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Pagina di garageclaudia

Alice Undergound

immagine copertina
Lewis Carroll
Alice Undergound
Tradotto da Adele Cammarata
Nuovi Equilibri 2002
10 righe da pagina 116:

"Che curiosa sensazione!" disse Alice, "dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio".
Così era in effetti: adesso era alta solamente dieci pollici, e il viso le si illuminò al pensiero che era della misura giusta per attraversare la porticina ed entrare in quell'incantevole giardino. Per prima cosa però, attese qualche minuto per vedere se rimpiccioliva ancora: questo la faceva sentire un po' inquieta, "perchè potrebbe andare a finire, lo sai" disse Alice a se stessa, "che sparisco tutt'assieme, come una candela, e allora come sarei? mi chiedo" e provò a immaginare com'è la fiamma di una candela dopo che la candela si spegna, perchè non ricordava di averne mai vista una.

inviato il 06/12/2011
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Paradisi Artificiali

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Charles Baudelaire
Paradisi Artificiali
Tradotto da Sergio de la Pierre
Biblioteca economica Newton 1996
10 righe da pagina 124:

Da tempo l'oppio non faceva più sentire il suo potere attraverso incantesimi ma mediante torture, e tali torture (cosa perfettamente credibile e in accordo con tutte le esperienze relative alla difficoltà di interrompere vecchie abitudini di qualsiasi natura) erano cominciate con i primi tentativi di sbarazzarsi di questo tiranno quotidiano. L'autore preferì, tra due agonie (l'una derivante dall'uso continuato, l'altra dalla sua interruzione), ci dice, quella che aveva una possibilità di salvezza.

inviato il 06/12/2011
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Commenti

Complimenti Claudia hai vinto un libro incentivo per le migliori <<10righeogni10giorni>>
manda una email all'indirizzo info@10righedailibri.it ed uno dei nostri editori ti spedirà un libro in regalo!
Grazie ancora per le belle righe che hai condiviso con noi.
Isabella

fight club

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Chuck Palahniuk
fight club
Tradotto da Tullio Dobner
Oscar Mondadori 2004
10 righe da pagina 48:

Quelli del Fight Club non sono quelli del mondo reale. Anche se tu dicessi al ragazzo della copisteria che è un combattente fenomenale, non parleresti alla stessa persona.
Quello che sono io al Fight Club non è uno che il mio capo conosce.
Dopo una sera al Fight Club ogni cosa del mondo reale si ridimensiona. Niente può farti più incazzare. La tua parola è legge e se qualcuno viola quella legge o la mette in dubbio, non t'incazzi lo stesso.
Nel mondo reale io sono un coordinatore di operazioni di ritiro in giacca e cravatta, seduto al buio con la bocca piena di sangue a cambiare i valori di spesa e le dia mentre il mio capo spiega alla Microsoft come ha scelto per icona una particolare sfumatura di celeste fiordaliso.

inviato il 05/12/2011
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La Porta Proibita

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Tiziano Terzani
La Porta Proibita
TEA 2006
10 righe da pagina 112:

Un uomo zappa la terra con un rudimentale strumento di ferro. Un altro, legato a un carretto, lo tira con l'aiuto dei suoi figli. Una donna gira attorno a un basamento di granito e macina il granturco spingendo una pesante ruota di pietra. Oggi, come centinaia di anni fa: zappare, tirare, spingere, sudare; con gli stessi strumenti, gli stessi gesti. Una generazione dopo l'altra.
Le montagne, consumate dal tempo e dagli uomini, mostrano, come fossero scarnificate, il loro scheletro di sassi e rocce nude. La terra delle pianure, vangata e rivangata milioni di volte da laboriosissimi contadini alla continua ricerca di cibo, sembra essere esausta, come gli uomini stessi, da secoli e secoli di lavoro ingrato.

inviato il 29/11/2011
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Mucho Mojo

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Joe R. Lansdale
Mucho Mojo
Tradotto da Vittorio Curtoni
Einaudi 2007
10 righe da pagina 32:

