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Pagina di Barbara Antonacci

Le Occasioni

immagine copertina
EUGENIO MONTALE
Le Occasioni
Einaudi 1996
10 righe da pagina 20:

La rondine vi porta
fili d'erba, non vuole che la vita passi.
Ma tra gli argini, a notte, l'acqua morta
logora i sassi.
Sotto le torce fumicose sbanda
sempre qualche ombra sulle prode vuote.
Nel cerchio della piazza una sarabanda
s'agita al mugghio dei battelli a ruote.

inviato il 22/03/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di marzo. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 27 marzo a domenica 2 aprile, riportando qui nei commenti il link.

Grazie Natalina. :*

Segnalibrone...che bella!

Eugenio Montale nacque a Genova il 12 ottobre 1896.
Premio Nobel per la letteratura nel 1975.

Ossi di seppia

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Eugenio Montale
Ossi di seppia
Mondadori Collana: Oscar poesia del Novecento 2003
10 righe da pagina 21:

L'AGAVE SULLO SCOGLIO.
Scirocco
O rabido ventare di scirocco
che l'arsiccio terreno gialloverde
bruci;
e su nel cielo pieno
di smorte luci
trapassa qualche biocco
di nuvola, e si perde.
Ore perplesse, brividi
d'una vita che fugge
come acqua tra le dita;
inafferrati eventi,
luci - ombre, commovimenti
delle cose malferme della terra;
oh alide ali dell'aria
ora son io
l'agave che s'abbarbica al crepaccio
dello scoglio
e sfugge al mare da le braccia d'alghe
che spalanca ampie gole e abbranca rocce;
e nel fermento
d'ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.

inviato il 15/03/2017
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Eugenio Montale nacque a Genova il 12 ottobre 1896.
Premio Nobel per la letteratura nel 1975.

Ragionevoli dubbi

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Gianrico Carofiglio
Ragionevoli dubbi
Sellerio Editore Palermo 2006
10 righe da pagina 116:

Ogni lavoro ha i suoi punti, i suoi indizi di rottura. Delle crepe sul muro della coscienza da cui capisci - dovresti capire - che bisognerebbe smettere, cambiare, fare altro. Se fosse possibile. Naturalmente quasi mai lo è. E comunque quasi mai si ha il coraggio anche solo di pensarci. Io avevo molti segnali di rottura. Uno di questi era la nausea.

inviato il 14/03/2017
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Gianrico Carofiglio, nato a Bari il 30 maggio del 1961.

L'uomo dal fiore in bocca

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Luigi Pirandello
L'uomo dal fiore in bocca
Mondadori 1923
10 righe da pagina 7:

Ah, non lasciarla mai posare un momento l'immaginazione: - aderire, aderire con essa, continuamente, alla vita degli altri... - ma non della gente che conosco. No, no. A quella non potrei! Ne provo un fastidio, se sapesse, una nausea. Alla vita degli estranei, intorno ai quali la mia immaginazione può lavorare liberamente, ma non a capriccio, anzi tenendo conto delle minime apparenze scoperte in questo e i quello. E sapesse quanto e come lavora! Fino a quanto riesco ad addentrarmi! Vedo la casa di questo e di quello; ci vivo; mi ci sento proprio, fino ad avvertire... sa quel particolare alito che cova in ogni casa? Nella sua , nella mia - Ma nella nostra, noi, non l'avvertiamo più, perchè è l'alito della nostra vita,mi spiego?

inviato il 20/02/2017
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Ciao Barbara, le tue 10 righe sono le finaliste settimanali del mese di Febbraio, per Te un libro incentivo. Manda i tuoi dati all'indirizzo: libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei finalista settimanale del mese di Febbraio, ricordati di scegliere 10righe che più ti piacciono partendo da oggi 27 febbraio a domenica 05 marzo, riportando qui nei commenti il link.

Luigi Pirandello nacque a Girgenti il 28 giugno 1867.
Insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934.

