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Pagina di Barbara Antonacci

L’ARTE

immagine copertina
Federico De Roberto
L’ARTE
TORINO FRATELLI BOCCA, EDITORI MILANO ROMA FIRENZE 1901
10 righe da pagina 154:

Scienza e poesia si possono confondere, ma si debbono distinguere. Esse sono, al dire dell'Arnold, due interpretazioni del mondo; ma le interpretazioni della scienza non daranno mai quel senso intimo delle cose che la poesia disvela. La spettroscopia, a cagion d'esempio, dimostrando che le stelle non sono altro se non ammassi di metalli in fusione, non impedirà mai che l'anima del poeta, dinanzi allo spettacolo del firmamento, si commova e provi un senso d'inquietudine e tenti di slanciarsi verso gl'inaccessibili azzurri; non impedirà che un amante trovi una superstiziosa corrispondenza tra il proprio e il destino d'un astro. E quando pure la scienza precludesse una via all'immaginazione, glie ne schiuderebbe, nello stesso tempo, mille altre. Vi sono forse scoperte che non trovino dinanzi a sè altri, più grandi misteri? Se da una parte Galileo, col suo cannocchiale, rivelò le macchie che corrompono il vivo specchio del sole, ripudiando dall'altra il sistema tolemaico per il copernicano assegnò al grande astro un più nobile posto e una coorte di seguaci.

inviato il 12/05/2017
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Federico De Roberto nacque a Napoli il 16 gennaio 1861.

POESIE

immagine copertina
CZESŁAW MIŁOSZ
POESIE
Tradotto da Pietro Marchesani
BIBLIOTECA ADELPHI 1983
10 righe da pagina 33:

Nuvole, mie terribili nuvole,
come batte il cuore, è triste la terra,
nubi, nuvole bianche e silenziose,
vi guardo all'alba con occhi di pianto
e so che in me alterigia, bramosia
e crudeltà e il seme del disprezzo
per un sonno morto intessono il giaciglio
e i più bei colori della mia menzogna
hanno nascosto il vero. Chino gli occhi
e sento il turbine che m’attraversa,
ardente, secco. Oh, terribili siete,
nuvole, guardiani del mondo! Ch'io dorma,
possa la notte avvolgermi pietosa.

inviato il 09/05/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di marzo.

Czesław Miłosz nacque a Šeteniai il 30 giugno 1911.
Premio Nobel per la Letteratura nel 1980.

Il barone di Nicastro

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Ippolito Nievo
Il barone di Nicastro
Casa Editrice Sonzogno 1932
10 righe da pagina 51:

L'anima e il corpo!... l'anima e il corpo? - andava brontolando Don Camillo - ecco la sorgente delle infinite contraddizioni, delle infinite miserie nostre!... E dovevo proprio impararla dalla bocca d'un abatucolo!... - Ma io non mi lascerò domare dalla paura o dalla vigliaccheria! - soggiunse indi a poco - natura m'impastò di materia e di spirito, e mi pose in un perpetuo bilico fra l'angelo e il maiale! io non sacrificherò una parte dell'esser mio all'altra parte, per amore del quieto vivere. Vivrò forse fra i dolori e morrò tra la disperazione e lo spavento, ma vivrò e morrò intero come fui stampato. Il Barone si ritrasse brontolando alla biblioteca, ove la sapienza dormiva taciturna e infeconda in un buio pieno di mistero o di nulla. Il vento flagellava le imposte; i vetri e le porte scricchiolavano; uno scroscio profondo che si distingueva a volte tra i diversi rumori della procellana.

inviato il 08/05/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Maggio. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 15 maggio a domenica 21 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Ippolito Nievo nacque a Padova il 30 novembre 1831.

Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)

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Théresè Hargot
Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Tradotto da Giovanni Marcotullio
Casa Editrice Sonzogno 2016
10 righe da pagina 153:

I genitori la smettano di credere che parlare d'amore e di sessualità al proprio figlio si faccia alla maniera dei dottori, dei professori, dei parroci o dei polemisti di un programma televisivo! Non è il lavoro. Essere genitori significa amare il proprio bambino perché giunga a lasciarci. L'amore non è un discorso, si incarna nel quotidiano. (...) Ha bisogno di sentire i suoi genitori disponibili all'ascolto per condividere i suoi dubbi e le sue domande. Ha bisogno di assicurarsi che non sarà giudicato.

inviato il 03/05/2017
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Abbiamo inviato i tuoi ringraziamenti alla casa editrice :)

Thérèse Hargot, nata a Bruxelles nel 1984.

