Accedi da qui per inserire le tue 10 righe

Per inserire le tue 10 righe registrati oppure effettua il login
Richiedi una nuova password

Pagina di Claudio Schermi

L'Emancipazione Imperfetta

immagine copertina
Claudio Schermi
L'Emancipazione Imperfetta
Herald Editore
10 righe da pagina 27:

Fatta la spesa chiamai di nuovo la donna che amavo per invitarla a venire da me a cena.
Parafrasai una celebre battuta de Il Padrino, “Se vieni a cena domani avrai ancora un fidanzato, se no… saprò come regolarmi”.
Lei non venne, io non la chiamai e lei non mi chiamò.
Chiamai Anna e la portai in uno dei ristoranti panoramici più belli di Roma. Non era abituata e capitolò quasi subito.
La grande bellezza era di nuovo intorno a me, Roma ed una donna bella, giovane, elegante, erotica.
Era una psicologa infantile, ne risi, nulla di meglio per me. E seppe come arrivare al punto.
Aveva bisogno di un prestito di 600 Euro per pagare l’affitto.
Cominciammo a fare sesso già dal secondo incontro, un sesso pazzesco, fatto di completini sexi, scarpe, stivali, risate.

inviato il 03/01/2017
Nei segnalibri di:

Commenti

grazie, lo farò... per ora sto leggendo molte delle "10 righe dai libri" che trovo molto belle. Al momento sto leggendo un libro in inglese che trovo molto interessante e scritto in un inglese molto ricercato ma comprensibile. Ne riporterò qualche passaggio. Mi fa piacere che a qualcuno piacciono le righe del mio primo romanzo L'Emancipazione Imperfetta. Non ho capito come aggiungerlo a "prime pagine". Complimenti e buon lavoro.

Claudio, dovesti postare anche 10 righe tratte dai libri che leggi ;)

L'Emancipazione Imperfetta

immagine copertina
Claudio Schermi
L'Emancipazione Imperfetta
Herald Editore
10 righe da pagina 93:

Emanciparsi è per definizione la capacità di farcela da soli.
Liberarsi dal bisogno dell’altro.
Brando rifletteva tra se e se… liberarsi del bisogno dell’altro, mi pare una gran cazzata!
Come se uno potesse liberarsi del bisogno di mangiare, di bere, di respirare.
Come si può in amore, nel rapporto a due, emanciparsi realmente?
Non si può, perché amare è bisogno dell’altro e sarebbe una privazione in partenza.
L’imperfezione dell’idea stessa di emanciparsi dall’amore era immaginare che l’amore potesse fare a meno dell’amore.
Impossibile e contraddittorio. Questa era la cazzata.

inviato il 30/12/2016
Nei segnalibri di:

L'Emancipazione Imperfetta

immagine copertina
Claudio Schermi
L'Emancipazione Imperfetta
Herald Editore 2016
10 righe da pagina 23:

Un caffè! Il valore del nostro amore.
Ogni giorno respiravo i momenti del tempo che mi divideva da lei.
Ogni giorno amavo sorprenderla, coccolarla, viziarla.
Mi piaceva tutto ciò che piaceva a lei: i film, l’opera, i mercatini; mi piacevano i suoi vestiti retrò in stile Audrey, i suoi cappelli e i suoi immancabili guantini.
Mi piaceva guardarla senza calze e vedere la sua eccitazione quando toccavo la pelle delle sue gambe bianchissime.
Mi piaceva ascoltarla, comunicare con lei, raccontarle ogni dettaglio della mia vita e di ogni giornata.
Mi piaceva fare l’amore con lei: a casa, in macchina, in albergo.
Un amore immenso, in cui non mi pesava darle tutto, adorarla come una dea cui donavo tutto me stesso.
È così bella, una professionista ai miei occhi senza eguali, ricca e di ottima educazione.
Correvo ad aprirle la portiera della macchina, l’aspettavo senza annoiarmi, vivevo ogni giorno per stupirla.
Le regalavo fiori, ogni mese era l’occasione per festeggiare il nostro mesiversario, non c’era ristorante che la incuriosiva in cui non la portavo alla prima occasione.

