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Pagina di cicante80

IL LIBRO SEGRETO DI SHAKESPEARE

immagine copertina
JOHN UNDERWOOD
IL LIBRO SEGRETO DI SHAKESPEARE
Newton Compton
10 righe da pagina 7:

In alto splendeva il cielo stellato, brillante, limitato e tranquillo, illuminato dalle torce fumanti, anzichè dagli immensi e remoti fuochi celesti.
Lo stesso Galileo avrebbe potuto dipingerlo, se gli fosse stato permesso.
Raleigh lo avrebbe invitato a farlo, se ne avesse avuto la possibilità.
Le sedie di legno intagliato su ciascun lato del lungo tavolo di quercia erano riservate agli uomini radunati nella sala, i membri del consiglio della Corona, conti o loro pari, tutti presenti tranne uno: Dudley e Carey; Edgerton, Pembroke e Knolys; Talbot e Devereaux, che occupavano i posti più vicini a capotavola per farsi ascoltare dall'arcivescovo, mentre all'altra estremità sedevano i Lord più giovani: Courtenay, Manners e Radcliffe, Parr e Wriothsley. Tra gli uni e gli altri, stretti e a disagio, stavano Neville e Percy, Howard e Hastings; di fronte a loro, Fitzallen, Arundel e Davison. C'erano anche Thomas Walsingham, Anthony Browne, il visconte Montague e François, duca di Alençon & Anjour.

inviato il 19/11/2011
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"Avevano spento anche la Luna"

Ruta Sepetys
"Avevano spento anche la Luna"
Garzanti
10 righe da pagina 10:

"Il campanello tintinnò e qualcuno entrò nel negozio."Salutaci tanto i tuoi genitori" si raccomandò la donna prima di servire l'altro cliente. Più tardi, quella sera, chiesi al papà chiarimenti sul pane."E' stato molto gentile da parte sua, però non era il caso" , disse lui. "

inviato il 15/11/2011
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I Guerrieri del Ghiaccio - Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

immagine copertina
George R.R. Martin
I Guerrieri del Ghiaccio - Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco
Tradotto da Sergio Altieri e G.L. Staffilano
Arnoldo Mondadori 2011
10 righe da pagina 32:

"Il vino mi ha intorpidito il cervello." Tyrion aveva imparato a leggere l'alto valyriano seduto sulle ginocchia del suo maestro, nella grande rocca dei Lannister a Castel Granito. In realtà, quello che si parlava ora nelle città libere... bé, non era più nemmeno un dialetto, ma nove dialetti destinati a diventare altrettanti linguaggi. Tyrion aveva un'infarinatura di braavosiano e masticava qualche parole di myriano. A Tyrosh sarebbe stato in grado di maledire gli dèi, di dare a qualcuno dell'imbroglione e, grazie a un mercenario chiamato la Roccia conosciuto qualche tempo prima, di ordinare una birra al malto. "Per lo meno a Dorne parlano la lingua comune dei Sette Regni." Come il cibo dorniano e la legge dorniana, anche la lingua dorniana era piena delle spezie dell'antico regno della Rhoyne, ma era comunque comprensibile. "Sì, Dorne è il posto che fa per me." Si trascinò sulla cuccetta, aggrappandosi a quel pensiero come una bambina alla propria bambola di pezza.

inviato il 21/11/2011
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Il libro dell'estate

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Tove jansson
Il libro dell'estate
Iperborea
10 righe da pagina 63:

Sofia aprì un sentiero attraverso la foresta vergine servendosi di un grosso paio di
forbici;vi lavorava pazientemente quando gliene veniva la voglia e nessuno lo sapeva.Dapprima il sentiero girava intorno al cespuglio di rose che era grande e famoso e si chiamava Rosa Rugosa.Quando fioriva con grandi rose semplici che sopportavano le tempeste e cadevano quando volevano la gente veniva dal villaggio per ammirarla.Le radici erano possenti e levigate dal mare e sui rami crescevano alghe.Ogni sette anni, Rosa Rugosa moriva a causa dell'acqua salmastra e delle privazioni,ma poi i suoi figli rispuntavano tutt'intorno nella sabbia,e tutto ritornava come prima.Il cespuglio si era soltanto spostato piu' in là.Il sentiero proseguiva attraverso una fascia di ortiche malvage...

