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Pagina di Alessandro Montagna

L'altare del passato

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Guido Gozzano
L'altare del passato
Passigli 1996
10 righe da pagina 5:

Nelle lunghe passeggiate in città od in collina lo assalivamo di perché [...] e ricordo [...] ammirando [...] la chiarezza poetica con la quale ci rendeva facile il congegno del parafulmine o del telefono, la metamorfosi del maggiolino, l'anatomia del fiore. Ma il “sancta sanctorum” della nostra curiosità erano le sue stanze. […] Per giungervi bisognava percorrere tutta la casa; [...] L'ambiente severo ed elegante rivelava il sognatore ed il raffinato, lo studioso e l'uomo mondano. Da un lato una vasta biblioteca saliva fino al soffitto, tutelata da una serie di busti marmorei che formavano la mia grande meraviglia.

inviato il 19/08/2019

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Guido Gozzano (Torino 1883 – Torino 1916).

Le ore inutili

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Amalia Guglielminetti
Le ore inutili
Passerino 2014
10 righe da pagina 15:

Il professore Biagio Valenzi [...] vide un giorno nella vetrina d'una fioraia un leggiadro cestello di mughetti di serra e si fermò ad osservarli con raccolta ammirazione pensando alla [...] signorina Diana Vallebella. Egli non sapeva con esattezza perché quei fiori dalla tinta così delicatamente pallida, dalla forma così gentile, raggruppati con grazia armoniosa nel leggiero cestello dorato, richiamassero alla sua memoria la snellezza elegante, la biondezza rosea, l'arditezza ingenua della fanciulla alla quale egli commentava tre volte per settimana i grandi maestri della letteratura e i memorabili avvenimenti della storia. [Tratto da “I mughetti del professore”]

inviato il 19/08/2019

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Amalia Guglielminetti (Torino 1881 – Torino 1941).

Giacomo l'idealista

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Emilio De Marchi
Giacomo l'idealista
Scrivere 2017
10 righe da pagina 13:

Quantunque si sforzasse di cantarellare sul suo patimento, una tenera commozione tremolò nella sua voce. Povero Giacomo! A questo suo amore aveva consacrato la parte migliore della giovinezza [...] Nel suo ascetismo filosofico aveva accesa una lampada davanti a una cara immagine, e in questa luce mite che emanava dal suo cuore, insieme alla sua virtù aveva potuto trattenerlo un santo rispetto per la celeste creatura, che l'amore monello piglia col vischio. Il tempo che egli aveva occupato in aspettare non era stato perduto per lui e nemmeno per la bella Celestina, se è vero che anche la donna migliori nel pensiero dell'uomo che l'adora.

inviato il 12/08/2019
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Emilio De Marchi (Milano 1851 – Milano 1901).

Il gioco del mondo

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Anders de la Motte
Il gioco del mondo
Tradotto da Elisabetta Duina
Elliot 2011
10 righe da pagina 238:

C’erano anche molti libri. Non ne fu sorpresa: a Henrik piaceva leggere, fin da piccolo. All'inizio lo aveva aiutato a imparare, ma lui apprendeva velocemente e quando aveva sei anni era bravo quanto lei. Suo padre teneva numerosi vecchi classici illustrati in una scatola, e Henrik li aveva letti più volte. Le versioni a fumetti di “Robinson Crusoe” e “Moby Dick” probabilmente avevano salvato i suoi voti in svedese per l’intero ciclo della scuola dell’obbligo. E poi lui era brillante, per cui un’occhiata veloce a un testo bastava per dare l’impressione di essere ben preparato. Davvero tipico di Hernik, campione di scorciatoie.

inviato il 12/08/2019
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Errata corrige: il titolo corretto è "Il gioco"...

Si tratta del libro incentivo, pertanto ringrazio lo staff di 10righe per il regalo. Anders De la Motte (Billesholm 1971), scrittore svedese.

Jean Santeuil

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Marcel Proust
Jean Santeuil
Tradotto da Salvatore Santorelli
Theoria 2019
10 righe da pagina 414:

I luoghi sono persone, ma persone che non cambiano e che spesso ritroviamo dopo molto tempo, meravigliandoci di ritrovarle uguali. […] Perché i luoghi cambiano meno rapidamente degli uomini, per i quali la cortina di salici, il sentiero in salita o il mulinello dell’acqua sotto il ponte tra le ninfee sono come le fotografie che restano in una casa, irriconoscibili da parte di chi non ha mai visto le persone immortalate […] Perché nulla fuori di noi può renderci un’impressione che abbiamo avuto, tesoro che può custodirsi in un solo scrigno, la memoria, e che può essere donato agli altri solo attraverso una specie d’illusione, la poesia.

inviato il 05/08/2019
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Marcel Proust (Parigi 1871 – Parigi 1922).