Un momento prima c'era solo la solita strada, rossa e vuota, che passa davanti a casa di Leonard, e più dietro grandi pini e querce e grovigli di rampicanti, e sopra tutto nubi bianche e morbide come le basette di Dio, e un momento dopo il vento cambiò bruscamente direzione, soffiò più potente da nord, diventò umido e appiccicoso, e le nuvole cominciarono a roteare e gonfiarsi e ingrigirsi agli orli. Da nord rotolarono giù altre nubi ancora più scure, e riempirono il cielo e scaricarono la loro pioggia e i pini divennero color porpora per le ombre e la strada dal rosso passò al marrone sangue coagulato, poi a un colore più scuro. La pioggia cominciò a picchiare duro, e il vento la scaraventò sulla veranda in aghi color acciaio che mi punsero la faccia e mi riempirono le narici dell'odore della terra bagnata.

inviato il 29/11/2011
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le porte della percezione

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Aldous Leonard Huxley
le porte della percezione
Tradotto da Lidia Sautto
Arnoldo Mondadori 1986
10 righe da pagina 70:

Che l'umanità in genere sarà mai in grado di fare a meno dei Paradisi Artificiali, sembra molto improbabile. La maggior parte degli uomini e delle donne conduce una vita, nella peggiore delle ipotesi così penosa, nella migliore così monotona, povera e limitata, che il desiderio di evadere, la smania di trascendere se stessi, sia pure per qualche momento, è, ed è stato sempre, uno dei bisogni principali dell'anima.

inviato il 29/11/2011
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Mia è la Vendetta

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Edward Bunker
Mia è la Vendetta
Tradotto da Emanuela Turchetti
Einaudi 2009
10 righe da pagina 178:

Rube si fece avanti; i suoi occhi avevano una vivacità ingiustificata, considerata la situazione. - Mi spiace che sei finito qui ragazzo, ma... ti va di filartela?
Roger si domandò se aveva capito bene. - Che?
- Ci crederesti che sei arrivato appena in tempo per dartela?
Il battito cardiaco di Roger fece cilecca mentre la speranza si riaccendeva in lui, ma un attimo dopo il cinismo della realtà gli insinuò il dubbio.
-Com'è possibile?
Rube si voltò a guardare al di sopra della spalla per accertarsi che l'agente di guardia non fosse nei paraggi. - Abbiamo tagliato la rete e le sbarre della passerella, - rispose abbassando la voce.
Era vero? e anche se fosse stato vero, dove sarebbero andati? Erano sempre nel Braccio della Morte.

inviato il 20/06/2011
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Vagabonding

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Rolf Potts
Vagabonding
Tradotto da Stefano Beretta
Ponte alle Grazie 2008
10 righe da pagina 26:

Il Vagabonding insegna invece a mollare la presa sulle cosiddette certezze di questo mondo e a non confinare il viaggio in un periodo della nostra vita lontano e apparentemente più adatto. Con il Vagabonding assumiamo il controllo delle circostanze invece di aspettare che siano loro a decidere del nostro destino.
Perciò il problema di come e quando iniziare a vagabondare non è affatto un problema. Si incomincia adesso. Anche se la realtà pratica del viaggio è ancora distante mesi e anni, il vagabonding comincia nel momento in cui smettete di trovare delle scuse, iniziate a mettere da parte il denaro e a guardare le cartine emozionati per le opportunità che vi si offrono.

inviato il 06/06/2011
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La Casa dei Fiamminghi

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Georges Simenon
La Casa dei Fiamminghi
Tradotto da Germana Cantoni de Rossi
Adeplhi 1997
10 righe da pagina 36:

Maigret, come al solito, alle otto era già in piedi. Con le mani nelle tasche del cappotto e la pipa fra i denti, rimase per un po' immobile davanti al ponte, ora guardando il fiume in piena, ora lasciando vagare lo sguardo sui passanti.
Il vento soffiava con la stessa violenza del giorno prima, e faceva molto più freddo che a Parigi.
Ma da che cosa si capiva che quello era un luogo di frontiera? Dalle case coi mattoni a vista, di un brutto marrone scuro, che erano già tipicamente belghe, con la soglia di pietra e le finestre adorne di vasi di rame?
Dei lineamenti dei valloni, più duri, più marcati? Dalle uniformi dei doganieri belgi? O forse dal fatto che nei negozi veniva accettata la valuta di entrambi i paesi?
In ogni caso l'atmosfera era inconfondibile: ci si trovava in una zona di confine dove vivevano fianco a fianco due etnie diverse.

