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Pagina di maxfag

Ombre cinesi su Bologna

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Massimo Fagnoni
Ombre cinesi su Bologna
Fratelli Frilli Editori
10 righe da pagina 12:

L’immagine nello specchio, cosa scriveva Pirandello? Dovrebbe decidersi
a rileggerlo prima o poi e tu Santo Misericordia, Santino per gli
amici, cosa ci vedi nello specchio?
Santo spalanca la bocca incurvando le labbra carnose in una “o” di
meraviglia, poi le serra per schiuderle in un sorriso bianco, quasi splendente,
“quanto mi è costata una fila di denti bianchi e regolari?” pensa,
poi fa spallucce, perché un sorriso seducente è la prima regola di un
bravo avvocato. “Cosa vuole il cliente da te Santo? Vuole fidarsi, vuole
la certezza che lo tirerai fuori dai guai, lo aiuterai a non finire alla Dozza,
dove in realtà ormai ci va davvero poca gente, costa troppo la galera
allo Stato e gli avvocati lo sanno, ma non lo raccontano ai clienti, non
è necessario”.

inviato il 28/09/2018
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Ciao Maxfag, sei nella finale di settembre, 10righe scelte da Voi utenti.

la consistenza del sangue

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Massimo Fagnoni
la consistenza del sangue
Giraldi
10 righe da pagina 1:

A Bologna, ci sono i viali di circonvallazione, che corrono intorno alla città, costeggiando fantasmi di antiche mura medioevali che a testimonianza della loro esistenza hanno lasciato grandi porte di pietra ristrutturate da un'amministrazione previdente. Se passerete da queste parti vi capiterà di notare, all'altezza di Porta Lame, due statue in bronzo raffiguranti due partigiani. Sembra che il bronzo necessario per costruirle sia stato ottenuto fondendo la statua equestre di Benito Mussolini preesistente all'interno dello stadio calcistico Dall'Ara.

inviato il 30/03/2018
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Il bibliotecario di via Gorki

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Massimo Fagnoni
Il bibliotecario di via Gorki
Fratelli Frilli Editori
10 righe da pagina 25:

Le tre gemelline si muovono leggere sullo schermo e per una manciata di secondi Davide ritrova l’atmosfera delle sei di mattina di un tranquillo giorno d’inverno, lui e i suoi figli, piccini, la colazione, i cartoni del mattino, la consapevolezza di essere nel luogo prescelto per vivere, Aurora a letto a riposarsi dal duro lavoro e lui a occuparsi dei figli, della casa, del loro regno incantato e Laura che lo chiamava papà insieme a Luca e mano nella mano percorrevano i cinquecento metri che li separavano dalla scuola, poi lui andava in biblioteca e tutto sembrava davvero perfetto, una perfezione ineguagliabile

inviato il 01/12/2017
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Il ghiaccio e la memoria

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Massimo Fagnoni
Il ghiaccio e la memoria
Edizioni Minerva
10 righe da pagina 150:

È indispensabile sentirsi padre? Adesso non lo ricorda
più e fortunatamente anche Gaia non gli ha
mai rimproverato le liti furibonde con sua madre,
consumate davanti a lei, i litigi telefonici, gli scontri
a distanza ravvicinata che per un puro caso non
sono mai sfociati in vere e proprie colluttazioni.
Fra quel tempo e il presente un oceano di dolore e
molta solitudine. Oggi c’è il sole, ha ritrovato sua
figlia, forte, bella, determinata e apparentemente
equilibrata, nonostante loro, e sorride Matteo
mentre con la mano destra accarezza piano la testa
di Gaia che stupita del gesto affettuoso si volta
verso di lui guardandolo come se solo in quel momento
si fosse ricordata della sua presenza.

inviato il 29/06/2017
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Il giallo di Caserme Rosse

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Massimo Fagnoni
Il giallo di Caserme Rosse
Fratelli Frilli Editori
10 righe da pagina 23:

