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Pagina di Barbara Antonacci

LA CASA IN COLLINA

immagine copertina
CESARE PAVESE
LA CASA IN COLLINA
Einaudi 2005
10 righe da pagina 4:

La guerra mi tolse soltanto l'estremo scrupolo di starmene solo, di mangiarmi da solo gli anni e il cuore, e un bel giorno mi accorsi che Belbo, il grosso cane, era l'ultimo confidente sincero che mi restava.
Con la guerra divenne legittimo chiudersi in sé, vivere alla giornata, non rimpiangere più le occasioni perdute. Ma si direbbe che la guerra io l'attendessi da tempo (...). Quella specie di sordo rancore in cui s'era conclusa la mia gioventù, trovò con la guerra una tana e un orizzonte.

inviato il 31/05/2017
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Cesare Pavese nacque a Santo Stefano Belbo il 9 settembre 1908.

i diabolici

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Boileau Narcejac
i diabolici
Tradotto da Federica di Lella e Giuseppe Girimonti Greco
Adelphi 2017
10 righe da pagina 15:

La nebbia si andava infittendo. Anche la musica del grammofono sembrava ovattata, ricordava la voce nasale del telefono. Ravinel non sapeva più se era vivo o morto. Da piccolo, il limbo se lo immaginava proprio così: una lunga attesa in mezzo alla foschia. Una lunga, terrificante attesa. Chiudeva gli occhi e, ogni volta, aveva l'impressione di cadere nel vuoto.

inviato il 23/05/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Maggio. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 29 maggio a domenica 4 giugno, riportando qui nei commenti il link.

ricambio...ciaociaoBarbara!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Boileau-Narcejac nacque a Parigi il 28 Aprile 1906.

L’ARTE

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Federico De Roberto
L’ARTE
TORINO FRATELLI BOCCA, EDITORI MILANO ROMA FIRENZE 1901
10 righe da pagina 154:

Scienza e poesia si possono confondere, ma si debbono distinguere. Esse sono, al dire dell'Arnold, due interpretazioni del mondo; ma le interpretazioni della scienza non daranno mai quel senso intimo delle cose che la poesia disvela. La spettroscopia, a cagion d'esempio, dimostrando che le stelle non sono altro se non ammassi di metalli in fusione, non impedirà mai che l'anima del poeta, dinanzi allo spettacolo del firmamento, si commova e provi un senso d'inquietudine e tenti di slanciarsi verso gl'inaccessibili azzurri; non impedirà che un amante trovi una superstiziosa corrispondenza tra il proprio e il destino d'un astro. E quando pure la scienza precludesse una via all'immaginazione, glie ne schiuderebbe, nello stesso tempo, mille altre. Vi sono forse scoperte che non trovino dinanzi a sè altri, più grandi misteri? Se da una parte Galileo, col suo cannocchiale, rivelò le macchie che corrompono il vivo specchio del sole, ripudiando dall'altra il sistema tolemaico per il copernicano assegnò al grande astro un più nobile posto e una coorte di seguaci.

inviato il 12/05/2017
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Federico De Roberto nacque a Napoli il 16 gennaio 1861.

POESIE

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CZESŁAW MIŁOSZ
POESIE
Tradotto da Pietro Marchesani
BIBLIOTECA ADELPHI 1983
10 righe da pagina 33:

Nuvole, mie terribili nuvole,
come batte il cuore, è triste la terra,
nubi, nuvole bianche e silenziose,
vi guardo all'alba con occhi di pianto
e so che in me alterigia, bramosia
e crudeltà e il seme del disprezzo
per un sonno morto intessono il giaciglio
e i più bei colori della mia menzogna
hanno nascosto il vero. Chino gli occhi
e sento il turbine che m’attraversa,
ardente, secco. Oh, terribili siete,
nuvole, guardiani del mondo! Ch'io dorma,
possa la notte avvolgermi pietosa.

inviato il 09/05/2017
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Ciao Barbara, le tue 10 righe sono le finaliste settimanali del mese di Maggio, per Te un libro incentivo. Manda i tuoi dati all'indirizzo: libroincentivo@10righedailibri.it

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di marzo.

Czesław Miłosz nacque a Šeteniai il 30 giugno 1911.
Premio Nobel per la Letteratura nel 1980.

