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Pagina di Nhenya

Il femminile nella fiaba

immagine copertina
Marie-Louise von Franz
Il femminile nella fiaba
Bollati Boringhieri
10 righe da pagina 10:

Una donna di mia conoscenza aveva piedi piccoli e sensibili, ma al marito piacevano i tacchi alti: perciò lei si torturava calzando questo tipo di scarpe, anche contro il parere dei medici.
Una donna si comporta così perché ha paura di perdere l'amore dell'uomo. Se la donna sente di piacere all'uomo soltanto perché è un'incarnazione della sua Anima, si sentirà costretta a recitare questa parte. Ma in tal caso, l'uomo l'amerà soltanto come uno dei suoi fantasmi e non come una persona indipendente, e allora il suo non sarà che una parvenza di sentimento. Se gli fosse negata con dolcezza, invece di cedere in silenzio, forse egli le avrebbe riconosciuto l'esistenza.

inviato il 21/06/2011
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Commenti

Roberto, se è per questo gli uomini barano anche e soprattutto quando iniziano ad amare. E' sul lungo percorso che escono fuori il meglio...

L'amore, letterario e non, é proprio la libertà di essere ciò che si é veramente!

Vedi anche " Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés. Comunque anche gli uomini quando temono di perdere l'amore di una donna barano, si travestono, imbrogliano.Ma cos'è l'amore, se non libertà di essere ciò che si è veramente?

Vedi anche " Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés. Comunque anche gli uomini quando temono di perdere l'amore di una donna barano, si travestono, imbrogliano.Ma cos'è l'amore, se non libertà di essere ciò che si è veramente?

Frasi straordinarie!

clap clap clap! applausi! bellissima citazione, sopratutto l'ultima frase!

L'isola del giorno prima

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Umberto Eco
L'isola del giorno prima
Bompiani
10 righe da pagina 6:

La luce della luna, penetrando dal ponte, illuminava quel luogo, che si dava a dividere come il cucinotto di bordo, col suo paiolo pendulo sopra il forno.
L'ambiente aveva due porte, una verso il bompresso, l'altra sul ponte. E alla seconda si era affacciato, scorgendo come di giorno i sartiami belli accomodati, l'argano, gli alberi con le vele raccolte, pochi cannoni ai sabordi, e la sagoma del castello di poppa. Aveva fatto rumore, ma non rispondeva anima viva. Si era affacciato alle murate, e a dritta aveva scorto, a circa un miglio, il profilo dell'isola, con le palme della riva agitate dalla brezza. La terra formava come un'ansa bordata di sabbia che biancheggiava nella pallida oscurità, ma, come avviene a ogni naufragio, Roberto non poteva dire se isola fosse, o continente.

inviato il 21/06/2011
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la vita facile

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Alda Merini
la vita facile
Bompiani
10 righe da pagina 73:

le mani sono l'anima dell'uomo. sono il nostro carattere. educare una mano vuol dire insegnare a tacere. ci sono creature che hanno levato le loro mani per gioire, altre per difendersi dalla violenza. qualcuno con le mani ha fatto giustizia, qualcun altro ha pregato. però tutti sulle proprie mani hanno fatto calare il silenzio.

inviato il 20/06/2011
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treno di notte per lisbona

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Pascal Mercier
treno di notte per lisbona
Arnoldo Mondadori
10 righe da pagina 360:

Perchè attraverso le nostre parole non ci riveliamo soltanto, ma ci tradiamo. Lasciamo intravedere molto di più di quanto era nostra intenzione rivelare e talvolta avviene l’esatto contrario. Gli altri allora possono interpretare le nostra parole come sintomi di qualcosa che forse noi stessi ignoriamo. Come sintomi della malattia che noi siamo.

inviato il 20/06/2011
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In nome della madre

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erri de luca
In nome della madre
Feltrinelli
10 righe da pagina 36:

"Miriàm, sai cos'è la grazia?" "Non di preciso", risposi.
"Non è un' andatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. È la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto insieme senza neanche spettinarsi. Non è femminile, è dote dei profeti. È un dono e tu l'hai avuto. Chi lo possiede è affrancato da ogni timore. L'ho visto su di te la sera dell'incontro e da allora l'hai addosso. Tu sei piena di grazia. Intorno a te c'è u

inviato il 20/06/2011
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Il pornografo di Vienna

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Lewis Crofts
Il pornografo di Vienna
Tradotto da Pietro Formenton
Marco Tropea Editore srl 2007
10 righe da pagina 204:

«Io mostro l'umanità per ciò che è: corrotta, marcia. Io mostro la verità.»
«La verità?»
«Ogni epoca ha l'arte che si merita.»
«Ed è questa la verità?»
«Io dipingo occhi che somigliano a sassi sul viso delle persone, che somigliano a sassi perché è così che sono davvero... senza vita, freddi, morti sotto la pelle... colpiti da gente come lei.»
Il giudice alzò una mano vedendo due guardie farsi avanti.
«Lasciate continuare questo buffone.»
«Io metto in mostra lo sfruttamento, la repressione e lo stupro. Le stesse porcherie che gli ipocriti come lei calpestano in mezzo alla strada o si scopano contro le porte dei fienili. Quella vita che è di gran lunga più primitiva e tragica della sua stramaledetta ARTE!»