Dio come siamo vecchi, ci innamoriamo di giovani che potrebbero essere nostri figli, poi pretendiamo anche che dopo averci scopato rimangano con noi fino alla fine, la nostra fine, poi magari ci illudiamo in questo modo di averla allontanata la nostra, rimandata, come gli esami di settembre, ci illudiamo che avendo il privilegio di potere ancora annusare un corpo giovane, accarezzare una pelle elastica, o assaggiare una lingua salivosa potremo vivere per sempre, ci illudiamo di potere ancora essere amati, desiderati, ricordati, non ci rassegniamo... facciamo un grosso errore di valutazione, come quei giovani coglioni che si buttano via, fra cattivo alcol, cattiva droga, pessimi rapporti sessuali, pessimi rapporti sentimentali e poi a trent’anni, quando la giovinezza dovrebbe diventare l’età dei buoni propositi realizzati, si guardano indietro e si rendono conto di essere fottuti.

inviato il 06/11/2016
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bolognesi per caso

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Massimo Fagnoni
bolognesi per caso
Giraldi
10 righe da pagina 61:

Immagino una primavera qualsiasi in un futuro remoto, ma non impossibile, un futuro privo di uomini, privo di contraddizioni, dove le antiche mura della città turrita siano assediate da piante rampicanti, edere inarrestabili, crepe non riparabili, immagino una Bologna vuota, con ancora le case del centro storico in piedi in attesa della imminente riscossa della natura, una Bologna silenziosa, priva di gente, priva di miseria, di ipocrisia, di decadenza e arrivo alla conclusione che Bologna si può continuare ad amarla, annusandola attraverso la sua storia, attraverso i vecchi muri imbrattati da graffiti demenziali. Osservo la mia idea di una primavera bolognese privata dalla presenza dell’uomo e questo pensiero per me è fonte di pace, una pace duratura, quasi definitiva e rimango a contemplare il Navile che con il suo borbottio artificiale sembra quasi darmi ragione».

inviato il 15/04/2016
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niente di più vicino alla sostanza dei ricordi sono i sogni e grazie per il commento, come al solito dall'universo femminile le considerazioni più centrate

Luoghi che fanno parte di un vissuto trascorso, in un mondo che si modifica, ma che non tornerà, ne rimarranno i ricordi e i sogni...

Bologna non c'è più

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Massimo Fagnoni
Bologna non c'è più
fratelli frilli editori
10 righe da pagina 118:

Trebbi ha cercato di capire quali sono i corsi che potrebbe
frequentare all'interno dei diversi circoli, adesso vanno di moda
i balli di gruppo, ma non solo i classici balli tipo macarena, bomba, latinos,
il ballo del pinguino, ascella ascella, adesso ci sono anche i balli
western, tipo Sette spose per sette fratelli, il redivivo boogie woogie, e altri
balli che Trebbi non riesce a classificare. Poi ci sono corsi di cucina,
corsi per sommelier, corsi di fotografia digitale e classica, e corsi di russo, cinese, arabo. C’è tutto nei circoli culturali bolognesi e il suo contrario,
la caratteristica principale è l’età dei partecipanti, quasi sempre sopra
i sessanta. Una massa di persone anziane che si organizza e si ritrova
per prepararsi al futuro, con gite, viaggi di gruppo, iscrizioni all'università
della terza età, perché è importante fare tutto tranne accettare
l’inesorabile scorrere del tempo.

inviato il 06/11/2015
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anno 2015 la pubblicazione

Ciao, anno di pubblicazione? Grazie...

vuoti a perdere

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Massimo Fagnoni
vuoti a perdere
Eclissi
10 righe da pagina 13:

