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Pagina di Lulù

Le feste di Billancourt

Nina Berberova
Le feste di Billancourt
Tradotto da Maurizia Calusio
Biblioteca Adelphi 1994
10 righe da pagina 27:

Ivan Pavlovic non camminava, volava, e io volavo dietro a lui. Il cappello gli calzava come meglio non si poteva; il completo blu, la cravatta di colore pallido con un piccolo scarabeo a mo' di spilla e le scarpe marrone nuove di zecca - tutto era di prima qualità. Malgrado tanto chic, neppure da lontano si sarebbe potuto prendere Ivan Pavlovic per uno zerbinotto senza scrupoli o uno sfacciato elegantone, no: tanto la figura che il volto esprimevano una profonda pensosità, la concentrazione del pensiero su un unico oggetto.
All'altezza della Porta ci indicarono una lunga baracca di legno. Entrammo nel cortile.

inviato il 27/03/2017
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Ciao Lulù, sei nella finale di Aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Nina Berberova 1901/1993. Questi racconti furono scritti tra il 1928 e il 1934 per un giornale liberal democratico dell'emigrazione russa pubblicato a Parigi. Il primo nr del giornale uscì nel 1920, l'ultimo il 13 giugno 1940 alla vigilia dell'entrata a Parigi dell'esercito tedesco. Tre giorni dopo la sede della redazione fu devastata.

Le otto montagne

Paolo Cognetti
Le otto montagne
Einaudi 2016
10 righe da pagina 141:

Furono bei giorni, anche una volta capito che sarebbero stati gli ultimi. La casa, il lago, le pietraie e le creste del Grenon piacevano molto a Lara, che faceva lunghe passeggiate da sola per i sentieri lì intorno. Mi sorprese vedere come camminava.
Era una ragazza dalle gambe forti, a suo agio con la vita spartana di lassù. Finii per conoscerla meglio alla barma che nei due mesi in cui eravamo andati a letto insieme: lei c'era cresciuta, mi disse, a lavarsi con l'acqua fredda e asciugarsi al fuoco; veniva da altre montagne che aveva lasciato anni prima per studiare, e adesso le mancavano.
Non che rinnegasse la scelta di andare in città. Sentiva di aver avuto una storia d'amore con Torino, con le strade, le genti, le notti, i lavori che aveva fatto e le case che aveva abitato, una storia lunga e bella, ma ormai esaurita.

inviato il 02/03/2017
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Paolo Cognetti 1978.
Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa

Una donna spezzata

Simone de Beauvoir
Una donna spezzata
Tradotto da Bruno Fonzi
La Biblioteca di Repubblica (La Biblioteca di Repubblica) 2007
10 righe da pagina 161:

Avrei dovuto essergli grata della sua gentilezza, e invece no ero appenata della sua indifferenza. L'avevo sentita talmente che ero lì lì per rifiutare, ma lui avrebbe preso questo rifiuto come una prova di cattiva volontà. Che cosa ci stava succedendo?
C'erano stati contrasti nella nostra vita, ma per ragioni serie, per esempio, a proposito dell'educazione di Philippe.
Si trattava di veri conflitti, che liquidavamo nella violenza, ma presto, e in modo definitivo. Questa volta era stato un turbine fumoso, un fumo senza fuoco, e proprio per la sua inconsistenza, in due giorni, non si era dissipato del tutto.
Bisogna anche dire che una volta le nostre riconciliazioni le facevamo a letto, focosamente, nel desiderio, nell'eccitazione, nel piacere, tutti i rancori restavano calcinati; ci ritrovavamo l'uno di fronte all'altro nuovi e felici. Adesso, questa soluzione ci veniva a mancare.

inviato il 27/02/2017
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Simone de Beauvoir PARIGI 1908- 1986
Libro di culto per la generazione di Donne che ha fatto della liberazione e del femminismo la sua bandiera

Il sistema periodico

Primo Levi
Il sistema periodico
ET Einaudi 2002
10 righe da pagina 157:

Ora avvenne che il giorno seguente il destino mi riserbasse un dono diverso e unico: l'incontro con una donna giovane e di carne d'ossa, calda contro il mio fianco attraverso i cappotti, allegra in mezzo alla nebia umida dei viale, paziente, sapiente e sicura mentre camminavamo per le strade ancora fiancheggiate da macerie.
In poche ore sapemmo di appartenerci, non per un incontro, ma per la vita, come infatti è stato. In poche ore mi ero sentito nuovo e pieno di potenze nuove, lavato e guarito dal lungo male, pronto finalmente ad entrare nella vita con gioia e vigore; altrettanto guarito era ad un tratto il mondo intorno a me, ed esorcizzato il nome e il viso della donna che era discesa agli inferi con me e non ne era tornata.
Lo stesso mio scrivere diventò un'avventura diversa...