Ringrazio la Casa Editrice Sonzogno, per il libro incentivo.

Al di là

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Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Il Damo viennese

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LUCIO D'AMBRA
Il Damo viennese
LICINIO CAPPELLI in Rocca San Casciano Editore 1918
10 righe da pagina 52:

E ad un tratto ella disse fermandosi di colpo e guardandolo bene in viso:
"Voi dovete amare l'amore. Siete Italiano".
E senza aspettare la risposta, che del resto Pierino cercava disperatamente senza trovarla, aggiunse riprendendo la via: "Voi Italiani siete i primi innamorati del mondo". Pierino credette doveroso d'inchinarsi leggermente ringraziando a nome di tutt'i suoi connazionali e sentì che Eva proseguiva: "Avete tutti il Vesuvio nel cuore e negli occhi e una canzone su le labbra". Trovò Pierino la risposta che gli parve straordinaria:"Come voi viennesi avete tutte nel cuore e su le labbra il più dolce dei valzer!" La signorina Eva rideva: "Che cosa credete che Dio abbia inventato prima: il valzer o l'amore?" Pierino ebbe un lampo di genio: "Dal valzer, rispose, nacque l'amore e dall'amore nacque il valzer, signorina. Eva rise ancora.Lo ascoltarono rallentando il passo, lo canterellarono a fior di labbra stralunando gli occhi in su, verso le stelle.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Lucio D'Ambra, pseudonimo di Renato Eduardo Manganella nacque a Roma il 1 settembre 1880.

GIOIA! NOVELLE

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ANNIE VIVANTI
GIOIA! NOVELLE
Tradotto da Carlo Caporossi
R. BEMPORAD & F.º — EDITORI MCMX
10 righe da pagina 28:

(LUI)

Mio tesoro,
Com'è bello ciò che tu dici dell'Arte!
Tu vedi la vita e l'amore diversamente da tutte le altre donne. È per questo, forse, ch'io ti amo così perdutamente.
Neppure oggi mi stacco dal mio lavoro. Sei contenta?
Tuo
Andrea.

(LEI)
Strano che il cuore dell'uomo e della donna non siano mai, non possano mai essere completamente all'unisono! La loro armonia sembra basata sul contrattempo, come le note sincopate dei «rag-times» o delle Danze Ungheresi di Brahms: quando l'uno è sul «battere», l'altro è sul «levare»; quando l'uno è felice, l'altro soffre; quando l'uno comincia, l'altro termina... L'uomo vuole la gioia dell'ora; la donna, non appena ama, vuole il parossismo e il pathos, vuole l'infinito e l'eterno.

inviato il 19/04/2017
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Annie Vivanti, nacque a Norwood il 7 aprile 1866.

FORSE CHE SI FORSE CHE NO

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GABRIELE D'ANNUNZIO
FORSE CHE SI FORSE CHE NO
Fratelli Treves Editori MCMX
10 righe da pagina 107:

Egli sosteneva il volo con la sua pazienza, incitava la rapidità con la sua febbre. A quando a quando, contro la nuvola o contro l'azzurro, il suo busto emergente appariva proteso come per l'istinto di acuirsi, di sfuggire al contrasto dell'aria, di adeguarsi alla forma del fuso e del dardo. E gli occhi più perspicaci o i meglio armati scorgevano il suo capo scoperto, a cui il vento aveva rapito il camaglio; scorgevano il suo viso affilato, onde pareva esalarsi l'ardore dello sforzo come di fra le alette dei cilindri il calore dell'attrito, quel viso fatto quasi di fluida violenza, quasi che il vento rovesciasse indietro non soltanto i capelli di su la fronte ma dal mento alle tempie tutte le fibre dei muscoli palesi.

inviato il 13/04/2017
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Gabriele d'Annunzio nacque a Pescara nel 1863.

RICORDI DEL 1870-71

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EDMONDO DE AMICIS
RICORDI DEL 1870-71
EDIZIONI G. BARBERA FIRENZE 1872
10 righe da pagina 181:

L'anima, smaniosa d’affollarsi alla vita, se la vede chiusa da ogni parte, e si dibatte in una prigionia affannosa. Come il germe, a primavera, tenta la scorza che lo ravvolge, e s'agita impaziente, così in quegli anni, l'uomo si sente chiuso nel ragazzo, e ne freme. Ha bisogno d'aria e di luce, e vorrebbe levarsi a volo, urta le ali nelle pareti domestiche, e le ripiega rintuzzate e dolorose. Vede sotto di sè un piccolo mondo di bambini, dove si gioca, si ride, si canta, si folleggia, e non vi può più discendere; vede di sopra un altro mondo più vasto, dove si pensa, si lavora, si combatte, si ama, e non vi può ancora salire.

inviato il 05/04/2017
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Edmondo De Amicis nacque a Oneglia il 21 ottobre 1846.