inviato il 21/06/2011
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Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Arnoldo Mondadori 1993
10 righe da pagina 33:

In ogni città dell'impero ogni edificio è differente e disposto in un diverso ordine: ma appena il forestiero arriva alla città sconosciuta e getta lo sguardo in mezzo a quella pigna di pagode e abbaini e fienili, seguendo il ghirigoro di canali orti immondezzai, subito distingue quali sono i palazzi dei principi, quali i templi dei grandi sacerdoti, la locanda, la prigione, la suburra. Così - dice qualcuno - si conferma l'ipotesi che ogni uomo porta nella mente una città fatta soltanto di differenze, una città senza figure e senza forma, e le città particolari la riempiono.

inviato il 22/06/2011
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Le città invisibili

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Italo Calvino
Le città invisibili
Arnoldo Mondadori 1993
10 righe da pagina 48:

E quando il mio animo non chiede altro alimento e stimolo che la musica, so che va cercata nei cimiteri: i suonatori si nascondono nelle tombe; da una fossa all'altra si rispondono trilli di flauti, accordi d'arpe.
Certo anche a Ipazia verrà il giorno in cui il solo mio desiderio sarà partire. So che non dovrò scendere al porto ma salire sul pinnacolo più alto della rocca ed aspettare che una nave passi lassù. Ma passerà mai? Non c'è linguaggio senza inganno.

inviato il 22/06/2011
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Elianto

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Stefano Benni
Elianto
Feltrinelli 1998
10 righe da pagina 281:

Elianto si svegliò con la gola riarsa, e bevve il suo senno. Chissà chi ha riempito il bicchiere stanotte, pensò, forse Malcinea. Sentì l'acqua rinfrescargli la gola, provocandogli uno strano brivido. Senza motivo, un Ricordo Meraviglioso gli tornò alla mente. Era l'estate di qualche anno prima, e lui camminava sul bagnasciuga, cercando tesori tra gli ossi di seppia, i granchi morti e i legni levigati dalle correnti. All'altezza del banco di sabbia della marea, là dove l'acqua è bassa e trasparente, vide i ragazzi sordomuti della colonia che facevano il bagno, e si spruzzavano l'un l'altro schiaffeggiando la superficie del mare. Le bocche erano aperte in grida gioiose, erano grida mute, ma Elianto ne avvertì ugualmente tutta l'allegria, così prese la rincorsa sulla battigia, a piedi sghembi come i fenicotteri, e si tuffò

inviato il 22/06/2011
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Pulp

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Charles Bukowski
Pulp
Tradotto da Luigi Schenoni
Feltrinelli 1996
10 righe da pagina 52:

Dovevo pensare. Cercai di pensare. La mosca stava ancora camminando sulla scrivania. Arrotolai il "Racing Form", le diedi un colpo e la mancai. Non era la mia giornata. Né la mia settimana. Né il mio mese. Né il mio anno. Né la mia vita. Accidenti.
Mi appoggiai allo schienale. Nato per morire. Nato per vivere come uno scoiattolo maltrattato. Dov'erano le ballerine di prima fila? Perché mi sentivo come se stessi assistendo al mio funerale?

inviato il 23/06/2011
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Saltatempo

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Stefano Benni
Saltatempo
Feltrinelli 2003
10 righe da pagina 66:

Mi sdraio sui sassi e metto i piedi nella corrente. Sento che qualcosa sta succedendo, il fiume ha ripreso a scorrere, forse non sarà come prima ma ci riproverà, i pesci torneranno, forse le ruspe smetteranno di scavare e rubar ghiaia. Le cose muoiono: questa è la prima cosa che non puoi cancellare, una volta che l'hai davvero scoperta. Le cose guariscono, le cose ricominciano, le cose tornano. Questa è una cosa bella da tenere in testa, ma non la puoi avere sempre, la speranza fa il gioco del sole nel bosco, sparisce, riappare un attimo, poi di nuovo è ombra e scuro.

inviato il 23/06/2011
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L'uomo duplicato

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José Saramago
L'uomo duplicato
Tradotto da Rita Desti
Feltrinelli 2010
10 righe da pagina 11:

L'uomo che è appena entrato nel negozio per noleggiare una videocassetta ha nella sua carta d'identità un nome tutt'altro che comune, di un sapore classico che il tempo ha reso stantio, niente di meno che Tertuliano Máximo Afonso. Il Máximo e l'Afonso, di applicazione più corrente, riesce ancora ad ammetterli, a seconda, però, della disposizione di spirito in cui si trovi, ma il Tertuliano gli pesa come un macigno fin dal primo giorno in cui ha capito che l'infausto nome si prestava a essere pronunciato con un'ironia che poteva essere offensiva.

inviato il 23/06/2011
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