inviato il 21/11/2011
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che bei colori ! per questi segnalibri..è finital'epoca degli uomini neri..scherzo naturalmente,ma sono felice ..un saluto a voi tutti belli e colorati e generosi con queste dieci righe.. dedicate alla natura..finlandese..naty

Ciao Andrea..complimenti!!

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La versione di Barney

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Mordecai Richler
La versione di Barney
Tradotto da Matteo Codignola
Adelphi 2007
10 righe da pagina 373:

La volta che un calabrone entrò in cucina non feci neppure in tempo ad afferrare l'acchiappamosche che il nostro ospite già strillava: "No, la prego!", per poi andare alla finestra e rimettere la bestiola in libertà. Io non so, quel subdolo bastardo riusciva ad aprire un barattolo di aspirina a prova di bambino, di quelli che bisogna schiacciare e girare, mantenendo la calma e senza neppure un "Cazzo, cazzo, cazzo". E mica ho finito qui. Blair faceva continuamente lo scemo con Miriam, il che mi dava già parecchio sui nervi: ma il peggio era che lei sembrava divertita da tutte quelle attenzioni.

inviato il 22/11/2011
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Seta

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Alessandro Baricco
Seta
BUR 2000
10 righe da pagina 93:

Se gliel'avessero chiesto, Hervé Joncour avrebbe risposto che sarebbero vissuti così, per sempre. Aveva con sé l'inattaccabile quiete degli uomini che si sentono al loro posto. Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva attraverso il parco fino al lago, e si fermava per ore, sulla riva, a guardare la superficie dell'acqua incresparsi formando figure imprevedibili che luccicavano a caso, in tutte le direzioni. Era uno solo, il vento: ma su quello specchio d'acqua, sembravano mille, a soffiare. Da ogni parte. Uno spettacolo. Lieve e inspiegabile. Ogni tanto, nelle giornate di vento, Hervé Joncour scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacché, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita.

inviato il 22/11/2011
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BEllo!

Ciao Marinella le tue righe sono state le più votate, complimenti hai vinto il libro incentivo.

parità :)

Le ho mai raccontato del vento del nord

Daneil Glattauer
Le ho mai raccontato del vento del nord
Tradotto da Leonella Basiglini
Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 78:

Desidero la mia Emmi. Vuole venire da me? Spegniamo la luce e basta. Non dobbiamo vederci. Emmi, io voglio solo sentirla. Chiuderò gli occhi. Con Marlene non ha più senso. Ci dissanguiamo a vicenda. Non ci amiamo. Lei ne è convinta, ma in realtà non ci amiamo, il nostro non è amore, è pura dipendenza, puro possesso. Marlene non vuole lasciarmi andare e io, io non so trattenerla. Sono un po' ubriaco. Non troppo. Viene da me, Emmi? Ci baciamo? Mia sorella dice che, in ogni caso, lei è stupenda, Emmi. Ha mai baciato uno sconosciuto? Sto bevendo un altro sorso di bianco del Friuli. Brindo a noi. Sono già un po' ubriaco. Ma non molto. E adesso è il suo turno, Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.

inviato il 21/11/2011
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Letto anch'io, molto bello!Anche il successivo, ma questo di più!ti metto un segnalibro!