LE LETTERE DI MICHELANGELO BUONARROTI

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MICHELANGELO BUONARROTI
LE LETTERE DI MICHELANGELO BUONARROTI
Le Monnier Editore Firenze M. DCCC. LXXV.
10 righe da pagina 151:

Giovan Simone. E' si dice che chi fa bene al buono, el fa diventare migliore, e al tristo, diventa peggiore. Io ò provato già più anni sono con buone parole e con fatti di ridurti al viver bene e in pace con tuo padre e con noi altri: e tu pèggiori tuttavia. Io non ti dico che tu sia tristo; ma tu se'i' modo, che tu non mi piaci più nè a me nè agli altri.(...)Sappi che chi vede minacciare o dare al padre suo, è tenuto a mettervi la vita: e basta. Io ti dico che tu non ài nulla al mondo: e com'io sento u' minimo che de' casi tua, io verrò per le poste insino costà e mosterrotti l'error tuo e insegnierotti straziar la roba tua, e ficar fuoco nelle case e ne' poderi che tu (non) à' guadagniati tu: tu non se' dove tu credi. Se io vengo costà, io ti mostrerrò cosa che tu ne piangierai a cald'ochi e conoscierai in su quel che tu fondi la tua superbia.

inviato il 29/03/2017
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Michelangelo Buonarroti nacque a Caprese Michelangelo (AR) il 6 marzo 1475.

L’ARTE

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Federico De Roberto
L’ARTE
TORINO FRATELLI BOCCA, EDITORI MILANO ROMA FIRENZE 1901
10 righe da pagina 154:

Scienza e poesia si possono confondere, ma si debbono distinguere. Esse sono, al dire dell'Arnold, due interpretazioni del mondo; ma le interpretazioni della scienza non daranno mai quel senso intimo delle cose che la poesia disvela. La spettroscopia, a cagion d'esempio, dimostrando che le stelle non sono altro se non ammassi di metalli in fusione, non impedirà mai che l'anima del poeta, dinanzi allo spettacolo del firmamento, si commova e provi un senso d'inquietudine e tenti di slanciarsi verso gl'inaccessibili azzurri; non impedirà che un amante trovi una superstiziosa corrispondenza tra il proprio e il destino d'un astro. E quando pure la scienza precludesse una via all'immaginazione, glie ne schiuderebbe, nello stesso tempo, mille altre. Vi sono forse scoperte che non trovino dinanzi a sè altri, più grandi misteri? Se da una parte Galileo, col suo cannocchiale, rivelò le macchie che corrompono il vivo specchio del sole, ripudiando dall'altra il sistema tolemaico per il copernicano assegnò al grande astro un più nobile posto e una coorte di seguaci.

inviato il 12/05/2017
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Federico De Roberto nacque a Napoli il 16 gennaio 1861.

POESIE

immagine copertina
CZESŁAW MIŁOSZ
POESIE
Tradotto da Pietro Marchesani
BIBLIOTECA ADELPHI 1983
10 righe da pagina 33:

Nuvole, mie terribili nuvole,
come batte il cuore, è triste la terra,
nubi, nuvole bianche e silenziose,
vi guardo all'alba con occhi di pianto
e so che in me alterigia, bramosia
e crudeltà e il seme del disprezzo
per un sonno morto intessono il giaciglio
e i più bei colori della mia menzogna
hanno nascosto il vero. Chino gli occhi
e sento il turbine che m’attraversa,
ardente, secco. Oh, terribili siete,
nuvole, guardiani del mondo! Ch'io dorma,
possa la notte avvolgermi pietosa.

inviato il 09/05/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di marzo.

Czesław Miłosz nacque a Šeteniai il 30 giugno 1911.
Premio Nobel per la Letteratura nel 1980.