È calato il silenzio nel buio di Laura, adesso ha veramente freddo.
Quanto tempo è trascorso, Laura ha cercato di contare i secondi come gli ha insegnato suo zio paracadutista.
1001... 1002... 1003...
Poi si è distratta, ha nuovamente sentito rumori di cose striscianti, le è sembrato di sentire lo squittio di un topo. È stanca, affamata, infreddolita, ha un doloroso bisogno di urinare e sta cercando di liberarsi da quelle maledette fascette, nei film non funziona così, la ragazza riesce sempre a liberarsi, trova un chiodo contro la parete alle spalle e pur ferendosi riesce a tagliare le corde che la tengono legata. La finzione è tanto lontana ora dalla realtà cupa e senza speranza.
Ha le gambe intorpidite, le braccia doloranti, si sente sporca dentro e fuori.
Una porta si apre con un acuto cigolio di cardini antichi e rugginosi, Laura sente dei passi avvicinarsi a lei, poi avverte distintamente un respiro pesante, come di una persona che ha appena finito una lunga corsa, o sta facendo una grande fatica.

inviato il 24/05/2015
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Anno di pubblicazione?

Il silenzio della Bassa

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Massimo Fagnoni
Il silenzio della Bassa
frilli editore
10 righe da pagina 24:

Comincia a nuotare e tutti i pensieri si dispongono sullo sfondo della
mente, come le icone sul desktop del computer e qualsiasi preoccupazione
esistenziale diventa ridicola, quasi sovradimensionata. La pancia
non c’è più, come in una remota pubblicità che lui ricorda bene, risale
al periodo glorioso dei caroselli in bianco e nero. Il personaggio in
preda a un incubo terribile si ritrovava a vagare in un qualche spazio surreale
con una pancia non molto più gonfia della sua, ma poi si svegliava
e si rendeva conto che era stato solo un brutto sogno e si metteva a
saltare per casa cantando la pancia non c’è più… la pancia non c’è più.
Lui adesso si sente come un’orca marina, grande e sciatta se distesa
sulla spiaggia di un qualsiasi luogo sperduto, ma elegante e potente in acqua

inviato il 29/05/2014
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solitario bolognese

immagine copertina
Massimo Fagnoni
solitario bolognese
giraldi
10 righe da pagina 188:

Lorenzo cammina lungo i viali alberati, maggio può davvero
essere il mese più bello dell’anno. Il traffico veloce gli scivola accanto
mentre costeggia i giardini Margherita, un vento sottile
scompiglia i pensieri, gli entra sotto l’abito leggero. Chissà se
Giorgio racconterà mai le cose che ci siamo detti, pensa Lorenzo
sorridendo. Le strade del Signore seguono sentieri imperscrutabili.
Forse anche la mia presenza, ora, in questo tempo, in questo
luogo, ha un senso, uno qualsiasi, forse.
In quell’istante una scolaresca di bambini attraversa ordina-

tamente il viale per entrare nel parco, stanno cantando un brano
che lui non conosce. Si tengono per mano come per non perdersi,
qualcuno ride, qualcuno piange, sfilano davanti a lui come
in un sogno, e un’insegnante gli sorride. Il momento è talmente
perfetto che vorrebbe fermarsi in quell’immagine, per sempre.

inviato il 14/06/2013
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Belva di città

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Massimo Fagnoni
Belva di città
Eclissi
10 righe da pagina 20:

Sayid sa che sta lottando per salvare la pelle. Non può concedersi il lusso di essere educato. Ne arrivano altri, grossi e pelati, come i primi due. Il primo è centrato con un calcio laterale in pieno stomaco. Il secondo colpisce Sayid con un duro manganello di metallo. Tornano tutti all'attacco. Lo colpiscono come se dovessero piantare chiodi. Gli sferrano due, tre colpi ciascuno sulla nuca, sulle spalle, sulle braccia. Usano manganelli metallici micidiali, che con le loro vibrazioni spezzano, penetrano, rompono. Hanno capito di avere a che fare con un combattente, ci vanno giù duro. Sayid rimane ancora in piedi, a fronteggiare gli attacchi. E' una maschera di sangue che gli cola sugli occhi impedendogli di vedere gli attacchi. Anni e anni d'allenamento non sono stati sufficenti a vincere il suo primo, vero combattimento. Questo è l'unico rimpianto che gli scivola via dai pensieri prima che il corpo cada a terra a coprire il suo sangue.

