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Pagina di numerodiciannove

Il libro dell'inquietudine

immagine copertina
Fernando Pessoa
Il libro dell'inquietudine
Canguri feltrinelli

Io allora vivrò in pace in una casetta alla periferia di qualcosa, godendomi una tranquillità in cui non dovrò fare il lavoro che comunque anche ora non faccio e cercando, per continuare il mio non fare niente, scuse diversa da quelle con le quali oggi evito il confronto con me stesso. Oppure sarò ricoverato in qualche ospizio per poveri, pago della mia completa sconfitta e confuso fra quei relitti umani che pensavano di essere geniali e invece erano solo mendicanti carichi di sogni; io, insieme alla massa anonima di coloro che non ebbero la forza per vincere e neppure la generosa rinuncia per vincere alla rovescia. Dovunque sia, proverò nostalgia per il principale, il signor Vasques, per questa stanza di Rua dos Douradores. E la monotonia della vita sarà per come il ricordo degli amori che non ebbi, o dei trionfi che non sarebbero mai stati.

inviato il 18/03/2013
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Altri libertini

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Pier Vittorio Tondelli
Altri libertini
Canguri Feltrinelli

Ti lascio che sono stata tanto bene assieme a te come mai mi era accaduto e non importa che ora ti dica quanto ti ho amato e ti amo, perché sai benissimo che non appena riguardi a quello che siamo stati, li ritrovi facilmente i segni del nostro amore. Sono tutti lì che dicono ciao a me che me ne vado perché proprio non ce la faccio a immaginarmi il tempo dello squagliamento e del deterioramento, con te che arriverai qui e comincerai a cancellare tutto e io non voglio che si apra la battuta di guerra, tutti e due lanciati a stracciare le belle cose che siamo stati, c’è solo tristezza quando si finisce una storia come la nostra, lasciamola dunque così, io non voglio infierire.

inviato il 18/03/2013
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Le stelle danzanti

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Gabriele Marconi
Le stelle danzanti
Vallecchi 2009

«Mi fai accendere?».
«Subito» disse lui, che le era arrivato alle spalle. E togliendole la sigaretta dalle labbra le girò il viso e la baciò. ...
«N-non ci conosciamo! Come…» lei cercò di farfugliare. Ma lui la baciò di nuovo, stavolta più a lungo, stringendola da dietro. «Oh, sì… ma che mi frega!» esclamò lei ridendo, e rispose con foga al bacio di Giulio, che aveva affondato una mano nella scollatura, colmandola col seno pieno e sodo, mentre l’altra scendeva a sollevarle la gonna. Lei cercò di girarsi, per poterlo abbracciare più comodamente, ma lui glielo impedì, schiacciandola contro il vetro della finestra… mordendole la nuca… E dopo un po’, abbandonandosi alle mani di Giulio che slacciavano e accarezzavano, fu lei a guidarlo dentro di sé inarcando i fianchi. E guardando la strada semibuia oltre il canale, dove i croati, insensibili al freddo, vigilavano dietro ai cannoni puntati su Fiume, gridò con tutta la vita che sentiva dentro, come Antinea a cavallo della tempesta.

inviato il 25/09/2010
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Commenti

Sicuramente da leggere :D

Si farfuglia quando non si riesce a trovare le parole, per pienezza di sentimenti!

Da leggere!

Lui la guardò con gli occhi vuoti, sorpreso, poi ricordò: «Già, il “Dimitros”. Ascoltami bene». E lei ascoltò. E non ebbe a pentirsene (non quella volta), perché fu la prima di una serie di avventure straordinarie insieme ai filibustieri di d’Annunzio, che la portarono ad essere nominata “uscocca ad honorem” («A dishonorem, oserei dire» aveva precisato lei socchiudendo gli occhi e spingendo con le mani sulla spalliera di un letto d’albergo nel porto di Trieste, mentre Giulio la martellava fino allo sfinimento).
Su La Vedetta d’Italia e su La testa di Ferro si parlò a lungo e con grande clamore di questa misteriosa ragazza che partecipava alle azioni degli uscocchi sfruttando la sua bellezza, ardimentosa e spregiudicata, ma senza mai pubblicarne la foto, per ragioni di segretezza. «Il che aumenta il suo fascino» aveva detto un giorno Host-Venturi, parlandone durante una riunione a Genova, in quell’incredibile estate del 1920. «No» aveva replicato Giulio, «le assicuro che lo diminuisce».

vado a letto... notte

sono un cretino :)))

come primo vedo l'utimo postato da maddalena

su questa di scrivi.10righedailibri.it

su quale pagina?

i segnalibri funziona

cento poesie d'amore a Ladyhawke

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Michele Mari
cento poesie d'amore a Ladyhawke
Einaudi 2007

Ti cercherò sempre
sperando di non trovarti mai
mi hai detto all’ultimo congedo

Non ti cercherò mai
sperando sempre di trovarti
ti ho risposto

Al momento l’arguzia speculare
fu sublime
ma ogni giorno che passa
si rinsalda in me
un unico commento
ed il commento dice
due imbecilli

inviato il 17/10/2011
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Commenti

che bella nota isabella! Sono d'accordo, i pavidi in amore fanno arrabbiare, che triste cosa la cattiva qualità del sentimento... Come diceva William Blake: chi desidera e non agisce genera solo pestilenza

la codardia in amore mi fa incazzare...però il libro mi attira.
Buona lettura

Bellissima! Rarissima struggente autoironia. Da leggere tutto. Credo che sará il mio prossimo acquisto in libreria. Grazie.

sono d'accordo. Ma credo che si possano unire le belle frasi ai bei gesti. Questa è l'elezione, l'aspirazione. Il dire e il fare non sono sempre i due lati di una scelta, credo invece che si possa - e si debba - Dire E Fare. E' bellissimo fare coesistere i due verbi.

Sai penso sempre alle belle frasi fatte di un linguaggio forte ,che non ferisca ,certamente sono semore i fatti,i gesti,gli sguardi che contano piu' delle parole ,ciao alessandro

michele mari in questa raccolta narra di quella certa codardia in amore, di quegli amori che non hanno il coraggio di lasciare l'attuale per il futuro forse più grande e bello... in alcuni momenti ti si schianta nel petto anche una grande risata per l'ironia e l'intelligenza di chi ama ma è sempre in attesa dei passi altrui.. una poesia moderna, piena di citazioni, e veramente divertente... qualità singolare in poesia

bella la prima parte di questa poesia,ma "quei due imbecilli" mi rattristano..ciao

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