La chimera

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SEBASTIANO VASSALLI
La chimera
EINAUDI 1990
10 righe da pagina 260:

C'è sempre, arriva sempre nella vita di un uomo che abbia avuto in gioventù un forte stimolo ideale, il momento in cui prende atto definitivamente, senza più speranze né illusioni né sogni, dell'inerzia delle cose e del mondo. Il momento in cui capisce che la fede non smuove le montagne; che le tenebre prevarranno sempre sulla luce, l'inerzia soffocherà il moto e così via.

inviato il 06/02/2017
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Ciao Barbara, sei finalista settimanale del mese di Febbraio.

Sebastiano Vassalli nacque a Genova il 25 ottobre del 1941.

LA NAUSEA

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Jean-Paul Sartre
LA NAUSEA
Tradotto da B. Fonzi
Einaudi tascabili 2005
10 righe da pagina 130:

Non posso dire di sentirmi sollevato né contento: al contrario, è una cosa che m'accascia. Soltanto, il mio scopo è raggiunto: so quello che volevo sapere; tutto quello che m'è accaduto dal mese di gennaio l'ho capito ora. La Nausea non m’ha lasciato e non credo che mi lascerà tanto presto; ma non la subisco più, non è più una malattia né un accesso passeggero: sono io stesso. Dunque, poco fa ero al giardino pubblico. La radice del castagno s'affondava nella terra, proprio sotto la mia panchina. Non mi ricordavo più che era una radice. Le parole erano scomparse, e con esse, il significato delle cose, modi del loro uso, i tenui segni di riconoscimento che gli uomini han tracciato sulla loro superficie. Ero seduto, un po’ chino, a testa bassa, solo, di fronte a quella massa nera e nodosa, del tutto bruta, che mi faceva paura. E poi ho avuto questo lampo d’illuminazione. Ne ho avuto il fiato mozzo. Mai, prima di questi ultimi giorni, avevo presentito ciò che vuol dire "esistere".

inviato il 27/01/2017
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Jean Paul Charles Aymard Sartre, Parigi, 21 giugno 1905.

Sostiene Pereira

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Antonio Tabucchi
Sostiene Pereira
Giangiacomo Feltrinelli Editore 1994
10 righe da pagina 120:

Ebbene, disse Pereira, è una sensazione strana, che sta alla periferia della mia personalità, è per questo che io la chiamo limitrofa, il fatto è che da una parte io sono contento, di aver fatto la vita che ho fatto, sono contento di aver fatto i miei studi a Coimbra, di aver sposato una donna malata che ha passato la sua vita nei sanatori, di aver tenuto la cronaca nera per tanti anni in un grande giornale e ora di aver accettato di dirigere la pagina culturale di questo modesto giornale del pomeriggio, però, nello stesso tempo, è come se avessi voglia di pentirmi della mia vita, non so se mi spiego.

inviato il 09/01/2017
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Grazie :-)

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Gennaio. Ricordati di scegliere 10righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedì 16 gennaio a domenica 22 gennaio.

Antonio Tabucchi nacque a Pisa il 23 settembre 1943.

Le Faville del Maglio

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Gabriele d'Annunzio
Le Faville del Maglio
Fratelli Treves Editori 1924
10 righe da pagina 15:

7 ottobre 1898 (Roma)

Mi sovviene d'un malinconico mio verso giovenile: l'autunno è veramente una primavera dissepolta. Ma, come tutti i morti dissotterrati, spande le più pericolose infwzioni coi tossici della putredine. L'anima non fu mai più fumida in me. Ho veduto una nuvola bassa su l'aventino lacerarsi contro le ruine dei palazzi imperiali. Che strana sera! Affannata dallo sforzo del temporale, tutta ancor bagnata dagli scrosci ma caldiccia come se ancòra tra le commessure del lastrico luccicanti ribollisse la feccia dell'estate. I corpi lenti delle nuvole erano maculati di solfo come la pelle delle salamandre piovane. Qualcosa di simile a un ribrezzo animale pareva spargersi per l'ombra là dove la luce si ritraeva come la marea su le spiagge oceaniche quando la sabbia palpita oscuramente della vita marina rimàstavi presa tra i rottami e il tritume e le lunghe erbe senza radici e i riflessi delle prime stelle.

inviato il 04/01/2017
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Ciao Barbara, per te un libro incentivo come finalista settimanale del mese di gennaio. Manda i tuoi dati a libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei nella classifica finale di Gennaio. Ricordati di scegliere 10righe che più ti piacciono partendo da oggi lunedì 9 gennaio a domenica 15 gennaio.

Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

Lettera sulla felicità (A Meneceo)

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Epicuro
Lettera sulla felicità (A Meneceo)
Tradotto da M. Lazzati
La Vita Felice, Piccola biblioteca della felicità 2010
10 righe da pagina 9:

Egli stesso scrive nelle lettere che gli bastava solo un po' d'acqua e un semplice pane, e aggiunge: Mandami una ciotolina di formaggio conservato in modo che possa scialarmela quando mi viene voglia. Ecco l'uomo secondo il quale il piacere è il fine della vita! Ateneo lo esalta in un suo epigramma: Uomini, vi dannate per cose inutili, avidi di guadagno scatenate risse e guerre. Ma la natura non vuole molta ricchezza, mentre voi l'estendete all'infinito. Questo udì dalle Muse il sapiente figlio di Neocle o dai tripodi sacri di Apollo.

inviato il 19/12/2016
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Il Paradiso perduto

immagine copertina
John Milton
Il Paradiso perduto
Tradotto da Lazzaro Papi
Mondadori 2016
10 righe da pagina 254:

Da quegli abeti mi sonò. Sul verde
margine di quel fonte io mi ristrinsi
favellando con lui... Così pensava
narrar, quando che fosse, alla mia prole;
ed erbe raccogliendo, e tolte ai rivi
le più nitide pietre, alzarvi altari,
Monumenti d'amor, memorie sacre
per l'età che verranno, e por su quelli
Gemme, incensi, profumi e frutti e fiori.
Ma laggiù su quell'ermo ignoto mondo
ove, lasso, cercar la gloriosa.

inviato il 19/12/2016
Nei segnalibri di:

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John Milton nacque a Londra, 9 dicembre 1608.

Ciao Barbara hai vinto la classificasettimanale del mese di dicembre. Per te un libro incentivo! Manda i tuoi dati a: libroincentivo@10righedailibri.it

Grazie...

Ciao, le 10righe da me scelte sono:
http://scrivi.10righedailibri.it/foglie-derba-0 postate da Davide Cosi.

Ciao Barbara sei nella classifica finale settimanale di dicembre. Scegli 10 righe che piu ti piacciono partendo da lunedi 26 dicembre a sabato 31. Grazie

Le roi se meurt

Eugène Ionesco
Le roi se meurt
folio théâtre
10 righe da pagina 23:

RE - I re dovrebbero essere immortali.
MARGUERITE - Hanno già un'immortalità provvisoria.
RE - Mi avevano promesso che non sarei morto se non quando l'avessi deciso io stesso.
MARGUERITE - Perché pensavamo che ti decidessi prima! Poi hai preso gusto al potere, bisogna farti decidere per forza.
RE - Mi hanno ingannato. Avrebbero dovuto avvertirmi, mi hanno ingannato.
MARGUERITE - Eri stato avvertito.
RE - Mi avevi avvertito troppo presto. E ora mi avverti troppo tardi. Non voglio morire... Non vorrei. Salvatemi, visto che non posso più farlo da solo.
MARGUERITE - Colpa tua se sei stato colto di sorpresa, avresti dovuto prepararti. Mai però che tu ne abbia trovato il tempo! Eri condannato, bisognava pensarci sin dal primo giorno, e poi tutti i giorni, cinque minuti tutti i giorni. Non era un granché. Cinque minuti tutti i giorni. Poi dieci minuti, un quarto d'ora, mezz'ora. È così che ci si allena.
RE - Ci avevo pensato.
MARGUERITE - Mai seriamente, mai profondamente, mai con tutto te stesso.
MARIE - Viveva.
MARGUERITE - Troppo. [...]