inviato il 23/02/2017
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Primo Levi Torino 1919-1987.
Le 10 righe riportate sono tratte dal racconto CROMO. Il libro ospita 21 racconti autobiografici ciascuno dei quali porta il titolo di altrettanti elementi chimici.
Nel libro è riportata l'intervista di Philiph Roth fatta a Primo Levi pubblicata su La Stampa il 26 e 27.11.1986

L'adolescente

Fedor Dostoevskij
L'adolescente
Tradotto da M.Rita Leto/A.M.Ruffo
Oscar Classici Mondadori 2005
10 righe da pagina 561:

Ma al mattino mi svegliai più fresco e bendisposto. Addirittura mi rimproverai, spontaneamente e di cuore, per una sorta di leggerezza e di altezzosità con la quale, come mi venne in mente, il giorno prima avevo ascoltato certi punti della sua "confessione". Se in parte essa era stata disordinata, se certe rivelazioni erano state un po' fumose e persino incoerenti, lui non si era mica preparato per un'orazione, invitandomi a casa sua! Mi aveva solo fatto un grande onore, rivolgendosi a me come all'unico amico, in un momento simile, e questo non lo dimenticherò mai.
Al contrario la sua confessione era stata "commovente", per quanto si possa ridere di me per quest'espressione, e se talvolta vi era balenato qualcosa di cinico e di ridicolo, io ero di vedute troppo larghe per non capire e non ammettere il realismo, senza peraltro insudiciare l'ideale.

inviato il 22/02/2017
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Fedor M.Dostoevskij Mosca 1821/Pietroburgo 1881
Le 10 righe riportate sono tratte dal nono capitolo del libro che fu scritto nel 1875

Il giocatore

Fedor Dostoevskij
Il giocatore
Tradotto da Bruno Del Re
Einaudi tascabili 1982
10 righe da pagina 139:

Mi ricordo che lei mi guardava con una fissità tremenda, ma senza muoversi, senza neppur mutare il suo atteggiamento.
-Ho vinto duecentomila franchi! - gridai, getando fuori l'ultimo rotolo.
L'enorme mucchio di biglietti di banca e di rotoli d'oro occupava tutto il tavolo; non potevo ormai staccarne gli occhi, a tratti mi dimenticavo interamente di Polina.
Ora mi mettevo a ordinare quei mucchi di banconote, disponendoli tutti insieme, ora ponevo in un solo mucchio le monete dorate; ora lasciavo da parte tutto e mi mettevo a camminare a rapidi passi per la stanza, rimanevo sopra pensiero, poi improvvisamente mi avvicinavo di nuovo al tavolo e cominciavo di nuovo a contare il denaro. A un tratto, come ritornando in me stesso, corsi alla porta e la chiusi in fretta, con due giri di chiave. Poi mi fermai incerto davanti alla mia piccola valigia.

inviato il 17/02/2017
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Il Giocatore scritto nel 1867, scrive nella nota introduttiva Leone Ginzburg, è una vicenda d'un progressivo inaridimento morale.
F.Dostoevskij 1821/1881

La Commedia Borghese

Irène Némirosvky
La Commedia Borghese
Tradotto da Monica Capuani
Elliot 2014
10 righe da pagina 46:

Scoccano le quattro. Dietro il bar, il patron legge il giornale e sonnecchia.
Ci sono delle donne sedute sulle panche, hanno un'aria rassegnata, dolente, abbruttita.
Alcune sono mezze addormentate, accasciate, con la sigaretta in bocca.
Una grassona, con il seno enorme, stretta in un tailleur di foggia maschile, con il colletto staccabile duro, il sigaro tra le labbra, sferruzza diligentemente.
Una donna minuta, appollaiata su uno sgabello, sugge un cocktail. Porta una collana di perle cui si aggrappa con le mani come un giovane cagnolino che si impiglia goffamente le zampe tra le frange di una poltrona. Un'altra giovane donna, magra e curva, tossisce. Calma, silenzio. Aria da pensione a conduzione familiare.
Una nana con un grande cappello ornato di fiori, i capelli che stanno scolorendo, un collo di pelliccia spelacchiato, miserabile, si insinua.
Si sente: "Accidenti! Comare Sarah". Si siede tra due ragazze molto giovani, posa la sporta sul tavolo, sporge un volto da strega.

inviato il 15/02/2017
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La scrittrice nata a Kiev nel 1903 morì ad Auschwitz dove fu deportata nel 1942.
Queste righe sono tratte dal racconto Film parlato.

