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Pagina di carolina.guardiani

Montaigne L'arte del vivere

Sarah Bakewell
Montaigne L'arte del vivere
Tradotto da Thomas Fazi
Fazi Editore 2011

"Veramente per il fatto che un tal uomo [Montaigne] abbia scritto", aggiunse Nietzsche, "il piacere di vivere è aumentato". Montaigne aveva imparato a vivere nella maniera in cui asprava a fare il filosofo tedesco: senza rimpianti o rimorsi, accettando tutto quello che la vita gli riservava senza sentire il bisogno di cambiarla. La frase di Mlntaigne, "Se dovessi vivere, rivivrei come ho vissuto" riassume lo scopo di tutto il lavoro di una vita di Nietzsche. Non solo Montaigne c'era riuscito, ma ne parlava come se non fosse niente di speciale.Come Montaigne, Nietzsche accettava tutto e allo stesso tempo lo metteva in discussione. Quelle caratteristiche che Pascal considerava ributtanti - il suo dubbio esistenziale, la "cama scettica", la quiete interiore, l'accettazione dell'imperfezione - sono le stesse cose che affascinano così tanto questa tradizione radicalmente diversa, che partendo dai libertins e passando per Nietzsche è giunta fino ai giorni nostri."

inviato il 10/07/2011
Nei segnalibri di:

Guerra e pace

Lev Tolstoj
Guerra e pace
Arnoldo Mondadori

L'istante in cui Nikolàj vide, in quel borro, i cani che si dimenavano addosso al lupo, e il pelame grigiastro del lupo sotto di loro, la sua zampa posteriore protesa, e la testa spaventata e ansimante, con le orecchie abbassate (Karàj lo teneva per la gola), l'istante in cui vide tutto ciò fu l'istante più felice della sua vita.... Il lupo sbattè i denti (Karàj non gli serrava più la gola), dette un balzo con le zampe posteriori, ormai fuori dal borro, e, abbassata la coda, corse di nuovo in avanti, allontananandosi dai cani. Karàj con il pelo irto, e probabilmente ammaccato e ferito, si tirò fuori a fatica dl borro. "Dio mio! Perchè? ..." gridò Nikolàj disperato.

inviato il 19/06/2011
Nei segnalibri di:

Commenti

Condivido.Scelta azzeccatissima..Anche io lo amo molto ed è uno di quei libri le cui " riletture" non finiranno mai..

Sai che ti dico? Mi hai fatto venir voglia di rileggerlo anch'io, magari dopo l'estate: non so perchè ma per me lo vedo indicato per la stagione autunnale:)

Grazie! Sto rileggendo Guerra e Pace, centellinandolo per far durare il piacere, i capitoli dedicati alla caccia sono strepitosi...

Carolina, hai proprio iniziato alla grande! Complimenti per la scelta:)

IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE

immagine copertina
Simona Vinci
IN TUTTI I SENSI COME L'AMORE
Einaudi tascabili
10 righe da pagina 39:

Le ho scritto una lettera. Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Le parole sono un corteggiamento violento. Entrano dentro la carne di chi le legge. Le parole scritte fanno paura. Ho sempre pensato che quando si scrive venga fuori il ritmo dell'anima; quando si parla si mente, quando si scrive no. Non è possibile. E' come tirare fuori da sè qualcosa di vitale e spaventoso, come un organo spiaccicato sulla carta. Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere.

inviato il 07/07/2011
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Commenti

particolare direi....di questa scrittrice hi apprezzato questa raccolta di racconti e meno "dei bambini non si sa niente" interessante scrittura... ma troppo "crudo" per i miei gusti!

ho letto alcune citazioni di questo libro e mi hanno decisamente convinta a cercarlo ^_^

Montaigne L'arte del vivere

Sarah Bakewell
Montaigne L'arte del vivere
Tradotto da Thomas Fazi
Fazi Editore 2011