inviato il 26/04/2017
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Al di là

immagine copertina
Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 75:

Tutti abbiamo senz'altro sperimentato quella spiacevole sensazione che ci assale alle stazioni ferroviarie. Dobbiamo accomiatarci da qualcuno. La persona cui dobbiamo dare l'addio è già salita sul treno, ma il treno non si decide a partire. Si sta lì, uno sulla piattaforma e l'altro al finestrino, e si cerca di conversare, e improvvisamente non c'è più una sola parola da dirsi.
Naturalmente dipende dal fatto che tutto d'un tratto non possiamo più sentire quel che vogliamo. La situazione ci prescrive un sentimento. E chi non ha provato quell'enorme sollievo quando il treno finalmente si muove?
Oppure i funerali. Quando qualcuno muore, o si ammala, quando sopravvengono delle delusioni, allora ci si aspetta da noi che proviamo determinati sentimenti.
In tutte le situazioni, eccetto quelle più quotidiane e neutrali, siamo sottoposti a una pressione su come dobbiamo comportarci, su come ci dobbiamo sentire. E a voler guardare da più vicino, si scopre non di rado che sono romanzi, film o drammi visti o letti qualche volta a prescriverci quei ruoli.

inviato il 23/04/2017
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Morte di un apicultore

immagine copertina
Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 134:

Che cosa è mai a farmi desiderare di non avere a che fare con il prossimo?
Il rifiuto di accordare loro un certo genere di controllo su di me. Ma ce l’hanno comunque! Esattoria, ufficio anagrafe, certo; ma ancor più le passioni che si trovano racchiuse nel mio stesso corpo, perché gli altri incominciano già là.
Prendiamo l’inquietudine erotica (che adesso sta per farsi viva di nuovo quanto più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno della nostra esistenza.
Che cos'è? È la possibilità dell’amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un’altra persona.
L’avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola «io» è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.

inviato il 23/04/2017
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Il tempo è un bastardo

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Jennifer Egan
Il tempo è un bastardo
Tradotto da Matteo Colombo
minimum fax 2011

Per me non è in fissa nessuno. In questa storia io sono quella per cui non è in fissa nessuno. Di solito è una cicciona, ma io ho un problema più raro, e sono le lentiggini: sembra mi abbiano tirato in faccia delle manciate di terra. Da piccola, mamma mi diceva che erano una cosa speciale. Se Dio vuole un giorno me le farò togliere, quando sarò abbastanza grande da potermi pagare l'operazione da sola. Nell'attesa ho il mio collare da cane e la tinta verde, perchè voglio proprio vedere chi si azzarda a chiamare "quella con le lentiggini" una che ha i capelli verdi.

inviato il 23/04/2017
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Le cosmicomiche

Italo Calvino
Le cosmicomiche
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 94:

E sbandiera pagine dei quotidiani, bianche e nere come lo spazio quando s'andavano formando le galassie, e gremite -come allora lo spazio- di corpuscoli isolati, circondati di vuoto, privi in sé di destinazione e di senso.
E io penso a com'era bello allora, attraverso quel vuoto, tracciare rette e parabole, individuare il punto esatto, l'intersezione tra spazio e tempo in cui sarebbe scoccato l'avvenimento, incontestabile nello spicco del suo bagliore; mentre adesso gli avvenimenti vengono giù ininterrotti, come una colata di cemento, uno in colonna sull'altro, uno incastrato nell'altro, separati da titoli neri e incongrui, leggibili per più versi ma intrinsecamente illeggibili,una pasta d'avvenimenti senza forma né direzione, che circonda sommerge schiaccia ogni ragionamento.

inviato il 24/04/2017
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Ciao :) grazie !