Guerra e Pace

Lev Tolstòj
Guerra e Pace
Tradotto da Enrichetta Carafa d'Andria
Einaudi Tascabili 2000
10 righe da pagina 1318:

Per quanto fosse comprensibile e commovente per la principessina Marja lo sguardo che le rivolgeva Natasa, per quanto le facesse pena vedere la sua agitazione, pure le parole di Natasa sul primo momento offesero la principessina Marja.
Si ricordò del fratello, del suo amore.
"Ma che fare? essa non può far diverso" pensò la principessina Marja. E con un viso triste e un po' severo riferì a Natasa tutto ciò che le aveva detto Pierre. Udendo che egli si preparava ad andare a Pietroburgo, Natasa fu sorpresa.
- A Pietroburgo - ripetè, come se non avesse capito.
Ma, osservando l'espressione triste che aveva la principessina Marja, indovinò la ragione della sua tristezza, e a un certo punto cominciò a piangere.
- Marie, disse , - dimmi tu che cosa debbo fare: ho paura d'esser cattiva. Quello chemi dirai, lo farò: dimmi tu....

inviato il 14/02/2017
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Grazie, buon lavoro

Ciao Lulù le tue 10 righe sono state scelte dalla redazione, sei nella finale di febbraio.

Un'epopea narrativa scritta da Lev Nikolaevic Tolstoj (JasnaJa Poljana 1828/Astapovo Rjazan 1910). Le 10 righe sono tratte dal Volume secondo. Un'opera MAGNIFICA

Il piccolo libraio di Archangelsk

Georges Simenon
Il piccolo libraio di Archangelsk
Tradotto da Massimo Romano
Gli Adelphi 2016
10 righe da pagina 43:

Da Le Bouc avevano preso l'abitudine di chiedergli con un sorrisetto malizioso: "E allora, la Gina?"
Lui rispondeva con candore: "Sta bene"
Alcuni gli indirizzavano perfino una strizzatina d'occhio che Jonas fingeva di non vedere, altri lo guardavano con sospetto.
Non gli sarebbe stato difficile, tendendo l'orecchio a destra e a sinistra, facendo qualche domanda, scoprire i nomi di tutti gli amanti che Gina aveva avuto da quando, a tredici anni, aveva cominciato a bazzicare gli uomini.
Avrebbe anche potuto informarsi su quel che era successo tra lei e Marcel.
Sapeva che era stata interrogata parecchie volte dalla polizia durante l'istruttoria e che Angèle era stata citata dal giudice.
A che sarebbes servito? Non era nel suo carattere.
Aveva sempre vissuto solo, senza immaginare che un giorno avrebbe potuto vivere altrimenti.

inviato il 13/02/2017
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questo libro è uno dei miei preferitio di Simenon !

Georges Simenon Liegi 13 febbraio 1903- Losanna 4 settembre 1989
tra i più prolifici scrittori del xx Secolo

Amo dunque sono

Sibilla Aleramo
Amo dunque sono
Feltrinelli (collana Universale economica. I classici)
10 righe da pagina 101:

Or dunque: la donna nasce con tesori profondi di sentimento, d'intelletto, di volontà, che al contatto fisico con l'uomo possono, o venir sommersi e negati, o svilupparsi e fiorire gloriosamente, o anche non provocare reazione alcuna, non ingrandire, nè impicciolire.
Credo che la donna più "vera" sia quella che nell'amore più prende: che dal sangue che il maschio le dona, copia maggiore estrae di entità spirituale, non solo per i figli ma per se stessa, per la colorazione e la vibrazione dei propri pensieri... Quella che accoglie con ardore il principio virile e lo elabora, e gli dà una trasparenza tutta femminea...
Qualcosa di regale mi appare in questo destino di bella anfora cosciente.
Amo, dunque sono.

inviato il 13/02/2017
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Sibilla Aleramo Alessandria 1876/ Roma 1960. In questo libro la scrittrice rivendica il diritto all'identità di donna e scrittrice in un mondo maschile e maschilista.