La terra e il riposo

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Gaston Bachelard
La terra e il riposo
Tradotto da Mariella Citterio e Anna Chiara Peduzzi
Red 2007
10 righe da pagina 97:

La casa illuminata nella campagna deserta è, infatti, un tema letterario che si ripete attraverso i secoli e che si ritrova in tutte le letterature. La casa illuminata è come una stella nella foresta che guida il viandante smarrito. Gli astrologi amavano affermare che il sole, nel corso dell’anno, abita le dodici case del cielo e i poeti celebrano in continuazione la luce delle lanterne come raggi di un astro intimo. […] La finestra della casa di campagna è un occhio aperto, uno sguardo rivolto alla pianura, al cielo lontano, al mondo esterno in senso profondamente filosofico.

inviato il 29/07/2019
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Gaston Bachelard (Bar-sur-Aube 1884 – Parigi 1962), filosofo francese.

Senilità

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Italo Svevo
Senilità
RCS - Corriere della Sera
10 righe da pagina 32:

Quella sterminata vanità non l'inquietò poiché tanto gli giovava: anzi non se ne avvide. Egli, che come tutti coloro che non vivono, s'era creduto più forte dello spirito più alto, più indifferente del pessimista più convinto, guardò intorno a sé le cose che avevano assistito al grande fatto. […]
La luna non era sorta ancora, ma là, fuori, nel mare, c'era uno scintillio iridescente che pareva il sole fosse passato da poco e tutto brillasse ancora della luce ricevuta. Alle due parti, invece, l'azzurro dei promontori lontani era offuscato dalla notte più tetra. Tutto era enorme, sconfinato e in tutte quelle cose l'unico moto era il colore del mare. Egli ebbe il sentimento che nell'immensa natura, in quell'istante, egli solo agisse e amasse.

inviato il 29/07/2019
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Anno edizione 2002.
Italo Svevo (Trieste 1861 – Motta di Livenza 1928).

Architettura e felicità

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Alain de Botton
Architettura e felicità
Tradotto da Stefano Beretta
Guanda 2016
10 righe da pagina 52:

D’altro canto, tendiamo ad attribuire il nome di “casa” a quei luoghi in cui l’aspetto corrisponde al nostro io e lo legittima. Non è indispensabile che le nostre case ci offrano un riparo permanente o che contengano i nostri vestiti per meritare questo nome. Parlare di casa in relazione a un edificio significa semplicemente riconoscere che è in armonia con il canto interiore a noi caro. [Tratto dal cap. IV – Ideali di casa. Memoria]

inviato il 22/07/2019
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Alain de Botton (Zurigo 1969), scrittore svizzero.

Le consolazioni della filosofia

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Alain de Botton
Le consolazioni della filosofia
Tradotto da Anna Rusconi
Guanda 2016
10 righe da pagina 139:

Gli artisti e i filosofi non si limitano a mostrarci quello che abbiamo provato, ma ci sottopongono la nostra esperienza con un’intensità, un’acutezza […] dando così forma ad aspetti della nostra vita che riconosciamo come profondamente nostri anche se da soli non saremmo mai riusciti a comprenderli con altrettanta chiarezza. Ci illustrano la nostra condizione, aiutandoci così a sentirci meno soli e confusi. [Tratto dal cap. V – Consolazione per le pene d’amore – Schopenhauer]

inviato il 22/07/2019
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La suora giovane

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Giovanni Arpino
La suora giovane
Ponte alle Grazie 2017
10 righe da pagina 49:

Non so cosa sto diventando, ma so che voglio capire, vivere. Se Serena fosse qui la giornata sarebbe completamente diversa, io guarderei dalla finestra e anche il cortile vuoto della caserma, la fetta di strada grigia, il dorso delle case che montano la collina diverrebbero più comprensibili, meno estranei. Comincio a capire quanto tempo ho perduto, quante cose un uomo non ha, e non sempre per colpa sua, quanto vale la compagnia vera, l’affetto, la fiducia. Erano parole, o anche sentimenti che mi parevano logici, compiuti, e adesso li sento difficili, da conquistare. Così anche questa smania che si insinua nella mia felicità mi rende migliore, mi aiuta a capire, a forzarmi per capire di più.

inviato il 15/07/2019
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Ciao Alessandro, sei nella finale settimanale di luglio.

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