marchi
Il cappello del prete
Scrivere Edizioni 2012
10 righe da pagina 41:

Albeggiava. Nel giardino e nella selva cinguettavano gli uccelli.
Una dolce memoria della sua infanzia, come se passando vicino gli ventilasse il viso coll'ala, ringiovanì e rinfrescò per un istante il suo pensiero. Oh le belle mattine, quando scendeva dal letto e correva a respirare l'aria pura, a rinfrescarsi nella rugiada che sgocciolava dalle rose fiorite! e quando usciva colla civetta a caccia, e quando s'inginocchiava al suono vivo dell'Avemaria! Era ancora la stessa campana che sonava al chiarore dell'alba. Era ancora don Antonio, il prete che lo aveva battezzato...

inviato il 27/08/2018
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Il bacio d'una morta

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Carolina Invernizio
Il bacio d'una morta
Scrivere Edizioni 2011
10 righe da pagina 162:

In una splendida giornata di giugno, verso il tramonto, Alfonso e Guido sono sotto un
padiglione fiorito, e leggono i giornali. Clara lavora ad un grazioso camicino: Ines allatta il suo ultimo nato, che assicura, come assicurava per gli altri, divenire tutto il ritratto d'Alfonso. Altri quattro fanciulletti, biondi, rosei, saltellano, giuocano, si rincorrono nel giardino. Lilia, la più grandicella, con la gravità di una mammina, tiene in freno il più piccino, che è anche il più diavoletto. Di tanto in tanto si fanno sentire le voci delle governanti.
— Non corra tanto, signorina Claretta.
— Non sciupi quei fiori, signor Alfonsino... —
Poi scoppi di risa soavi, argentine, si ripercuotono nell'aria.

inviato il 20/08/2018
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La trovatella di Milano

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Carolina Invernizio
La trovatella di Milano
Scrivere Edizioni 2011
10 righe da pagina 10:

Si erano incontrati ad una stazione balnearia, si amarono al primo sguardo scambiato fra loro e non era trascorso un mese, che se lo confessarono a voce bassa; giurandosi fedeltà eterna. Gabriele giunto a Milano fece chiedere dal padre la mano dell'adorata giovinetta: il conte Patta rifiutò decisamente. Ma gl'innamorati non perdono giammai la speranza. Gabriele si sentiva amato ed era quasi convinto che un giorno o l'altro, il conte si sarebbe piegato alle sue preghiere ed a quelle della figlia. Ed intanto andava ovunque trovavasi Adriana per ammirarne i vezzi, averne i sorrisi, raccogliere i fiori, che ella non mancava mai di lasciare cadere sul suo cammino.

inviato il 20/08/2018
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Carolina Invernizio (Voghera 1851 – Cuneo 1916).

Il professor Unrat

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Heinrich Mann
Il professor Unrat
Tradotto da Giulio Schiavoni
Mondadori 2014
10 righe da pagina 174:

La famigliola si recò in villeggiatura nella vicina località balneare. Alloggiava in albergo, e in spiaggia e in spiaggia aveva affittato una cabina di legno. Quando passeggiamo lungo le dune, in tutte le cabine c'erano binocoli puntati su di loro, e questo o quel bagnante della città raccontava la loro storia ai forestieri. Quando faceva le formine con la sabbia umida, la bimba della Fröhlich doveva tenere sempre perfettamente sotto controllo i propri stampi, giacché che non appena rischiava di smarrirne qualcuno tra la sabbia o nell'acqua, subito un elegante signore e correva premurosamente a raccoglierlo e a riportarlo… non però alla piccola, ma alla Fröhlich.

inviato il 16/08/2018
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Heinrich Mann (Lubecca 1871 – Santa Monica 1950)

Racconti e novelle

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Guy de Maupassant
Racconti e novelle
Tradotto da Mario Picchi
Garzanti 2004
10 righe da pagina 149:

Perché Dio aveva fatto tutto ciò? Se la notte è destinata al sonno, all’incoscienza, al riposo, all’oblio di tutto, perché farla più bella del giorno, più dolce dell’alba e della sera; e perché quell’astro lento e incantevole, più poetico del sole, che pare destinato, per la sua discrezione, a illuminare cose troppo delicate e misteriose per la luce del sole, perché rendeva le tenebre così trasparenti? Perché il più bravo degli uccelli cantori non si riposava come gli altri e gorgheggiava nell’ombra inquietante? Perché quel mezzo velo gettato sul mondo? Perché quei brividi nel cuore, quella commozione nell’anima, quel languore della carne? [.] A chi era destinato un così sublime spettacolo, una simile abbondanza di poesia gettata dal cielo sulla terra?

inviato il 13/08/2018
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Guy de Maupassant (Tourville-sur-Arques 1850 – Parigi 1893)

Piccole donne crescono

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Louisa May Alcott
Piccole donne crescono
Tradotto da Valentina Beggio
De Agostini 2007
10 righe da pagina 7:

La gente non immagina neppure cosa si perde quando acquista in negozio tutte queste cose invece di riceverle in regalo, perché anche l'oggetto più umile diventa bello se offerto da mani affettuose. E Meg lo sperimentò di persona perché tutto del suo piccolo nido, dal mattarello al vaso d'argento sul tavolo del salotto, erano la testimonianza dell'amore e dell'affetto dei suoi cari. Quante ore liete trascorse a fare progetti, quante corse nei negozi per fare tutti gli acquisti possibili e immaginabili!

inviato il 08/08/2018
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Piccole donne

immagine copertina
Louisa May Alcott
Piccole donne
Tradotto da Maria Parisi
Bemporad 1915
10 righe da pagina 38:

Vi sono molte Beth nel mondo, timide e tranquille, che restano nascoste nel loro cantuccino, finché non suona l’ora del bisogno; che vivono esclusivamente per gli altri, dimenticando sé stesse e lo fanno in modo così dolce e così quieto, che nessuno si accorge dei loro sacrifici, se non quando il povero uccellino smette di cantare, e la dolce, salutare presenza svanisce, lasciando dietro di sé la desolazione ed il silenzio. [Louisa May Alcott, Piccole donne]

inviato il 06/08/2018
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