Padri e figli

immagine copertina
I.S. Turgenev
Padri e figli
Feltrinelli
10 righe da pagina 121:

L'Odincova gettò uno sguardo di traverso a Bazarov.
"Abbiamo parlato , mi sembra della felicità. Dica perché, anche quando proviamo piacere, per esempio per la musica, per una bella serata, per una conversazione con della gente simpatica, perché questo sembra più un allusione a una felicità che esiste da qualche parte, che felicità vera, vale a dire la felicità che possediamo. Perché è così o forse lei non prova niente del genere?"

inviato il 01/04/2017
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Benvenuto Simone :)

Il Grande Gatsby

immagine copertina
Francis Scott Fitsgerald
Il Grande Gatsby
Tradotto da Fernanda Pivano
Feltrinelli (collana Universale economica) 1936
10 righe da pagina 40:

Avevo voglia di uscire a passeggio verso il parco nel crepuscolo tenero, ma ogni volta che cercavo di andarmene mi trovavo immischiato in qualche strana discussione stonata che mi inchiodava sulla seggiola come vi fossi legato con una corda. Eppure, alta sulla città, la fila delle nostre finestre gialle deve aver comunicato la sua parte di segreto umano allo spettatore casuale nella strada buia e mi parve di vederlo guardare in su incuriosito. Ero dentro e fuori, contemporaneamente affascinato e respinto dalla inesauribile varietà della vita.

inviato il 03/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

Frida Kahlo

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Rauda Jamis
Frida Kahlo
Tradotto da Flavia Celotto
CASA EDITRICE TEA 2016
10 righe da pagina 198:

La mia notte è come un grande cuore che pulsa. Sono le tre e trenta del mattino. La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga, lunga e sembra sempre tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore.

inviato il 04/04/2017
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Grazie.

Ciao Alessandra le tue 10 righe sono nella finale settimanale di Aprile. Scegli da oggi lunedì 10aprile a domenica 15 aprile, 10righe che più ti piacciono riportando qui nei commenti il link.

RICORDI DEL 1870-71

immagine copertina
EDMONDO DE AMICIS
RICORDI DEL 1870-71
EDIZIONI G. BARBERA FIRENZE 1872
10 righe da pagina 181:

L'anima, smaniosa d’affollarsi alla vita, se la vede chiusa da ogni parte, e si dibatte in una prigionia affannosa. Come il germe, a primavera, tenta la scorza che lo ravvolge, e s'agita impaziente, così in quegli anni, l'uomo si sente chiuso nel ragazzo, e ne freme. Ha bisogno d'aria e di luce, e vorrebbe levarsi a volo, urta le ali nelle pareti domestiche, e le ripiega rintuzzate e dolorose. Vede sotto di sè un piccolo mondo di bambini, dove si gioca, si ride, si canta, si folleggia, e non vi può più discendere; vede di sopra un altro mondo più vasto, dove si pensa, si lavora, si combatte, si ama, e non vi può ancora salire.

inviato il 05/04/2017
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Le feste di Billancourt

Nina Berberova
Le feste di Billancourt
Tradotto da Maurizia Calusio
Biblioteca Adelphi 1994
10 righe da pagina 27:

Ivan Pavlovic non camminava, volava, e io volavo dietro a lui. Il cappello gli calzava come meglio non si poteva; il completo blu, la cravatta di colore pallido con un piccolo scarabeo a mo' di spilla e le scarpe marrone nuove di zecca - tutto era di prima qualità. Malgrado tanto chic, neppure da lontano si sarebbe potuto prendere Ivan Pavlovic per uno zerbinotto senza scrupoli o uno sfacciato elegantone, no: tanto la figura che il volto esprimevano una profonda pensosità, la concentrazione del pensiero su un unico oggetto.
All'altezza della Porta ci indicarono una lunga baracca di legno. Entrammo nel cortile.

inviato il 27/03/2017
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Ciao Lulù, sei nella finale di Aprile, 10righe scelte da Voi utenti.

Nina Berberova 1901/1993. Questi racconti furono scritti tra il 1928 e il 1934 per un giornale liberal democratico dell'emigrazione russa pubblicato a Parigi. Il primo nr del giornale uscì nel 1920, l'ultimo il 13 giugno 1940 alla vigilia dell'entrata a Parigi dell'esercito tedesco. Tre giorni dopo la sede della redazione fu devastata.