inviato il 01/12/2010
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vuoti a perdere

immagine copertina
Massimo Fagnoni
vuoti a perdere
Eclissi
10 righe da pagina 13:

È calato il silenzio nel buio di Laura, adesso ha veramente freddo.
Quanto tempo è trascorso, Laura ha cercato di contare i secondi come gli ha insegnato suo zio paracadutista.
1001... 1002... 1003...
Poi si è distratta, ha nuovamente sentito rumori di cose striscianti, le è sembrato di sentire lo squittio di un topo. È stanca, affamata, infreddolita, ha un doloroso bisogno di urinare e sta cercando di liberarsi da quelle maledette fascette, nei film non funziona così, la ragazza riesce sempre a liberarsi, trova un chiodo contro la parete alle spalle e pur ferendosi riesce a tagliare le corde che la tengono legata. La finzione è tanto lontana ora dalla realtà cupa e senza speranza.
Ha le gambe intorpidite, le braccia doloranti, si sente sporca dentro e fuori.
Una porta si apre con un acuto cigolio di cardini antichi e rugginosi, Laura sente dei passi avvicinarsi a lei, poi avverte distintamente un respiro pesante, come di una persona che ha appena finito una lunga corsa, o sta facendo una grande fatica.

inviato il 24/05/2015
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Commenti

Anno di pubblicazione?

Il silenzio della Bassa

immagine copertina
Massimo Fagnoni
Il silenzio della Bassa
frilli editore
10 righe da pagina 24:

Comincia a nuotare e tutti i pensieri si dispongono sullo sfondo della
mente, come le icone sul desktop del computer e qualsiasi preoccupazione
esistenziale diventa ridicola, quasi sovradimensionata. La pancia
non c’è più, come in una remota pubblicità che lui ricorda bene, risale
al periodo glorioso dei caroselli in bianco e nero. Il personaggio in
preda a un incubo terribile si ritrovava a vagare in un qualche spazio surreale
con una pancia non molto più gonfia della sua, ma poi si svegliava
e si rendeva conto che era stato solo un brutto sogno e si metteva a
saltare per casa cantando la pancia non c’è più… la pancia non c’è più.
Lui adesso si sente come un’orca marina, grande e sciatta se distesa
sulla spiaggia di un qualsiasi luogo sperduto, ma elegante e potente in acqua

inviato il 29/05/2014
Nei segnalibri di:

solitario bolognese

immagine copertina
Massimo Fagnoni
solitario bolognese
giraldi
10 righe da pagina 188:

Lorenzo cammina lungo i viali alberati, maggio può davvero
essere il mese più bello dell’anno. Il traffico veloce gli scivola accanto
mentre costeggia i giardini Margherita, un vento sottile
scompiglia i pensieri, gli entra sotto l’abito leggero. Chissà se
Giorgio racconterà mai le cose che ci siamo detti, pensa Lorenzo
sorridendo. Le strade del Signore seguono sentieri imperscrutabili.
Forse anche la mia presenza, ora, in questo tempo, in questo
luogo, ha un senso, uno qualsiasi, forse.
In quell’istante una scolaresca di bambini attraversa ordina-

tamente il viale per entrare nel parco, stanno cantando un brano
che lui non conosce. Si tengono per mano come per non perdersi,
qualcuno ride, qualcuno piange, sfilano davanti a lui come
in un sogno, e un’insegnante gli sorride. Il momento è talmente
perfetto che vorrebbe fermarsi in quell’immagine, per sempre.

inviato il 14/06/2013
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lupi neri su bologna

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Massimo Fagnoni
lupi neri su bologna
minerva edizioni
10 righe da pagina 35:

Le prime luci della sera illuminano le case basse del villaggio che è un’anomalia nell’universo dell’edilizia popolare bolognese.
I suoi genitori hanno avuto l’accesso ad una di quelle casine basse con tanto di giardino, in tempi lontani. Negli anni Cinquanta, anche un italiano con reddito operaio, moglie disoccupata e tre figli a carico poteva ambire ad entrare in una lista di aventi diritto alla casa a prezzo convenzionato.
Duecento euro al mese per settanta metri, con giardino, nella periferia della città che punta verso Castel Maggiore.
Giovanni De Luca è cresciuto in questo villaggio, aveva come amici bambini come lui, magri e meridionali, che scorrazzavano liberi nel dedalo di strade bianche che s’intrecciano fra le casine.
Sembrava quasi un villaggio inglese, solo le urla delle madri e i litigi degli adulti talvolta rendevano lampante le origini delle famiglie.

inviato il 07/04/2013
Nei segnalibri di:

cielo d'agosto

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Massimo Fagnoni
cielo d'agosto
Eclissi
10 righe da pagina 136:

In chiesa, mentre gli amici andavano a rubare l’ostia del
parroco e a cercare il vino benedetto, lui si fermava davanti
al Cristo in croce.
Rimaneva a guardare quel corpo di legno, istoriato di
sangue, piantato con chiodi ad altro legno. Rimaneva
lì, indifferente ai movimenti furtivi degli altri ragazzi
che lo sbeffeggiavano, considerandolo strano.
Indugiava, chiedendosi se veramente c’era un Dio,
sceso dai cieli, per salvare tutti loro.

inviato il 09/04/2012
Nei segnalibri di:

Nel territorio del Diavolo

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Flannery O'Connor
Nel territorio del Diavolo
Tradotto da Ottavio Fatica
minimum fax 2003
10 righe da pagina 41:

Secondo me è ora di cominciare a riflettere sulle storie a un livello molto più basilare, perciò voglio parlare di una caratteristica della narrativa che ritengo il suo comune minimo denominatore - il fatto che sia concreta - e di alcune caratteristiche che ne conseguono. Così facendo ci occuperemo del lettore nel suo fondamentale senso umano, poiché la natura della narrativa è in gran parte determinata dalla natura del nostro apparato percettivo. La conoscenza umana ha inizio attraverso i sensi, e lo scrittore di narrativa inizia laddove inzia la percezione umana. Agisce attraverso i sensi, e sui sensi non si può agire con delle astrazioni.
Alla maggior parte delle persone riesce molto più facile enunciare un'idea astratta anziché descrivere e quindi ricreare un oggetto che hanno davanti agli occhi.

inviato il 17/07/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Grazie Barbara : )

Traduttore: Ottavio Fatica. L'ho letto anch'io ;)

Ciao Max ci potresti dire chi è il traduttore? Grazie

non mi è piaciuto tutto e alcuni passaggi sono lontani dal mio modo di pensare, ma la sua lucidità relativamente all'atto creativo è fulminante e poi doveva essere una persona speciale, bello il racconto sui pavoni

Ma guarda, solo cinque minuti fa ho ripescato questo libro dalla libreria ... l'ho comprato tanto tempo fa e non l'ho mai letto ! Questa è più di una coincidenza !! Si vede che è proprio giunto il momento di iniziarlo ... !

cavalli selvaggi

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Cormac Mc Carty
cavalli selvaggi
Einaudi
10 righe da pagina 251:

Si svegliarono all'imbrunire. Lei uscì dalla doccia avvolta in un asciugamano, si sedette sul letto, gli prese la mano e lo guardò. Non posso fare quello che mi chiedi, gli disse. Vorrei. Ma non posso. Lui percepì chiaramente che quel momento era l'esito di tutta la vita e che dopo non c'era più nulla. Sentì una cosa fredda e inanimata entrargli dentro come una creatura, immaginò un sorriso maligno sulle sue labbra e non ebbe nessun motivo per credere che non se ne sarebbe mai andata. Quando lei uscì di nuovo dal bagno era vestita, lui la fece sedere sul letto e le parlò stringendole le mani, ma lei si limitò a scuotere la testa, a nascondere il viso rigato di lacrime e a dirgli che era tempo di andare, che non poteva perdere il treno

inviato il 14/07/2011
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stanze nascoste

