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Pagina di chesa

Poesie

immagine copertina
Emily Dikinson
Poesie
Tradotto da Gabriella Sobrino
Newton 2003
10 righe da pagina 42:

1861
I'm Nobody! Who are you?
Are you Nobody -too?
Then there's a pair of us!
Dont tell they'd banish us -you know!
How dreary -to-be Somebody!
How public-like a Frog-
To tell yoiur name-the livelong June-
To an admiring Bog!
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
Io sono nessuno.Tu chi se?
Nessuno pure tu?
Allora siamo in due ,ma non dirlo-
potrebbero cacciarci ,lo sai!
Che fastidio essere qualcuno!
che volgarità-come una rana-
che dice il suo nome -tutto giugno
a un pantano che sta ad ammirarla!

inviato il 13/07/2015
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http://scrivi.10righedailibri.it/tu-mio-4-Le righe da me scelte riguardano:Tu,mio- autore,Erri De Luca,scritte da Sara68 un saluto,naty

Ciao Natalina, sei nella classifica finale 10 righe settimanali del mese di luglio. Ricordati di scegliere 10 righe che più ti piacciono da oggi 20 luglio a domenica 26. Riportando qui nei commenti il link del libro scelto. Grazie :-)

Thank so much! :)

Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense.

Dialogo sopra i due massimi sistemi

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Galileo Galilei
Dialogo sopra i due massimi sistemi
Einaudi
10 righe da pagina 70:

Eh, non tema già il signor Simplicio di simil cadute; io con sua assai minore spesa torrei ad assicurarlo del danno. Non ci è pericolo che una sì grande moltitudine di filosofi accorti e sagaci si lasci sopraffare da uno o dua, che faccino un poco di strepito; anzi col pure voltargli contro le punte delle lor penne, ma col solo silenzio, gli metteranno in disprezzo e derisione appresso l'universale. Vanissimo è il pensiero di chi credesse entrodur nuova filosofia col reprovar questo o quello autore: bisogna prima imparare a rifar i cervelli degli uomini, e rendergli atto a distinguer il vero dal falso, cosa che solo Dio la può far.

inviato il 25/11/2012
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Le tue 10 righe sono le più segnalibrate del giuco domenicale, vinci un libro incentivo! Ciao!

partecipo al minigiuoco domenicale http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-7-le-scienze

La speranza nella neve

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Maria Cristina Idini
La speranza nella neve
Inedito
10 righe da pagina 1:

Quello del 1914 era stato un inverno freddo a Istanbul. Ara lo ricordava bene, la neve che le inzuppava le calze bucate e le scarpe di tela era sudicia di terra e sangue. Istanbul non era più la stessa, sembrava una città fantasma, la gente stava rintanata, al caldo nella propria casa, per evitare i soldati e la gente come lei: gli armeni. Anche Mohammed, il fornaio simpatico con i suoi baffoni neri, che le regalava sempre i panini caldi, le aveva proibito di entrare nel suo negozio, qualche giorno prima. “Sei una sporca armena! Siete tutti ladri e usurpatori!”
Erano arrivati i soldati, uguali a quelli che avevano portato via i suoi genitori. Ara sentiva rimbombare nella testa le urla di sua madre, silenziose e assordanti “Ara, scappa, corri!”. I soldati li avevano picchiati e trascinati via, avevano distrutto la loro bella casa dicendo che tutto ciò che possedevano lo avevano rubato. E lei aveva obbedito all'ultima richiesta di sua madre, era scappata.

inviato il 16/11/2012
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grazie Natalina :)))

ho preso-
libreria -il Nemrut -Dagj--Ho scritto in fretta ,ed emozionata per il ricordo risvegliato...Scusa gli errori.Ciao

Ale,mi hai ricordato con il primo racconto ...Istanbul...l'ho visitata,ed inoltre conosco molto bene l'Anatolia...il Nemurt -Dagi.luoghi mitici,ho presso poco fa dalla libreia "La strada per Smirne";inizia così:E'il 1916 e la deportazione degli armeni...
Sono contenta di leggere lavori di giovani studenti ,danno speranza ,per un mondo fatto di conoscenza,e cultura.Complimenti ,che bella gratificazione per te e per loro.

ciao Naty, sono i lavori dei miei studenti del corso di scrittura creativa :) spero ti piacciano :) li stiamo per pubblicare :)

di più... anche se inedito, mostra di meritare questa possibilità e visto che pubblicano canes et porci, per dirla alla latina, e senza malanimo, nessuno me ne voglia.