Benvenuta Quantoscommettiamo :)

Robin Hood

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Alexandre Dumas
Robin Hood
Tradotto da Vito Cosumano
DeAgostini 2016
10 righe da pagina 96:

“Benissimo, milord. Ora potete andarvene, ma non vorreste, prima, mangiare qualcosa... o bere un bicchiere di vino con noi?”
“No” rispose secco il vescovo.
“Davvero non volete né bere né mangiare, milord?”
“Non ho né fame né sete. Desidero solo andare via, ecco tutto. Non trattenetemi oltre.”
“Quand'è così” aggiunse Little John in tono beffardo “eccovi il conto.”
“Il conto?” ripeté il vescovo spalancando gli occhi. “Come sarebbe? Non ho né bevuto né mangiato.”
“Oh, non importo” rispose Little John in tutta tranquillità. “Dal momento che siete nostro ospite, dovete dividere le spese con noi. I vostri cavalli, almeno loro, hanno mangiato qualcosa, no?”
“prendete quello che volete e lasciatemi andare” rispose spazientito il vescovo.
“La borsa, signore, è sempre al solito posto?” chiese Little John.

inviato il 24/04/2017
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Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802)

Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Tradotto da Presentazione Pier Paolo Pasolini
Oscar Mondadori 2012
10 righe da pagina 103:

Le città e gli occhi
Guadato il fiume,valicato il passo,l'uomo si trova di fronte tutt'a un tratto la città di Moriana,con le porte di alabastro trasparenti alla luce del sole,le colonne di corallo che sostengono i frontoni incrostati di serpentina,le ville tutte di vetro come acquari dove nuotano le ombre delle danzatrici dalle squame argentate sotto i lampadari a forma di medusa.Se non è al suo primo viaggio l'uomo sa già che le città come questa hanno un rovescio:basta percorrere un semicerchio e si avrà in vista la faccia nascosta di Moriana,una distesa di lamiera arruginita,tela di sacco ,assi irte di chiodi,tubi neri di fuliggine,mucchi di barattoli,muri ciechi con scritte stinte,telai di sedie spagliate,corde buone solo per impiccarsi a un trave marcio.Da una parte all'altra la città sembra continui in prospettiva moltiplicando il suo repertorio di immagini:invece non ha spessore ,consiste solo in un diritto e in un rovescio ,come un foglio di carta,con una figura di qua e una di là,che non possono staccarsi né guardarsi.

inviato il 24/04/2017
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Italo Calvino n.13.10.1923-a Santiago de Las Vegas -De la Habana-
m.Siena 19.9.1985

I fuochi di Valyria

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George R.R.Martin
I fuochi di Valyria
Tradotto da Sergio Altieri e G.L. Staffilano
A. MONDADORI 2012
10 righe da pagina 167:

Grandi squarci si erano aperti nella terra, inghiottendo palazzi, templi, intere città. I laghi ribollivano o diventavano corrosivi, le montagne esplodevano, le fontane di fuoco schizzavano roccia fusa a mille piedi da terra, nubi rosse versavano vetro di drago e sangue nero di demoni, e a nord il terreno si spaccò, crollò e ricadde su sè stesso e un mare rabbioso si precipitò nel baratro. In un istante, la più splendida città del mondo sparì e il suo favoloso impero svanì in un giorno, le Terre della Lunga Estate bruciarono, rimasero sommerse e appassirono.

inviato il 24/04/2017
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Grazie mille ^_^

Benvenuta Larallallera :)

Tenera è la notte

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Francis Scott Fitsgerald
Tenera è la notte
Tradotto da Fernanda Pivano
1997 Giulio Einaudi editore – Torino s.p.a. – 1960 – 1985 – 1997 – 2005 – 2014 1949
10 righe da pagina 17:

Aveva una magia nelle rosee palme, e guance accese in una bella fiamma, come il trepido rossore dei bimbi dopo il bagno freddo serale.
La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola di uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli ed onde e boccoli biondo cenere e oro.
Aveva occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie della giovane pompa vigorosa del suo cuore.
Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada.

inviato il 24/04/2017
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Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti.

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Premio Nobel per la letteratura nel 1975.

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