Il Profeta

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Khalil Gibran
Il Profeta
Tradotto da Gian Piero Bona
Tea 1988
10 righe da pagina 27:

I Figli
E una donna che reggeva un bambino al seno domandò: Parlaci dei Figli
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della fame che in se stessa ha la vita.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi.
E non appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri.
Poiché non hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
Poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d'imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non s'attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell'Arciere;
Poiché, come ama il volo della freccia, così l'immobilità dell'arco.

inviato il 27/03/2017
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Grazie Staff,e a tutti/e- !!!naty

Ciao Natalina, sei nella finale settimanale di Aprile.

Gibran Khalil Gibran nacque il 6.dicembre 1883 a Bishari -Libano
morì il 10 aprile 1931 a Nuova York fu poeta ,filosofo,pittore,e considerato nei paesi d'origine il genio della sua epoca.

Le volpi pallide

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Yannick Haenel
Le volpi pallide
Tradotto da Barbara Puggelli
Edizioni Clichy 2015
10 righe da pagina 18:

Ogni volta che salgo in macchina, si sprigiona qualcosa; non accendo il motore, una leggerezza invade i miei gesti, li cancella delicatamente, resto sospeso. È il vuoto? Ci sei, ma allo stesso tempo non esisti più: i passanti ti sfiorano, non ti vedono, sei diventato invisibile.
A ogni modo ogni volta, quando sono al volante dell’auto, la mia mente si apre. È in quel momento che mi capita. Che cosa? Non lo so esattamente, ma quando ti capita hai la netta sensazione che ti stia veramente capitando qualcosa; e pensi perfino che quella sia l’unica cosa che possa capitarti.
Ha un nome tutto questo? Nessuno sa cosa succeda nel vuoto. Personalmente, io lo chiamo l’«intervallo». Non è facile da descrivere: un’ondata di gioia e allo stesso tempo una lacerazione. Non è facile da sopportare: una specie di immenso soffio. Soffoca, libera? Entrambe le cose: è come cadere in un buco, un buco che trascina via.

inviato il 28/03/2017
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Grazie.

Grazie! Ho scelto queste righe: http://scrivi.10righedailibri.it/il-senso-della-lotta-0

Ciao Piconzero, sei nella finale settimanale diAprile. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 3 Aprile a domenica 9 aprile, riportando qui nei commenti il link.

Confesso che ho vissuto

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Pablo Neruda
Confesso che ho vissuto
Tradotto da Luca Lamberti
Einaudi Editore 1998
10 righe da pagina 3:

Queste memorie, o ricordi, sono discontinue e a tratti si smarriscono perché cosí appunto è la vita. L’intermittenza del sonno ci permette di sostenere i giorni di lavoro. Molti dei miei ricordi sono svaniti a evocarli, sono divenuti polvere come un cristallo irrimediabilmente ferito. Le memorie del memorialista non sono come quelle del poeta. Uno è vissuto forse meno, ma ha fotografato molto di piú e ci appassiona con la precisione dei particolari. L’altro ci consegna una galleria di fantasmi scossi dal fuoco e dall’ombra della sua epoca. Forse non ho vissuto in me stesso, forse ho vissuto la vita degli altri. Da quanto ho lasciato scritto in queste pagine sempre si staccheranno – come sugli alberi d’autunno e come al tempo della vendemmia – le foglie gialle che vanno a morire e le uve che rivivranno nel vino che è sacro. La mia vita è una vita fatta di tutte le vite: le vite del poeta.

inviato il 02/03/2017
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Fatto! Grazie mille Staff! :D

Ciao Davide sei il finalista del mese di Marzo 10 righe scelte dalla redazione. Per te un libro incentivo. Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie :)

Ciao Davide, sei nella finale di marzo, 10 righe scelte dalla redazione.

Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago del Cile, 23 settembre 1973), è stato un poeta, diplomatico e politico cileno

Una donna spezzata

Simone de Beauvoir
Una donna spezzata
Tradotto da Bruno Fonzi
La Biblioteca di Repubblica (La Biblioteca di Repubblica) 2007
10 righe da pagina 161:

Avrei dovuto essergli grata della sua gentilezza, e invece no ero appenata della sua indifferenza. L'avevo sentita talmente che ero lì lì per rifiutare, ma lui avrebbe preso questo rifiuto come una prova di cattiva volontà. Che cosa ci stava succedendo?
C'erano stati contrasti nella nostra vita, ma per ragioni serie, per esempio, a proposito dell'educazione di Philippe.
Si trattava di veri conflitti, che liquidavamo nella violenza, ma presto, e in modo definitivo. Questa volta era stato un turbine fumoso, un fumo senza fuoco, e proprio per la sua inconsistenza, in due giorni, non si era dissipato del tutto.
Bisogna anche dire che una volta le nostre riconciliazioni le facevamo a letto, focosamente, nel desiderio, nell'eccitazione, nel piacere, tutti i rancori restavano calcinati; ci ritrovavamo l'uno di fronte all'altro nuovi e felici. Adesso, questa soluzione ci veniva a mancare.