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Cose che nessuno sa

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Alessandro D'Avenia
Cose che nessuno sa
Arnoldo Mondadori
10 righe da pagina 123:

Se avesse potuto, avrebbe indicato Dante come padre e Emily Dickinson come madre.
La via in cui abitava l'avrebbe sostituita con tutte le strade che aveva calcato, anche quelle senza nome ma che ricordava bene.
Aveva stilato l'elenco dei propri risultati, o meglio dei risultati che altri avevano certificato, ma quel che pensava lui del mondo, degli altri, della felicità e dell'amore, dove poteva inserirlo?
E poi dov'era lo spazio per gli amici? E quello per i sogni? E per i dolori? E soprattutto dove si raccontava del tempo trascorso con Stella?Se avesse potuto, avrebbe indicato Dante come padre e Emily Dickinson come madre.
La via in cui abitava l'avrebbe sostituita con tutte le strade che aveva calcato, anche quelle senza nome ma che ricordava bene.
Aveva stilato l'elenco dei propri risultati, o meglio dei risultati che altri avevano certificato, ma quel che pensava lui del mondo, degli altri, della felicità e dell'amore, dove poteva inserirlo?
E poi dov'era lo spazio per gli amici? E quello per i sogni? E per i dolori? E soprattutto dove si raccontava del tempo t

inviato il 14/11/2011
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non ti deluderà, Dario

Questo mi incuriosisce molto, è già sul comodino che mi aspetta!complimenti per aver vinto il libro incentivo!

Grazie!!! *_*

complimenti Sonia, con questa 10righe, le più segnalibrate della settimana, ti sei aggiudicata il libro incentivo.
comunica i tuoi dati su staffò10righedailibri.it

finito di leggere ieri, lo metterò anche io, mi è piaciuto molto

aggiungo segnalibro :P

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L'ho iniziato ieri

Stronzate - Un saggio filosofico

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Harry G. Frankfurt
Stronzate - Un saggio filosofico
Tradotto da Massimo Birattari
Rizzoli 2005
10 righe da pagina 52:

Chi racconta stronzate può benissimo non ingannarci, e nemmeno volerlo fare, né riguardo ai fatti, né riguardo alle sue credenze su quei fatti. La cosa su cui, di necessità, intende ingannarci è la sua attività. L'unica sua indispensabile caratteristica distintiva è che in un certo modo offre una falsa rappresentazione di ciò che sta facendo... È impossibile che una persona menta se non crede di conoscere la verità. Produrre stronzate non richiede questa convinzione... (chi produce stronzate) non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi... Per questa ragione, dire bugie non inficia la capacità di dire la verità quanto invece il raccontare stronzate... (chi lo fa) non rifiuta l'autorità della verità, come fa il bugiardo, e non si oppone ad essa. Non le presta attenzione alcuna. A causa di ciò, le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso delle menzogne.

inviato il 11/11/2011
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"Vacue scemenze" è un eufemismo per "stronzate"... o_O

Vacue scemenze infestano i dibattiti televisivi, le pagine dei giornali, la politica, le pagine di internet. Questo minuto ed irriverente testo fornisce una chiara definizione delle stronzate, del loro significato e di quanto siano nemiche della verità ben più delle menzogne. Si legge tutto d'un fiato: 62 paginette che contengono, attraverso riflessioni su Wittgenstein, Pound e Sant'Agostino, una brillante analisi critica della cultura contemporanea.

PENSIERI

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BLAISE PASCAL
PENSIERI
Tradotto da Franco De Poli
RCS QUOTIDIANI S.P.A., MILANO 2010
10 righe da pagina 107:

219. Quando tutto si muove ugualmente, nulla si muove in apparenza, come su una nave. Quando tutti vanno verso la dissolutezza, sembra che nessuno ci vada. Chi si ferma fa rilevare lo spostamento degli altri, come se fosse un punto fisso.
220. Coloro che si trovano nella sregolatezza accusano coloro che sono nell’ordine di allontanarsi dalla natura, credendo di seguirla: come coloro che sono a bordo di una nave credono che quelli che stanno a terra si allontanino. Il linguaggio è il medesimo ovunque. Bisogna avere un punto fisso per giudicarne. Il porto giudica coloro che stanno sulla nave; ma dove troveremo un porto nella morale?

inviato il 14/11/2011
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