inviato il 26/12/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie, molto bello il vostro sito. Ho pubblicato altre 10 righe del mio romanzo che ho anche già condiviso sulla pagina FB https://www.facebook.com/EmancipazioneImperfetta

Benvenuto Claudio :)

Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf

immagine copertina
AA VV
Quaderno di lettura con il saggio Ore fra i libri di Virginia Woolf
Tradotto da Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci
Jo March 2012
10 righe da pagina 13:

Lo stare in una libreria stipata di libri, tanto nuovi che le pagine quasi restano attaccate e la doratura sul dorso è ancora fresca, suscita un entusiasmo non meno delizioso del vecchio entusiasmo per la bancarella dell’usato. Non è forse intenso allo stesso modo. Ma l’antica brama di sapere cosa pensassero quegli autori immortali ha lasciato il posto alla curiosità molto più tollerante di sapere cosa stia pensando proprio la nostra generazione. Cosa sentano gli uomini e le donne di oggi, come sono le loro case e che abiti indossano, quanto denaro possiedono e che cibo mangiano, cosa amano e cosa detestano, in che modo vedono il mondo circostante, e qual è il sogno che riempie gli spazi delle loro vite pratiche? Ci raccontano tutte queste cose nei loro libri. Se abbiamo occhi per guardare, in essi possiamo vedere tanto sia della mente che del corpo del nostro tempo.
Quando una curiosità del genere si sarà pienamente impossessata di noi, la polvere si depositerà subito sui classici, a meno che qualche necessità non ci obblighi a leggerli.

inviato il 28/11/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

;)))))))))))))

Ciao sei nella finale settimanale di novembre.

1883

immagine copertina
Giulio Boero
1883
StreetLib Selfpublish
10 righe da pagina 49:

“Maurice, tutto ciò che dici è sacrosanto ed equiparabile alla lettura di un libro. Ma io parlo di "écriture"; nulla come scrivere o dipingere o comporre ci rende vicini alla divinità; la creatività, Maurice! Quella è la chiave per entrare in contatto con la bellezza primordiale senza forma ma che è pura essenza; sta poi a noi artisti
dare una forma a ciò che forma non può avere; questo è il nostro immenso privilegio e fonte di piacere ma anche la nostra eterna condanna e
fonte di dolore.

inviato il 29/11/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

Giulio, posta 10 righe tratte anche dai libri che leggi ;)

Il falò delle bugie

immagine copertina
Gabriella Magrini
Il falò delle bugie
Mondolibri su licenza Sperling & Kupfer 2001
10 righe da pagina 84:

"Ti faccio pena?" domandò aspra.
L'altra esitò. "No. Ma mi addolora andarmene così..."
Matilde si lasciò andare stanca sui cuscini. "Tornerai..." mormorò, e poi più forte sbarrando gli occhi minacciosi: "Certo che tornerai, e in ginocchio. Avrai bisogno e io sarò qui ad aspettare. In ginocchio tornerai: te lo dico! Non te lo scordare!"
Federica si irrigidì senza rispondere. Andò in camera sua e cominciò a mettere in valigia dei libri: a Milano doveva anche studiare, non solo lavorare. Si preparò a colmare ogni angolo di vita, ogni minuto di tempo, a spendere ogni brandello d'energia mirando a un unico scopo. Avrebbe lavorato calma, con tenacia, dimenticando d'avere solo venticinque anni, e niente amore nella vita, e non volendo pensarci perché altrimenti il carico era troppo. Ci vuole pure una corazza, almeno uno scudo, qualche riparo entro cui rintanare la polpa fragile di sé, il suo corpo di bambina che aveva una vecchia fame d'amore, una fame dimenticata, persino misconosciuta.

inviato il 29/11/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

... misconosciuta, come misconosciute sono ai più molte delle nostre virtù.