inviato il 03/06/2011
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La Collina dei Suicidi

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James Ellroy
La Collina dei Suicidi
Tradotto da Marco Pensante
Mondadori 1994
10 righe da pagina 34:

Bobby "Boogaloo" Garcia guardò suo fratello minore Joe che si allentava il collare da prete e faceva finta di suonare la chitarra davanti allo specchio in camera da letto. Si rese conto che la tenuta da sacerdote che aveva addosso era stretta, e disse: -Oggi non mi devi rompere con le tue stronzate di rock 'n' roll, pendejo. Io ho smesso di boxare perchè quei negri continuavano a mandarmi giù al terzo round, e tu non diventerai mai un musicista, perchè non hai nè grinta nè talento. Ma abbiamo un lavoro da fare, e siamo indietro sulla quota mensile. Per cui muoviamoci.

inviato il 31/05/2011
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Claudia, abbiamo pubblicato le tue 10 righe nei Compleanni d'autore : ) http://scrivi.10righedailibri.it/compleanni-dautore-james-ellroy

L'enigma del solitario

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Jostein Gaarder
L'enigma del solitario
TEA
10 righe da pagina 166:

Lui lo prese e lo esaminò con attenzione. Non credo che fosse un esemplare particolarmente raro, ma era la prima volta che io gli procuravo un jolly. Mischiò il jolly in un mazzo che trovò nel nostro bagaglio, poi posò il tutto sul comodino. Un attimo dopo, quel jolly gli ricomparve in mano, come se fosse spuntato dal nulla. Avevo osservato attentamente tutta l'operazione, e avrei potuto giurare che aveva infilato il jolly dentro il mazzo. O forse l'aveva fatto uscire dalla manica della giacca. Ma come c'era entrato, nella manica? Non riuscivo a capire come una cosa potesse sbucare dal nulla.

inviato il 07/12/2011
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Il compito di un gatto di strada

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Margherita Oggero
Il compito di un gatto di strada
Einaudi
10 righe da pagina 8:

Prima di accasarsi nel cortile di corso Regina Margherita, Rossana era una gatta di strada e aveva passato la gioventù on the road. Di quell'epoca ricordava i vagabondaggi spericolati, le lotte per la conquista del cibo, le serate trascorse in cantine umide insieme a gatti alternativi, a gatti sciolti, a gatti impegnati nel sociale. Quante discussioni infervorate sulla condizione felina nel mondo, sulle questioni etiche relative all'aumento della popolazione, sulla lotta contro la repressione del randagismo! Serate e serate di proposte e controproposte da mettere ai voti, di relazioni da stilare, di mozioni da far circolare. Ma erano tempi di stagnazione economica e le masse, indifferenti ai grandi temi, badavano solo al sussidio alimentare elargito dalle gattare, mentre la schiera dei gatti da salotto, imborghesiti fino alle midolla, non gradiva alcuna variazione allo status quo.

inviato il 08/12/2011
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L'uccello che girava le viti del mondo

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Murakami Haruki
L'uccello che girava le viti del mondo
Einaudi
10 righe da pagina 341:

Gradualmente la mia coscienza ne scivolò di nuovo fuori. Immaginavo di essere diventato l'uccello-giraviti, volavo nel cielo estivo, mi fermavo sul ramo di un grande albero e giravo le viti del mondo. Se lui era davvero scomparso, qualcuno doveva assumersi il suo ruolo. Qualcuno doveva girare quelle viti al suo posto. Altrimenti a poco a poco si sarebbero allentate, e alla fine tutto il delicato meccanismo si sarebbe fermato. Ma a parte me, non sembrava che qualcun altro si fosse accorto della sua assenza.

inviato il 06/12/2011
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La sedia vuota

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Jeffery Deaver
La sedia vuota
Tradotto da Maura Parolini e Matteo Curtoni
Sonzogno 2006
10 righe da pagina 90:

‎"Oh, è esattamente così. Destrezza manuale, conigli che sbucano dai cilindri. Ma si ricordi che l'illusione è basata su... su cosa, Ben?"
Il giovane si schiarì la voce, arrossì e scosse la testa. "Ehm, non saprei, signore."
"L'illusione è basata sulla scienza." Lanciò un'occhiata ad Amelia. "Ti chiamerò appena avrò trovato qualcosa."
Le due donne e Jesse Corn lasciarono il laboratorio.
E così, con le preziose prove disposte davanti a sé, l'attrezzatura pronta e l'organizzazione delle ricerche risolta, Lincoln Rhyme appoggiò la testa allo schienale della sedia a rotelle e osservò i sacchetti di plastica che l'agente Sachs gli aveva consegnato, forzando, o forse costringendo, la sua mente ad aggirarsi là dove le sue gambe non potevano portarlo, a toccare ciò che le sue mani non potevano sentire.
(La sedia vuota, Jaffery Deaver, Sonzogno 2006, trad. Maura Parolini e Matteo Curtoni, pag.90)

inviato il 06/12/2011
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In Asia

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Tiziano Terzani
In Asia
Tea 2004
10 righe da pagina 138:

Se la storia avesse un odore sarebbe quello di questa città all'alba, quando le chiese son deserte e le case da gioco ancora affollate, quando i mendicanti si levano dalle panchine del lungomare e le coppie infreddolite guardano nelle vetrine dei prestasoldi gli orologi, le catenine d'oro, le penne stilografiche lasciate in pegno e perse da altri giocatori. Dall'alto dei loro piedistalli, eroi e santi di pietra puntano le loro spade e le loro croci occidentali contro il cielo d'Asia che si rischiara. Dai templi cinesi si levano zaffate d'incenso e mormorii di preghiere. Sulle acque giallastre della baia, dove sfocia il Fiume delle Perle, scivolano giunche di legno a vele spiegate. L'alba a Macao non è l'inizio di un nuovo giorno, ma solo un momento nell'eterno avvicendarsi di oscurità e di luce, come l'alternarsi del rosso e del nero nelle ruote delle roulette che qui non si fermano mai.

inviato il 06/12/2011
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Il viaggiatore

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Stig Dagerman
Il viaggiatore
Iperborea

E' una giornata mite e il sole splende obliquamente sulla pianura. E' domenica, tra poco suoneranno le campane. Fra i campi di segale due bambini hanno scoperto un sentiero che non avevano mai percorso e nei tre villaggi della piana luccicano i vetri delle finestre. Gli uomini si radono davanti a specchi appoggiati su tavoli da cucina, le donne canterallano affettando il pane per il caffè, e i bambini si abbottonano le camicette. E' la mattina felice di un giorno infausto perchè in questo giorno nel terzo villaggio un bambino sarà ucciso da un uomo felice. Il bambino è ancora seduto sul pavimento e si abbottona la camicetta, l'uomo che si sta radendo la barba dice che oggi faranno una gita in barca sul fiume mentre la donna canterella e mette il pane appena affettato su un piatto blu.

inviato il 07/12/2011
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Dagerman ci offre una raccolta di riflessioni. Una visione, quella estrapolata dai suoi occhi, tramutata poi in parole, a tratti satirica, a tratti tristemente realistica. E la realtà è difatti l'unico vero grande Male, da ella non si sfugge. Triste, deprimente e asfissiante al punto tale da trovare consolazione solamente nella morte. Dagerman muore suicida all'età di 31 anni. Il suo bisogno di consolazione non è stato ascoltato da nessuno se non dalla morte stessa (e da noi, giunti troppo tardi). Le sue care e amate parole, nelle quali confidava, non lo hanno aiutato. Ma possono aiutare noi, sono un monito dal quale trarne insegnamenti. «Dimenticatelo spesso».

Ciao Mattia......"Posso riempire tutti i miei fogli bianchi con le più belle combinazioni di parole che sorgono dal mio cervello. Siccome desidero assicurarmi che la mia vita non sia priva di senso e che io non sia solo sulla terra, raccolgo le parole in un libro e ne faccio dono al mondo. Il mondo mi dà in cambio dei soldi, la fama e il silenzio. Ma che m’importa dei soldi, che m’importa di contribuire a rendere più grande e perfetta la letteratura? L’unica cosa che m’importa è quella che non ottengo mai: l’assicurazione che le mie parole hanno toccato il cuore del mondo. Cos’è allora il mio talento se non una consolazione per la mia solitudine?"....