Il barone di Nicastro

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Ippolito Nievo
Il barone di Nicastro
Casa Editrice Sonzogno 1932
10 righe da pagina 51:

L'anima e il corpo!... l'anima e il corpo? - andava brontolando Don Camillo - ecco la sorgente delle infinite contraddizioni, delle infinite miserie nostre!... E dovevo proprio impararla dalla bocca d'un abatucolo!... - Ma io non mi lascerò domare dalla paura o dalla vigliaccheria! - soggiunse indi a poco - natura m'impastò di materia e di spirito, e mi pose in un perpetuo bilico fra l'angelo e il maiale! io non sacrificherò una parte dell'esser mio all'altra parte, per amore del quieto vivere. Vivrò forse fra i dolori e morrò tra la disperazione e lo spavento, ma vivrò e morrò intero come fui stampato. Il Barone si ritrasse brontolando alla biblioteca, ove la sapienza dormiva taciturna e infeconda in un buio pieno di mistero o di nulla. Il vento flagellava le imposte; i vetri e le porte scricchiolavano; uno scroscio profondo che si distingueva a volte tra i diversi rumori della procellana.

inviato il 08/05/2017
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Ciao Barbara, le tue 10 righe sono le finaliste settimanali del mese di Maggio, per Te un libro incentivo. Manda i tuoi dati all'indirizzo: libroincentivo@10righedailibri.it

:D

Grazie, Barbara!

Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Maggio. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 15 maggio a domenica 21 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)

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Théresè Hargot
Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Tradotto da Giovanni Marcotullio
Casa Editrice Sonzogno 2016
10 righe da pagina 153:

I genitori la smettano di credere che parlare d'amore e di sessualità al proprio figlio si faccia alla maniera dei dottori, dei professori, dei parroci o dei polemisti di un programma televisivo! Non è il lavoro. Essere genitori significa amare il proprio bambino perché giunga a lasciarci. L'amore non è un discorso, si incarna nel quotidiano. (...) Ha bisogno di sentire i suoi genitori disponibili all'ascolto per condividere i suoi dubbi e le sue domande. Ha bisogno di assicurarsi che non sarà giudicato.

inviato il 03/05/2017
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Abbiamo inviato i tuoi ringraziamenti alla casa editrice :)

Thérèse Hargot, nata a Bruxelles nel 1984.

Ringrazio la Casa Editrice Sonzogno, per il libro incentivo.

Al di là

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Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Il Damo viennese

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LUCIO D'AMBRA
Il Damo viennese
LICINIO CAPPELLI in Rocca San Casciano Editore 1918
10 righe da pagina 52:

E ad un tratto ella disse fermandosi di colpo e guardandolo bene in viso:
"Voi dovete amare l'amore. Siete Italiano".
E senza aspettare la risposta, che del resto Pierino cercava disperatamente senza trovarla, aggiunse riprendendo la via: "Voi Italiani siete i primi innamorati del mondo". Pierino credette doveroso d'inchinarsi leggermente ringraziando a nome di tutt'i suoi connazionali e sentì che Eva proseguiva: "Avete tutti il Vesuvio nel cuore e negli occhi e una canzone su le labbra". Trovò Pierino la risposta che gli parve straordinaria:"Come voi viennesi avete tutte nel cuore e su le labbra il più dolce dei valzer!" La signorina Eva rideva: "Che cosa credete che Dio abbia inventato prima: il valzer o l'amore?" Pierino ebbe un lampo di genio: "Dal valzer, rispose, nacque l'amore e dall'amore nacque il valzer, signorina. Eva rise ancora.Lo ascoltarono rallentando il passo, lo canterellarono a fior di labbra stralunando gli occhi in su, verso le stelle.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Lucio D'Ambra, pseudonimo di Renato Eduardo Manganella nacque a Roma il 1 settembre 1880.

GIOIA! NOVELLE

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ANNIE VIVANTI
GIOIA! NOVELLE
Tradotto da Carlo Caporossi
R. BEMPORAD & F.º — EDITORI MCMX
10 righe da pagina 28:

(LUI)

Mio tesoro,
Com'è bello ciò che tu dici dell'Arte!
Tu vedi la vita e l'amore diversamente da tutte le altre donne. È per questo, forse, ch'io ti amo così perdutamente.
Neppure oggi mi stacco dal mio lavoro. Sei contenta?
Tuo
Andrea.