Memorie di Adriano

Marguerite Yourcenar
Memorie di Adriano
Einaudi
10 righe da pagina 264:

Per tutta la vita mi sono fidato della saggezza del mio corpo;
ho cercato di assaporare con criterio le sensazioni che questo amico mi procurava;
devo a me stesso d'apprezzarne anche le ultime.
Non respingo più questa agonia fatta per me, questa fine lentamente elaborata
dal fondo delle mie arterie, forse ereditata da un antenato,
preparata poco a poco da ciascuno dei miei atti nel corso della mia vita.
L'ora dell'impazienza è passata, al punto in cui sono,
la disperazione sarebbe di cattivo gusto quanto la speranza.
Ho rinunciato a precipitare la mia morte.

inviato il 30/11/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

Ciao sei nella finale di Novembre. 10righe scelte da Voi utenti.

SILLABARIO N.1

Goffredo Parise
SILLABARIO N.1
Mondadori

Un giorno un uomo che amava la sua vita e quella degli altri comunque fosse ma non si guardava mai allo specchio, uscendo dal bagno si vide un attimo e gli bastò quell'attimo per capire tutto. Allora rientrò, accese con coraggio e calma tutte le luci e si guardò negli occhi.

inviato il 30/11/2016
Nei segnalibri di:

Notturno indiano

immagine copertina
Antonio Tabucchi
Notturno indiano
Sellerio editore Palermo 1984
10 righe da pagina 38:

«Che cosa ci facciamo dentro questi corpi», disse il signore che si stava preparando a stendersi nel letto vicino al mio.
La sua voce non aveva un tono interrogativo, forse non era una domanda, era solo una constatazione, a suo modo, comunque sarebbe stata una domanda alla quale non avrei saputo rispondere. La luce che veniva dalle banchine della stazione era gialla e disegnava sulle pareti scrostate la sua ombra magra che si muoveva nella stanza con leggerezza, con prudenza e discrezione, mi parve, come si muovono gli indiani. Da lontano veniva una voce lenta e monotona, forse una preghiera oppure un lamento solitario e senza speranza, come quei lamenti che esprimono solo se stessi, senza chiedere niente. Per me era impossibile decifrarlo. L’India era anche questo: un universo di suoni piatti, indifferenziati, indistinguibili.
«Forse ci viaggiamo dentro», dissi io.
Doveva essere passato un po’ di tempo dalla sua prima frase, mi ero perduto in considerazioni lontane: qualche minuto di sonno, forse. Ero molto stanco.

inviato il 01/12/2016
Nei segnalibri di:

Noi che ci vogliamo così bene

Marcela Serrano
Noi che ci vogliamo così bene
Feltrinelli
10 righe da pagina 14:

Forse mi si potrebbe accusare di essere più spettatrice che protagonista degli avvenimenti. Nel qual caso mi difenderei rispondendo che i reali protagonisti nella vita sono in verità molto pochi, e che la capacità di osservare - neppure quella di analizzare - oggi è molto diminuita poichè tutti vogliono essere al centro.
Io non sono la protagonista di queste pagine, sempre ammesso che ne esista una.
Ci sono solo donne, tanti tipi diversi di donne. Eppure così simili, tutte; abbiamo molto in comune. Potremmo dire che sono qui per raccontare una, due, o tre storie, non importa quante. In fondo, tutte noi abbiamo- più o meno - la stessa storia da raccontare

inviato il 01/12/2016
Nei segnalibri di:

GIUDA

immagine copertina
Amos Oz
GIUDA
Tradotto da Elena Loewenthal
Feltrinelli (collana Universale economica) 2014
10 righe da pagina 269:

Chi è pronto al cambiamento, disse Shemuel, chi ha il coraggio di cambiare, viene sempre considerato un traditore da coloro che non sono capaci di nessun cambiamento, e hanno una paura da morire del cambiamento e non lo capiscono e hanno disgusto di ogni cambiamento. Shaltiel Abrabanel aveva un bel sogno, e per quel sogno lo hanno chiamato traditore.

inviato il 02/12/2016
Nei segnalibri di:

Marta e il Barone

immagine copertina
M.Cappon
Marta e il Barone
Youcanprint
10 righe da pagina 15:

Coppie elegantemente vestite salivano e scendevano i gradini d’ingresso del rinomato Caffè, nel tiepido pomeriggio estivo. Il piede di Marta si fermò un attimo sui gradini, lei lo guardò e lo trovò carino. Le piaceva quello scricchiolio ritmico della suola in cuoio che lo stivaletto provocava sul pavimento decentemente liscio e non come quello polveroso delle strade sterrate a cui era abituata.
Marta aveva osservato ancora una volta l’esterno della città, passando dalla Porta alla Croce; entravano da lì quelli provenienti dalla campagna e dalle zone limitrofe, uno dei tanti ingressi alla città. Firenze! Sospirò.

inviato il 02/12/2016
Nei segnalibri di:

Commenti

Benvenuta Virginia : )

Wuthering Heights

immagine copertina
Emily Brontë
Wuthering Heights
Project GUTENBERG ebook 1847

“I sought, and soon discovered, the three headstones on the slope next the moor: the middle one grey, and half buried in the heath; Edgar Linton’s only harmonized by the turf and moss creeping up its foot; Heathcliff’s still bare.

I lingered round them, under that benign sky: watched the moths fluttering among the heath and harebells, listened to the soft wind breathing through the grass, and wondered how any one could ever imagine unquiet slumbers for the sleepers in that quiet earth.”

inviato il 02/12/2016
Nei segnalibri di:

L'Emancipazione Imperfetta

L'Emancipazione Imperfetta 15 settimane 6 giorni fa

grazie, lo farò... per ora sto leggendo molte delle "10 righe dai libri" che trovo molto belle. Al momento sto leggendo un libro in inglese che trovo molto interessante e scritto in un inglese molto ricercato ma comprensibile. Ne riporterò qualche passaggio. Mi fa piacere che a qualcuno piacciono le righe del mio primo romanzo L'Emancipazione Imperfetta. Non ho capito come aggiungerlo a "prime pagine". Complimenti e buon lavoro.

Fight Club

Fight Club 16 settimane 22 ore fa

sarebbe bello leggere queste righe in originale

For whom the bell tolls

For whom the bell tolls 16 settimane 1 giorno fa

You don’t say it, any more than you would say the things did not happen that happened. Stay with what you believe now... una frase molto bella e molto attuale! Hemingway è Hemingway

La fedeltà

La fedeltà 16 settimane 1 giorno fa

Questo libro lo voglio leggere e le tue righe mi hanno incuriosito. Devo dire che ritrovo temi trattati nel mio libro L'Emancipazione Imperfetta.... è gelosia o possesso?

Povera gente

Povera gente 16 settimane 1 giorno fa

Anche nel mio libro descrivo l'autunno... sono belle queste tue righe.

In fondo al tuo cuore

In fondo al tuo cuore 16 settimane 1 giorno fa

Molto bello questo pezzo... mi ricorda le emozioni e la tensione delle parole che ritrovo rileggendo il mio libro, L'Emancipazione Imperfetta.

L'Emancipazione Imperfetta

L'Emancipazione Imperfetta 17 settimane 1 hour fa

Grazie, molto bello il vostro sito. Ho pubblicato altre 10 righe del mio romanzo che ho anche già condiviso sulla pagina FB https://www.facebook.com/EmancipazioneImperfetta

© 10righedailibri 2015

partner tecnologico

 

Privacy Policy