Il barone di Nicastro

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Ippolito Nievo
Il barone di Nicastro
Casa Editrice Sonzogno 1932
10 righe da pagina 51:

L'anima e il corpo!... l'anima e il corpo? - andava brontolando Don Camillo - ecco la sorgente delle infinite contraddizioni, delle infinite miserie nostre!... E dovevo proprio impararla dalla bocca d'un abatucolo!... - Ma io non mi lascerò domare dalla paura o dalla vigliaccheria! - soggiunse indi a poco - natura m'impastò di materia e di spirito, e mi pose in un perpetuo bilico fra l'angelo e il maiale! io non sacrificherò una parte dell'esser mio all'altra parte, per amore del quieto vivere. Vivrò forse fra i dolori e morrò tra la disperazione e lo spavento, ma vivrò e morrò intero come fui stampato. Il Barone si ritrasse brontolando alla biblioteca, ove la sapienza dormiva taciturna e infeconda in un buio pieno di mistero o di nulla. Il vento flagellava le imposte; i vetri e le porte scricchiolavano; uno scroscio profondo che si distingueva a volte tra i diversi rumori della procellana.

inviato il 08/05/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Maggio. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 15 maggio a domenica 21 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Ippolito Nievo nacque a Padova il 30 novembre 1831.

Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)

immagine copertina
Théresè Hargot
Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Tradotto da Giovanni Marcotullio
Casa Editrice Sonzogno 2016
10 righe da pagina 153:

I genitori la smettano di credere che parlare d'amore e di sessualità al proprio figlio si faccia alla maniera dei dottori, dei professori, dei parroci o dei polemisti di un programma televisivo! Non è il lavoro. Essere genitori significa amare il proprio bambino perché giunga a lasciarci. L'amore non è un discorso, si incarna nel quotidiano. (...) Ha bisogno di sentire i suoi genitori disponibili all'ascolto per condividere i suoi dubbi e le sue domande. Ha bisogno di assicurarsi che non sarà giudicato.

inviato il 03/05/2017
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Abbiamo inviato i tuoi ringraziamenti alla casa editrice :)

Thérèse Hargot, nata a Bruxelles nel 1984.

Ringrazio la Casa Editrice Sonzogno, per il libro incentivo.

Le roi se meurt

Eugène Ionesco
Le roi se meurt
folio théâtre
10 righe da pagina 23:

RE - I re dovrebbero essere immortali.
MARGUERITE - Hanno già un'immortalità provvisoria.
RE - Mi avevano promesso che non sarei morto se non quando l'avessi deciso io stesso.
MARGUERITE - Perché pensavamo che ti decidessi prima! Poi hai preso gusto al potere, bisogna farti decidere per forza.
RE - Mi hanno ingannato. Avrebbero dovuto avvertirmi, mi hanno ingannato.
MARGUERITE - Eri stato avvertito.
RE - Mi avevi avvertito troppo presto. E ora mi avverti troppo tardi. Non voglio morire... Non vorrei. Salvatemi, visto che non posso più farlo da solo.
MARGUERITE - Colpa tua se sei stato colto di sorpresa, avresti dovuto prepararti. Mai però che tu ne abbia trovato il tempo! Eri condannato, bisognava pensarci sin dal primo giorno, e poi tutti i giorni, cinque minuti tutti i giorni. Non era un granché. Cinque minuti tutti i giorni. Poi dieci minuti, un quarto d'ora, mezz'ora. È così che ci si allena.
RE - Ci avevo pensato.
MARGUERITE - Mai seriamente, mai profondamente, mai con tutto te stesso.
MARIE - Viveva.
MARGUERITE - Troppo. [...]

inviato il 26/04/2017
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Al di là

immagine copertina
Alfredo Oriani
Al di là
GIUSEPPE GALLI EDITORE 1890
10 righe da pagina 130:

«Mio Dio!
«Le cinque! ho esclamato ascoltando l'orologio.
«Sognavo...
«Ah!
«Perchè non mi chiedete del sogno?... Ve lo lascio ad immaginare.
«Poi levandosi e tenendomi per mano siamo andate verso il cancello: la sua mora l'attendeva colla carrozza.
«Mi ha stretto la mano e raccolte febbrilmente le redini è partita di gran carriera. Speravo che alla svolta della strada si rivolgerebbe: mi sono ingannata.
«Mia cara signora.
«Così dolci mi rendi, o creatura
«Bella, i riposi, che la veglia è morte
«E vita il sonno dilettosa e pura.
«Ma perchè mi t'involi e, quando assorte
«Fiso in te le pupille ebbre d'amore,
«Ratto mi chiudi del tuo ciel le porte?
«Ricorderete questi versi: sono la preghiera di Lille, sublime come ella ed il suo amore.

inviato il 26/04/2017
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Ciao Barbara, sei nella finale settimanale di Aprile.

Alfredo Oriani nacque a Faenza il 22 agosto 1852.

Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 75:

Tutti abbiamo senz'altro sperimentato quella spiacevole sensazione che ci assale alle stazioni ferroviarie. Dobbiamo accomiatarci da qualcuno. La persona cui dobbiamo dare l'addio è già salita sul treno, ma il treno non si decide a partire. Si sta lì, uno sulla piattaforma e l'altro al finestrino, e si cerca di conversare, e improvvisamente non c'è più una sola parola da dirsi.
Naturalmente dipende dal fatto che tutto d'un tratto non possiamo più sentire quel che vogliamo. La situazione ci prescrive un sentimento. E chi non ha provato quell'enorme sollievo quando il treno finalmente si muove?
Oppure i funerali. Quando qualcuno muore, o si ammala, quando sopravvengono delle delusioni, allora ci si aspetta da noi che proviamo determinati sentimenti.
In tutte le situazioni, eccetto quelle più quotidiane e neutrali, siamo sottoposti a una pressione su come dobbiamo comportarci, su come ci dobbiamo sentire. E a voler guardare da più vicino, si scopre non di rado che sono romanzi, film o drammi visti o letti qualche volta a prescriverci quei ruoli.

inviato il 23/04/2017
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Morte di un apicultore

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Lars Gustafsson
Morte di un apicultore
Tradotto da Carmen Giorgetti Cima
Iperborea 1989
10 righe da pagina 134:

Che cosa è mai a farmi desiderare di non avere a che fare con il prossimo?
Il rifiuto di accordare loro un certo genere di controllo su di me. Ma ce l’hanno comunque! Esattoria, ufficio anagrafe, certo; ma ancor più le passioni che si trovano racchiuse nel mio stesso corpo, perché gli altri incominciano già là.
Prendiamo l’inquietudine erotica (che adesso sta per farsi viva di nuovo quanto più i dolori nel ventre si attenuano), quella fame sorda, oscura, quella sensazione di qualcosa che manca che ci perseguita praticamente ogni attimo di veglia e di sonno della nostra esistenza.
Che cos'è? È la possibilità dell’amore dentro il nostro corpo. La presenza, la possibile presenza di un’altra persona.
L’avvilente, costante memento che la solitudine è una condizione impossibile, che una cosa come un essere umano solo non può esistere.
Che la parola «io» è il vocabolo più assurdo della nostra lingua. Il punto vuoto del linguaggio.

inviato il 23/04/2017
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Il tempo è un bastardo

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Jennifer Egan
Il tempo è un bastardo
Tradotto da Matteo Colombo
minimum fax 2011

Per me non è in fissa nessuno. In questa storia io sono quella per cui non è in fissa nessuno. Di solito è una cicciona, ma io ho un problema più raro, e sono le lentiggini: sembra mi abbiano tirato in faccia delle manciate di terra. Da piccola, mamma mi diceva che erano una cosa speciale. Se Dio vuole un giorno me le farò togliere, quando sarò abbastanza grande da potermi pagare l'operazione da sola. Nell'attesa ho il mio collare da cane e la tinta verde, perchè voglio proprio vedere chi si azzarda a chiamare "quella con le lentiggini" una che ha i capelli verdi.

inviato il 23/04/2017
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Le cosmicomiche

Italo Calvino
Le cosmicomiche
Oscar Mondadori
10 righe da pagina 94:

E sbandiera pagine dei quotidiani, bianche e nere come lo spazio quando s'andavano formando le galassie, e gremite -come allora lo spazio- di corpuscoli isolati, circondati di vuoto, privi in sé di destinazione e di senso.
E io penso a com'era bello allora, attraverso quel vuoto, tracciare rette e parabole, individuare il punto esatto, l'intersezione tra spazio e tempo in cui sarebbe scoccato l'avvenimento, incontestabile nello spicco del suo bagliore; mentre adesso gli avvenimenti vengono giù ininterrotti, come una colata di cemento, uno in colonna sull'altro, uno incastrato nell'altro, separati da titoli neri e incongrui, leggibili per più versi ma intrinsecamente illeggibili,una pasta d'avvenimenti senza forma né direzione, che circonda sommerge schiaccia ogni ragionamento.

inviato il 24/04/2017
Nei segnalibri di:

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Grazie per la scelta :)

Ecco qua le dieci righe che ho scelto : http://scrivi.10righedailibri.it/come-non-educare-i-figli . grazie :)

Ciao Quantoscommettiamo, sei nella finale settimanale di Aprile. scegli 10 righe che più ti piacciono partendo da oggi 1 maggio a domenica 7 maggio, riportando qui nei commenti il link.

Ciao :) grazie !

Benvenuta Quantoscommettiamo :)

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