(LEI)
Strano che il cuore dell'uomo e della donna non siano mai, non possano mai essere completamente all'unisono! La loro armonia sembra basata sul contrattempo, come le note sincopate dei «rag-times» o delle Danze Ungheresi di Brahms: quando l'uno è sul «battere», l'altro è sul «levare»; quando l'uno è felice, l'altro soffre; quando l'uno comincia, l'altro termina... L'uomo vuole la gioia dell'ora; la donna, non appena ama, vuole il parossismo e il pathos, vuole l'infinito e l'eterno.

inviato il 19/04/2017
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Annie Vivanti, nacque a Norwood il 7 aprile 1866.

FORSE CHE SI FORSE CHE NO

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GABRIELE D'ANNUNZIO
FORSE CHE SI FORSE CHE NO
Fratelli Treves Editori MCMX
10 righe da pagina 107:

Egli sosteneva il volo con la sua pazienza, incitava la rapidità con la sua febbre. A quando a quando, contro la nuvola o contro l'azzurro, il suo busto emergente appariva proteso come per l'istinto di acuirsi, di sfuggire al contrasto dell'aria, di adeguarsi alla forma del fuso e del dardo. E gli occhi più perspicaci o i meglio armati scorgevano il suo capo scoperto, a cui il vento aveva rapito il camaglio; scorgevano il suo viso affilato, onde pareva esalarsi l'ardore dello sforzo come di fra le alette dei cilindri il calore dell'attrito, quel viso fatto quasi di fluida violenza, quasi che il vento rovesciasse indietro non soltanto i capelli di su la fronte ma dal mento alle tempie tutte le fibre dei muscoli palesi.

inviato il 13/04/2017
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Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

Lo straniero

immagine copertina
A. Camus
Lo straniero
Classici contemporanei Bompiani
10 righe da pagina 64:

Voleva solo sapere la mia opinione. Aveva intenzione di aprire un ufficio a Parigi per trattare i suoi affari sul posto, direttamente con le grandi aziende, e voleva sapere se fossi disposto ad andarci. Questo mi avrebbe consentito di vivere a Parigi e anche di viaggiare per una parte dell'anno. "Lei è giovane, e immagino che questo tipo di vita possa piacerle." Ho detto che sì ma in fondo per me era lo stesso. Allora mi ha chiesto se non m'interessasse cambiare vita. Ho risposto che non si cambia mai vita, che comunque una vita vale l'altra e che la mia lì non mi dispiaceva affatto. Lui mi è sembrato deluso, ha detto che rispondevo sempre a vanvera, che non avevo ambizione e che questo era disastroso nel mondo degli affari. A quel punto sono tornato al lavoro. Avrei preferito non deluderlo ma non vedevo nessuna ragione per cambiare la mia vita.

inviato il 19/09/2017
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Ciao Flavia sei nella finale di settembre, 10 righe scelte da Voi utenti.

Donne che corrono coi lupi

immagine copertina
Clarissa Pinkola Estés
Donne che corrono coi lupi
Frassinelli
10 righe da pagina 254:

Sto nel cerchio
nella città morta
e infilo le scarpette rosse...
non sono mie.
Sono di mia madre.
Erano di sua madre.
Passate come un bene di famiglia
ma nascoste come lettere vergognose.
La casa e la strada a cui appartengono
sono nascoste, e tutte le donne
sono a loro volta nascoste....

inviato il 20/09/2017
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Ciao Amrita, in che anno è stato pubblicato e nome del traduttore.

Grazie.

Benvenuta Amrita :)

Biondo era e bello

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Mario Tobino
Biondo era e bello
Classici Moderni Oscar Mondadori 1974
10 righe da pagina 72:

Come può uno che nella Vita Nova ha promesso di fare un'opera mai stata nel mondo, non avere confidenza con gli astri, non muoversi tranquillo per le vie del cielo?
Necessario anche toccare con più accortezza le radici del volgare, per il quale tutti, anche gli umili, lo intenderanno. Necessario venire davvero a tu per tu con i provenzali, con Giraldo de Bernelh, cantore della rettitudine, con Arnaldo Daniello. Il gran punto già chiaro è che i provenzali non cantarono solo d'amore, discussero anche di guerra, erano avvinti da passioni civili, da quelle morali.
Affinare ogni strumento, essere il signore di tutta la cultura del proprio tempo.

inviato il 23/09/2017
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Grazie!!! :-)

Ciao Maria, sei nella finale di settembre, 10 scelte dalla redazione.