inviato il 27/02/2017
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Simone de Beauvoir PARIGI 1908- 1986
Libro di culto per la generazione di Donne che ha fatto della liberazione e del femminismo la sua bandiera

Nessuno come noi

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Luca Bianchini
Nessuno come noi
A. MONDADORI 2017
10 righe da pagina 15:

Alla fermata del 40, le facce che Vince incontrò gli sembrarono già amiche. E anche se si moriva di freddo, aprì il giubbotto per lasciar intravedere la scritta “Best Company”. Un’ondata di gelo lo fece rabbrividire e lo costrinse a entrare nel bar lì accanto già popolato di gente. L’aria profumava di brioche e gli sarebbe piaciuto mangiarne una, ma aveva i soldi giusti per il panino all’intervallo, per cui fece finta di nulla. Una voce alla radio diceva che la colonnina di mercurio era scesa nella notte a meno 8,2 gradi e Torino si era risvegliata sotto una sottile patina gelata che rendeva difficile la circolazione.
Non appena vide comparire l’autobus si chiuse la cerniera del giubbotto e uscì dal bar. In quell’alba di gennaio del 1987, una mattina piena di freddo, nebbia e speranza, Vincenzo Piscitelli avrebbe mostrato a tutti la sua felpa nuova.

inviato il 27/02/2017
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Luca Bianchini (Torino, 11 febbraio 1970)

Le feste di Billancourt

Le feste di Billancourt 3 settimane 6 giorni fa

Nina Berberova 1901/1993. Questi racconti furono scritti tra il 1928 e il 1934 per un giornale liberal democratico dell'emigrazione russa pubblicato a Parigi. Il primo nr del giornale uscì nel 1920, l'ultimo il 13 giugno 1940 alla vigilia dell'entrata a Parigi dell'esercito tedesco. Tre giorni dopo la sede della redazione fu devastata.

Le otto montagne

Le otto montagne 7 settimane 3 giorni fa

Paolo Cognetti 1978.
Qualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa

Una donna spezzata

Una donna spezzata 7 settimane 5 giorni fa

Simone de Beauvoir PARIGI 1908- 1986
Libro di culto per la generazione di Donne che ha fatto della liberazione e del femminismo la sua bandiera

Il sistema periodico

Il sistema periodico 8 settimane 3 giorni fa

Primo Levi Torino 1919-1987.
Le 10 righe riportate sono tratte dal racconto CROMO. Il libro ospita 21 racconti autobiografici ciascuno dei quali porta il titolo di altrettanti elementi chimici.
Nel libro è riportata l'intervista di Philiph Roth fatta a Primo Levi pubblicata su La Stampa il 26 e 27.11.1986

L'adolescente

L'adolescente 8 settimane 4 giorni fa

Fedor M.Dostoevskij Mosca 1821/Pietroburgo 1881
Le 10 righe riportate sono tratte dal nono capitolo del libro che fu scritto nel 1875

Guerra e Pace

Guerra e Pace 8 settimane 5 giorni fa

Grazie, buon lavoro

Guerra e Pace 9 settimane 4 giorni fa

Un'epopea narrativa scritta da Lev Nikolaevic Tolstoj (JasnaJa Poljana 1828/Astapovo Rjazan 1910). Le 10 righe sono tratte dal Volume secondo. Un'opera MAGNIFICA

Il giocatore

Il giocatore 9 settimane 2 giorni fa

Il Giocatore scritto nel 1867, scrive nella nota introduttiva Leone Ginzburg, è una vicenda d'un progressivo inaridimento morale.
F.Dostoevskij 1821/1881

La Commedia Borghese

La Commedia Borghese 9 settimane 4 giorni fa

La scrittrice nata a Kiev nel 1903 morì ad Auschwitz dove fu deportata nel 1942.
Queste righe sono tratte dal racconto Film parlato.

Il piccolo libraio di Archangelsk

Il piccolo libraio di Archangelsk 9 settimane 6 giorni fa

Georges Simenon Liegi 13 febbraio 1903- Losanna 4 settembre 1989
tra i più prolifici scrittori del xx Secolo

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