Adoro Dagerman, grazie per avere condiviso queste righe. :)

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Il Segreto

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Sebastian Barry
Il Segreto
Tradotto da Licia Vighi
Edizioni Mondolibri su licenza RCS Libri SPA
10 righe da pagina 307:

« Mi è venuta voglia di chiedergli come stava procedendo la primavera fuori, dal momento che si era rivelato un botanico, o la cosa che più gli si avvicinava. Bianco, giallo, blu è la sequenza. Bucaneve, giunchiglie e campanule, e quando le giunchiglie spuntano, i bucaneve cominciano ad appassire. Mi chiedo come mai succeda. Mi chiedo come mai succeda qualunque cosa. »Mi è venuta voglia di chiedergli come stava procedendo la primavera fuori, dal momento che si era rivelato un botanico, o la cosa che più gli si avvicinava. Bianco, giallo, blu è la sequenza. Bucaneve, giunchiglie e campanule, e quando le giunchiglie spuntano, i bucaneve cominciano ad appassire. Mi chiedo come mai succeda. Mi chiedo come mai succeda qualunque cosa.

inviato il 06/12/2011
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Ambra, di che anno è il libro da cui hai tratto le 10 righe? :)

Che fine ha fatto Mr Y.

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Scarlett Thomas
Che fine ha fatto Mr Y.
Edizioni Mondolibri su licenza Newton Compton SRL
10 righe da pagina 47:

Sono io Mr. Y? Devo esserlo, perché il libro funzioni? Quand'ero una ragazzina, promettevo sempre a me stessa di non identificarmi mai con i personaggi principali, perché di solito a costoro capitavano disavventure o, peggio ancora, cose importanti, e non potevo sopportare l'idea che accadessero anche a me, al sé che proietti nel romanzo mentre lo leggi. Perciò decidevo di "essere" un personaggio secondario. A volte morivo, altre volte scoprivo che ero malvagia. Ma almeno non dovevo occupare il centro della scena. Ora che sono cresciuta leggo in modo più convenzionale. In questo momento sono preoccupata per Mr Y./me stessa e mi sembra che fuori stia piovendo, anche se non è così.

inviato il 06/12/2011
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Alice Undergound

immagine copertina
Lewis Carroll
Alice Undergound
Tradotto da Adele Cammarata
Nuovi Equilibri 2002
10 righe da pagina 116:

"Che curiosa sensazione!" disse Alice, "dev'essere che mi sto chiudendo come un telescopio".
Così era in effetti: adesso era alta solamente dieci pollici, e il viso le si illuminò al pensiero che era della misura giusta per attraversare la porticina ed entrare in quell'incantevole giardino. Per prima cosa però, attese qualche minuto per vedere se rimpiccioliva ancora: questo la faceva sentire un po' inquieta, "perchè potrebbe andare a finire, lo sai" disse Alice a se stessa, "che sparisco tutt'assieme, come una candela, e allora come sarei? mi chiedo" e provò a immaginare com'è la fiamma di una candela dopo che la candela si spegna, perchè non ricordava di averne mai vista una.

inviato il 06/12/2011
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I tre moschettieri

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Alexandre Dumas
I tre moschettieri
I mammut
10 righe da pagina 422:

D'Artagnan, con l'occhio umido di riconoscenza e brillante di gioia, ritornò da Athos che trovò ancora a tavola, che guardava l'ultimo suo bicchiere di vino di Malaga attraverso la lampada. "Ebbene", disse D'Artagnan,"essi pure lo hanno rifiutato". "Perchè nessuno, mo caro, ne è più degno di voi", rispose Athos. Egli prese una penna, scrisse un brevetto il nome di D'Artagnan e glielo rese. "Non avrò più dunque amici!...", disse il giovane afflitto. "Ahimè, più niente se non che tristi rimembranze." E lasciò cadere la testa fra le mani, mentre due grosse lacrime gli scorrevano lungo le guance. "Voi siete giovane", riprese Athos, "le vostre amare rimembranze hanno tutto il tempo di cambiarsi in dolci ricordi."

inviato il 05/12/2011
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Mar, carica un'immagine per il tuo profilo ;)

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