Io non ho paura

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Niccolò Ammaniti
Io non ho paura
Einaudi Stile Libero 2011
10 righe da pagina 97:

"Attento, Michele, non devi uscire di notte", mi diceva sempre mamma. "Con il buio esce l'uomo nero e prende i bambini e li vende agli zingari".
Papà era l'uomo nero.
Di giorno era buono, ma di notte era cattivo.
Tutti gli altri erano zingari. Zingari travestiti da persone. E quel vecchio era il re degli zingari e papà il suo servo. Mamma no, però.
Mi immaginavo che gli zingari erano una specie di nanetti velocissimi, con le orecchie di volpe e le zampe di gallina. E invece erano persone normali.

inviato il 23/09/2017
Nei segnalibri di:

Aspetta primavera, Bandini

immagine copertina
John Fante
Aspetta primavera, Bandini
Einaudi Stile Libero
10 righe da pagina 5:

Avanzava, scalciando la neve profonda. Era un uomo disgustato. Si chiamava Svevo Bandini e abitava in quella strada, tre isolati più avanti. Aveva freddo, e le scarpe sfondate. Quella mattina le aveva rattoppate con dei pezzi di cartone di una scatola di pasta. Pasta che non era stata pagata. Ci aveva pensato proprio mentre infilava il cartone nelle scarpe.

inviato il 24/09/2017
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Ciao Amrita, in che anno è stato pubblicato e nome del traduttore.

I Decaduti

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Giuseppe Aletti
I Decaduti
Aletti 2015
10 righe da pagina 22:

Orno la notte
di vecchi pensieri.
Come leggiadra estate
fingo di godere,
in un'ombra solitaria.
Valico strade deserte,
e assaporo, nel ricordo,
le ore.
Evanescenza del mio essere
in un tramonto
senza mete.
Dicesti amore,
trovai morte.
Visitati luoghi
i ricordi.
Lune attraverseranno
sentimenti,
in attesa di mani.
Ancora ti cercherò
nei taciuti sguardi
di gente attraversata,
stanca, in passi
sempre uguali.
Declinerò il tempo
per un nuovo tramonto.
Ogni cosa sarà,
perché è ricordo.

inviato il 25/09/2017
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Giuseppe Aletti (Taranto 1970), scrittore, critico letterario ed editore italiano.

Storia della colonna infame

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Alessandro Manzoni
Storia della colonna infame
Mondadori 1984
10 righe da pagina 6:

Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti dal suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi. Ci pare irragionevole l'indignazione che nasce in noi spontanea contro gli autori di que' fatti, e che pur nello stesso tempo ci par nobile e santa: rimane l'orrore, e scompare la colpa.

inviato il 25/09/2017
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Lettre à M.r Chauvet sur l’unité de temps et de lieu dans la tragédie

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10 righe da pagina 161:

Abbiamo visto Corneille chiedere il permesso di far procedere gli avvenimenti più in fretta di quanto la verosimiglianza permetta, vale a dire più in fretta che nella realtà. Ora questi fatti che la tragedia rappresenta, di cosa sono il risultato? Della volontà di certi uomini, mossi da certe passioni. E' stato quindi necessario far nascere più rapidamente questa volontà, esagerando le passioni, snaturandole.

inviato il 25/09/2017
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Alessandro Manzoni (Milano 1785 – Milano 1873).

Poetica

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Aristotele
Poetica
Tradotto da Diego Lanza
Bur Rizzoli 2011
10 righe da pagina 147:

Da ciò che si è detto è chiaro che compito del poeta non è dire le cose avvenute, ma quali possono avvenire, cioè quelle possibili secondo verosimiglianza o necessità. Lo storico e il poeta non si distinguono nel dire in versi o senza versi [...]; si distinguono invece in questo: l'uno dice le cose avvenute, l'altro quelle che possono avvenire. Perciò la poesia è cosa di maggiore fondamento teorico e più importante della storia perché la poesia dice piuttosto gli universali, la storia i particolari.

inviato il 25/09/2017
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I figli di Nadar

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Pierre Sorlin
I figli di Nadar
Tradotto da Sergio Arecco
Einaudi 2001
10 righe da pagina 46:

Per Baudelaire la fotografia doveva accontentarsi di conservare: "Che salvi dall'oblio [...] le cose preziose di cui va scomparendo la forma e che richiedono un posto negli archivi della nostra memoria" mentre "il tempo divora", i cliché fanno durare ciò che prima sembrava condannato all'effimero. Baudelaire non solo credeva nella creatività del fotografo, ma riteneva che questi potesse lavorare esclusivamente sul passato.

inviato il 25/09/2017
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Ciao Giovanni e grazie :-)

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