"Veramente per il fatto che un tal uomo [Montaigne] abbia scritto", aggiunse Nietzsche, "il piacere di vivere è aumentato". Montaigne aveva imparato a vivere nella maniera in cui asprava a fare il filosofo tedesco: senza rimpianti o rimorsi, accettando tutto quello che la vita gli riservava senza sentire il bisogno di cambiarla. La frase di Mlntaigne, "Se dovessi vivere, rivivrei come ho vissuto" riassume lo scopo di tutto il lavoro di una vita di Nietzsche. Non solo Montaigne c'era riuscito, ma ne parlava come se non fosse niente di speciale.Come Montaigne, Nietzsche accettava tutto e allo stesso tempo lo metteva in discussione. Quelle caratteristiche che Pascal considerava ributtanti - il suo dubbio esistenziale, la "cama scettica", la quiete interiore, l'accettazione dell'imperfezione - sono le stesse cose che affascinano così tanto questa tradizione radicalmente diversa, che partendo dai libertins e passando per Nietzsche è giunta fino ai giorni nostri."

inviato il 10/07/2011
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le braci

immagine copertina
Sándor Márai
le braci
Adelphi 1998

...È il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano..... Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall'esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l'infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un'altra persona....

inviato il 27/06/2011
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Commenti

dovrò leggerlo....

aggiungo segnalibro

Le stelle danzanti

immagine copertina
Gabriele Marconi
Le stelle danzanti
Vallecchi 2009

«Mi fai accendere?».
«Subito» disse lui, che le era arrivato alle spalle. E togliendole la sigaretta dalle labbra le girò il viso e la baciò. ...
«N-non ci conosciamo! Come…» lei cercò di farfugliare. Ma lui la baciò di nuovo, stavolta più a lungo, stringendola da dietro. «Oh, sì… ma che mi frega!» esclamò lei ridendo, e rispose con foga al bacio di Giulio, che aveva affondato una mano nella scollatura, colmandola col seno pieno e sodo, mentre l’altra scendeva a sollevarle la gonna. Lei cercò di girarsi, per poterlo abbracciare più comodamente, ma lui glielo impedì, schiacciandola contro il vetro della finestra… mordendole la nuca… E dopo un po’, abbandonandosi alle mani di Giulio che slacciavano e accarezzavano, fu lei a guidarlo dentro di sé inarcando i fianchi. E guardando la strada semibuia oltre il canale, dove i croati, insensibili al freddo, vigilavano dietro ai cannoni puntati su Fiume, gridò con tutta la vita che sentiva dentro, come Antinea a cavallo della tempesta.

inviato il 25/09/2010
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Commenti

Sicuramente da leggere :D

Si farfuglia quando non si riesce a trovare le parole, per pienezza di sentimenti!

Da leggere!

Lui la guardò con gli occhi vuoti, sorpreso, poi ricordò: «Già, il “Dimitros”. Ascoltami bene». E lei ascoltò. E non ebbe a pentirsene (non quella volta), perché fu la prima di una serie di avventure straordinarie insieme ai filibustieri di d’Annunzio, che la portarono ad essere nominata “uscocca ad honorem” («A dishonorem, oserei dire» aveva precisato lei socchiudendo gli occhi e spingendo con le mani sulla spalliera di un letto d’albergo nel porto di Trieste, mentre Giulio la martellava fino allo sfinimento).
Su La Vedetta d’Italia e su La testa di Ferro si parlò a lungo e con grande clamore di questa misteriosa ragazza che partecipava alle azioni degli uscocchi sfruttando la sua bellezza, ardimentosa e spregiudicata, ma senza mai pubblicarne la foto, per ragioni di segretezza. «Il che aumenta il suo fascino» aveva detto un giorno Host-Venturi, parlandone durante una riunione a Genova, in quell’incredibile estate del 1920. «No» aveva replicato Giulio, «le assicuro che lo diminuisce».

vado a letto... notte

sono un cretino :)))

come primo vedo l'utimo postato da maddalena

su questa di scrivi.10righedailibri.it

su quale pagina?

i segnalibri funziona

Guerra e pace

Guerra e pace 7 years 51 settimane fa

Grazie! Sto rileggendo Guerra e Pace, centellinandolo per far durare il piacere, i capitoli dedicati alla caccia sono strepitosi...

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