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Derek Raymond
stanze nascoste
meridiano zero
10 righe da pagina 249:

Le Bourg, 27 luglio 1990. Sono qui disteso sul letto a Le Puech, e oramai mi sento un uomo più spaventato che ribelle. Sto invecchiando e la paura mi assale più facilmente. Ora trovo piùdifficile credere all'invisibile. Sono tormentato dalla sfortuna, da dubbi, preoccupazioni e ho la sensazionedi averli meritati. Il mio lavoro, il matrimonio, niente funziona come dovrebbe. Il prezzo che pago per la mia solitudine necessaria per scrivere, essere un uomo con cui nessuno riesce a vivere, mi pesa sempre di più. Tutti mi hanno preso in parola, giustamente :"Hai bisogno di stare solo? Allora restaci". Mi aspetto realisticamente, una vecchaia solitaria - ma non voglio diventare un relitto, aggrappato a un corpo in disfacimento. Piuttosto che pensare a queste cose mi alzo, mi vesto, e scendo di sotto a lavorare. Preparo il té e ascolto l'ultimo movimento della Sinfonia n.2 di Sibelius. Fuori, un vento moderato da nord-ovest canta con voce bassa contro i muri della casa.l

inviato il 26/04/2011
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Commenti

Il nero è in ognuno di noi, e - personalmente - esserne cosciente a volte dà senso ad una giornata.

ci sono certe facce che basta guardarle. Adesso vado a leggere il suo capolavoro, (il mio nome era Dora Suarez)ma non sono preoccupato, le strade pericolose sono uguali in tutto il mondo e Bologna non fa eccezione.
il nero è dentro di noi e a volte fa compagnia

Bologna all'inferno

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Massimo Fagnoni
Bologna all'inferno
Giraldi
10 righe da pagina 100:

Una sagra, una festa.
Ogni stand una storia, fatta di bandiere, immagini, video, fotografie,
colori.
Ogni storia ti chiama, t’invita ad entrare per spiegarti la bontà
del suo contenuto, la necessità della tua attenzione.
C’è lo spazio per i transessuali, dietro ad un banchetto un uomo
grasso e volgare vestito da donna fuma e parla con un altro travestito
più giovane.
Ci sono immagini di CheGuevara ovunque,Ariman pensa che
sia un secondo martirio per il guerrigliero dei tanti mondi essere
spalmato su tutto come se fosse senape dentro un hot dog.
La sua vita, la sua immagine, un’icona per giovani senza bandiera,
per un popolo senza dignità.
E’ così dolce farsi assorbire da questi suoni, da questo grasso
che cola fuori da ogni orifizio, con i suoi profumi caldi e invi-
tanti, una gara al suicidio culinario, un inno al colesterolo e
all’esplosione di fegati e cervelli, ignavia e superficialità nella
patria del socialismo diventato democratico, del comunismo
annullato, dell’utopia dimenticata.

inviato il 25/04/2011
Nei segnalibri di:

bolognesi per caso

bolognesi per caso 2 years 29 settimane fa

niente di più vicino alla sostanza dei ricordi sono i sogni e grazie per il commento, come al solito dall'universo femminile le considerazioni più centrate

Bologna non c'è più

Bologna non c'è più 2 years 45 settimane fa

anno 2015 la pubblicazione

Nel territorio del Diavolo

Nel territorio del Diavolo 7 years 16 settimane fa

non mi è piaciuto tutto e alcuni passaggi sono lontani dal mio modo di pensare, ma la sua lucidità relativamente all'atto creativo è fulminante e poi doveva essere una persona speciale, bello il racconto sui pavoni

stanze nascoste

stanze nascoste 7 years 28 settimane fa

ci sono certe facce che basta guardarle. Adesso vado a leggere il suo capolavoro, (il mio nome era Dora Suarez)ma non sono preoccupato, le strade pericolose sono uguali in tutto il mondo e Bologna non fa eccezione.
il nero è dentro di noi e a volte fa compagnia

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