Sotto il cielo dell'Uganda

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Ilenia Unida
Sotto il cielo dell'Uganda
Inedito 2010
10 righe da pagina 3:

L’indomani visito il piccolo paziente che ancora non aveva ripreso conoscenza e mi stupisco nuovamente della sua tenera età, poteva essere coetaneo del figlio di mia sorella Kitty. Gli metto una pezza bagnata sulla fronte per dargli un po’ di sollievo ma probabilmente il bambino disturbato da ciò spalanca gli occhi di scatto. Mi osserva per un lungo istante, perplesso, per poi vagare con lo sguardo per la stanza. Improvvisamente, come destandosi da un lungo sonno, comincia a sbraitare e inveire contro di me. Si solleva di scatto cercando di saltarmi addosso ma viene bloccato dal dolore alla spalla ed emette un grido di puro dolore. Mi avvicino cautamente cercando di prevedere un sua possibile reazione che puntualmente giunge: infatti mi sferra un calcio all’addome che mi fa letteralmente piegare in due. Non ero mai stato bravo a fare a botte.

inviato il 16/11/2012
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non sarebbe impossibile, il problema è che non sappiamo se questo a.s. sarà attivato :/

E io non posso partecipare al corso, anche se ho finito il liceo da 4 anni? :(

ciao Paola Paola :) sì, almeno ci provo :) Ilenia è troppo cara, la verità è che loro, i ragazzi, sono straordinari :) saluti

P.s. anche se lo ha già fatto lei ci tengo tanto a ringraziarvi tutti, davvero di cuore.

Mi permetto di rispondere io per la prof. Lei non è un insegnate è L'INSEGNANTE del corso di scrittura del Liceo Marconi. Oltre ad avere una pazienza e una disponibilità infinita nel leggere e corregere i nostri scritti è davvero un insostituibile sostegno per noi aspiranti scrittori. Insomma è una grande =)

2030

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Enrico Meloni
2030
inedito 2011
10 righe da pagina 1:

Daniele e Francesca si districarono tra la folla, raggiunsero il parcheggio e andarono all'abitazione della donna. Cenarono velocemente e si sedettero sul divano per guardare un film. Dopo qualche ora qualcuno bussò alla porta. «Polizia! Apra subito!» Lei sussultò, e ignorando lo sguardo stupito dell'amico, aprì un cassetto e gli diede un foglio. I poliziotti avevano dato un secondo avviso. Sfondarono la porta ed entrarono con le pistole puntate. Lei non oppose resistenza e i poliziotti la portarono in macchina; le proteste di Daniele furono inutili. Si ritrovò da solo con quel foglio. Lo lesse tutto d'un fiato. Inorridì. Nonostante tutto salì al piano di sopra, nello studio, e accese il computer. Inserì i dati che erano riportati nel foglio; ottenne l'accesso a tutti i file che la donna inseriva illegalmente nel sito Progetto Antigone. Salvò tutto su un supporto esterno che avrebbe portato alla polizia per dimostrare che lei aveva ragione. Dopo qualche minuto arrivò alla centrale e cercò di convincere la guardia a permettergli di parlare con la donna.

inviato il 16/11/2012
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per l'ambientazione in un non tanto remoto futuro :)

Alessandra perché 2030? :))

Quello però non lo fece passare, e cercò di spingerlo fuori. Daniele non si arrese subito, ma un grido seguito da uno sparo gli fece abbassare la guardia, e il poliziotto lo buttò fuori. Lui urlò con tutto il fiato e la rabbia che aveva in corpo. Poi si accasciò davanti alla centrale e lì rimase per tutta la notte.
Arrivò l'alba. Si alzò, salì in macchina e andò alla redazione del suo giornale. Entrò nella sala macchine, dove stavano per stampare il giornale. Un collega lo salutò animatamente, ma quando diede le spalle a Daniele, quest'ultimo lo colpì alla nuca lasciandolo a terra svenuto.
Dopodiché accedette al computer e fece delle modifiche al giornale. Pubblicò tutte le informazioni che aveva trasferito dal computer di Francesca. Mandò il giornale in stampa. Uscì, salì in macchina e partì. Lontano. Senza una destinazione.

La bottega degli umanisti

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Ilaria Piretta
La bottega degli umanisti
Inedito 2010
10 righe da pagina 1:

Avevo sempre desiderato farlo. Per quasi tutta la mia vita è stato il mio obiettivo, il mio sogno nel cassetto. Da quando ho letto un libro non ho sognato che questo. Scrivere una storia. Comporre un racconto, intrecciare intrighi, cucire personaggi, unire fatti tra di loro opposti. Mi raffiguravo come una paziente tessitrice che spendeva giornate intere, trascorreva tutta la vita, su una sedia per preparare capolavori. Avrei fatto questo per tutta la vita, finche non avessi avuto gli occhi così stanchi e vecchi da non scorgere neanche la luce. Ma io la luce non l’ho mai vista. I miei occhi non sono mai riusciti a scorgere il chiarore delle parole, la magia della letteratura. Ho provato migliaia, che dico, milioni di volte a scrivere una storia, anche solo una piccola fiaba, ma niente. Il mio cervello è sempre stato sterile, prima ancora di conoscere la fertilità.

inviato il 16/11/2012
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Problemi e strutture del mimo a Roma

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Luciano Cicu
Problemi e strutture del mimo a Roma
Edizioni Gallizzi 1988
10 righe da pagina 21:

Nessun cittadino romano, umile quanto si voglia, avrebbe osato esibirsi a volto scoperto, com'era costume del mimo, in compagnia e nelle funzioni di ambigui cinaedi, donne di costumi corrotti, guitti senza dignità, sfuggiti in qualche modo alla condizione servile o, nella migliore delle ipotesi, emigrati dall'area greco-orientale nella potenza emergente alla ricerca di fortuna. Quei Graeculi, disponibili ad ogni genere di compromesso morale per sopravvivere, erano sopportati con degnazione e disprezzo dai ceti medio-alti e non senza qualche preoccupazione per il contagio, che il loro modello di vita poteva diffondere nella severa Weltanschauung romana. [...] Questo atteggiamento, con rare eccezioni, perdurò almeno per tutta l'epoca repubblicana.

inviato il 16/11/2012
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Memorie del sottosuolo

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Fedor Dostoevskij
Memorie del sottosuolo
Super ET Einaudi
10 righe da pagina 45:

A quel tempo non avevo che ventiquattro anni. La mia vita era già allora tetra, disordinata e solitaria fino alla selvatichezza. Non frequentavo nessuno ed evitavo perfino di parlare e sempre più mi ficcavo nel mio angolo. Nel luogo dov'ero impiegato, in ufficio, mi sforzavo perfino di non guardare nessuno, e notavo benissimo che i miei colleghi non solo mi ritenevano un originale, ma- avevo sempre anche questa impressione- pareva mi considerassero con un certo disgusto. Mi veniva in mente di chiedermi come mai a nessuno, tranne che a me, sembrava d'esser guardato con disgusto. Uno dei nostri impiegati d'ufficio aveva una faccia ripugnante e arcibutterata e perfino, si sarebbe detto, brigantesca. Mi sembrava che io, con una faccia così indecente non avrei osato nemmeno gettare uno sguardo su nessuno.

inviato il 11/11/2012
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Perché sono libera di mettere i segnalibri a chi mi pare e non devo spiegazioni a nessuno, specie a un maleducato della sua risma.

Anonymus vai dal medico, uno bravo

Inchiostro antipatico non c'è bisogno di cancellarti, sei nuovo/a ed è capitato anche altre volte. Posta le tue 10 righe così entri meglio nel meccanismo e sarai apprezzato/a. :)

Ognuno è libero di mettere i suoi segnalibri a chi più preferisce, non c'è bisogno di insinuare alcunché.

ho iniziato col piede sbagliato cancello l'iscrizione scusate

Delitto e castigo

immagine copertina
Fedor Dostoevskij
Delitto e castigo
Tradotto da A. Polledro
Einaudi 1993
10 righe da pagina 153:

Appen l'uscio si chiuse dietro di lei, il malato gettò via da sé la coperta e, quasi come pazzo, balzò dal letto. Con una bruciante, convulsa impazienza aveva atteso che se ne andassero per mettersi subito all'opera mentre non c'erano. Ma a quale opera, a quale? - pareva che per dispetto se ne fosse dimenticato. "Dio mio! Dimmi una cosa sola: sanno già tutto o non sanno ancora? E se già sapessero e simulassero soltanto per stuzzicarmi mentre sono in letto, ma poi d'un tratto venissero a dirmi che è ormai risaputo da molto tempo e che loro l'han fatto soltanto così ... Dunque che fare adesso? Come farlo apposta, me ne son dimenticato; così all'improvviso, e un momento fa me ne ricordavo! ...". Egli stava in piedi in mezzo alla camera e in una tormentosa incertezza si guardava attorno.

inviato il 11/11/2012
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Partecipo al Giuoco domenicale #6: Fedor http://scrivi.10righedailibri.it/giuoco-domenicale-6-fedor

Operette morali

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Giacomo Leopardi
Operette morali
Oscar Mondadori 1988
10 righe da pagina 89:

La scommessa di Prometeo

L’anno ottocento trentatremila dugento settantacinque del regno di Giove, il collegio delle Muse diede fuora in istampa, e fece appiccare nei luoghi pubblici della città e dei borghi d’Ipernéfelo, diverse cedole, nelle quali invitava tutti gli Dei maggiori e minori, e gli altri abitanti della detta città, che recentemente o in antico avessero fatto qualche lodevole invenzione, a proporla, o effettualmente o in figura o per iscritto, ad alcuni giudici deputati da esso collegio. E scusandosi che per la sua nota povertà non si poteva dimostrare così liberale come avrebbe voluto, prometteva in premio a quello il cui ritrovamento fosse giudicato più bello o più fruttuoso, una corona di lauro, con privilegio di poterla portare in capo il dì e la notte, privatamente e pubblicamente, in città e fuori; e poter essere dipinto, scolpito, inciso, gittato, figurato in qualunque modo e materia, col segno di quella corona dintorno al capo.

inviato il 29/06/2012
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Partecipo a Leopardiamo http://scrivi.10righedailibri.it/leopardiamo

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